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| Per scaricare nel tuo computer la versione
compressa con ZIP del video, fai click
qui. |
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Quello che segue è il testo della 'scaletta
televisiva' relativa alla lezione: comprende tutte le indicazioni su
obiettivi e suggerimenti di lavoro, il testo di tutte le schede e
navigazioni, e indicazioni di massima per tutti gli interventi
(naturalmente, non sempre queste indicazioni vengono poi seguite parola
per parola nella trasmissione!).
Per quanto riguarda la discussione didattica, la
scaletta comprende di norma solo un elenco di possibili temi di
dibattito; anche in questo caso, nella trasmissione televisiva non tutti
i punti previsti vengono poi effettivamente toccati, e ne vengono
introdotti altri che magari non avevamo previsto Sappiamo che una
scaletta come questa ha una forma un po' 'anomala' rispetto agli altri
materiali didattici. L'abbiamo voluta inserire ugualmente in rete, sia
perché può aiutarvi a seguire lo streaming video o un'eventuale
registrazione della lezione, sia perché le indicazioni sui siti
navigati e sui suggerimenti didattici possono esservi immediatamente
utili, sia perché magari potreste trovare interessante o curioso sapere
come abbiamo lavorato per preparare le lezioni.
Buona lettura, e buon lavoro!
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APERTURA
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Nella lezione di oggi vedremo insieme:
- perché l'uso di materiali video può aiutare nella pratica
didattica
- che cosa è un video in formato digitale e quali sono i
principali formati in cui può essere codificato
- come si acquisiscono filmati video con un computer
- come realizzare qualche semplice operazione di montaggio
video
- cos'è lo streaming video e come può essere utilizzato per
visualizzare o inserire in rete contenuti didattici
- come inserire materiali video all'interno di progetti
didattici multimediali
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OV speaker su grafica (R)
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2
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Benvenuti alla settima lezione di Multimediascuola, il corso di
formazione a distanza sull'uso della multimedialità nella scuola
organizzato dal Ministero della pubblica istruzione e da RAI
Educational.
Nelle ultime tre lezioni abbiamo parlato di testi, immagini e
suoni, e oggi concluderemo l'analisi degli ingredienti
multimediali occupandoci dei filmati digitali e di come
utilizzarli per migliorare la pratica didattica.
L'argomento della lezione di oggi può sembrare un po'
esoterico, e rivolto solo ad utenti già esperti. Niente paura, in
realtà non è così: probabilmente la maggior parte di voi ha
già utilizzato materiali video tradizionali nell'insegnamento, ad
esempio mostrando agli alunni spezzoni di film o materiali su
videocassetta. Ebbene: con il video digitale - una volta compresi
alcuni concetti di base - queste operazioni possono essere svolte
in maniera più flessibile ed efficace. Inoltre, con il video
digitale, abbiamo la possibilità di realizzare semplici montaggi
e di integrare i contenuti video con altri tipi di informazione.
Infine, con il progressivo aumento delle velocità di
connessione, anche la rete Internet si sta trasformando in uno
strumento adatto alla visualizzazione e alla distribuzione di
contenuti video. E come vedremo, anche questa rivoluzione offre
interessanti possibilità didattiche.
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Carlo in CK su home page
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3
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Ed eccoci finalmente in studio dove, per discutere di questi
argomenti abbiamo qui con noi, come sempre, Gino Roncaglia (saluti)
e gli ospiti di oggi, insegnanti che hanno che hanno già avuto
modo di sperimentare l'uso della multimedialità e dei video nella
scuola. Si tratta della maestra Linda Giannini, (saluti)
del professor Maurizio Pierantozzi (saluti) e del professor
Carlo Nonni (saluti).
Con loro parleremo di tecniche e strumenti che, come abbiamo
accennato, non sono difficili, almeno nelle funzionalità di base,
ma che certo per molti insegnanti possono non essere familiari.
E allora proviamo a suggerire subito ai nostri spettatori un
primo messaggio: lavorare con il video può essere anche
divertente, come ci illustra il filmato che segue, tratto
dall'archivio di MediaMente scuola e girato nella scuola
elementare Perotti d'Acquisto di Torino.
