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ricerche in rete (1 di 4)

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Internet, abbiamo detto più volte, costituisce una immensa risorsa informativa. Già qualche anno fa ci è capitato di incontrare, affisso in una bacheca di una facoltà universitaria, un avviso dal titolo singolare: "Cercatore d'oro offresi". Non si trattava della vendita di un cercametalli, ma dello slogan scelto da un giovane e intraprendente cibernauta per offrire - a prezzi popolari - i suoi servigi di information broker via Internet. L'oro, dunque, era l'informazione, e il nostro cercatore garantiva di poter reperire, in rete, informazione per tutte le esigenze: dallo studio per un esame alla preparazione di una tesi di laurea, dalla ricerca giornalistica alla semplice curiosità.

Chi sorridesse davanti a queste pretese commetterebbe un grosso errore di valutazione. Certo, poche tesi di laurea potrebbero (per ora) essere scritte basandosi esclusivamente sul materiale reperibile attraverso Internet, e chi si affidasse alla rete come unica risorsa informativa universale resterebbe (per ora) probabilmente deluso. Non è vero che su Internet ci sia - come è stato scritto - una risposta per ogni domanda. E per scrivere la maggior parte delle tesi di laurea è (per ora) molto meglio disporre di una buona biblioteca che di un accesso alla rete. Ma Internet può aiutare a trovare molte risposte - incluse, probabilmente, alcune che non penseremmo mai di cercarvi. E anche (o soprattutto) se abbiamo accesso a una buona biblioteca, e sappiamo utilizzarla, la nostra produttività in termini di reperimento e utilizzazione dell'informazione aumenterà enormemente affiancandovi la possibilità di svolgere ricerche in rete.

Per essere ancor più espliciti, è nostra convinzione che il vero 'virtuoso' nel campo della ricerca, gestione e produzione dell'informazione, l'information manager del duemila, sarà chi riesce a meglio padroneggiare e integrare fonti informative diverse, tradizionali e no. Se il 'cercatore d'oro' dell'annuncio appena citato avesse davvero questa capacità, le sue pretese sarebbero pienamente giustificate, e il suo futuro economico sarebbe probabilmente assicurato.

Disporre di risorse informative adeguate, e saperle usare, rappresenta indubbiamente una forma di potere di alto valore politico ed economico. E Internet, pur non essendo l'unica risorsa informativa che è oggi utile e necessario saper utilizzare, è sicuramente una delle più importanti.

Farsi una vaga idea di come funziona una biblioteca è abbastanza facile, ma saper usare bene una biblioteca non lo è affatto. Lo stesso discorso vale per Internet. Chi pensasse che, grazie alla disponibilità di motori di ricerca ai quali proporre parole chiave da trovare, reperire informazione su Internet sia relativamente semplice, commetterebbe di nuovo un grave errore di valutazione. Internet mette a disposizione informazione di natura assai eterogenea, raggiungibile attraverso canali diversi. Per svolgere correttamente una ricerca occorre per prima cosa interrogarsi sulla natura dell'informazione che stiamo ricercando, e avere la capacità di capire se, dove e attraverso quali strumenti essa può essere reperita su Internet.

L'information broker su Internet deve dunque conoscere abbastanza bene la rete; soprattutto, deve aver piena coscienza della diversa natura di molte fra le fonti informative accessibili attraverso di essa.

Alcuni concetti di base

Informazione ordinata e informazione disordinata

Supponiamo, ad esempio, di dover svolgere una ricerca sulla musica per liuto. Il tema sembra abbastanza specifico e circoscritto. Ma è veramente così?

Consideriamo i tipi diversi di informazione che potremmo voler trovare:

  • una bibliografia (per poter poi cercare in biblioteca i libri o gli articoli che ci interessano);

  • articoli e notizie disponibili direttamente in rete;

  • spartiti di musica per liuto;

  • un corso su come si suona il liuto;

  • immagini di liuti;

  • notizie utili ad acquistare un liuto (ad esempio, indirizzi di liutai e prezzi degli strumenti);

  • indicazioni su dischi di musica per liuto (eventualmente accompagnate dai prezzi e, perché no, dalla possibilità di acquistare i dischi direttamente attraverso Internet);

  • brani registrati di musica per liuto, magari da riunire su un CD realizzato unicamente con musica reperita in rete;

  • informazioni e valutazioni critiche sui diversi esecutori.

