BIOGRAFIA
GIULIO CASTELLI, NATO A MILANO NEL 1920, IMPRENDITORE.
HA LEGATO IL PROPRIO NOME A KARTELL, AZIENDA NOTA INTERNAZINALMENTE PER LA PRODUZIONE DI OGGETTI E ARREDI IN MATERIALE PLASTICO. ALLIEVO DEL NOBEL PER LA CHIMICA GIULIO NATTA, SI LAUREA IN INGEGNERIA CHIMICA NEL 1949. NELLO STESSO ANNO FONDA LA KARTELL, CHIAMANDO A COLLABORARE, TRA GLI ALTRI, I FRATELLI CASTIGLIONI, GAE AULENTI, JOE COLOMBO, MARCO ZANUSO, RICHARD SAPPER. DAL 1979, ACCANTO ALL'ATTIVITÀ PRODUTTIVA, NASCE IL CENTROKAPPA CON G. COLOMBINI E A. CASTELLI FERRIERI. MEMBRO DEL COMITATO PROMOTORE ADI. PROMOTORE DELL'ATTIVITÀ DIDATTICA (CONSIGLERE DI AMMINISTRAZIONE DI DOMUS ACADEMY), È MEMBRO COSMIT E PRESIDENTE DI KARTELL.
INTERVISTA
D: ALLORA, ING. CASTELLI, COSA L'HA SPINTA NEL 1956 A FONDARE L'ADI, INSIEME AD ALTRI DESIGNER, INSIEME AD ALTRI IMPRENDITORI, A UN CRITICO, GILLO DORFLES?
R: MA, È NATA UN PO' SPINTA DA GIO PONTI CHE AVEVO OCCASIONE DI INCONTRARE E IN QUEL MOMENTO AVEVAMO CAPITO CHE GLI OPERATORI DEL DESIGN INDUSTRIALE, SE AVESSERO AVUTO L’OCCASIONE DI SCAMBIARSI, DI INCONTRARSI, DI CONOSCERSI, AVREBBERO SENZ'ALTRO FAVORITO QUESTO INDUSTRIAL DESIGN CHE IN QUEGLI ANNI INCOMINCIAVA A NASCERE E QUINDI, NON MI RICORDO PIÙ, MA ALLORA IMPRENDITORI SENSIBILI AL PROBLEMA DEL DESIGN, OLTRE A ME, PELLIZZARI E ADRIANO OLIVETTI. PELLIZZARI FABBRICAVA MOTORI E ADRIANO OLIVETTI SAPPIAMO TUTTI CHI ERA.
D: CHE COSA ACCADDE DOPO QUESTO INCONTRO, REALMENTE CAMBIÒ QUALCOSA? COME CAMBIÒ?
R:CAMBIÒ NEL SENSO CHE PER LA PRIMA VOLTA È NATA QUESTA ASSOCIAZIONE DI IDEE INDUSTRIALI CHE UNIVA FINALMENTE TUTTE LE FORZE INTELLETTUALI CHE LAVORAVANO ATTORNO A UN PROGETTO INDUSTRIALE. OLTRE AGLI IMPRENDITORI C'ERANO GLI ARCHITETTI CHE STAVANO PER DIVENTARE DESIGNER, UNA PROFESSIONE EMERGENTE, GRAFICI, SI SONO UNITI CRITICI. OGGI, NELLA COMPLESSITÀ DEL PROGETTO, È GIUSTO CHE CI SIANO OLTRE A QUESTI PERSONAGGI ANCHE LA DISTRIBUZIONE, ANCHE LA COMUNICAZIONE, ANCHE I TECNICI. GIÀ ALLORA VENIVANO IN ADI A DISCUTERE I PROBLEMI DEI DISEGNI INDUSTRIALI ALCUNI TECNICI. MI RICORDO - POSSO FARE QUALCHE NOME? - ALCUNI TECNICI COME GABRIELLI, CHE LAVORAVA ALLORA IN OLIVETTI, COME GEROSA CHE È VENUTO, MI RICORDO, È STATA UNA SERATA MOLTO EMOZIONANTE, IN UNO SCANTINATO DI GIO PONTI IN VIA VEZZA, È VENUTO GEROSA A SPIEGARCI IL PROGETTO DELLA 500. MI RICORDO CHE È STATA VERAMENTE UNA SERATA CHE CI AVEVA AFFASCINATO.
È CERTO CHE QUESTI INCONTRI DI QUESTI PERSONAGGI, ERANO SEMPLICEMENTE DEGLI INCONTRI DOVE CI SI TROVAVA DI SOLITO, SI FACEVANO DELLE SERATE, DOVE CI SI SCAMBIAVA OPINIONI SULLE PROPRIE DIFFICOLTÀ, CI SI RACCONTAVA DELLE PROPRIE IMPRESSIONI E SOPRATTUTTO SERVIVA PERÒ PER CONOSCERCI, PERCHÉ ALLORA GLI ARCHITETTI EMERGENTI CHE VOLEVANO FARE DEL DESIGN, I PRIMI RAPPORTI LI HANNO AVUTI IN ADI.
