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| Per scaricare nel tuo computer la versione
compressa con ZIP del video, fai click
qui. |
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Quello che segue è il testo della 'scaletta
televisiva' relativa alla lezione: comprende tutte le indicazioni su
obiettivi e suggerimenti di lavoro, il testo di tutte le schede e
navigazioni, e indicazioni di massima per tutti gli interventi
(naturalmente, non sempre queste indicazioni vengono poi seguite parola
per parola nella trasmissione!).
Per quanto riguarda la discussione didattica, la
scaletta comprende di norma solo un elenco di possibili temi di
dibattito; anche in questo caso, nella trasmissione televisiva non tutti
i punti previsti vengono poi effettivamente toccati, e ne vengono
introdotti altri che magari non avevamo previsto Sappiamo che una
scaletta come questa ha una forma un po' 'anomala' rispetto agli altri
materiali didattici. L'abbiamo voluta inserire ugualmente in rete, sia
perché può aiutarvi a seguire lo streaming video o un'eventuale
registrazione della lezione, sia perché le indicazioni sui siti
navigati e sui suggerimenti didattici possono esservi immediatamente
utili, sia perché magari potreste trovare interessante o curioso sapere
come abbiamo lavorato per preparare le lezioni.
Buona lettura, e buon lavoro!
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0
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APERTURA
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1
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Nella lezione di oggi vedremo insieme:
- perché le immagini possono essere un ausilio importante
alla didattica
- cos'è un immagine digitale e quali sono i principali
formati in cui può essere codificata
- come acquisire al computer una fotografia o un'immagine su
carta
- alcune fra le funzionalità principali dei programmi usati
per lavorare sulle immagini
- come ricercare e scaricare immagini dalla rete
- come utilizzare le immagini all'interno di documenti
multimediali e nell'ambito di progetti didattici
- l'importanza dell'impaginazione e della grafica nella
realizzazione di lavori multimediali
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OV speaker su grafica
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2
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Benvenuti nella quinta puntata del corso di formazione a
distanza sull'uso della multimedialità nella scuola, organizzato
dal Ministero della Pubblica Istruzione e da RAI Educational.
Oggi vedremo come il computer e Internet ci consentano di
utilizzare le immagini digitali, da sole o all'interno di
documenti multimediali, per migliorare la pratica didattica.
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Carlo in CK su home page |
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3
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E ora che siamo nello studio possiamo salutare il nostro
esperto Gino Roncaglia (Carlo saluta Gino). E' giunto anche
il momento di dare il benvenuto agli insegnanti ospiti di oggi.
Insegnanti che hanno già avuto modo di sperimentare sul campo
l'uso della multimedialità e delle immagini digitali, e che ci
aiuteranno a esaminare e discutere le valenze didattiche degli
strumenti presentati. Si tratta della maestra Linda Giannini (saluti)
della maestra Luisanna Fiorini (saluti) e del professor Ugo
Punzi (saluti).
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Carlo + Gino + ospiti
Gino Roncaglia
[docente di informatica applicata alle
discipline umanistiche all'Università della Tuscia]
Linda Giannini,
[5 Circolo Didattico di Latina
"Luigi Piccaro"]
Luisanna Fiorini
[Scuola Media Statale Angelicum* sezione
staccata di Colli
Monte San Giovanni Campano FR]
Ugo Punzi
[SMS "Giovanni XXIII" di Spirano]
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LA LEZIONE
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Jingle
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[carlo] Secondo un vecchio detto, un immagine vale più di
mille parole. Confrontate, ad esempio, la leggibilità di questo
grafico [indica il grafico alle sue spalle] rispetto a
quella della tabella di dati dalla quale è stato ricavato [indica
la tabella alle sue spalle]. Come vedete le informazioni
d'insieme - che risultano evidenti dal grafico - si perdono
completamente tra le cifre della tabella.
Ma più in generale una figura o una foto possono illustrare in
maniera immediata tutta una serie di situazioni che sarebbe assai
più lungo e difficile - se non impossibile - descrivere
attraverso un testo scritto. Per non parlare della maggiore
leggibilità che presenta una pagina di testo se costruita in
maniera graficamente efficace.
[gino] Si, e proprio per questo le immagini rappresentano una
componente fondamentale dell'apprendere quotidiano. Ma nonostante
questo nella pratica didattica l'aspetto visivo è stato spesso
utilizzato soltanto come mero supporto all'esposizione verbale. E
in effetti, la riflessione sull'utilizzo quotidiano delle immagini
nella didattica forse è stata meno sviluppata di quanto sarebbe
stato opportuno.
[carlo] Nel seguito cercheremo di approfondire quali sono le
cause che hanno determinato una situazione di questo tipo.
