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Quello che segue è il testo della 'scaletta televisiva' relativa alla lezione: comprende tutte le indicazioni su obiettivi e suggerimenti di lavoro, il testo di tutte le schede e navigazioni, e indicazioni di massima per tutti gli interventi (naturalmente, non sempre queste indicazioni vengono poi seguite parola per parola nella trasmissione!).

Per quanto riguarda la discussione didattica, la scaletta comprende di norma solo un elenco di possibili temi di dibattito; anche in questo caso, nella trasmissione televisiva non tutti i punti previsti vengono poi effettivamente toccati, e ne vengono introdotti altri che magari non avevamo previsto Sappiamo che una scaletta come questa ha una forma un po' 'anomala' rispetto agli altri materiali didattici. L'abbiamo voluta inserire ugualmente in rete, sia perché può aiutarvi a seguire lo streaming video o un'eventuale registrazione della lezione, sia perché le indicazioni sui siti navigati e sui suggerimenti didattici possono esservi immediatamente utili, sia perché magari potreste trovare interessante o curioso sapere come abbiamo lavorato per preparare le lezioni.

Buona lettura, e buon lavoro!

0 Sigla - 30" Sigla
0 bis Presentazione del Ministro (2' – fin qui 2'30") Intervento De Mauro Contributo filmato
1 Scheda obiettivi - 30" (fin qui 3') Obiettivi: attraverso questa lezione i partecipanti
  • acquisteranno familiarità con la struttura e le modalità di svolgimento del corso;
  • comprenderanno quali siano le principali attrezzature necessarie per fare didattica multimediale;
  • comprenderanno la differenza esistente fra stazione multimediale di classe e aula multimediale, e incontreranno alcune configurazioni intermedie o alternative;
  • esamineranno alcuni fra i principali problemi, anche pratici, connessi alla utilizzazione delle attrezzature multimediali.
OV speaker su grafica
2 Presentazione del corso – 1'30" (fin qui 4'30") Benvenuti alla prima lezione di Multimedi@Scuola, il nostro corso di formazione a distanza per docenti di ogni ordine e grado interessati ad approfondire le loro conoscenze sull'uso didattico delle tecnologie multimediali.

Il corso comprende dieci lezioni, ed è realizzato nell'ambito di una convenzione fra Ministero della Pubblica Istruzione e RAI Educational.

Ma prima di cominciare a parlare del corso e della sua articolazione, facciamo conoscenza con alcuni degli esperti che ci accompagneranno nel nostro lavoro. A cominciare da Gino Roncaglia, che insieme a un folto gruppo di collaboratori ha seguito da vicino la realizzazione di questo corso. Prima ancora di parlarci della filosofia del corso e della sua organizzazione, Gino, c'è una domanda immediata alla quale rispondere: perché le nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione sono così importanti per la didattica?

Carlo (CK su grafica CD), Gino in studio
3 Filosofia del corso – 2' (fin qui 6'30") Gino: A questa domanda cercherà di rispondere il corso nel suo insieme. Ma se volessimo provare a rispondere con una battuta, potremmo farlo ricordando un fattore essenziale: la didattica in fondo è essa stessa basata sulla organizzazione delle informazioni e sulla loro comunicazione. È dunque naturale che l'evoluzione negli strumenti disponibili per gestire informazione e per comunicare interessi immediatamente la didattica.

Carlo: Come affronteremo questi temi nell'ambito del nostro corso?

Gino: in maniera estremamente pratica: vorremmo insegnare innanzitutto a fare cose, vorremmo mostrare delle pratiche didattiche concrete e riproducibili. Naturalmente senza per questo rinunciare alla riflessione sui loro scopi e sul loro valore didattico.

Attenzione, però: questo fare non è necessariamente produzione autonoma di contenuti multimediali avanzati: non vogliamo che tutti gli insegnanti si trasformino in progettisti multimediali! È anche uso attivo di contenuti già disponibili, capacità di modificarli e adattarli. Fra un insegnante che utilizzi le nuove tecnologie in maniera puramente passiva e un insegnante che si proponga invece come produttore avanzato di contenuti didattici multimediali vi sono infinite gradazioni intermedie, e l'obiettivo del nostro corso è proprio quello di fornire ai partecipanti competenze sufficienti a muoversi a proprio agio in questa area intermedia, scegliendo di volta in volta il livello di 'impegno' più adeguato.

