E’ MOLTO PIU’ IMPORTANTE
PARLARE DEL PRESENTE
CHE NON DEL FUTURO
PERCHÉ QUELLO CHE NOI FACCIAMO NEL PRESENTE È QUELLO CHE SARÀ NEL FUTURO, QUELLO CHE AVRÀ UN'INFLUENZA NEL FUTURO.
(...)
IN ITALIA C'È SEMPRE IL SOLITO PERICOLO ITALIANO, CHE È IL PERICOLO DELLA GRANDE FANTASIA, MA DELLA GRANDE APPROSSIMAZIONE. IN QUESTO MOMENTO IO CREDO CHE IL DISEGNO INDUSTRIALE DEGLI ANNI FUTURI È UN DISEGNO CHE NON CONSENTIRÀ PIÙ UNA GRANDE APPROSSIMAZIONE. CIOÈ SARÀ NECESSARIO AVERE UN'IDEA ABBASTANZA SISTEMATICA DEL MODO DI PRODURRE E DEL MODO DI DISTRIBUIRE OGGETTI, DELLA LORO DURATA, DEL LORO EFFETTO DAL PUNTO DI VISTA DELL'USO, CHE NON PERMETTERÀ TANTO L'IMPROVVISAZIONE, CHE È STATA UNO DEI GRANDI VANTAGGI, SE SI VUOLE, DEL DESIGN ITALIANO DEGLI ANNI SESSANTA.