Prima però andiamo a vedere insieme un primo esempio di come
l'utilizzo del computer possa rappresentare un potente mezzo per
promuovere un uso più efficace delle immagini nel processo
educativo.
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Carlo e Gino in studio
Immagini a riporto:
prima un grafico poi la tabella di numeri da cui
è ricavato.
Vedi file esempio in e-groups nell'area
aaa materiali per lezioni
lez.5 grafico.doc
pagina di testo tipo macchina da scrivere
poi pagina di una rivista illustrata, ricca di
immagini e graficamente efficace.
Proseguire su pagine di un libro di testo
illustrato.
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Bambini disegnano sul computer aiutati dalla maestra.
Filmato di repertorio
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Linda Giannini |
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[carlo] Come abbiamo visto, fin dalla prima infanzia l'uso
delle immagini nella didattica è fondamentale. Ma allora qual è
il motivo che ha spinto verso un uso così marginale di questa
risorsa nelle scuole?
[gino] C'è da dire che fino a qualche anno fa, utilizzare le
immagini all'interno di un progetto comunicativo - e quindi anche
nella pratica didattica - poteva risultare difficile e faticoso.
Quanti insegnanti, ad esempio, si sono arresi di fronte ad uno
schema troppo complesso per essere riportato alla lavagna? Per non
parlare della difficoltà di mostrare alla classe foto o disegni
che non appaiono sui libri di testo. Fortunatamente il computer
semplifica tutti questi compiti. E con un po' di pratica in più
è anche possibile inserire foto e disegni all'interno di progetti
comunicativi complessi come, ad esempio, CD-ROM o siti Web. Questo
perché un immagine digitale può essere facilmente proiettata,
copiata, modificata. Inoltre la possiamo facilmente trasmettere su
Internet, e memorizzare su un CD Rom oppure sul disco rigido del
nostro computer.
[carlo] Ma cos'è che rende un'immagine digitale così
versatile? Per rispondere a questa domande vediamo innanzitutto
cos'è un immagine digitale e in che modo si passa da un'immagine
su carta al suo equivalente digitale.
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Carlo e Gino in studio |
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8
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Per capire come un computer riesca a
rappresentare un immagine sotto forma di '0' e '1'- ovvero di bit
- vediamo in pratica come si converte in digitale il disegno che
appare sullo schermo.
Per prima cosa dividiamo la foto in quadratini sovrapponendole
una fitta griglia di linee. A questo punto ad ogni quadratino
della griglia - che per convenzione chiamiamo pixel
- associamo uno '0' se il contenuto di bianco all'interno del
quadrato supera quello di nero e '1' in caso contrario.
Dopo questa operazione l'immagine si è trasformata in un
insieme di pixel ognuno dei quali, nel nostro esempio, può essere
solo bianco o nero e quindi assumere valore '0' o '1'.
Se 'leggiamo' il contenuto dei pixel contenuti nell'immagine,
otterremo una lunga sequenza di '0' e '1' ovvero la
rappresentazione in formato digitale dell'immagine.
La nostra immagine di partenza, dopo questa operazione si è
trasformata in una sorta di mappa composta di '0' e '1', e il nome
tecnico che si usa per descrivere questa sequenza di bit è
proprio bitmap.
Ovviamente più fitta è la griglia che sovrapponiamo
all'immagine e più la nostra rappresentazione digitale risulterà
fedele all'originale. D'altra parte una griglia più fitta
significa un maggior numero di pixel e quindi un numero maggiore
di bit che dovranno essere utilizzati per descrivere l'immagine.
Ma se la nostra immagine di partenza non contiene solo bianco e
nero? Se è composta da una serie di sfumature di grigio o è a
colori? In questo caso per ogni quadretto, o meglio per ogni pixel
dell'immagine anziché utilizzare solo uno '0' o un '1'
utilizzeremo una combinazione di '0' e '1', in base a una tabella
di codifica dei colori - ricordate la tabella di codifica dei
caratteri di cui abbiamo parlato nella lezione precedente? Il
concetto è analogo, solo che al posto dei caratteri ci sono i
colori.
Ovviamente per descrivere un immagine ci serviranno tanti più
bit quanti più colori utilizziamo. Se usiamo 8 bit per ogni
pixel, i colori che possiamo utilizzare nella nostra immagine
saranno solo 256. Usando 16 bit, avremo invece più di 65000
colori disponibili.
La maggior parte delle schede grafiche utilizza ormai 24 o
addirittura 32 bit per descrivere il colore di ogni singolo pixel.
In termini pratici questo significa avere a disposizione una tavolozza
- in inglese palette - composta da oltre 16 milioni
di colori.
In genere, i file bitmap - nei quali l'immagine
è codificata pixel per pixel col procedimento appena visto - sono
caratterizzati dall'estensione BMP.