Carlo CK (da schermo al plasma) e Gino in studio
4  Transizione (15" – fin qui 6'45") Ma a chi è indirizzato esattamente il corso? Ci sono prerequisiti per poterlo seguire? Servono attrezzature particolari? Vediamolo insieme con l'aiuto di una scheda grafica Carlo CK
5 Destinatari del corso e prerequisiti (1'45" – fin qui 8'30") Destinatari del corso sono tutti i docenti, di ogni ordine e grado, dotati di una familiarità di base con l'uso del computer. Questo significa che l'utente-tipo del nostro corso sa maneggiare un computer, sa come funzionano i comandi principali di un sistema operativo (ad esempio sa copiare dei file), e sa utilizzare almeno le funzionalità di base di un programma di videoscrittura. Ha idea di cosa sia Internet, di cosa sia il Web, di cosa sia la posta elettronica, ma non è necessariamente un esperto della navigazione o della ricerca in rete. Queste competenze di base corrispondono a quelle possedute dai docenti che hanno già seguito un corso 1-A di alfabetizzazione informatica.

Per sfruttare al meglio il corso, i partecipanti dovrebbero essere organizzati in gruppi di ascolto, che avranno ovviamente sede in una scuola dotata di antenna parabolica e ricevitore satellitare.

Per quanto riguarda le attrezzature, è importante che i gruppi d'ascolto abbiano a disposizione almeno un computer dotato delle attrezzature multimediali ormai standard - CD-ROM, casse, microfono, un modem per il collegamento a Internet, una stampante, magari uno scanner. Il computer potrà essere usato subito dopo la lezione televisiva e nei giorni successivi, per sperimentare direttamente le attività che illustreremo. Sarebbe ovviamente meglio se i computer fossero più di uno. Data la natura operativa del corso, è importante infatti che i partecipanti non si limitino a seguire passivamente le lezioni televisive, ma provino essi stessi a metterne in pratica le indicazioni e i suggerimenti.

Uno strumento di grande importanza è poi anche il CD-ROM del corso, che contiene programmi ma anche alcuni fra gli ingredienti, i file, i materiali sui quali lavoreremo. Dovreste averlo ricevuto attraverso il vostro Provveditorato.

[termina l'OV, prosegue Carlo entrando in CK sul sito web del corso] In ogni caso, tutto il materiale compreso nel CD-ROM è in rete sul sito Web del corso, a disposizione anche di chi volesse seguirci individualmente da casa.

OV su scheda con grafica. Evidenziate in grafica le parole e le frasi in grassetto
6 La postazione multimediale di studio (2'15" – fin qui 10'45") [Carlo] Ed eccomi finalmente anch'io in studio. Abbiamo detto che nei punti d'ascolto dovrebbe essere disponibile almeno una postazione multimediale. Siccome uno degli obiettivi del nostro corso è proprio quello di mostrare in pratica tutte le cose delle quali parliamo, abbiamo anche noi ben due postazioni di questo tipo. Una è qui, in studio. L'altra è al centro Hermes di Napoli, dove si trova la professoressa Marisa Mastroianni. Professoressa Mastroianni, cos'è il centro Hermes?

[Mastroianni, dal plasma] Buongiorno, a lei e agli insegnanti che ci stanno seguendo. Il centro Hermes è un consorzio al quale partecipano moltissime scuole napoletane, e che è nato proprio per offrire servizi ed esperienze nel campo dell'uso didattico delle tecnologie multimediali.

[Carlo] Un modello molto interessante, quello del centro di servizi, sul quale torneremo. Dalla prossima puntata, la professoressa Mastroianni ci aiuterà nel preparare le nostre 'ricette' multimediali, illustrandoci ingredienti e procedure. A proposito, professoressa: a quale sistema operativo e a quali programmi faremo riferimento?

[Mastroianni] Per praticità, e dato che si tratta del sistema operativo di gran lunga più diffuso, useremo un sistema con Windows 98, e alcuni software di base a larga diffusione, come Microsoft Office. Ma useremo, di volta in volta, anche altri strumenti e programmi – qui ad esempio c'è un E-book, portatile Macintosh – e naturalmente la rete.

[Carlo] Benissimo. Di questi strumenti, come è ovvio, parleremo in dettaglio al momento opportuno. Per ora saluto la professoressa Mastroianni, e vi propongo invece di vedere insieme come è fatto un altro dei nostri strumenti di lavoro, il sito Web del corso. Lo faremo in compagnia di Mila Cataldo, la nostra redattrice che in queste settimane ci guiderà nelle navigazioni in rete.

