I tredici nodi dell'educazione interculturale
a cura di Patrizia Capitali, Carla Garagnani, Maria Rita Lolli, Maria Teresa Mircoli, Giacoma Missimei, Gabriella Papponi Morelli, Aluisi Tosolini
L'educazione interculturale ha molteplici dimensioni e si prospetta
come la risposta più avanzata rispetto alle modificazioni
sociali nazionali, europee e mondiali ed alla conseguente domanda
di istruzione e formazione di ogni persona e della collettività.
L'accentuarsi delle situazione di natura multiculturale e plurietnica
può così tradursi in occasione di arricchimento e
di maturazione in vista una convivenza basta sulla cooperazione,
sullo scambio, sull'accettazione produttiva delle diversità
come valori e opportunità di crescita democratica. Ogni scuola
è chiamata a divenire laboratorio di convivenza democratica
ove si apprende a convivere costruttivamente con le differenze,
sperimentando nel concreto la cittadinanza planetaria. Il punto
d'avvio dell'educazione interculturale è il riconoscimento
e la valorizzazione delle differenze - di genere in primo luogo
- entro un percorso di formazione alla cittadinanza planetaria vista
come nuova dimensione della convivenza democratica. Al centro della
scuola si pone così il problema dell'identità individuale
e delle forme di appartenenza..
L'educazione interculturale può essere oggi rappresentata
come un caleidoscopio a diverse facce che rappresentano nodi con
i quali la scuola si confronta. L'educazione interculturale è
infatti una questione poliedrica che deve essere esaminata sotto
diverse angolature a partire da alcuni nodi interconnessi in una
rete di relazioni complesse e dinamiche.
Il documento "Educazione interculturale nella scuola dell'autonomia"
(MPI - 2000) nel proporre l'approccio interculturale come sfondo
integratore del piano dell'offerta formativa segnala 13 nodi quali
dimensioni cruciali dell'educazione interculturale nelle società
complesse e globali.
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