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Scheda OV
In tutta la scheda, i termini in corsivo sono
evidenziati in grafica.
Immagine in bn (solo B/N, non scala di grigi) a
cui si sovrappone una griglia
Si ingrandisce la griglia e su uno dei quadrati
bianchi compare la scritta pixel e viene associato il valore '0'
Viene scritto '0' o '1' su tutti i pixel
dell'ingrandimento che assumono solo colore bianco o nero
Si vede la griglia che viene 'letta' da una riga
colorata e mano mano che la riga avanza si riempie una sottostante
sequenza di '0' e '1'
Alla fine della lettura sulla griglia compare la
parola bitmap
La griglia, inizialmente larga si stringe sempre
di più e scompaiono gli spigoli dei quadratini bianchi e neri.
Appare un immagine a colori
Griglia sull'immagine e ingrandimento su un
pixel.
Si vede il pixel che cambia colore e un numero
binario che cambia il suo valore accanto.
Si vede una mappa di caratteri accanto ad una
mappa di colori.
Si torna sull'immagine ridotta a 8 bit per
colore (si veono i confini sulle sfumature) e appare la scritta -
8 bit per pixel = 256 colori -
Poi la qualità migliora e appaiono in
successione le scritte - 16 bit per pixel = 16000 colori
Appare la foto di una scheda grafica.
Immagine dello schermo di un computer. Explorer
aperto zoom sull'elenco di file, si evidenziano quelli con
estensione bmp
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Armati di queste conoscenze fondamentali, possiamo finalmente
passare al caso di studio di oggi e andare a vedere in pratica
come si acquisiscono e si elaborano le immagini usando il
computer.
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Carlo in studio |
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IL CASO DI STUDIO
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Jingle
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Per utilizzare le immagini digitali, come vedremo, non servono
attrezzature troppo complicate. E' sufficiente saper utilizzare
una postazione multimediale e uno scanner. Andiamo a vedere, ad
esempio, come hanno usato questi strumenti gli studenti di una
scuola media di Spirano per reperire le immagini da inserire nei
loro lavori multimediali.
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Carlo in studio
In sottopancia
(SMS "Giovanni XXIII", Spirano docente
Ugo Punzi)
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Dei ragazzi acquisiscono un immagine con uno scanner e
utilizzano un programma grafico per ridimensionarla e ritoccarla,
quindi la salvano in formato jpeg e la inseriscono in un documento
web
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Contributo filmato
Vedi scaletta in rete su e-groups |
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Come abbiamo visto, usando una postazione multimediale dotata
di scanner è possibile acquisire una immagine e inserirla in un
documento multimediale. Prima di provare a ripetere insieme passo
passo le operazioni necessarie, però, vogliamo soffermarci ancora
un momento sul formato in cui vengono memorizzate le immagini
digitali? Nel filmato abbiamo sentito parlare del formato JPEG. Di
cosa si tratta? Che differenze presenta con la rappresentazione
quadratino per quadratino, pixel per pixel dell'immagine che
avevamo incontrato poc'anzi, parlando di immagini bitmap?
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Carlo in CK su home page
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Osservate queste due rappresentazioni
digitali della stessa immagine. Ad una prima occhiata
sembrerebbero identiche. Ingrandendole però ci accorgiamo che
sono leggermente diverse.
Il fatto che ci appaiano uguali in realtà dipende
esclusivamente dal nostro apparato visivo che tende a concentrarsi
maggiormente su alcuni particolari dell'immagine e a prestare
minor attenzione al resto. La seconda immagine digitale in effetti
è stata ottenuta da dalla prima proprio eliminando le
informazioni visive meno importanti, attraverso un'operazione
chiamata compressione.
Ma perché comprimere un'immagine digitale?
La risposta risulta immediata confrontando lo spazio occupato
sul disco rigido dai due file che abbiamo appena visto e che
contengono la rappresentazione bitmap e quella compressa della
stessa immagine. Quest'ultima utilizza un numero di bit molto
minore. Quindi, ad esempio, richiede un tempo molto minore per
essere scaricata da Internet rispetto al suo equivalente non
compresso.
Il tipo di compressione che abbiamo appena
descritto tecnicamente viene detto con perdita,
perché l'immagine compressa ha perso dei particolari rispetto
all'originale. Esistono molti tipi differenti di compressione con
perdita, ma quello attualmente più utilizzato si chiama JPEG.
I file che contengono immagini compresse di questo tipo si
riconoscono dall'estensione che, in questo caso, è JPG.
Oltre alla compressione con perdite, adatta per trattare foto e
immagini con molte sfumature di colore, esiste un secondo tipo di compressione
chiamato senza perdite, che, rispetto alla
precedente, risulta più adatta a rappresentare immagini
geometriche dai contorni decisi e con poche sfumature.