Carlo e Gino in studio, operatrice in plasma
7 Strumenti di interazione - presentazione del sito (1'45" – fin qui 12'30") Siamo all'indirizzo Multimedi@Scuola, il sito Internet del nostro corso. Nella pagina di benvenuto, e in tutte le pagine interne del sito, troverete una barra superiore – questa – che semplificherà la navigazione. Attraverso questa barra potete arrivare alla presentazione del corso e a informazioni di carattere generale. Potete poi arrivare ai materiali e agli strumenti software utilizzati per le singole lezioni – qui ad esempio siamo all'interno della quinta lezione, con l'accesso alle due sezioni strumenti e materiali. Proviamo a dare un'occhiata ai materiali – ecco, in questo caso la lezione è sulle immagini, e fra i materiali troverete proprio alcune immagini con le quali esercitarvi. Un'osservazione importante: tutti i materiali sono compressi, 'zippati': questa pagina del sito vi spiega come decomprimerli e salvarli sul vostro disco rigido.

Un'altra sezione importante sempre accessibile è quella dedicata agli strumenti generali, che comprende materiali e programmi che possono essere utili un po' in tutto il corso.

La sezione esperienze permette invece di arrivare a una piccola galleria di progetti multimediali realizzati da scuole: durante il corso cercheremo di ampliarla inserendovi i più interessanti fra i vostri contributi.

Infine, i nostri forum, ovvero il principale strumento di interazione del nostro corso. Mi raccomando, prima di utilizzarli, leggete con attenzione questa pagina, che vi spiega come funzionano!

OV (o CK di navigatore) su immagini del sito web. Successione delle pagine:
8 La figura del tutor (1'30" – fin qui 14') Parlando del forum abbiamo fatto riferimento anche a un'altra figura importante di questo corso: il tutor – o insegnante di riferimento – del gruppo d'ascolto. Gino, chi è il tutor, che funzione ha questa figura?

Gino: Il documento programmatico che abbiamo inserito in rete il mese scorso suggeriva alle scuole di prevedere in ogni gruppo d'ascolto la presenza di un tutor, che può essere ad esempio un insegnante un po' più esperto nell'uso degli strumenti multimediali, o un consulente esterno. Il tutor potrà aiutare i partecipanti al corso, risolvere direttamente molti dei loro dubbi o problemi pratici, guidare la discussione, e attraverso il forum funzionare da punto di contatto fra noi e voi, fra la redazione del corso e i partecipanti.

Può darsi però che alcuni punti d'ascolto non abbiano potuto dotarsi in anticipo di un tutor. In questi casi, vi invitiamo comunque a scegliere all'interno del gruppo un vostro portavoce, magari quello fra voi che ha già un po' più di pratica con l'uso del computer e della rete.

Carlo e Gino. In sovrimpressione grafica: tutor
9 Gli ospiti (1'30" – fin qui 15'30") Ed eccoci finalmente a incontrare i protagonisti per eccellenza del nostro corso: gli insegnanti. In ogni puntata avremo infatti tre insegnanti ospiti, che porteranno le loro esperienze sull'uso degli strumenti multimediali nell'insegnamento, e ne discuteranno le valenze didattiche.

Nella puntata di oggi saranno con noi

  • Maria Di Benedetto [insegnante di fisica dell'Istituto Tecnico Industriale Da Vinci di Napoli] (Carlo la saluta),
  • Teresa Magnaterra [insegnante elementare nel primo circolo didattico di Jesi] (Carlo la saluta) e
  • Nanda Cremascoli [preside Liceo Scientifico Giordano Bruno di Melzo].
Carlo e insegnanti ospiti
10 Soppressa Scena soppressa
11 Stacco (5') Intersigla 'La lezione' Jingle
12 Lancio sezione attrezzature (1'30" – fin qui 17') [Carlo] Nel pensare alla struttura di questo corso abbiamo pensato spesso al modello costituito da una scuola di cucina, o a quello di una bottega artigiana: cercheremo di insegnarvi delle ricette, delle procedure: non in maniera fine a sé stessa, ma legandole a bisogni, necessità, problemi didattici. E come nel caso di una cucina il primo passo è quello di fornire la cucina degli strumenti necessari a cucinare, o - nel caso della bottega - scegliere gli strumenti di cui disporre sul bancone di lavoro, così anche nel nostro caso il primo passo è quello di descrivere le attrezzature di base che servono per fare didattica multimediale. Gino, ci sono premesse da fare a questo riguardo?