Sicuramente non si tratta di un elenco completo, ma dovrebbe bastare a illustrare un concetto essenziale: per svolgere correttamente una ricerca non basta conoscerne l'argomento - sapere cioè su che cosa vogliamo trovare informazione. Bisogna anche sapere che tipo di informazione vogliamo trovare.

Questo naturalmente è vero in generale, ed è particolarmente vero nel caso di ricerche svolte attraverso Internet. La rete ci può aiutare nella maggior parte dei compiti elencati sopra (e forse addirittura in tutti). Ma non possiamo pensare di cercare in un unico posto, o di usare un unico strumento di ricerca.

In particolare, nel cercare informazione in rete va tenuta presente la differenza fondamentale fra informazione fortemente strutturata e informazione 'libera', non strutturata e a volte occasionale.

Per capire meglio di cosa si tratta, consideriamo il primo dei compiti sopra elencati: raccogliere una bibliografia sul liuto e la musica per liuto. Naturalmente, la costruzione di una bibliografia ragionata è un compito che richiede non solo la consultazione di cataloghi e repertori, ma anche lo studio diretto di almeno parte dei testi selezionati. Limitiamoci però al primo livello, quello della mera raccolta di informazioni bibliografiche essenziali. Un buon punto di partenza può essere, evidentemente, il catalogo di una biblioteca. Attraverso Internet se ne possono raggiungere moltissimi (incidentalmente, i cataloghi accessibili on-line vengono spesso denominati OPAC: On-line Public Access Catalog); supponiamo di partire dal catalogo della Library of Congress, al quale ci si può collegare all'indirizzo http://lcweb.loc.gov/catalog/.

La consultazione del catalogo non è difficile, e ci si può far guidare dalle schermate di aiuto. Nel caso specifico, come si vede dall'immagine che segue, una ricerca per soggetto con chiave 'lute', svolta sul catalogo dei libri entrati in biblioteca dopo il 1975, ci porta a un primo elenco di termini, che vedete nella figura seguente:


figura 84: Il risultato di una ricerca con chiave 'lute' sul catalogo (post-1975) della Library of Congress

Selezionando le voci 'Lute' e 'Lute music', e chiedendo la visualizzazione dei titoli, arriviamo a un lungo elenco, che possiamo scorrere in formato abbreviato o con la visualizzazione dei dati bibliografici completi. Complessivamente, 73 libri recenti, disponibili in biblioteca e classificati come pertinenti al liuto o alla musica per liuto.

Naturalmente, oltre alla Library of Congress potrei consultare i cataloghi di numerose altre biblioteche: ad esempio la Bibliothèque Nationale di Parigi (http://www.bnf.fr/web-bnf/catalog/cat-imp.htm; il catalogo completo è su World Wide Web dal maggio 1999; ovviamente, in questo caso la ricerca andrà fatta sul termine francese 'luth') o, in Italia, il catalogo del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) raggiungibile alla URL http://www.sbn.it.

Una ricerca di questo tipo ci porta, in una mezz'ora di lavoro dalla scrivania di casa, e al prezzo di una telefonata urbana (in orario non di punta, 30 minuti corrispondono a 5 scatti, e dunque a una spesa inferiore alle 1.000 lire), a consultare i cataloghi di molte fra le maggiori biblioteche mondiali (magari anche attraverso i cosiddetti meta-OPAC: siti in rete che permettono di interrogare insieme, attraverso un'unica ricerca, i cataloghi di più biblioteche: ne parleremo in seguito), e a raccogliere (abbiamo fatto la prova) una bibliografia di circa 170 titoli. Internet, dunque, si è rivelato uno strumento di ricerca prezioso. Ma in questo momento ci interessa soffermarci soprattutto sul tipo di informazione che abbiamo cercato.