Il formato più utilizzato per questo tipo di compressione si
chiama GIF. Il suo più grosso limite è che non
consente di usare più di 256 colori all'interno di una singola
immagine. Comoda dunque per loghi e marchi, meno adatta a
fotografie e immagini sfumate.
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Scheda OV
due immagini della stessa foto numerate 1 e 2
1 in bmp e 2 in jpg
Si ingrandisce un particolare su entrambe le
foto fino ad avvertire la differenza tra le due.
un occhio,
compressione è evidenziato in grafica.
Sotto le due foto appare il numero di byte che
occupano e una fetta di un disco proporzionale a questo numero.
Si vede solo la foto 2 e appare la scritta
'compressione con perdita' poi 'JPEG'
Poi 'titolofoto.jpg'
Si vede un immagine geometrica e sotto appare la
scritta 'compressione senza perdite' poi 'GIF' poi 'max 256
colori'
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[Carlo] Abbiamo visto dunque che esistono diversi tipi di
immagini digitali, o meglio, diversi formati di immagine. Ma per
trasformare un'immagine da un formato ad un altro - ad esempio per
passare da un formato non compresso a uno compresso - come si
procede?
[Gino] fortunatamente la maggior parte dei programmi per la
grafica, compresi quelli che si trovano nei CD-ROM del nostro
corso, consentono di salvare le immagini in molti formati
differenti, compresi quelli che abbiamo appena visto. Quindi, per
convertire un immagine da un formato ad un altro, è sufficiente
caricarla all'interno di un programma e poi salvarla nel formato
scelto.
[Carlo - si avvicina alla postazione in studio] ma al di la dei
formati utilizzati, come possiamo trasferire un immagine sul
computer?
[Gino] abbiamo visto che se abbiamo l'immagine su un supporto
cartaceo possiamo acquisirla facilmente usando uno scanner come
questo. Oppure possiamo utilizzare apparecchi fotografici
digitali: eccone uno. Sono ancora piuttosto cari. Se ci si
accontenta di una qualità minore può andar bene anche una
webcam, come questa che costa intorno alle trecentomila lire.
Usando uno di questi dispositivi la foto viene trasferita al
computer direttamente sotto forma di bit, attraverso un cavo come
questo.
[Gino] Se invece vogliamo usare il computer per disegnare, al
posto del mouse possiamo anche usare una tavoletta grafica come
questa.
[Carlo] Ma se invece non vogliamo né acquisire né creare
nulla di nuovo ma ci interessa semplicemente utilizzare materiale
già pronto, oltre che su Internet dove possiamo trovare le
immagini digitali che ci servono?
[Gino] Beh, spesso i CD Rom contengono molte immagini che
possono essere copiate sul computer e poi riutilizzate, ma in
questo caso occorre prestare attenzione al fatto che le immagini
riutilizzate non siano coperte da diritti d'autore.
[Carlo] A questo punto non ci resta che andare a vedere in
pratica come utilizzare alcuni degli strumenti di cui abbiamo
parlato per effettuare due fra le operazioni più comuni che
vengono eseguite sulle immagini: l'acquisizione e la modifica.
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Carlo e Gino in studio
Sul primo intervento di Gino vanno in copertura
le immagini dello schermo di un computer con il programma
Paintshop in cui si carica una immagine BMP e poi si salva (Save
as) come JPEG.
Carlo e Gino si avvicinano alla postazione in
studio, si vedono gli oggetti descritti:
scanner
apparecchio fotografico digitale
webcam
tavoletta grafica
CD Rom multimediali |
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[Mastroianni] Usare uno scanner è semplice, basta appoggiare
il foglio con l'immagine rivolta verso il piano trasparente,
così, e avviare il programma di acquisizione, che generalmente ci
viene fornito assieme allo scanner.
[si vede una acquisizione]
Una volta terminata l'acquisizione il programma ci chiederà il
nome del file su cui salvare l'immagine.
A questo punto, se vogliamo vedere l'immagine appena catturata,
non ci resta che avviare un programma di visualizzazione. Per le
immagini bitmap basta ad esempio il programma Paint, un componente
del sistema operativo Windows. Lo si raggiunge attraverso il menu avvio
scegliendo programmi e poi accessori. E ora, dal
programma, scegliamo la voce apri del menu file e
recuperiamo l'immagine da caricare.
[Gino] Una possibilità molto interessante che pochi utenti
utilizzano è quella di catturare l'immagine che appare sullo
schermo del computer. Come si procede in questo caso?
[Mastroianni] La prima cosa da fare è premere il tasto STAMP.
A questo punto apriamo nuovamente il programma Paint, andiamo sul
menu modifica e selezioniamo incolla. Come vedete
l'immagine è pronta e non ci resta che salvarla sul disco rigido.