[Gino] Beh, occorre sottolineare che naturalmente queste attrezzature dal nostro punto di vista non sono strumenti tecnologici fini a sé stessi: sono veri e propri strumenti didattici. È dunque anche importante chiedersi per quali tipi di didattica possano essere utilizzati, e in che modo il loro impiego cambi l'ambiente didattico e lo stesso panorama dei modelli tradizionali di insegnamento.

[Carlo] Ma vogliamo vedere subito qualche esempio? Per cambiare il modo di fare lezione, a volte può bastare anche un solo computer.

Carlo e Gino
13 Filmato: esempio d'uso di una stazione multimediale di classe (2' – fin qui 19') Esempio di attività didattica con stazione multimediale di classe. Insegnante: Maria Di Benedetto, ITI Leonardo Da Vinci, Napoli (il testo dettagliato del filmato è disponibile su Egroups, tagliarlo in modo da entrare nei 2') Contributo filmato
14 Gli ingredienti (4' - fin qui 23') Come è fatta una stazione multimediale di classe come quella vista nel filmato? Viene introdotta in studio, su un carrello, una stazione analoga e Maria Di Benedetto ne esamina pezzo per pezzo le componenti, spiegando a cosa servono e, indicativamente, quanto costano. Carlo fa domande. L'insegnante illustra anche le possibili variazioni di attrezzatura: televisore al posto del videoproiettore (in questo caso può servire una scheda VGA to PAL), uso di più computer in una stessa classe con suddivisione degli alunni in piccoli gruppi,  ecc.

È importante dare l'idea della varietà di modelli possibili, e far emergere il concetto di ambiente didattico multimediale.

Carlo + Gino +  insegnante (Maria Di Benedetto)
15 Transizione (30" – fin qui 23'30") La professoressa Di Benedetto ha sottolineato come l'uso di attrezzature multimediali in ambito didattico possa avvenire utilizzando attrezzature e costruendo 'ambienti didattici' diversi. E noi l'abbiamo seguita anche in un'altra lezione, nella quale viene utilizzata una vera e propria aula multimediale. Vediamo insieme come. Carlo
16 Filmato: esempio d'uso di un'aula multimediale (2' – fin qui 25'30") Esempio di studio individuale assistito all'interno di un'aula multimediale. Si gira presso l'ITI Leonardo da Vinci di Napoli, Lezioni di Tecnologia e disegno nel biennio, insegnante Maria di Benedetto. In un primo momento il docente e gli allievi (divisi in gruppi di 2 massimo 3 persone) siedono ognuno davanti ad una stazione PC collegata in rete locale; il docente, agendo sul proprio PC e tramite un software dedicato opportunamente installato sulle stazioni, effettua una sorta di lezione frontale, "proiettando" sullo schermo dei PC degli allievi le azioni svolte praticamente sul suo PC. In tal modo è come se il docente agisse su una "lavagna" che viene visualizzata sullo schermo dei PC degli allievi. In tal modo è possibile fornire i contenuti essenziali che si vuol fare apprendere durante la lezione. A questa fase segue poi quella esercitativa, dove, una volta assegnati i compiti agli allievi, ogni gruppo opera alla sua postazione. Contributo filmato (da girare presso l'ITI Leonardo da Vinci di Napoli, insegnante Maria di Benedetto). Se possibile, girare un contributo di riserva per questa scena presso il Liceo Scientifico Giordano Bruno di Melzo (Nanda Cremascoli)
17 Transizione (15" – fin qui 25'45") Abbiamo dunque visto un esempio di didattica all'interno di un'aula multimediale. Ma vogliamo cercare di capire meglio com'è fatta un'aula multimediale, quali sono, anche in questo caso, gli ingredienti? Carlo
18 Scheda: l'aula multimediale (3'15" – fin qui 29') In un'aula multimediale sono presenti più computer (in genere tra 10 e 20), collegati fra loro. Ogni computer può essere utilizzato da solo, ad esempio per la navigazione in rete o la consultazione di programmi didattici. Ma la vera forza dell'aula multimediale è nell'uso di rete. Essendo collegati in rete, infatti, i computer dell'aula possono condividere risorse – ad esempio una stampante - e scambiarsi dati.