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Carlo in studio
Linda Giannini,
[5 Circolo Didattico di Latina "Luigi
Piccaro"]
Maurizio Pierantozzi
[ ITIS Albert Einstein - Elettronica
e Telecomunicazioni ]
Carlo Nonni
[Liceo Scientifico Spallanzani -
Tivoli] |
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4
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da Mediascuola 22 del 11-4-2000
(la numerazione è quella del file-elenco mandato da Roberta)
Scuola elementare Perotti d'Acquisto di Torino. prendere uno
spezzone mentre il professore dipinge un aula di verde per fare il
CK e poi uno spezzone con i bambini che volano in CK su video
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Filmato di repertorio
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5
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E dopo questo fantastico volo torniamo con i piedi per terra e
andiamo, come sempre, ad iniziare la lezione di oggi.
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Carlo in studio
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LA LEZIONE
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Jingle
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7
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[Carlo] Abbiamo già detto che l'uso di materiali video come
strumento didattico non è certo una novità. Gino, vogliamo
cercare di capire meglio quali sono le possibili differenze fra
l'uso di un video analogico, ad esempio una normale videocassetta,
e l'uso di un video digitale, come ad esempio quello di un DVD?
[Gino; ha in mano una videocassetta e un DVD]
Cosa sia una videocassetta e come si possa utilizzare lo
sappiamo praticamente tutti. E sappiamo anche che uno dei
principali problemi per una sua utilizzazione efficace in ambito
didattico è la sequenzialità della sua fruizione.
Supponiamo che io voglia mostrare agli alunni due scene di un
film. Ebbene, dovrò perdere molto tempo per cercarle sul nastro,
e per passare dall'una all'altra. Nel caso del DVD invece questo
problema non si pone: attraverso un vero e proprio indice delle
scene, posso passare direttamente a una scena specifica, scegliere
in che lingua vederla, e se desidero visualizzare o meno dei
sottotitoli, nella stessa lingua del parlato o in una lingua
diversa.
[Carlo] Per chiarire meglio queste opportunità andiamo a
vedere una scheda tecnica.
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Carlo + Gino in studio
Oggetti di scena.
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DVD: Digital Versatile Disk. E' uno dei media
digitali dell'ultima generazione, e può essere visualizzato sia
su un computer dotato dell'apposito lettore, sia direttamente
sulla televisione, utilizzando un apparecchio simile ad un lettore
di CD musicali. Con la differenza che in un singolo DVD della
nuova generazione trova posto una quantità di informazioni pari a
quella contenuta in ben14 CD tradizionali.
Praticamente tutti i DVD dispongono di un menu come questo,
attraverso il quale selezionare la lingua del parlato [viene fatto
un esempio], e se visualizzare o meno i sottotitoli e in quale
lingua - ad esempio possiamo impostare la visione inglese con
sottotitoli in italiano. Inoltre possiamo seguire il filmato in
maniera sequenziale o vederne una singola scena. Sempre attraverso
il menu principale possiamo in genere visualizzare materiali di
corredo presenti nel DVD, ad esempio un intervista con il regista
o con i protagonisti di un film, materiali girati ma non inclusi
nella versione finale, eventuali testi di commento e di
approfondimento, recensioni e così via.
Per ora i DVD disponibili sono per lo più relativi a film
commerciali, ma come è facile intuire, le caratteristiche di
questo strumento lo rendono particolarmente adatto a veicolare
contenuti didattici. Va inoltre ricordato che, in particolare se
usato su computer, un DVD può integrare anche programmi altamente
interattivi, come simulazioni, giochi e così via.
Per ora, i cosiddetti DVD-Video (che contengono
un film) e i DVD-ROM (che contengono dati e
programmi) sono due tipologie commercialmente distinte; ma
considerando che la tecnologia alla loro base è la stessa, è
probabile che nel futuro i prodotti ibridi capaci di integrare
contenuti video e programmi saranno numerosi, soprattutto
in ambito didattico.
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Speaker su filmati che mostrano un DVD, il
lettore per computer e quello per TV, una navigazione all'interno
di un DVD seguendo il testo. In grafica le parole in corsivo.