Il catalogo informatizzato di una biblioteca è una raccolta ordinata di informazioni, che è possibile consultare attraverso una interfaccia standard, e su cui è possibile effettuare ricerche attraverso un linguaggio di interrogazione. Quando facciamo una ricerca di questo tipo, sappiamo in anticipo che tipo di informazione ci verrà restituita: se la ricerca ha esito positivo, ne ricaveremo un certo numero di schede bibliografiche, con una struttura costante (autore, titolo, luogo e anno di edizione, numero delle pagine, formato, collocazione...). Attenzione: il catalogo di una biblioteca contiene schede di libri, non direttamente i libri. Sembra una informazione ovvia, ma è sorprendente il numero di persone che arrivate al risultato di una ricerca bibliografica in rete chiedono 'ma il libro, da Internet, non si può leggere? E allora tutto questo a cosa serve?'. No, il libro di norma non è in rete: il catalogo di una biblioteca raccoglie informazioni sui libri, i libri fisici stanno negli scaffali. Lo stesso vale per Internet: solo in pochissimi casi, come vedremo, si è fatto il passo ulteriore (estremamente più complesso e oneroso) di inserire in rete il testo completo di alcuni libri. E - anche se i progetti di questo tipo (le cosiddette digital libraries) sono in continuo sviluppo, e si tratta di un settore dal quale potremo aspettarci molte sorprese nei prossimi anni - lo si è fatto finora principalmente per le grandi opere delle letterature nazionali, i cosiddetti 'classici', non certo per testi di riferimento sulla musica per liuto. Ma su questo torneremo.

E l'utilità di un catalogo in rete, allora, dov'è? Ebbene, se questo è il vostro interrogativo, dovete fare ancora parecchia strada per diventare 'professionisti' della ricerca, su Internet o fuori da Internet. Sapere quali libri è possibile consultare su un determinato argomento, e dove reperirli, è un primo passo fondamentale. Ed è un passo che in passato richiedeva spesso molto, moltissimo tempo. Internet modifica radicalmente questa fase della ricerca. Certo, una (grossa) parte del lavoro andrà poi fatta nel mondo fisico, consultando libri reali. Chi pensasse di poter buttar via la propria tessera della biblioteca per il fatto di avere accesso a Internet, sbaglierebbe quindi di grosso.

Intendiamoci: nel medio e lungo periodo in rete saranno senz'altro disponibili anche molti testi elettronici completi. Col tempo, libri e biblioteche cambieranno forma (anche se - per fortuna - continueranno comunque ad esistere). Ma la situazione attuale è questa: Internet fornisce un grosso aiuto per trovare informazioni bibliografiche, ma di norma non consente l'accesso diretto al testo dei libri di cui abbiamo reperito i dati.

Ma torniamo alle nostre schede di libri, ai nostri dati catalografici. Sono utili, utilissimi, e sappiamo (o dovremmo sapere) come usarli. Ma nella nostra ricerca sulla musica per liuto, Internet non ci offre nient'altro?

Ebbene, anche in questo caso tutto dipende da che tipo di informazione stiamo cercando. Nessuno userebbe il catalogo di una biblioteca per cercare una immagine di un liuto, o informazioni su quali dischi di liuto comprare - anche se naturalmente alcuni dei libri presenti a catalogo potrebbero fornirci queste informazioni, e la ricerca sul catalogo potrebbe essere utile per trovare quei libri. D'altro canto, il ricercatore accorto (ma non sempre quello occasionale) sa che una ricerca come quella che abbiamo proposto poc'anzi sul catalogo della Library of Congress fornisce per lo più titoli di libri, e non titoli, ad esempio, di articoli su riviste; e sa che le riviste specializzate possono essere anch'esse una fonte informativa essenziale (cosa pensereste della bibliografia di una tesi di laurea che citasse solo libri, e nessun articolo?).

Nessun timore, attraverso Internet - come vedremo - si possono fare ricerche anche su basi dati costituite da abstract di articoli. Quello che ci preme sottolineare in questa sede, tuttavia, è che per fare una ricerca non basta la mera competenza 'tecnica': occorre sapere cosa stiamo cercando, e avere delle buone strategie di ricerca.