Accanto al puro scambio di dati, la rete di un'aula multimediale può anche offrire alcune funzionalità didattiche. Il docente può ad esempio visualizzare lo schermo del suo computer su quello delle altre postazioni, o assumere direttamente il controllo del computer di uno studente.

Una rete che possieda queste funzionalità, anziché semplice rete dati viene spesso definita rete didattica.

Soffermiamoci ora sulle componenti di un'aula multimediale. In genere un'aula multimediale comprende, oltre alle postazioni degli alunni, un server e una postazione insegnante. Può inoltre comprendere una stazione grafica. Vediamo più da vicino di cosa si tratta.

Il server è un po' il cuore dell'aula multimediale: gestisce la comunicazione dei vari computer fra loro e verso l'esterno, ospita l'elenco degli utenti registrati e ne controlla l'accesso, ospita i dati e i documenti di uso più comune. Il server gestisce anche il collegamento a Internet, permettendo la navigazione a tutti i computer dell'aula.

Proprio perché ha la funzione vitale di gestire lo scambio di dati fra tutti i computer dell'aula e con l'esterno, è bene che al server non si attribuiscano troppi altri compiti. Non dovrebbe dunque essere utilizzato direttamente né dagli studenti né dall'insegnante, se non quando occorra modificare qualche impostazione che riguarda tutta l'aula.

La postazione insegnante è quella dalla quale il docente può controllare il lavoro degli studenti e mostrare direttamente schermate e procedure. È bene quindi che abbia un disco rigido abbastanza capiente, buone capacità di memoria, e un lettore per DVD, il nuovo formato di dischi ottici in grado di contenere grandi quantità di dati (ad esempio, un intero film). Se si vuole lavorare molto con materiali multimediali, e in particolare con immagini, suoni e video, può essere utile che accanto alla postazione insegnante la rete comprenda anche una postazione grafica: un computer veloce, con molta memoria, un disco rigido capiente, e un buon monitor di grandi dimensioni. La postazione grafica sarà collegata a uno scanner per l'acquisizione di immagini, e disporrà di schede per l'acquisizione di  suoni e video: tutte componenti delle quali parleremo nel seguito del corso.

Un'aula multimediale dovrà inoltre disporre di un paio di stampanti (una delle quali a colori).

Una scheda di approfondimento con indicazioni più dettagliate sulla costruzione di un'aula multimediale è disponibile sul nostro sito Internet e sul CD-ROM del corso.

OV: speaker (molto lento e chiaro!) su grafica e filmati di particolari di un'aula multimediale. Le parti filmate possono essere girate nella stessa aula del servizio precedente. Attenzione alla assoluta pertinenza delle immagini con quello che viene spiegato!!!
19 Aula multimediale: non c'è un modello rigido (1'30" – fin qui 30'30") Carlo (a Gino): Abbiamo visto dunque alcuni degli ingredienti base di un'aula multimediale. Serve altro?

Gino: Quelle che abbiamo dato sono indicazioni molto generali, che sicuramente andrebbero completate e integrate da considerazioni legate alle specifiche esigenze e necessità delle singole scuole. È infatti difficile dare regole universali. Ad esempio: se si vuole fare molto lavoro con la musica potranno essere utili strumenti musicali collegabili al computer, i cosiddetti strumenti MIDI; se si vuole fare del lavoro 'sul campo', al di fuori della scuola, serviranno dei computer portatili; se la scuola vuole integrare il lavoro dei computer delle varie classi e quelli dell'aula o delle aule multimediali potrà servire un unico server di istituto, e così via. Ma su tutti questi temi avremo occasione di tornare.

Carlo: Un aspetto particolarmente importante, che non riguarda solo l'aula multimediale ma un po' tutti i computer di una scuola, è quello del collegamento a Internet. Quali opzioni ha a disposizione in questo caso un istituto scolastico? Vediamolo insieme attraverso una breve scheda

Carlo e Gino
20 Scheda – la scuola si collega a Internet (1'30" – fin qui 32') Nelle scuole il collegamento a Internet avveniva fino all'anno scorso in genere via modem, usando una linea telefonica normale o una più veloce linea ISDN.

In questi casi l'abbonamento è in genere gratuito, ma la scuola paga, con le normali tariffe telefoniche o con tariffe speciali leggermente scontate, il tempo di connessione.

Considerata la velocità di collegamento, è difficile utilizzare una normale linea telefonica per la navigazione contemporanea di più di due o tre computer, che possono salire a quattro o cinque nel caso di una linea ISDN.