[Gino] Spesso le immagini che abbiamo acquisito potrebbero
avere bisogno di qualche aggiustamento. Per schiarire i colori, ad
esempio o per ritagliarne un particolare. In questo caso ci
serviranno degli appositi programmi di fotoritocco. Il programma
che abbiamo appena usato infatti presenta delle funzionalità
molto limitate e non è adatto a questo scopo.
Ma vediamo in pratica come si usa uno dei programmi shareware
più diffusi in questo campo, PaintShop Pro. Ne trovate una
versione dimostrativa sia sul CD-ROM sia sul sito del corso.
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Gino + Mastroianni
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[Gino] la prima cosa da fare, come al solito, è caricare sul
programma l'immagine che vogliamo modificare.
[Mastroianni - apre il programma Paintshop e carica una
immagine bitmap].
[Gino] Come si procede a questo punto per fare delle modifiche
sulla foto?
[Mastroianni] Per prima cosa vediamo dove appaiono gli
strumenti - tools in inglese - a nostra disposizione. Ecco, li
possiamo trovare qui, sulla zona sinistra della finestra, e sono
rappresentati come un'insieme di piccoli pulsanti ognuno dei quali
ci da accesso ad un diverso strumento per lavorare sulla nostra
immagine.
Il primo, ad esempio, contiene una lente di ingrandimento. Se
la selezioniamo con un click l'icona che rappresenta il mouse
cambia aspetto, diventa una piccola lente di ingrandimento, e noi
potremo usare il mouse solo per ingrandire, con il tasto destro, o
rimpicciolire, con il tasto sinistro, l'immagine sullo schermo.
[Gino] Supponiamo di voler utilizzare solo una zona della foto.
Come dobbiamo procedere per estrarla dal resto?
[Mastroianni] Innanzitutto dalla barra degli strumenti
scegliamo l'icona che serve per ritagliare una porzione
dell'immagine, eccola qui, si chiama crop. Come vedete
anche in questo caso, una volta selezionato lo strumento da usare
l'icona che rappresenta il mouse assume un aspetto particolare per
ricordarci il tipo di operazione che possiamo fare in quel momento
sulla foto.
Ora andiamo su un punto dell'immagine e, tenendo premuto il
tasto sinistro, muoviamo il mouse fino a racchiudere la zona che
ci interessa in un rettangolo.
A questo punto con un doppio click sempre sul tasto sinistro
ritagliamo il particolare.
[gino] L'immagine però è un po' troppo scura, si può
renderla più luminosa?
[Mastroianni] Certo! questo tipo di operazioni sono il punto di
forza dei programmi di fotoritocco. Con i programmi di fotoritocco
in effetti si possono effettuare una serie di correzioni sulle
immagini impensabili prima del digitale.
[gino] Chiaramente per imparare a ritoccare foto in modo
soddisfacente servono studio ed esperienza, ma alcune semplici
operazioni come cambiare la luminosità e il contrasto sono
veramente alla portata di tutti.
[Mastroianni] Si, basta andare sul menu colors e
selezionare prima adjust e poi la voce brightness/contrast
ovvero luminosità e contrasto. A questo punto possiamo cambiare
questi due parametri e vedere direttamente l'effetto su questa
zona dello schermo. Una volta trovato il giusto equilibrio non ci
resta che dare l'ok e modificare l'intera immagine.
[Gino] E per aggiungere una scritta all'immagine - ad esempio
una didascalia?
[Mastroianni] In questo caso selezioniamo nella barra degli
attrezzi il pulsante con la lettera a, chiamato text, e facciamo
un click sulla zona della foto in cui vogliamo inserire il testo.
Vedete si apre una finestra in cui posso scrivere e definire il
formato della scritta. Scrive una frase che appare sulla foto.
[gino] Vogliamo salvare il nostro capolavoro? Ricordati di
usare un formato compresso.
[Mastroianni] In questo caso devo andare sul menu file e
scegliere la voce save as. Se scelgo la voce save infatti
l'immagine viene salvata con il formato di partenza. Vedete che mi
appare una lista, davvero lunga, con tutti i formati che sono
usati dal programma. Non mi resta che scegliere quello jpeg
e il gioco è fatto.
[gino] A questo punto l'immagine che abbiamo salvato potrà
essere utilizzata in un qualsiasi documento multimediale. Ci
mostri come si può inserire ad esempio all'interno di una pagina
Html?
[Mastroianni Apre un editor HTML sulla pagina preparata
nella lez.4] nel linguaggio html per inserire un'immagine si
utilizza un apposito marcatore, il marcatore IMG. Nel manuale di
HTML disponibile sul CD-ROM del corso troverete informazioni sul
suo uso. Ma noi per semplificare useremo un editor come questo,
Netscape Composer.