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[Carlo] Naturalmente il DVD non è l'unico esempio di supporto
per video in formato digitale.
[Gino] No, certo. Possiamo conservare - e magari manipolare -
spezzoni video anche sul disco rigido del nostro computer, e
possiamo inserirli anche su un semplice CD-ROM. Il solo problema
è lo spazio: il video digitale di buona qualità è infatti molto
'pesante' in termini di bit, e richiede supporti molto capienti.
[Carlo] Per capire meglio questo punto vediamo insieme un'altra
scheda, che ci spiega cos'è il video in formato digitale.
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Carlo + Gino in studio
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Come sappiamo, una normale pellicola cinematografica è
composta da un sequenza di immagini statiche - chiamate
fotogrammi o frame - che, se proiettate in sequenza creano
l'illusione del movimento.
Nel video digitale il principio è lo stesso e l'animazione si
ottiene inviando sul monitor del computer una sequenza
temporizzata di immagini statiche chiamate anche in questo caso frame.
Codificare un video digitale quindi si riduce a codificare un
insieme di immagini e suoni. E nelle lezioni precedenti abbiamo
già visto in che modo vengano codificati in formato digitale
questi due tipi di informazione.
Come capirete, le immagini da codificare per realizzare anche
un breve spezzone video sono moltissime, e questo spiega come mai
il video in formato digitale sia particolarmente esigente in
termini di memoria.
Per questo motivo, è necessario cercare di comprimere al
massimo la quantità di bit utilizzata. In funzione di questa
compressione, la qualità del video digitale può variare
moltissimo. Possiamo passare da filmati piccoli come
francobolli che si muovono a scatti , a proiezioni fluide a tutto
schermo.
Ma quali sono i parametri che influenzano la qualità di un
video digitale? Innanzitutto la risoluzione dei fotogrammi,
ovvero quanti pixel, cioè quanti puntini luminosi, sono
utilizzati per descrivere ogni singola immagine. Per ottenere su
un normale computer un video a tutto schermo, ad esempio, sono
necessari almeno 640 per 480 pixel.
La fluidità del filmato invece dipende dal numero di
fotogrammi al secondo utilizzati. Più è alto questo numero e
meno tempo intercorre tra due immagini. Una buona fluidità si
ottiene con 20-25 fotogrammi al secondo.
L'ultimo parametro, anche se non il meno importante è quello
che descrive la qualità del sonoro, ovvero la frequenza di
campionamento audio. Ma di questo argomento abbiamo già
parlato nella lezione precedente.
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OV speaker su grafica. Evidenziate le parole in
grassetto
Pellicola cinematografica tipo sigla Anicagis in
cui si vedono i singoli fotogrammi.
Un video su monitor di computer parte da
velocità bassa fino a sequenza fluida
Alcune immagini del video vengono poste su una
striscia sotto di cui si vede la forma d'onda del suono come su
sequencer video.
Si vedono video di varie dimensioni e qualità
su monitor.
Si vede un monitor su cui appaiono in sequenza
tre esempi di risoluzione e in sovraimpressione la dim. Tipo
160*120 e 320*240 e infine (a tutto schermo) 640*480
Si vedono tre esempi di num. Fotogrammi al sec.
con scritta il num. Tipo 8 fps, 16 fps e 25 fps.
Si vede una forma d'onda sonora stereo.
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Torniamo un momento su un tema fondamentale, quello della
compressione. Nella scheda che abbiamo appena visto, un filmato
viene definito come una sequenza di immagini accompagnate da un
commento sonoro. Ebbene, se memorizzassimo il filmato senza
compressione, codificando le immagini attraverso il formato più
fedele, che come ricorderete è il formato bitmap, all'interno di
un CD Rom potremo conservare un solo minuto di filmato con
qualità televisiva. Decisamente poco. Fortunatamente però -
attraverso una operazione chiamata compressione - lo spazio
occupato da un filmato può essere ridotto fino a 15 volte senza
deteriorare molto la qualità finale. E in questo modo i minuti di
video ad alta qualità che trovano posto su un CD Rom diventano
quasi quindici. E se ci accontentiamo di una definizione ancora
minore possiamo arrivare fino ad un ora e più.