Attraverso Internet sono dunque accessibili - fra le altre cose - banche dati specializzate, contenenti informazione fortemente strutturata, come il catalogo di una biblioteca (ma anche, ad esempio, banche dati di formule chimiche, o di genetica, o di informazioni geografiche e sociopolitiche sui vari stati mondiali, o atlanti stellari...). Non ci capiteremo per caso: le consulteremo quando cerchiamo informazioni di quel tipo. E - occorre che questo sia ben chiaro - il contenuto di una di queste banche dati è accessibile attraverso Internet, ma non nello stesso senso in cui lo è, ad esempio, una pagina di World Wide Web: se utilizzassimo uno dei cosiddetti 'motori di ricerca' che indicizzano le informazioni presenti su World Wide Web, non arriveremmo mai dentro al catalogo di una biblioteca (a meno, naturalmente, che il catalogo stesso non sia interamente costruito utilizzando pagine HTML [1]).

Consideriamo adesso gli altri tipi di ricerca concernenti il liuto che avevamo suggerito come esempio: in molti di questi casi, non ricorreremo a banche dati altamente strutturate come il catalogo di una biblioteca, ma all'informazione sparsa disponibile in rete.

Cosa vuol dire 'informazione sparsa disponibile in rete'? Vuol dire che qualcuno - una istituzione musicale, un appassionato, un negozio di musica - ha ritenuto di rendere accessibili (in genere attraverso pagine su World Wide Web) informazioni da lui considerate interessanti o utili. Nel caso del catalogo di una biblioteca, sapevamo già cosa aspettarci; in questo caso, non lo sappiamo. Troveremo ad esempio immagini di liuti? Molto probabilmente sì, ma non ne siamo sicuri. E che affidabilità avranno le notizie che raccoglieremo? Impossibile dirlo a priori: un negozio di strumenti musicali potrebbe avere interesse a parlar bene di una certa marca di strumenti perché deve venderli; un appassionato potrebbe avere una sensibilità musicale diversissima dalla nostra. In poche parole, anziché una informazione fortemente strutturata, in genere avalutativa e uniformemente caratterizzata da un alto livello di affidabilità, stiamo cercando (e troveremo) una informazione assai più eterogenea. Non per questo - si badi - il risultato della nostra ricerca sarà meno utile o interessante: sarà solo di diversa natura.

Va anche considerato che qualunque ricerca su World Wide Web è fortemente legata al momento in cui viene fatta: l'evoluzione della rete è infatti continua, e questo significa non solo che nuova informazione viene aggiunta ogni giorno, ma anche che alcune informazioni possono essere rimosse, o spostate. Abbiamo potuto accorgercene direttamente verificando, nel passaggio da Internet '96 a Internet '97, da Internet '97 a Internet '98, e ora da Internet '98 a Internet 2000, quali e quanti cambiamenti vi fossero nei risultati di una ricerca come quella che abbiamo scelto a mo' di esempio.

Nello scrivere questa sezione del manuale, nel caso di Internet '96 eravamo partiti da quello che rimane probabilmente il principale motore di ricerca per termini: AltaVista, della Digital. La ricerca era stata effettuata sul termine 'lute' (naturalmente, nel caso di Internet la prima ricerca viene in genere fatta utilizzando il termine inglese; una ricerca più raffinata vi avrebbe affiancato almeno i corrispondenti termini italiani, francesi, tedeschi, spagnoli...). Ebbene, se nel marzo 1996 questa ricerca aveva fornito un elenco di circa 5.000 pagine nelle quali compare, per i motivi più vari, la voce 'lute', effettuando la stessa ricerca nel marzo 1997 le pagine disponibili sono risultate oltre 8.000, nel marzo 1998 sono diventate oltre 34.000, e nel settembre 1999 erano ormai oltre 51.000: in soli tre anni, i documenti in rete in cui si parla di liuti sono dunque decuplicati! Tenete presente, peraltro, che proprio per il numero decisamente poco governabile di occorrenze che ci vengono fornite, in casi come questo una ricerca per termini su un motore di ricerca come AltaVista non è la strada migliore per trovare cosa c'è in rete sulla musica per liuto. Ma su questo torneremo.