D: ECCO, DA QUEL GRUPPO DI 9 PERSONE, È POSSIBILE, SI PUÒ DIRE CHE DA LÌ È NATO L'ITALIAN DESIGN? CON QUEL GRUPPO DI PERSONE?
R: MA, IO SONO ABBASTANZA FAVOREVOLE A QUESTA IDEA, PERCHÉ SE QUESTE PERSONE NON AVESSERO FONDATO L'ADI, SE NON AVESSERO INCOMINCIATO A PARLARE DI DESIGN, PROBABILMENTE IL DESIGN ITALIANO NON SI SAREBBE AFFERMATO COME SI È AFFERMATO IN QUEGLI ANNI COME SI È SVILUPPATO. VA BENE, È STATA, COME IN TUTTI I FATTI DELLA VITA, UNA PURA COINCIDENZA, FORSE UN CASO CHE HA PORTATO QUESTE PERSONE A PARLARE DI DESIGN E A FONDARE L'ADI.
((ITALIAN DESIGN))
È CERTO CHE L'ADI È STATA, DICIAMO, L'INIZIO DELL'ITALIAN DESIGN, PERÒ PROBABILMENTE, COME È SEMPRE NELLA VITA, CI SONO STATI ALTRI COMPONENTI CASUALI CHE POI HANNO AIUTATO L'ITALIAN DESIGN, CIOÈ GLI ARCHITETTI CHE DOVEVANO FARE LE CASE E CHE INVECE ERANO FATTE DAI GEOMETRI, E QUINDI HANNO TROVATO PIÙ FACILE COMUNICARE CON GLI IMPRENDITORI GIOVANI EMERGENTI CHE NON CON I COSTRUTTORI. QUESTA PICCOLA INDUSTRIA ITALIANA, CHE ERA PIÙ ARTIGIANALE E NON CERTAMENTE INDUSTRIALE, CHE AVEVA DESIDERIO DI RIEMPIRE E DI FARE DEI PRODOTTI CHE NON C'ERANO. ALLORA DOPO LA GUERRA TUTTO ERA FACILE, DEI MATERIALI NUOVI CHE ERANO EMERGENTI, COME MATERIE PLASTICHE. QUANDO DICO MATERIE PLASTICHE DICO ANCHE I COMPENSATI, INSOMMA I PICCOLI SISTEMI DI LAVORAZIONE E I NUOVI MACCHINARI CHE DOPO LA GUERRA INCOMINCIAVANO SUBITO, A FAVORIRE LA RINASCITA DELL'INDUSTRIA, TANTO È VERO CHE ANCORA OGGI IN ITALIA PER ESMEPIO LA LAVORAZIONE DEL LEGNO È TRA LE PIÙ IMPORTANTI. TUTTE QUESTE COMPONENTI HANNO AIUTATO LA NASCITA DEL DESIGN ITALIANO.
IO VOGLIO RICORDARE POI, FORSE LA GENTE SI DIMENTICA, MA LA PUNTA DI DIAMANTE DEL MADE IN ITALY, PRIMA DELLA MODA, PRIMA DEL FOOD, È STATO PROPRIO IL DESIGN. PERCHÉ NEGLI ANNI '70 QUANDO ABBIAMO FATTO LA FAMOSA MOSTRA A NEW YORK, ORGANIZZATA DA AMBASZ AL MOMA, AL MUSEO OF MODERN ART, LA MODA NON C'ERA ANCORA IN ITALIA. NON SI USAVA ANDARE AL RISTORANTE E VEDERE ANZICHÉ IL BURRO COME SI VEDE A NEW YORK CHE TI DANNO IL PIATTINO CON L'OLIO. PRIMA DEL FENOMENO MODA E DEL FENOMENO FOOD, È STATO PROPRIO IL DESIGN ITALIANO AD ANDARE ALL'ESTERO.
(ITALIA - EUROPA)
D: ECCO, A DISTANZA DI OLTRE 40 ANNI DA QUEL MOMENTO, E NONOSTANTE LE CRISI CONTINUE E RIPETUTE NEL NOSTRO PAESE, IL DESIGN ITALIANO HA SEMPRE UNA FORTE VALENZA NON SOLO COMMERCIALE. COME SPIEGA QUESTO FENOMENO? DA CHE COSA DIPENDE?
