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  NORMATIVA




Decreto legislativo n. 297, 16 Aprile 1994
Testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia
di istruzione relative alle scuole di ogni ordine e grado

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Art. 1
Formazione della personalità degli alunni e libertà di insegnamento

  1. Nel rispetto delle norme costituzionale e degli ordinamenti della scuola stabiliti dal presente Testo Unico, ai docenti è garantita la libertà di insegnamento intesa come autonomia didattica e come libera espressione culturale del docente.
  2. L’esercizio di tale libertà è diretto a promuovere, attraverso un confronto aperto di posizioni culturali, la piena formazione della personalità degli alunni.
  3. E’ garantita l’autonomia professionale nello svolgimento dell’attività didattica, scientifica e di ricerca.

.......OMISSIS........

Art. 4
Comunità Europea

  1. L’ordinamento scolastico italiano nel rispetto della responsabilità degli Stati membri della Comunità Europea, per quanto riguarda il contenuto dell’insegnamento e l’organizzazione del sistema di istruzione, favorisce la cooperazione fra gli Stati membri per lo sviluppo di una istruzione di qualità e della sua dimensione europea in conformità a quanto previsto dall’art. 126 del Trattato dell’Unione europea quale sostituito dall’art. G n. 36 del Trattato dell’Unione europea sottoscritto a Maastricht il 7 agosto 1992 e ratificato con la legge 3 novembre 1992, n. 454.
  2. Ai sensi dell’art. 1 del D.L. 26.11.1992 n. 470 è riconosciuto il diritto di soggiorno nel territorio della Repubblica agli studenti cittadini di uno Stato membro della Comunità Europea, iscritti ad un istituto per conseguirvi, a titolo principale, una formazione professionale.

....OMISSIS.......

Art. 115
Formazione scolastica dei figli di cittadini comunitari residenti in Italia.

  1. In attuazione della direttiva CEE n. 77/486 del 25.7.1977, gli alunni figli di stranieri residenti in Italia che abbiano la cittadinanza di uno dei Paesi membri della Comunità Europea, sono iscritti alla classe della scuola dell’obbligo successiva, per numero di anni di studio, a quella frequentata con esito positivo nel Paese di provenienza.
  2. La domanda di iscrizione va presentata al Provveditore agli Studi, che individua, possibilmente nell’ambito del distretto in cui è domiciliato l’alunno, la scuola più idonea per struttura e disponibilità a garantire il migliore inserimento.
  3. L’iscrizione effettuata ai sensi del presente articolo non è soggetta a ratifica da parte del Ministero.
  4. L’assegnazione alle classi degli alunni iscritti ai sensi del presente articolo è effettuata, ove possibile, raggruppando alunni dello stesso gruppo linguistico che, comunque, non devono superare il numero di cinque per ogni classe.
  5. Nelle scuole che accolgono gli alunni di cui al precedente comma 1, la programmazione educatica deve comprendere apposite attività di sostegno o di integrazione, in favore degli alunni medesimi, al fine di :
 

a) adattare l’insegnamento della lingua italiana e delle altre materie di studio alle loro specifiche esigenze;
b) promuovere l’insegnamento della lingua e della cultura del Paese di origine coordinandolo con l’insegnamento delle materie obbligatorie comprese nel piano di studi.

  1. Per l’attuazione di quanto previsto nel precedente comma, si provvede secondo le disposizioni contenute nell’art. 455.
  2. Alle riunioni del consiglio di classe e di interclasse, può partecipare, qualora non faccia già parte del consiglio stesso, un rappresentante dei genitori degli alunni medesimi.
  3. Il Ministero della Pubblica Istruzione adotta apposite iniziative per l’aggiornamento dei docenti che impartiscono l’insegnamento delle attività di cui al comma 5.
  4. Ai fini dell’attuazione del comma 5, lett. B), per l’insegnamento della lingua e della cultura di origine, ove queste non siano oggetto di insegnamento nella provincia di residenza dell’alunno, si provvede nel quadro di intese tra i Ministeri degli Affari Esteri e della Pubblica Istruzione e la rappresentanza diplomatica dello stato di cui l’alunno medesimo abbia la cittadinanza.

Art. 116
Alunni extra comunitari

  1. Per gli alunni extracomunitari sono attuali, analogamente a quanto disposto per i figli dei lavoratori comunitari e per i figli degli emigrati italiani che tornano in Italia, specifici insegnamenti integrativi nella lingua e cultura d’origine.
  2. Possono altresì essere attuate forme di recupero ai sensi dell’art. 131, comma 2).

......OMISSIS........

Art. 118
Finalità

  1. La scuola elementare, nell’ambito dell’istruzione obbligatoria, concorre alla formazione dell’uomo e del cittadino secondo i principi sanciti dalla Costituzione e nel rispetto e nella valorizzazione delle diversità individuali, sociali e culturali. Essa si propone lo sviluppo della personalità del fanciullo promuovendone la prima alfabetizzazione culturale.

.....OMISSIS.....

Art. 131
Orario di insegnamento (Scuola Elementare)

  1. Nell’ambito delle ore di insegnamento, una quota può essere destinata al recupero individualizzato o per gruppi ristretti di alunni con ritardo nei processi di apprendimento, anche con riferimento ad alunni stranieri, in particolare provenienti da Paesi extracomunitari.

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