Da alcuni mesi è stata introdotta anche in Italia una soluzione alternativa decisamente vantaggiosa per le scuole, sia dal punto di vista della velocità sia da quello dei costi. Si tratta del collegamento attraverso una linea ADSL, che permette una connessione permanente e veloce alla rete attraverso una normale linea telefonica, senza pagare alcun costo oltre a un canone  fisso – dell'ordine del milione e mezzo l'anno – alla portata di tutte le scuole.

Altre soluzioni, che possono interessare tuttavia solo singole realtà particolarmente avanzate, sono la cablatura diretta attraverso cavi o fibre ottiche, o il collegamento attraverso una soluzione mista linea telefonica - antenna parabolica.

OV speaker su scheda grafica
21 Transizione (30" – fin qui 32'30") C'è un ultimo tipo di attrezzature digitali del quale vogliamo parlarvi brevemente, ed è proprio quello che state probabilmente utilizzando in questo momento per ricevere la nostra trasmissione: il decoder e l'antenna parabolica necessari a ricevere la televisione satellitare digitale. Vediamo anche in questo caso un esempio d'uso e una breve scheda che illustra le attrezzature coinvolte. Carlo
22 Filmato – esempio d'uso di un impianto di ricezione satellitare (30" – fin qui 33') Esempio di lezione di lingue, gli studenti seguono una trasmissione in inglese ricevuta via satellite. Docente: Paola Ebranati, Istituto Tecnico Industriale Einstein di Roma. Solo un esempio veloce che introduce la scheda successiva, non superare i 30" Contributo filmato (da girare presso ITI Einstein di Roma)
23 Scheda: un impianto di ricezione satellitare (1' – fin qui 34') Un impianto di ricezione satellitare come quello che abbiamo appena visto è composto da:
  • Una antenna parabolica, da collocare sul tetto della scuola.
  • Un ricevitore-decoder, che riceve i dati dall'antenna, li decodifica e li trasmette al televisore. La maggior parte dei ricevitori sono ormai digitali: ricevono cioè i dati sotto forma di lunghe catene di zero e uno, e li trasformano nelle immagini e nei suoni che ci mostrerà il televisore.
  • Un normale televisore

Con un impianto di questo genere – che complessivamente costa un paio di milioni – potrete ricevere tutte le trasmissioni dei canali gratuiti, come quelle di RAI Educational o del consorzio Nettuno per l'università a distanza. Se poi volete ricevere anche canali a pagamento, la scuola dovrà ovviamente sottoscrivere i relativi abbonamenti.

OV: speaker su scheda grafica. I termini in grassetto sono sottolineati in grafica.
24 Stacco (5") Intersigla discussione didattica Jingle
25 Lancio della sezione di riflessione e discussione (1' – fin qui 35') Nel resto del corso vedremo molti altri esempi di uso di queste attrezzature. Ma ora è bene cominciare a discuterne, sia dal punto di vista didattico, sia da quello, anch'esso importante, dei problemi pratici coinvolti: la sicurezza delle aule, le procedure d'acquisto, ecc. Ma cominciamo dalla didattica. Direi che la prima cosa da discutere è quali siano i bisogni che spingono a integrare la didattica tradizionale attraverso l'uso di strumenti multimediali. Vogliamo cominciare da uno dei modelli didattici più diffusi, anche se non certo l'unico: la lezione frontale? Carlo in studio, si avvicina a insegnanti ospiti
26 Discussione (4' - fin qui 39') Interazione con gli insegnanti ed eventualmente con Gino su questo primo punto. Tra i punti che potrebbero essere sviluppati:
  • come cambia la lezione frontale: caratteristiche che restano immutate (verticalità, trasferimento di conoscenze, funzione-guida del docente) e caratteristiche che possono mutare (minore uniformità, maggiore capacità di catturare l'interesse degli studenti, uso di codici espressivi e comunicativi diversi dal solo linguaggio verbale).

I cambiamenti nella lezione frontale prefigurano già un dato che diventerà progressivamente più chiaro: la creazione di un nuovo ambiente didattico multimediale.

Altri aspetti specifici verranno discussi nella prossima lezione, quando si parlerà in dettaglio di uno degli strumenti multimediali più utilizzati nell'ambito della lezione frontale, le presentazioni video.