R: TUTTI DICONO CHE OLTRE AI DESIGNER ITALIANI, COME TUTTI GLI ANNI, VEDREMO PARECCHI PRODOTTI DISEGNATI ANCHE DA DESIGNER STRANIERI. E QUESTO - È LA MIA OPINIONE - IL SUCCESSO DEL DESIGN ITALIANO È CHE È DIVENTATO NON PIÙ DESIGN ITALIANO MA DESIGN DAL PUNTO DI VISTA IMPRENDITORIALE ITALIANO, DAL PUNTO DI VISTA DEL PROGETTO INIZIALE ANCHE STRANIERO, MA CHE LA FORZA DEL DESIGN ITALIANO, SPECIALMENTE NEL SETTORE DELL'ARREDO, È DOVUTA ANCHE AGLI IMPRENDITORI, IMPRENDITORI CHE HANNO, SECONDO ME, UNA PREPARAZIONE CULTURALE MIGLIORE DEGLI IMPRENDITORI STRANIERI, CHE NON GUARDANO FORSE IMMEDIATAMENTE A UN RITORNO SUL RISCHIO CHE C'È SEMPRE QUANDO INCOMINCI A FARE UN PRODOTTO. INSOMMA, ABBIAMO UNA CERTA APERTURA A TENTARE, RISCHIARE DI PIÙ E QUALCUNO L'ALTRA SERA, ALLA PRESENTAZIONE DEL SALONE DEL MOBILE, HA DETTO: "MA GLI ITALIANI SONO BRAVI A FARE I PROTOTIPI, POI NON SONO CAPACI A FARE LA PRODUZIONE". IO DICO CHE GLI ITALIANI SONO CAPACI A FARE I PROTOTIPI OGGI E A FARE LA PRODUZIONE PERCHÉ SIAMO I PRIMI ESPORTATORI NEL MONDO NEL SETTORE DEL MOBILE. QUINDI, E CERTO SIAMO MOLTI BRAVI, PROPRIO FORSE PER QUESTA TRADIZIONE ARTIGIANALE CHE ABBIAMO DIETRO, QUESTO KNOW-HOW, SIAMO CAPACI PROPRIO DI FARE I PROTOTIPI. MA QUESTO È UN MERITO, PERCHÉ È FACENDO TANTI PROTOTIPI CHE RIESCI POI A SCEGLIERE E A VEDERE QUELLO CHE VA MEGLIO.
(COMPASSO D’ORO)
D: VICINO A LEI C'È UN "COMPASSO D'ORO" CHE L'HA VISTA PROTAGONISTA MOLTE VOLTE. HA UN ANEDDOTO, UN RACCONTO, UN QUALCOSA, RISPETTO AL "COMPASSO D'ORO"?
R: LA MIA AZIENDA HA INIZIATO L'ATTIVITÀ SPECIALMENTE NEL SETTORE DEI CASALINGHI, DEI CASALINGHI E CON DEI MATERIALI NUOVI CHE ERANO LE MATERIE PLASTICHE. QUINDI, IL FARE PRODOTTI DI CONSUMO NELLA CASA, CON MATERIALI NUOVI, COME ERANO LE MATERIE PLASTICHE, PER ME CHE DIRIGEVO L'AZIENDA, ERA FACILE DARE DEI SUGGERIMENTI AI DESIGNER CHE AFFRONTAVANO PROBLEMI VECCHI CON MATERIALI NUOVI. E PROPRIO QUESTO È STATO UN POCHETTINO IL SISTEMA CON IL QUALE PRESENTAVO DEI PRODOTTI AL "COMPASSO D'ORO" ED ERA MOLTO FACILE VEDERE UN CATINO, PIUTTOSTO CHE UNA SEDIA, FATTA CON DEI MATERIALI NUOVI REALIZZATI IN FORME ANCHE NUOVE, CHE ERANO ADATTE PERCHÉ NON ANDAVO A RIPRENDERE FORME TRADIZIONALI, MA CERCAVO DI INTERPRETARE LA FUNZIONALITÀ DEL PRODOTTO CON DELLE FORME NUOVE. QUINDI, MATERIALI NUOVI E FORME NUOVE ERANO SENZ'ALTRO IL MOTIVO DEL SUCCESSO PER IL QUALE LA MIA AZIENDA CREDO ABBIA AVUTO 7 O 8 "COMPASSI D'ORO". ANZI, LI HO PRESI CON COLOMBINI AGLI INIZI CON I CASALINGHI, POI CON MARCO ZANUSO, POI UN ANNO PRESI IL "COMPASSO D'ORO" COME AZIENDA, PERCHÉ AVEVAMO TALMENTE TANTI PRODOTTI TUTTI BELLI, CHE ALLORA ABBIAMO AVUTO UN "COMPASSO D'ORO" ALLA CARRIERA E ULTIMAMENTE CON ANTONIO CITTERIO. QUINDI, POI LI HO AVUTI ANCHE COME CENTRO KAPPA E IN QUESTO CASO, L'HO AVUTO PER LA COMUNICAZIONE, PERCHÉ NON DIMENTICHIAMO CHE NON VUOL DIRE FARE UN PRODOTTO, VUOL DIRE PROGETTARLO, FARLO, RISOLVERE I PROBLEMI TECNICI, ESSERE CAPACI DI COMUNICARLO, ESSERE CAPACI DI DISTRIBUIRLO E ANCHE ESSERE CAPACI DI AVERE DAL CONSUMATORE, DAL FRUITORE FINALE UN FEED BACK CHE CI PERMETTA ANCHE DI PERFEZIONARLO. QUINDI IL PRODOTTO DEVE ESSERE ANCHE IN CONTINUO MOVIMENTO PER ESSERE ADATTO ALLE ESIGENZE DEL FRUITORE FINALE.