[Gino] Ne abbiamo parlato nella lezione precedente, ricordate.
[Mastroianni] Ecco, basta premere questo pulsante, e dire al
programma dove si trova l'immagine che vogliamo inserire.
Ecco fatto, a questo punto possiamo vedere il risultato sul
browser.
[Gino] Molto facile. A questo punto non mi resta che suggerirvi
un semplice esercizio. Provate a inserire un'immagine in una
presentazione video o in un documento Word: vedrete che il
meccanismo è molto simile a quello appena descritto.
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Gino + Mastroianni
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VARIAZIONI SUL TEMA
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Jingle
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18 a
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Spesso nella didattica più che fotografie e disegni si ha
bisogno di schemi esemplificativi e di grafici. Cosa cambia in
questo caso? Come si utilizzano in pratica questi elementi
grafici? Vediamolo in questa scheda.
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Carlo in studio
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A)
Non tutte le immagini sono disegni o fotografie. Spesso abbiamo
a che fare anche con schemi o con grafici, costruiti a partire da
semplici figure geometriche.
In questi casi, invece di descrivere l'immagine pixel per
pixel, conviene specificare tipo, forma, colore, dimensione e
posizione delle figure geometriche che la compongono: cerchi,
rettangoli, linee, frecce e così via.
B 1)
Nel caso che vedete, ad esempio, il programma si limita a
descrivere le coordinate dei quattro vertici del quadrato
piuttosto che descriverne tutti i punti come avviene in una
bitmap.
Tecnicamente il nome di una immagine digitale descritta in
questo modo è immagine vettoriale.
Semplici programmi di disegno vettoriale sono già integrati
all'interno di programmi come Word o PowerPoint, e consentono ad
esempio di aggiungere rapidamente e con estrema facilità uno
schema al testo che stiamo scrivendo.
B 2)
In alcuni casi, immagini di questo tipo possono anche essere
generate automaticamente a partire da dati numerici. È il caso
dei grafici.
In Word, per inserire un grafico nel documento basta usare il
menu Inserisci, poi la voce immagine,
e quindi Grafico. Comparirà una tabella di esempio.
Supponiamo di voler realizzare il grafico del rendimento di un
alunno. Potremo sostituire ai quattro trimestri dell'esempio,
primo, secondo, terzo, quarto voto. Serve una sola riga
orizzontale, corrispondente al nostro alunno. Dovremo poi inserire
i voti: per esempio 4, 5, 7, 6. Infine, un click col tasto destro
del mouse per scegliere il tipo di grafico. Ecco il risultato.

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Scheda OV
Chiedere a Gilberto per le parti computer
A) grafica
Si vedono, come fogli che appaiono sullo
schermo, prima un disegno poi una fotografia, ai quali si
aggiungono un diagramma a blocchi ed un grafico.
Immagini delle figure geometriche di cui si
parla.
B 1) computer
Immagine vettoriale di un quadrato dall'editor
di schemi in Word e scritta immagine vettoriale in
sovraimpressione
Si vede in Word una semplice immagine vettoriale
(p.es. un quadrato a cui viene aggiunta una freccia e poi un altro
quadrato)
B 2) computer
Si vede un grafico e i dati che lo descrivono in
word e la parola grafico in sovraimpressione
Esempio di grafico; schermate che illustrano la
realizzazione di un grafico in Word seguendo il testo
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LA DISCUSIONE DIDATTICA
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Jingle
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[Carlo] Ed eccoci nuovamente in studio per la consueta
discussione. Fin qui abbiamo visto in maniera molto pratica come
il computer possa esserci d'aiuto nel lavorare con le immagini. Ma
quali sono le potenzialità didattiche di tutto ciò? Gli ospiti
che abbiamo oggi in studio sono insegnanti che hanno già fatto
uso nella loro esperienza didattica della multimedialità e delle
immagini digitali, e sono dunque particolarmente adatti a
rispondere a questo interrogativo. Per introdurre la discussione,
proporrei innanzitutto di guardare insieme una breve scheda
filmata che riguarda l'evoluzione della grafica nei libri di
testo.
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Carlo + Gino + ospiti
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Evoluzione della grafica nei libri di testo
Un libro di testo di storia, di una ventina di anni fa. Come
vedete le immagini sono pochissime: qualche cartina, poco più. La
grafica e l'impaginazione del libro sono tutte funzionali alla
centralità del testo, che a sua volta è lineare e quasi privo di
rimandi interni.
Un libro di storia di oggi. Le immagini sono molto più
numerose, e la funzione ad esse affidata è evidentemente diversa.
Le immagini diventano parte essenziale della trattazione, in
alcuni casi si propongono come vero e proprio documento. Al di là
dell'uso delle immagini, la stessa impaginazione grafica assume
nuove connotazioni, e aiuta il lettore a muoversi all'interno di
una rete di rimandi assai più fitta.