Carlo, insegnanti ospiti, Gino
27

Lancio contributo (30" -  fin qui 39'30")

[Carlo si inserisce al momento opportuno nella discussione] Ma naturalmente non esiste solo la lezione frontale, le attrezzature che abbiamo incontrato in questa lezione possono essere usate anche in contesti diversi. Vediamo due esempi: uno riguarda il lavoro in piccoli gruppi nell'ambito della scuola elementare, l'altro l'uso delle attrezzature multimediali di classe da parte di uno studente che illustra all'insegnante e ai compagni una ricerca svolta. Carlo
28

Filmati: altri esempi d'uso di attrezzature multimediali di classe (2' – fin qui 41'30")

Un esempio 'ibrido': l'uso in piccoli gruppi di attrezzature multimediali nella scuola elementare (maestra Teresa Magnaterra, Jesi – 1'15");

stacco;

uno studente relaziona alla classe utilizzando la postazione di classe e un programma di presentazione video (repertorio, o scena girata presso ITI Leonardo Da Vinci di Napoli, insegnante Maria Di Benedetto – 45")

Contributi filmati (2') Primo circolo didattico, Jesi (Magnaterra) e repertorio o ITI Leonardo Da Vinci, Napoli (Di Benedetto)
29 Discussione (4' – fin qui 45'30") Interazione Carlo - insegnanti: vantaggi e modelli didattici che emergono dagli esempi visti. Tra i temi da toccare:
  • la stazione multimediale o i computer di classe possono essere utilizzati come strumenti che concorrono alla creazione di un ambiente didattico guidato ma collaborativo; non devono essere necessariamente utilizzati solo dall'insegnante
  • Aula multimediale e stazione multimediale di classe non sono modelli rigidi: tra queste due polarità, naturalmente, esistono e si possono esplorare moltissime gradazioni intermedie, come l'uso in piccoli gruppi di utenti che abbiamo visto a Jesi, o di postazioni pubbliche collocate in spazi come la biblioteca, le segreterie, ecc.
  • L'importante è che soluzioni e possibilità diverse vengano esplorate senza modelli rigidi e precostituiti. Ad esempio, non bisogna pensare all'uso dell'aula multimediale come limitato alle lezioni di informatica e di lingue: può essere preziosa per tutte le materie, e in molte situazioni diverse.
Carlo, insegnanti ospiti, eventualmente Gino
30 Soppressa Scena soppressa
31 Soppressa Scena soppressa
32 Transizione (30" – fin qui 46') Carlo (al momento opportuno): soffermiamoci ancora sull'uso dell'aula multimediale. Nei nostri filmati abbiamo visto alcuni esempi d'uso, ma di esempi se ne possono fare evidentemente molti altri. Quali? A quali bisogni didattici può rispondere un'aula multimediale? Carlo
33 Discussione (3' – fin qui 49') Prosegue la discussione con gli insegnanti. Elementi da sottolineare: l'aula multimediale come strumento per rendere più attivi gli studenti, rende possibile differenziare il loro lavoro in funzione dei livelli e delle esigenze di ognuno, permette aggregazioni diverse rispetto al gruppo classe, permette la creazione autonoma di contenuti informativi.

Teresa Magnaterra dovrebbe sottolineare anche la varietà delle scelte possibili nel campo delle attrezzature, portando ad esempio la loro esperienza con strumenti Macintosh.