D: ESISTONO DEGLI ALTRI PREMI COME IL "COMPASSO D'ORO" NEL MONDO CHE HANNO UN VALORE COSÌ INTERNAZIONALE?
R: NO. TEDESCHI E SPAGNOLI HANNO I LORO PREMI, MA… LA COMUNITÀ EUROPEA, HA FATTO ADESSO UN PREMIO CHE È DIVENTATO BIENNALE, DOVE HANNO PARTECIPATO DEGLI ITALIANI. MA NON COME AZIENDE, SUI PRODOTTI E TOCCANDO TUTTE LE TIPOLOGIE COME LE TOCCA IL "COMPASSO D'ORO", PERCHÉ DOVETE PENSARE CHE È INIZIATO IL "COMPASSO D'ORO" COME RINASCENTE, POI È PASSATO AL COMUNE DI MILANO, E IL COMUNE DI MILANO L'HA DATO ALL'ADI. QUINDI IN QUESTO MOMENTO IL "COMPASSO D'ORO", LA RACCOLTA DI TUTTI I "COMPASSI D'ORO" DIVENTANO UNA TESTIMONIANZA DELL'INDUSTRIAL DESIGN, MA NON SOLTANTO COME LA TIPOLOGIA INIZIALE CHE ERA RIVOLTA AL GRANDE MAGAZZINO, MA IN QUESTO MOMENTO È RIVOLTA A TUTTE LE TIPOLOGIE, DALL'AUTO ALLA MOTOCICLETTA, AGLI ARTICOLI PER LA CASA, AGLI STRUMENTI SCIENTIFICI. INSOMMA È VERAMENTE UN PANORAMA A 360° DI TUTTO IL MERCATO ITALIANO DI PRODUZIONE E NATURALMENTE, QUANDO SI DICE INDUSTRIAL DESIGN, IO PENSO A UN PRODOTTO INDUSTRIALE. QUINDI, DICIAMOLO CON PAROLE SEMPLICI ITALIANE E QUANDO SI PARLA DI PROGETTO INDUSTRIALE, IN OGNI PRODUZIONE IMPORTANTE IL PROGETTO ESISTE SEMPRE QUINDI ESSISTE SEMPRE IL DESIGN, IL PROGETTO.
((JOE COLOMBO))
D: LEI HA LAVORATO CON TANTISSIMI DESIGNER. CI PIACEREBBE RICORDARE JOE COLOMBO.
R: MA SÌ, EFFETTIVAMENTE DEVO DIRE CHE ORMAI IN 50 ANNI DI LAVORO, PERCHÉ QUEST'ANNO È IL CINQUANTENARIO DELLA KARTELL, IO CREDO CHE NESSUN IMPRENDITORE ABBIA LA MIA ESPERIENZA DI RAPPORTO CON I DESIGNER E QUINDI MI PIACE RICORDARE JOE COLOMBO. ALLORA ERA, PER FARE UN PARALLELISMO CON I DESIGNER DI OGGI, FORSE ERA IL PRIMO DESIGNER CHE SPERIMENTAVA. È MORTO GIOVANE QUINDI È DIVENTATO IMPORTANTE MA NON ABBASTANZA PER DIVENTARE UN MITO. QUINDI, PER QUESTO FACCIO UN PARALLELISMO QUASI COME DESIGNER A PHILIPPE STARCK. CERTO CHE, COME IMPRENDITORE, IO CERCO SEMPRE DI VENDERE I PRODOTTI CON IL MIO MARCHIO. INVECE PURTROPPO, MI È CAPITATO ALCUNE VOLTE CHE IL NOME DEL DESIGNER SUPERA IL NOME DELL'AZIENDA. QUESTO NON MI FA MALE, PERÒ FORSE MI DISPIACE, PERCHÉ MI PIACEREBBE CHE IL NOME DELLA MIA AZIENDA, ANCHE SE I DESIGNER DIVENTANO DEI MITI, DIVENTASSE SEMPRE PIÙ IMPORTANTE DEL DESIGNER. E DEVO DIRE CHE POI JOE COLOMBO ERA UNO MOLTO ISTINTIVO, RIUSCIVA A FARE, A GUARDARE UN PARTICOLARE E DA UN PARTICOLARE DI UN ALTRO PRODOTTO FARLO DIVENTARE UN ALTRO PRODOTTO. IO HO UN ESEMPIO ABBASTANZA STORICO. TUTTI CONOSCONO PROBABILMENTE QUEL PORTACENERE COI DUE BUCHI DI FIANCO, CHE HA FATTO GINO COLOMBINI, ANZI, CHE È UNA DERIVAZIONE DI UN PORTACENERE CHE HA FATTO ALBINI PER LA METROPOLITANA DI MILANO, PERCHÉ COLOMBINI ERA UN ALLIEVO DI FRANCO ALBINI. ECCO, JOE COLOMBO GUARDANDO QUEL PORTACENERE L'HA TAGLIATO A METÀ E HA FATTO DIVENTARE LA PARTE FINALE DI UN PORTACENERE UNA DELLE PRIME LAMPADE STAMPATE AD INIEZIONE CHE HO FABBRICATO IO, PROPRIO DISEGNATE DA JOE COLOMBO.