Infine, un CD-ROM. Le immagini diventano navigabili, sono esse
stesse punto di partenza, si inseriscono in una trama multimediale
che prevede anche suoni e video. Il testo non scompare, conserva
un ruolo fondamentale, ma non è più il veicolo unico o
privilegiato dei contenuti didattici.
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Contributo filmato:
immagini di un vecchio libro di storia,
di un libro più recente,
di un CD-ROM (quello RAI sulla costituzione -
'zoom' all'interno di un'immagine)
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23
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Possibili temi di discussione:
Nonostante il forte contributo che le immagini possono
apportare alla didattica, il contributo dell'immagine
nell'apprendimento è stato fino ad oggi utilizzato solo
marginalmente. Quali sono i motivi?
Le scuole elementari e materne spesso sono più coinvolte nello
sperimentare l'uso delle immagini e della multimedialità,
perché?
Importanza delle immagini non solo come abbellimenti e
accessori esemplificativi, ma come parte integrante dello studio,
dell'analisi
- Documenti iconografici e carte storiche geografiche
- Le immagini sono un aiuto o un ostacolo alla
concettualizzazione?
- Geometria analitica
[Carlo: lancio filmato]
A proposito del legame profondo che lega l'intuizione
matematica alla schematizzazione grafica, vogliamo rivedere
insieme una scena tratta dal film 'Il piccolo Archimede'?
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Carlo + Gino + ospiti
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Estratto dal film "Il piccolo
Archimede" disegno sulla sabbia |
Filmato
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[Carlo] Come abbiamo visto, il film
immagina che l'idea geometrica nasca nella mente di un Archimede
ancora bambino da un immagine tracciata sulla sabbia. Ma al di la'
di questa seppur poetica interpretazione, anche nella realtà di
oggi ci sono molti contesti in cui uno schema o un diagramma può
aiutare la comprensione di un dato fenomeno e facilitare
l'apprendimento.
- L'importanza degli schemi e dei diagrammi nell'apprendimento
- Importanza delle immagini e degli schemi nella
memorizzazione (si ricorda la mnemotecnica; qualche immagine
da un trattato rinascimentale di mnemotecnica)
- Quali sono a questo proposito (memorizzazione e
apprendimento) i vantaggi che i docenti ospiti hanno
riscontrato usando le immagini nella loro pratica didattica
Come sappiamo gran parte dell'efficacia che assumono le
immagini nel processo di apprendimento dipende dal modo in cui
queste immagini vengono contestualizzate e presentate. In poche
parole dallo stile grafico. Ma prima di discutere su come
utilizzare lo stile grafico per migliorare l'efficacia
comunicativa di una presentazione o di una pagina Web seguiamo
insieme una breve navigazione per introdurre l'argomento.
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Carlo + Gino + ospiti
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Qualche anno fa Internet presentava
al navigatore i suoi contenuti sotto forma di pagine piene di
testo e senza immagini. Orientarsi in questi documenti testuali
non è facile, anche perché viene meno l'aiuto immediato che
un'immagine può fornire per identificarne l'argomento o
comprenderne l'articolazione.
Oggi, paradossalmente, la situazione si è capovolta: spesso
non riusciamo a trovare quello che ci interessa all'interno di
pagine piene di pubblicità, con animazioni inutili che richiedono
tempi lunghissimi prima di apparire sul monitor del nostro
computer.
La considerazione che ne risulta è quasi ovvia: una grafica
efficace può non solo rendere più semplice e piacevole la
navigazione, ma migliorare la stessa comprensione della pagina.
Ma quali sono le regole per usare la grafica come aiuto
anziché come ostacolo alla comprensione? Premesso che ogni
presentazione grafica ha una sua unicità, proviamo ad elencare
alcuni punti fondamentali.
- I contenuti: le scelte grafiche devono essere
pertinenti, e aiutarci a trasmettere il nostro messaggio nel
modo più completo ed efficace.
- Il pubblico: non solo il testo ma anche la grafica
devono essere scelti pensando a chi leggerà le pagine che
stiamo preparando
- La leggibilità: il testo scritto deve emergere
chiaramente dallo sfondo, le immagini devono essere impaginate
in modo da facilitare e non ostacolare la lettura
- Lo stile: le pagine di uno stesso sito devono essere
stilisticamente omogenee, soprattutto se i loro contenuti
sviluppano un unico discorso. Ricordate inoltre che una pagina
Web è efficace se chiara e gradevole, non per la densità di
oggetti ed immagini che contiene
- L'efficienza: evitare l'uso di immagini troppo
pesanti, che rallenterebbero il caricamento della pagina
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Navigazione
Mila poi contributo schermate
Prima si vede pagina di solo testo poi pagina
strapiena di grafica e difficile da leggere infine alcune pagine
sobrie ed eleganti con info ben presentate.