A titolo di esempio, vediamo i primi 8 rimandi ai quali eravamo arrivati nel 1996 (nel 1997, nel 1998 e nel 1999 l'elenco è ovviamente in parte diverso, ma per i nostri scopi attuali questo ha poca importanza). Il risultato arriva in una pagina grafica, ma per comodità espositiva lo riportiamo qui in forma solo testuale:

Harmonia Mundi France Title: Lute Songs & Solos, Vol.2 Composer: DOWLAND, John Soloist / Inst.: A Deller, ctr-ten; R Spencer, lute Group : The Consort of Six CAT #: HMC 90245. http://www.harmoniamundi.com/hmc90245.html - size 1K - 1 Feb 96

Harmonia Mundi France Title: Lute Songs & Solos, Vol.1 Composer: DOWLAND, John Soloist / Inst.: A Deller, ctr-ten; R Spencer, lute CAT #: HMC 90244. http://www.harmoniamundi.com/hmc90244.html - size 1K - 1 Feb 96

Lute Suites Lute Suites. Individual Works: Suite in g-moll BWV 995 Fuge in g-moll BWV 1000 Suite in e-moll BWV 996 Praludium, Fuge und Allefro in Es-Dur BWV 998 Partita in c-moll... http://tile.net/bach/lutesuites.html - size 2K - 27 Feb 96

The Lute The Lute. You cautiously pick up the lute and experimentally pluck a few strings... Stangely enough, it does not make any sound at all, no matter which chords you play... http://www.sct.gu.edu.au/~anthony/ground/
jester/playlute.html - size 2K - 11 Dec 95

No Title Lute-Book Lullaby, from the MS. Lute Book by William Ballet, early seventeenth century. Lyric: 1. Sweet was the song the Virgin sang, when she to Bethlem Juda came and... http://zebra.asta.fh-weingarten.de/pub/Sound/
MIDI/L/LUTEBOOK.TXT - size 535 bytes - 6 Nov 92

Put your title here ab·so·lute (àb1se-l¡t´, àb´se-l¡t1) adjective Abbr. abs. 1. Perfect in quality or nature; complete. 2. Not mixed; pure. 3. Not limited by restrictions or exceptions;... http://www.sound.net/~mvc/emblem/absolute.html - size 606 bytes - 24 Jan 96

Guitar and Lute Links Classical Guitar and Lute Links. some links and format courtesy of John P. Dimick http://www.teleport.com/~jdimick/ocg.html. Early Music. Astor Piazzolla. Classical MIDI... http://www.mtsu.edu/~yelverto/glynx.html - size 3K - 21 Feb 96

Other Guitar and Lute Music Pages Other Guitar and Lute Music Pages. By starting with these, you can find almost anything on the Internet relating to nylon stringed instruments. I have tried to include... http://world.std.com/~sdrasky/more.html - size 2K - 12 Jan 96

Già questo primo elenco mostra il carattere eterogeneo dell'informazione reperita: se andiamo a consultare le pagine troveremo informazioni (commerciali) su dischi per liuto, consigli (apparentemente non commerciali) di un appassionato sullo stesso argomento, il testo di una canzone per liuto (della quale è disponibile anche lo spartito e una registrazione in formato MIDI), la pagina di un gioco in rete nel quale compare un misterioso liuto che non riusciamo a far suonare, una voce di dizionario relativa alla parola 'absolute', e due pagine di ulteriori rimandi a informazioni relative ai liuti e agli strumenti a corde.

Morale: un motore di ricerca di questo tipo ci porta a informazione estremamente eterogenea, e lascia a noi il compito di selezionare quella che ci interessa veramente.