D: CHE COSA L'AFFASCINAVA, SE L'AFFASCINAVA, DI JOE COLOMBO, IL COLORE, LA FORMA, L'IPOTESI DEL FUTURO?
R: MI RICORDO CHE AVEVA FATTO ALLORA ALLA FIERA DI COLONIA, LA PRIMA CASA IMMAGINATA TUTTA DI MATERIALE PLASTICO, PER ESEMPIO, E LÌ EVENTUALMENTE AVEVA GIOCATO MOLTO SUL COLORE. PERÒ POI NELLA SCELTA DEI COLORI ERA ABBASTANZA TRADIZIONALE, NON È CHE ANDASSE ALLA RICERCA DI UNO STUDIO SUL COLORE, PERCHÉ ERA ANCORA UN PO' TROPPO PRESTO. INSOMMA, ALMENO, NON MI RICORDO CHE JOE COLOMBO FOSSE PARTICOLARMENTE SENSIBILE AL COLORE, ECCETTO QUEL FENOMENO CHE È STATO QUANDO HA PROGETTATO QUESTA CASA TUTTA DI MATERIALE PLASTICO E ALLORA SI È SCATENATO.
((PHILIPPE STARCK))
D: PARLAVAMO PRIMA DI MITI E LEI SICURAMENTE, PRODUCENDO UNA INFINITÀ DI MOBILI, HA FAVORITO L'ASCESA DI UN MITO COME PHILIPPE STARCK. COME VEDE QUESTO FENOMENO RIPRENDENDO ANCHE QUEL DISCORSO CHE FACEVA PRIMA.
R: CON PHILIPPE STARCK È STATO SUBITO UN RAPPORTO MOLTO FACILE, PERCHÉ CERTAMENTE COME JOE COLOMBO, È UNO MOLTO ESTROVERSO E DEVO DIRE CHE POI PHILIPPE STARCK È UN PERSONAGGIO CHE SA MOLTO, È STATO MOLTO BRAVO A GESTIRE LA PROFESSIONE IN UNA MANIERA ABBASTANZA PARTICOLARE A SECONDA DEI MERCATI. STARCK FA IL DESIGNER PER L'ARREDO IN ITALIA, FA IL DESIGNER PER L'INDUSTRIA IN FRANCIA, FA L'INTERIOR DECORATOR IN AMERICA E FA L'ARCHITETTO IN GIAPPONE. CIOÈ È RIUSCITO A SUDDIVIDERSI E NATURALMENTE IL FATTO DI ESSERE UN BRAVO MANAGER DI SE STESSO, L'HA AIUTATO IN QUESTO SUO GRANDE SUCCESSO, INDUBBIAMENTE, CHE HA IN QUESTO MOMENTO COME DESIGNER E ANCHE COME PROGETTISTA, OLTRE CHE DI PRODOTTI, ANCHE - COME HO DETTO - DI INTERIOR DESIGNER E COME ARCHITETTO.
D: COME È AVVENUTO IL PRIMO INCONTRO?