In seguito, contributo schermate: la grafica
sottolinea i termini in grassetto (stile presentazione PowerPoint)
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- L'importanza dello stile grafico nel processo di
apprendimento
- come utilizzare lo stile grafico per migliorare l'efficacia
comunicativa di una presentazione o di una pagina Web
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Carlo + Gino + Ospiti
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Prima di passare ai nostri suggerimenti di lavoro, c'è un
ultimo, fondamentale tema che occorre trattare. Nella puntata di
oggi abbiamo parlato molto di immagini. E Internet è una vera e
propria miniera di immagini. Ma... come trovarle e scaricarle?
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Carlo in studio
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- Internet come 'miniera' di immagini. La ricerca di
immagini in rete: esempi e strumenti di ricerca
- Librerie di immagini (libere da diritti)
- Come salvare un'immagine sul computer
- (Problema dei diritti d'autore: librerie di immagini a costo
ridotto o gratuite)
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Gino in copertura sui siti che descrive
La navigazione la organizza Gino
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Osservazioni ed esperienze sull'uso delle immagini tratte dalla
rete
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Carlo + Gino + ospiti
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SUGGERIMENTI DI LAVORO
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Jingle
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Per concludere come al solito non ci resta che proporvi alcune
esercitazioni e spunti di lavoro. Ora infatti tocca a voi mettere
in pratica i concetti illustrati durante la lezione per provare ad
utilizzare e modificare le immagini digitali. Per realizzare i
vostri lavori, volendo, potete partire dai CD-ROM del corso, nei
quali troverete un ottimo programma per la modifica delle immagini
e alcune foto che possono essere utilizzate come materiale grezzo
sul quale esercitarsi. Altre immagini comunque le potete
facilmente trovare in rete, seguendo le procedure che vi abbiamo
appena indicato.
Ma andiamo a vedere quali sono gli spunti di lavoro per questa
puntata.
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Carlo in studio
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- Cercate un'immagine di Leonardo da Vinci su
Internet e salvatela sul vostro computer.
- Provate a modificare e a convertire in un formato
diverso da quello originale l'immagine digitale che
avete trovato utilizzando un programma di fotoritocco.
- Provate a inserire un'immagine all'interno di una
vostra presentazione video o di una pagina web. Senza
dimenticare di porre un'attenzione particolare allo
stile!
- Provate a ripensare all'ultima lezione che avete svolto
e chiedetevi se l'uso di immagini l'avrebbe resa più
efficace.
- In questo caso dove avreste potuto trovare le immagini
necessarie?
- E sotto che forma le avreste presentate alla classe?
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OV su scheda grafica.
Parole in grassetto in grafica
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Tutti i temi di cui abbiamo discusso li ritrovate anche sul
nostro sito Internet, all'indirizzo www.educational.rai.it/corsiformazione/
multimediascuola
E se pensate che l'uso che avete fatto delle immagini in una
presentazione o in una pagina Web presenti degli aspetti che
possano interessare tutti i corsisti inviate il risultato al
nostro forum assieme a una pagina di descrizione che ne illustri
gli elementi innovativi. Senza dimenticare di segnalare gli
eventuali problemi di copyright.
Se invece avete idee originali sull'uso didattico delle
immagini, discutetene prima all'interno del vostro gruppo di
ascolto e poi provate ad allargare la discussione a tutti
utilizzando il nostro forum in rete. Potete usare il forum anche
per sollevare dubbi e domande che non riuscite a risolvere nel
gruppo di ascolto. Considerate però che siamo davvero in molti e
quindi non riusciremo certo a rispondere a tutti, ma nei limite
del possibile cercheremo anche noi di partecipare alla
discussione.
Prima di salutarvi, e darvi appuntamento alla prossima lezione,
voglio infine ricordarvi l'indirizzo web del sito di Mosaico, vero
e proprio serbatoio di materiali audiovisivi per la didattica: www.mosaico.rai.it
Un saluto a tutti, e arrivederci alla prossima lezione.
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Carlo - CK sul sito. Gli indirizzi in grafica.
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Nella lezione di oggi abbiamo visto insieme:
- perché le immagini possono essere un ausilio importante
alla didattica
- cos'è un immagine digitale e quali sono i principali
formati in cui può essere codificata
- come acquisire al computer una fotografia o un'immagine su
carta
- alcune fra le funzionalità principali dei programmi usati
per lavorare sulle immagini
- come ricercare e scaricare immagini dalla rete
- come utilizzare le immagini all'interno di documenti
multimediali e nell'ambito di progetti didattici
- l'importanza dell'impaginazione e della grafica nella
realizzazione di lavori multimediali
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OV speaker su grafica
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