In un caso come questo, proseguiremmo probabilmente la navigazione attraverso le ultime due pagine, che sembrano le più promettenti. Dopo qualche salto, arriveremmo fra l'altro: a una antologia di trattati 'classici' sulla posizione delle mani da parte del suonatore di liuto (se avete curiosità, la troverete alla URL http://www.cs.dartmouth.edu/~wbc/hand/Technique.html); a una collezione di una trentina di riproduzioni a colori di quadri nei quali sono raffigurati liuti e suonatori di liuto (alla URL http://www.cs.dartmouth.edu/~wbc/icon/icon.html [2]); a file sonori con registrazioni di sonate per liuto (ad esempio alla URL http://www.cs.dartmouth.edu/~wbc/lute/sound.html); a un documento di suggerimenti e consigli per chi intende acquistare un liuto (alla URL ftp://ftp.cs.dartmouth.edu/pub/lute/Buying_A_Lute.FAQ); a un elenco di liutai e di negozi di liuto sparsi in tutto il mondo (ftp://cs.dartmouth.edu/pub/lute/Luthier.FAQ), alcuni dei quali dotati di propri siti Internet (ad esempio http://www.armandpilon.com/); alle pagine di un negozio che vende attraverso Internet corde per liuto (http://www.daniellarson.com/); all'associazione liutai americani che vende, fra l'altro, libri di istruzioni su come costruirsi da soli un liuto (http://www.cs.dartmouth.edu/~wbc/lsa/lsa.html); alle pagine personali di suonatori di liuto (segnaliamo quella, presente anche in italiano, del liutista romano Federico Marincola: http://www.marincola.com/); a una rivista on-line dedicata esclusivamente alla musica per liuto (http://www.faradic.net/~skorpios/lutebot.htm); al testo integrale (completo di illustrazioni) di un manuale di fine cinquecento che insegna a suonare il liuto (http://members.aol.com/MWhee40252/Barley.html), e così via. Potremo anche scaricare programmi per preparare, stampare e suonare attraverso la scheda sonora o una interfaccia MIDI delle intavolature per liuto (come quello per Windows di Francesco Tribioli denominato Fronimo e disponibile sul server FTP dell'osservatorio di Arcetri o attraverso la URL http://members.aol.com/MWhee40252/Fron.html), o addirittura uno screen-saver basato su immagini di liuti (alla URL http://www.albany.net/~dowland/screen.html). E naturalmente innumerevoli immagini di spartiti e intavolature, come quella qui sotto (presa a mo' di esempio dal lunghissimo elenco disponibile alla URL http://www.cs.dartmouth.edu/~wbc/tab-serv/tab-gif.cgi).


figura 85: L'immagine di uno spartito per liuto visualizzata da Internet Explorer

In sostanza: dall'informazione ordinata e (dal punto di vista formale) prevedibile di un catalogo di biblioteca siamo passati al mare ricchissimo, ma caotico e disorganizzato, di World Wide Web. In entrambi i casi, Internet si è rivelato uno strumento prezioso di reperimento dell'informazione. Ma le strategie di ricerca non possono evidentemente essere le stesse. E avremmo potuto introdurre ancora altri esempi, come le informazioni ricavabili dai newsgroup Usenet (fra i quali troviamo news:tnn.music.early.lute) o dalle liste di distribuzione postale dedicate al liuto (per iscriversi, il comando 'subscribe' va mandato a lute-request@cs.dartmouth.edu) o, più in generale, agli strumenti a corde.

Naturalmente, quello del liuto è solo un esempio fra gli innumerevoli che si potrebbero fare. Il nostro scopo principale era quello di far comprendere l'esistenza di differenze notevolissime nella tipologia dell'informazione raggiungibile attraverso la rete. Imparare come e dove cercare tipi di informazione diversa costituisce un primo passo essenziale per padroneggiare - per quanto possibile - l'offerta informativa di Internet. Forniremo, nel seguito, altri esempi e suggerimenti, anche se il lettore deve essere consapevole che in questo campo nessuna istruzione e nessun consiglio possono sostituire l'esperienza e, perché no, anche il 'fiuto' che possono venire solo dalla pratica della ricerca attraverso la rete.