R: SAPEVO CHE ERA A MILANO E L'HO INVITATO ALLA KARTELL PERCHÉ IO AVEVO UN'IDEA DI FARGLI FARE UN COMPLETO PER SCRIVANIA. E LUI NON MI È SEMBRATO MOLTO ENTUSIASTA E NATURALMENTE MI HA VENDUTO SUBITO, EVIDENTEMENTE, UN PRODOTTO CHE AVEVA CERCATO , AVEVA DISEGNATO PARECCHI ANNI PRIMA E CHE NESSUN IMPRENDITORE FRANCESE AVEVA AVUTO IL CORAGGIO DI FARE, PERCHÉ ERA LA FAMOSA SEDIA "GLOBE", CHE ERA UNA SEDIA IN MATERIALE PLASTICO ANZICHÉ ARROTONDATA, SPIGOLATA. ANZICHÉ CON LA FORMA DI SEDILE, CON LA FORMA DI SELLA. POI È STATA FATTA ANCHE CON DEI COLORI CHE ERANO ASSOLUTAMENTE NUOVI, LA PLASTICA NON ERA PIÙ LUCIDA MA ERA OPACA. INSOMMA ERA ASSOLUTAMENTE CONTRO TENDENZA DI QUALSIASI SEDIA, SUL MERCATO. E CERTO CHE BISOGNAVA RISCHIARE, COMUNQUE NON MI RICORDO L'IMPIEGO COMUNQUE NEL SETTORE DELLE MATERIE PLASTICHE SE UNO VUOLE FARE UNA SEDIA, IL RISCHIO AMMONTA A PARECCHIE CENTINAIA DI MILIONI. È RIUSCITO A FARLA IN ITALIA E NON È RIUSCITO A FARLE IN ALTRE PARTI DEL MONDO.
((SCUOLE))
D: LEI È STATO ANCHE FONDATORE DI MOLTE COSE, MA ANCHE DELLA DOMUS ACADEMY?
R: NO, C'È UN ERRORE. IL FONDATORE DELLA DOMUS ACADEMY È MIO FIGLIO, NON SONO STATO IO. ADESSO SONO IN CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE... HO PRESO IL POSTO DI MIO FIGLIO NEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, MA NON SONO STATO IO IL FONDATORE DI DOMUS ACADEMY.
D: QUANTO PENSA CHE SIA IMPORTANTE UNA SCUOLA DI DESIGN. DESIGNER SI NASCE?
R: È UN GROSSO PROBLEMA, PERCHÉ IN FIN DEI CONTI TUTTI I DESIGNER IMPORTANTI, DICIAMO DELLA MIA GENERAZIONE E SUBITO QUELLA DOPO, NON AVEVANO FATTO SENZ'ALTRO NESSUNA SCUOLA DI DESIGN. QUINDI IO PENSO CHE LA PREPARAZIONE PER ARRIVARE A FARE UN PROGETTO, È UNA PREPARAZIONE CHE DEVE ESSERE VISTA SOTTO DIVERSE ANGOLAZIONI. IO SONO SICURO CHE PER FARE UN BUON PROGETTO, BISOGNA PRIMA DI TUTTO AVERE UNA PREPARAZIONE UMANISTICA MOLTO FORTE. NEL SENSO CHE BISOGNA ESSERE CAPACI DI CAPIRE PERCHÉ IL FARE UN PROGETTO COME PRIMA HO DETTO, IL PROGETTISTA DEVE SÌ COMUNICARE CON L'IMPRENDITORE O CON QUELLO CHE DOVREBBE ESSERE IL FUTURO IN INDUSTRIE PIÙ GROSSE. IL DESIGN DEVE ESSERE CAPACE DI COMUNICARE. IN FONDO IL MIO LAVORO DEI PRIMI ANNI, DOVE IL DESIGN ERA PIÙ SEMPLICE, È SEMPRE STATO QUELO DI RIUSCIRE A FARE CAPIRE, RIUSCIRE A FAR CAPIRE AL TECNICO QUELLO CHE VOLEVA IL PROGETTISTA. E DEVO DIRE CHE QUANDO HO LASCIATO LA PREDOMINANZA AL TECNICO NON SONO MAI VENUTI FUORI DEI BUONI PRODOTTI E QUANDO HO LASCIATO LA PREDOMINANZA AL PROGETTISTA, SONO VENUTI FUORI DEI PRODOTTI GENERALMENTE DI MODA, DOVE SE NE SENTIVA TROPPO L'INFLUENZA. QUINDI BISOGNA RIUSCIRE A MEDIARE, SPECIALMENTE IN QUESTA PRIMA BATTAGLIA TRA IL PROGETTISTA E I TECNICI. QUESTA È LA GRANDE SFIDA, PROPRIO UN LAVORO DI PING PONG, DI BUTTARE LÀ UNA COSA TROPPO AVANTI CHE NON SI PUÒ RISOLVERE, CHE INVECE POI SI PUÒ MEDIARE E SI RIESCE A RISOLVERE. MIA MOGLIE, PER ESEMPIO, PRIMA DI TUTTO MI DOMANDAVA: MA QUESTO PRODOTTO COSA DEVE ANDARE A COSTARE AL PUBBLICO? E QUINDI QUESTO CREDO CHE SIA MOLTO IMPORTANTE, DAL PUNTO DI VISTA ECONOMICO SAPERE IL PRODOTTO IN CHE FASCIA DI MERCATO DEVE ANDARE E CHE COSTO DEVE AVERE. QUINDI, BISOGNA FARE DEI CONTI ANCHE SUI RITORNI FINANZIARI. I FATTI ECONOMICI ENTRANO NEL DESIGN. E POI LA DISTRIBUZIONE. QUANDO PENSO CHE IO HO LASCIATO IL SETTORE DEI CASALINGHI, NON SONO ANDATO PIÙ AVANTI A PRODURRE CASALINGHI E SONO ANDATO NEL SETTORE SOLTANTO DELL'ARREDO, PERCHÉ LA DISTRIBUZIONE DEI CASALINGHI MI OBBLIGAVA A PASSARE DAI GROSSISTI, QUINDI UN PASSAGGIO IN PIÙ. QUINDI, IL GROSSISTA POI NON HA CERTAMENTE TEMPO DI SPIEGARE, QUANDO HAI DEI PRODOTTI INNOVATIVI, E QUINDI MI RICORDO DI AVER LEVATO DAI CASALINGHI LA SEGGIOLA DEI BAMBINI E AVERLA MESSA NEL SETTORE ARREDAMENTO E SUBITO AVER AVUTO UN VANTAGGIO PERCHÉ ERA PIÙ VICINO AL FRUITORE FINALE, ANCHE SE IL CANALE DELL'ARREDO NON È IL SETTORE PIÙ GIUSTO PER VENDERE UNA SEGGIOLA PER BAMBINI.