Carlo, insegnanti, eventualmente Gino
34 Transizione: alcuni problemi pratici (30" – fin qui 49'30") Naturalmente accanto ai vantaggi ci sono anche i problemi, e forse i primi problemi che dobbiamo sottolineare in questa sede sono proprio i problemi pratici: con quali soldi e con quali procedure si acquistano questi strumenti? L'abbiamo chiesto a Mario Fierli, che in questi anni ha seguito al Ministero della Pubblica Istruzione il Programma di Sviluppo delle Tecnologie Didattiche Carlo
35 Intervista Fierli (1'15" – fin qui 50'45") (procedure da seguire per trovare i soldi e comprare le attrezzature; il ruolo dell'autonomia). Intervista Fierli
36 Transizione (15" fin qui 51') Carlo a insegnanti: Altro punto importante: quello della sicurezza, della conservazione e della collocazione delle attrezzature. Che consigli possiamo dare a questo proposito? Carlo
37 Conservazione, uso e sorveglianza degli strumenti multimediali (2'30" – fin qui 53'30") Sottolineare che si tratta di problemi aperti sui quali è difficile dare soluzioni univoche e sicure. Un modello che potrebbe essere interessante discutere: passaggio dall'aula della classe all'aula dell'insegnante (2 insegnanti 1 aula; problemi pratici collegati); per l'aula multimediale: subito un regolamento chiaro (che comunque permetta l'uso anche da parte degli studenti), account individuali per l'accesso, sorveglianza (ad es. telesorveglianza via Webcam, molto economica), sicurezza antincendio; valutare l'ipotesi di assicurare le attrezzature. In generale: qualche rischio si corre comunque. Insegnanti ospiti
38 Transizione (5" – fin qui 53'35") Servono figure di collaboratori tecnici specifici? Carlo
 39 Supporto (2'25" – fin qui 56') Anche questo è un problema rispetto al quale è difficile dare soluzioni univoche. È comunque utile valorizzare al massimo le competenze presenti nella scuola. Per alcuni compiti, come la configurazione e l'uso dell'aula multimediale o della rete di Istituto possono comunque essere utili figure specialistiche, ma anche qui si può far ricorso a molti modelli diversi: un tecnico di laboratorio (liberarsi dall'idea che questa figura debba necessariamente essere riservata ai soli istituti tecnici e professionali), ma anche consulenze o contratti con ditte esterne, figure professionali part-time ecc.. Un modello particolarmente interessante è poi quello dei centri di servizi, nei quali più scuole – e magari altre realtà operanti nel territorio – si consorziano per offrire appunto servizi e consulenze specialistiche. Questo modello sembra particolarmente funzionale proprio in campo informatico, e ne parleremo più diffusamente nella nona lezione. Insegnanti ospiti
40 Stacco (5") Intersigla 'Suggerimenti di lavoro' Jingle
41 Compiti - lancio (30" – fin qui 56'30") Al termine di ogni puntata cercheremo di darvi un po' di suggerimenti di lavoro, che possano aiutare a riflettere, approfondire ed elaborare criticamente i temi toccati. Suggerimenti da interpretare sempre alla luce delle situazioni e delle esigenze specifiche con le quali vi trovate in contatto: in primo luogo, dunque, la realtà della vostra scuola e delle vostre esperienze didattiche. Vediamo allora, i suggerimenti di lavoro relativi alla nostra prima lezione. Carlo
42 Compiti - descrizione (30" – fin qui 57')
  • Fate una rilevazione delle attrezzature multimediali presenti nella vostra scuola. Quante aule ne dispongono? Avete un'aula multimediale? Utilizzate effettivamente queste attrezzature? Sono coerenti con il Piano di Offerta Formativa della scuola? Gli studenti possono utilizzarle autonomamente? Avete proposte per razionalizzarne e migliorarne l'uso?
  • Supponete di avere a disposizione dei budget di 10, 20 o 50 milioni per migliorare le attrezzature informatiche della vostra scuola: come li utilizzereste?
OV su scheda grafica
43 Chiusura (2' – fin qui 59') Tutti questi temi di discussione li ritrovate anche sul nostro sito Internet, all'indirizzo Multimedi@Scuola; Se avete soluzioni interessanti, se avete idee o proposte su strumenti dei quali non abbiamo parlato, se avete interrogativi o questioni da sottoporre all'attenzione di tutti, discutetene all'interno del gruppo di ascolto, ed eventualmente inviate un messaggio sul nostro forum in rete. Abbiamo infatti dedicato uno dei forum sul nostro sito proprio alle questioni delle quali abbiamo discusso nella lezione di oggi, quelle legate alle attrezzature. Siamo in tantissimi, quindi non riusciremo certo a rispondere a tutti, ma anche noi cercheremo nei limite del possibile di dare una risposta ai vostri problemi. Prima di salutarvi, e darvi appuntamento alla prossima lezione, voglio infine ricordarvi anche il sito di Mosaico, la nostra mediateca per le scuole. L'indirizzo è www.mosaico.rai.it. Carlo – CK sul sito. Gli indirizzi in grafica.
44 Riepilogo obiettivi (30" – fin qui 59'30") Attraverso questa lezione dovreste avere:
  • acquistato familiarità con la struttura e le modalità di svolgimento del corso;
  • compreso quali siano le principali attrezzature necessarie per fare didattica multimediale;
  • compreso la differenza esistente fra stazione multimediale di classe e aula multimediale, e incontrato alcune configurazioni intermedie o alternative;
  • esaminato alcuni fra i principali problemi, anche pratici, connessi alla utilizzazione delle attrezzature multimediali.
OV speaker su contributi filmati. In sottopancia scorrono i titoli di coda.
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