Dall'ordine al disordine, dal disordine all'ordine

Ancora qualche breve considerazione generale. Abbiamo esaminato la differenza fra informazione 'ordinata' e informazione 'disordinata', e abbiamo visto che entrambe presentano vantaggi e difficoltà. L'informazione 'ordinata' di una banca dati è in genere più puntuale e affidabile, ma, pur essendo raggiungibile attraverso Internet, non è in genere integrata nella grande ragnatela ipertestuale del World Wide Web. L'informazione 'disordinata' di World Wide Web è più difficile da valutare dal punto di vista dell'affidabilità, e per reperirla siamo spesso costretti a navigazioni che possono sembrare quasi casuali, e talvolta frustranti.

Questa situazione spiega quelli che sono forse i compiti principali che una risorsa informativa come Internet, in crescita talmente rapida da non potersi permettere 'pause di riflessione' per la riorganizzazione del materiale disponibile, si trova a dover affrontare: integrare e organizzare l'informazione fornita.

Internet, tuttavia - a differenza di quanto vorrebbe far credere un certo numero di film 'alla moda' sulla nuova realtà delle reti telematiche - non è una sorta di 'superorganismo' autocosciente. L'integrazione e l'organizzazione delle informazioni disponibili in rete dipende in gran parte dai suoi utenti 'di punta': in primo luogo da chi fornisce informazione e da chi progetta, realizza e rende disponibili programmi e motori di ricerca.

Gli ipertesti come strumento per organizzare l'informazione

L'impegno per capire come integrare e organizzare l'informazione disponibile in rete è uno dei principali fattori che hanno determinato lo sviluppo di Internet negli ultimi anni - e sarà senz'altro fra i nodi teorici principali che resteranno al centro dell'evoluzione della rete nel prossimo futuro.

Dal punto di vista dei fornitori dell'informazione, questo impegno si traduce nel tentativo di comprendere al meglio i meccanismi di funzionamento 'concettuale' di un ipertesto. A differenza di quanto si potrebbe a prima vista pensare, non si tratta affatto di un compito facile. Se infatti stabilire qualche collegamento all'interno delle proprie pagine, e fra esse e il mondo esterno, basta a costruire formalmente un ipertesto, perché questa costruzione sia adeguata dal punto di vista semantico, produttiva dal punto di vista informativo, e funzionale dal punto di vista operativo, serve molto di più.

Parlando di World Wide Web, abbiamo visto come alla sua radice vi sia l'idea di una struttura ipertestuale (sul concetto di ipertesto ci soffermeremo in seguito), e come la linea di tendenza chiaramente percepibile sia quella dell'assorbimento all'interno di questa struttura ipertestuale anche delle altre funzionalità della rete. Programmi di gestione della posta elettronica o di lettura dei newsgroup Usenet capaci di attivare automaticamente un browser World Wide Web, collegamenti di tipo telnet e FTP resi accessibili partendo da una pagina HTML, disponibilità di accessori e plug-in in grado di integrare nella struttura Web file e documenti prodotti dai programmi più vari, ne sono eloquente testimonianza. I percorsi disponibili - sotto forma di link, di punti di passaggio da una informazione all'altra - all'interno di questa sterminata mole di informazioni sono fili che aiutano a camminare attraverso un labirinto. Se questi fili guidano lungo itinerari inconsistenti, portano a movimenti circolari, ci distraggono dalle risorse che effettivamente cerchiamo o le presentano in modo fuorviante o disordinato, la navigazione risulterà difficile o infruttuosa.

Supponiamo, ad esempio, di voler realizzare una rivista letteraria in rete. Entusiasti per le possibilità offerte dalla strutturazione ipertestuale dell'informazione, ci ingegnamo di trovare il maggior numero possibile di collegamenti fra il materiale da noi fornito e il resto delle risorse disponibili. Ci viene proposto un articolo su Goethe, e noi lo 'pubblichiamo' integrandolo con quello che - riteniamo - è il valore aggiunto reso possibile dal suo inserimento su Internet: si parla di Francoforte come luogo natale di Goethe, e noi colleghiamo la parola 'Francoforte' al sito Internet dell'ufficio di informazioni turistiche della città; si parla dello studio dell'ebraico da parte del giovane Goethe, e noi colleghiamo il passo a un corso di ebraico disponibile in rete; si parla dei suoi studi di anatomia, ed ecco un link al 'Visible Human Project', una impressionante raccolta di immagini e informazioni sull'anatomia umana.