((MUSEO))
D: PERCHÉ SECONDO LEI NON ESISTE ANCORA UN MUSEO DEL DESIGN? ED È GIUSTO CHE ESISTA?
R:NE HO VISTI NEL MONDO. IL PRIMO MUSEO CHE HO VISTO DI DESIGN È NATURALMENTE STATO IL MOMA A NEW YORK. ERA UNA PICCOLA SALA, ERA UN MUSEO DOVE I PRODOTTI CAMBIAVANO OGNI MESE, CIOÈ NON ERA UN MUSEO FERMO, NON ERA UN MUSEO STATICO, MA UN MUSEO IN MOVIMENTO, DOVE IL CURATORE DECIDEVA DI CAMBIARE OGNI MESE I PRODOTTI. HO VISTO IL MUSEO DI GERUSALEMME, HO VISTO L'ALBERT MUSEUM, HO VISTO PARIGI... STO PENSANDO DOVE HO VISTO I MIEI PRODOTTI ESPOSTI NEI MUSEI E QUINDI STO PENSANDO DOVE HO VISTO UN MUSEO DI DESIGN. IO PERSONALMENTE PENSO CHE SIA, OGGI CON I MEZZI DELLA COMUNICAZIONE, PENSO CHE SIA SBAGLIATO FARE UN MUSEO STATICO CON I PRODOTTI, PERCHÉ È MOLTO PIÙ INTERESSANTE AVERE UN MUSEO VIRTUALE. OGGI CON I MEZZI CHE CI SONO, SUL VIRTUALE VEDERE TUTTO E AVERE LA POSSIBILITÀ POI DI ACCEDERE A QUESTO PEZZO. L'IDEALE SAREBBE AVERE DAVANTI UN BEL VISORE, VEDERE TUTTI I PRODOTTI, VEDERLI SCHIACCIANDO, FACENDO GIRARE IL MOUSE, VEDERE LA STORIA DI UN DESIGNER O DEI DISEGNI TECNICI DI QUESTO PRODOTTO E POI SCHIACCIANDO UN BOTTONE CHE QUESTO PRODOTTO POSSA VENIRE DAVANTI E POTERLO GUARDARE REALMENTE. ECCO, QUESTO SAREBBE SECONDO ME L'IDEALE. FORSE CON I MEZZI FUTURI, VISTO CHE SI FANNO I MAGAZZINI, CHE SCHIACCIANDO IL BOTTONE SI FANNO LE SPEDIZIONI, PERCHÉ NON SI PUÒ AVERE UN MAGAZZINO, DOVE SCHIACCIANDO UN BOTTONE CI SIA UN TAPIS ROULANT CHE PORTI QUESTO PEZZO DAVANTI ALLO STUDENTE O AL RICERCATORE, ALLO STUDIOSO. POI PENSO CHE DEBBA ESSERE, QUESTO MUSEO, DEBBA ESSERE IL POSTO, IL LOCALE, IL LUOGO DOVE SI POSSA ARRIVARE A DISCUTERE DI DESIGN IN UNA MANIERA PROBLEMATICA E DOVE POSSANO AVVENIRE DEGLI INCONTRI, COME SI FANNO ALL'ADI, TRA I DESIGNER E I PRODUTTORI E CHE OGNI MESE CI SIA UN AVVENIMENTO. DEVE ESSERE ANCHE AL CORRENTE DI QUELLO CHE SUCCEDE NEL MONDO, INSOMMA DEVE ESSERE UNA COSA VIVA. IN FONDO ANCHE IL MUSEO DELLA TECNICA HA PER ESEMPIO, HA TUTTI I PREMI SMAU, LI HA IN CANTINA, CONSERVATI, MA NON SERVONO ASSOLUTAMENTE A NIENTE. ADESSO NOI ABBIAMO DATO IN GESTIONE IL "COMPASSO D'ORO" AL CENTRO DI CANTÙ E ALMENO HO LA SODDISFAZIONE CHE QUESTA ORGANIZZAZIONE RIESCE A PORTARLI IN GIRO PER IL MONDO E QUINDI A FARE UN MOVIMENTO DI PROPAGANDA PER IL DESIGN ITALIANO E QUESTO NATURALMENTE È UNA COSA SEMPRE POSSIBILE E