Alla fine, avremo reso un servizio al lettore? Non crediamo proprio: i collegamenti proposti sono dispersivi, la relazione con il contenuto del testo è minima, non vi è alcuna offerta di percorsi di ricerca strutturati e coerenti.

Se tuttavia nell'articolo fosse presente un riferimento alle letture alchemiche di Goethe, e se per avventura su Internet fosse presente il testo di una delle opere lette e utilizzate dal poeta, il collegamento sarebbe probabilmente assai meno gratuito: laddove in un libro a stampa avremmo inserito una nota che rimandava a edizione e pagina del testo in questione, in un ipertesto in rete possiamo inserire un collegamento diretto. Il lettore interessato non avrà più bisogno (volendo) di interrompere la lettura per cercare di procurarsi - presumibilmente in una libreria specializzata - un'opera poco conosciuta e magari esaurita, ma potrà consultarla immediatamente (se siete scettici sulla possibilità di trovare in rete il testo dei trattati alchemici letti da Goethe, date un'occhiata alla URL http://www.levity.com/alchemy/texts.html).

Esiste dunque una sorta di 'potere di link' da parte di chi realizza una pagina ipertestuale: perché l'ipertesto si riveli effettivamente uno strumento produttivo di strutturazione dell'informazione, e perché la ricchezza dei rimandi non si traduca in disordine, occorre che questo 'potere' non sia usato male. Ma come imparare a scegliere i collegamenti giusti? Si tratta di un campo in cui lo studio teorico è in gran parte da compiere: l'avvento degli ipertesti porta con sé problematiche finora poco esplorate, ed è probabile che la critica testuale avrà, nei prossimi decenni, un nuovo settore nel quale esercitarsi. Dal canto nostro, saremo soddisfatti se il lettore comprenderà l'importanza di scegliere in maniera oculata i legami ipertestuali forniti.

Naturalmente il problema riguarda non solo il fornitore ma anche il fruitore dell'informazione, che dovrà imparare a valutare e scegliere, fra i vari che gli sono offerti, i percorsi di navigazione più adeguati al suo scopo. Un compito che richiede una certa esperienza, ma anche una buona conoscenza degli strumenti di ricerca disponibili in rete. Vediamo quindi di esaminarne in dettaglio alcuni.


Note

[1] Molti fra i più moderni cataloghi on-line forniscono il risultato delle nostre ricerche in forma di pagine HTML. E col passare del tempo interfacce di questo tipo, che non richiedono di 'uscire' da World Wide Web (come invece si fa quando si usa ad esempio il più spartano collegamento telnet) per effettuare ricerche su basi di dati strutturate, diventano sempre più comuni. Anche in questo caso, tuttavia, le basi di dati sulle quali viene effettuata la ricerca non sono direttamente accessibili attraverso un motore di ricerca Web. Le pagine HTML che ci forniscono il risultato della nostra ricerca, infatti, sono generate 'al volo' dal server in risposta alla nostra interrogazione, e non sono dunque conservate su un file permanente. Ciò significa che i motori di ricerca non possono raggiungerle e indicizzarle (sarebbe del resto ovviamente impossibile indicizzare i risultati di tutte le possibili ricerche su una base dati catalografica).

[2] Nel 1996, questa pagina aveva una URL diversa: http://www.cs.dartmouth.edu/~wbc/icon.html. Evidentemente, nel frattempo l'autore della pagina ha riorganizzato l'architettura logica del proprio sito, 'spostando' la pagina. E, in un caso come questo, trovare la nuova collocazione dell'informazione disponendo del vecchio indirizzo può non essere facile. Un altro esempio dei cambiamenti che possono riguardare l'informazione in rete!


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