SEMPRE GIUSTA. SI POTREBBE ARRIVARE A FARE MOSTRE PER TIPOLOGIE PIÙ DIVENTA GRANDE QUESTO MUSEO E QUESTA RACCOLTA E L'ALTRA COSA ABBASTANZA IMPORTANTE, INSIEME AL PRODOTTO È FARE DEGLI APPROFONDIMENTI COME STANNO FACENDO A CANTÙ E SONO STATI MOLTO BRAVI, HANNO FATTO APPROFONDIMENTI SULLA LUCE, DOVE SI VEDE IL PROGETTO, COME È NATO, LE MODIFICHE, I MODELLI. BISOGNA FARE UN MUSEO CHE SIA VIVO, INSOMMA CHE SIA IN MOVIMENTO. UN MUSEO FERMO E STATICO, DOVE LA GENTE PASSA E GUARDA I PRODOTTI, SPECIALMENTE DI DESIGN INDUSTRIALE, MI SEMBRA UNA COSA ORMAI SUPERATA.
((MOMA))
D: PARLAVAMO PRIMA DEL MOMA, C'È STATA NEL 1972 UNA MOSTRA CURATA E VOLUTA DA AMBASZ. RAPPRESENTAVA ANCHE UN PASSAGGIO CRITICO ANCHE DEL MOMENTO DEL DESIGN ITALIANO. HA UN RICORDO PARTICOLARE?
R: C'ERO, È STATA UNA GRANDE FESTA A NEW YORK. DEVO DIRE CHE ALLORA I NEGOZI DI MADISON O DI FIFTH AVENUE NON ERANO QUELLI DI OGGI. C'ERANO POCHI NEGOZI DI MODA ITALIANI. SI VEDEVANO POCHI NEGOZI DOVE SI VENDEVA LA PIZZA PIUTTOSTO CHE GLI SPAGHETTI. QUINDI, RITORNO, DI QUESTO SONO MOLTO ORGOGLIOSO QUANDO IO DICO CHE IL DESIGN ITALIANO È STATA LA PUNTA DI DIAMANTE DELLA ESPORTAZIONE DEL MADE IN ITALY. CIOÈ PRIMA DELLA MODA, PRIMA DEL FOOD, FAMOSO NEL MONDO È STATO IL DESIGN ITALIANO E COSÌ COME UN FENOMENO GUARDATO SU UN GRAFICO, LA CURVA DELLA VITA DI UN PRODOTTO, IO PENSO CHE IL DESIGN ITALIANO STA SALENDO LENTAMENTE, MA DURERÀ MOLTO NEL TEMPO E ANCORA ABBIAMO QUESTA DIMOSTRAZIONE CHE ORMAI L'ITALIANO È UN FENOMENO CHE DURA ORMAI DA TRE LUSTRI, QUASI 50 ANNI. VEDREMO QUELLO DELLA MODA QUANTO DURA. SONO SICURO CHE GLI SPAGHETTI, LA PIZZA E IL CAPPUCCINO SONO CERTAMENTE UN FENOMENO ITALIANO, SICCOME SONO COSE BUONE, DURERANNO ANCHE QUELLE. MA IO SONO SICURO CHE DURERANNO ANCHE NEL TEMPO, DURERÀ NEL TEMPO ANCHE IL FENOMENO DEL DESIGN ITALIANO E QUESTA INTUIZIONE DI AMBASZ CHE LASCIAVA IL MOMA, E PRIMA DI LASCIARE IL MOMA HA VOLUTO FARE UNA GROSSA MANIFESTAZIONE DI DESIGN, COME CURATORE DEL DESIGN, HA AVUTO QUESTA PERCEZIONE DI FARE QUESTA CELEBRAZIONE DEL DESIGN ITALIANO E MI RICORDO CHE ALLORA LA PARTECIPAZIONE DELLA KARTELL È STATA MOLTO FORTE. MI RICORDO CHE ERO INVASO IN QUEL MOMENTO DA AMERICANI, IN AZIENDA, CHE DIRIGEVANO I LAVORI DI AMBASZ E TUTTI CONTINUAVANO A PARLARE DI QUESTA INAUGURAZIONE.
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