Ma quanti e quali sono i modi per comprimere un filmato? E'
importante saperlo, dato che è proprio a questo fattore si
riferiscono molte delle sigle un po' arcane che incontrerete
utilizzando filmati in formato digitale.
La scheda che stiamo per vedere ci parla proprio di questo.
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Carlo in studio
Ha in mano un CD
Scritte da inserire in cartelli grafica su
videowall
Prima della compressione
1 minuto
Dopo la compressione
15 minuti |
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I formati di compressione video che possono essere utilizzati
attualmente per codificare un filmato digitale sono numerosi. E
per sapere in quale di questi formati è stato compresso un video
possiamo, come al solito, osservare l'estensione del file che lo
contiene. Ma quanti sono i formati standard di compressione e che
estensioni presentano? Vediamo i più diffusi:
- AVI è il formato più usato per inserire video su CD ed è
il formato standard utilizzato da Windows. La sua estensione
è .avi
- MOV è il formato standard del Macintosh, ma è ormai molto
utilizzato anche sui computer Windows e Linux. La sua
estensione è .mov Per visualizzarlo è normalmente utilizzato
un programma di lettura prodotto dalla Apple e chiamato
QuickTime.
- MPEG (e in particolare la variante MPEG2) è il formato
utilizzato dalla televisione digitale e dai DVD. Il video
della nostra trasmissione - ricevuta attraverso il canale
satellitare digitale di RAI educational - è dunque in questo
formato. Se utilizzato su un computer, la sua estensione è .mpg
- REAL VIDEO e WINDOWS MEDIA sono formati che permettono
un'alta compressione e sono particolarmente adatti alla
trasmissione di video su Internet. Ne parleremo più avanti.
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OV speaker su grafica (R)
Si vede una cartella che contiene filmati
codificati in vari formati. Il nome dei file potrebbe essere
film1.avi, film2.mov etc
Appare la scritta AVI e si fa' partire il
filmato 1 sul lettore di Windows
Appare la scritta
MOV e si fa' partire il filmato 2 sul lettore
quick time
Appare la scritta
MPEG2 e si fa' partire il filmato 3 sul lettore
adatto
Appaiono le scritte Real Video e Windows Media,
con le immagini dei due lettori affiancati.
Farsi aiutare da Gilberto per le immagini di
questa scheda.
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[Carlo] Gino, ma come ci si orienta in questa babele di
formati?
[Gino]Al di là dei dettagli tecnici, per fortuna, quasi tutti
i programmi che vengono utilizzati per manipolare e visualizzare
video digitali, come vedremo, sono in grado di leggere la maggior
parte dei formati esistenti e di convertire quando necessario un
filmato da un formato all'altro.
[Carlo] Chiaro, ora però direi di accantonare le questioni
tecniche - mi pare che ne abbiamo parlato davvero abbastanza - e
passare all'uso didattico di questi strumenti, e dunque al caso di
studio di oggi
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Carlo + Gino in studio
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IL CASO DI STUDIO
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Jingle
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Con un'aula attrezzata in modo opportuno anche la scuola può
offrire ai ragazzi la possibilità di esprimere attraverso il
video le proprie capacità espressive. Vediamo, ad esempio, come
il professor Pierantozzi assieme alla sua classe ha sfruttato
queste potenzialità.
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Carlo in studio
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ITIS Einstein - prof. Pierantozzi - videoclip su suoni e
immagini della città. Da Rimontare
MediaMente, da MediaScuola Rif.56 del 9/2/2000
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Contributo filmato di repertorio
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Un'esperienza interessante, ma certo piuttosto complessa da
realizzare. Pur senza arrivare a realizzazioni così avanzate,
vogliamo vedere insieme quali sono gli strumenti che ci consentono
di vedere dei filmati su una postazione multimediale, e di
realizzare semplici montaggi video?
Per farlo, Gino si è spostato nel nostro laboratorio, dove ci
aspetta, come sempre, la professoressa Marisa Mastroianni.
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Carlo in studio
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[Gino] Entra e saluta Marisa.
Allora, vogliamo vedere innanzitutto quali strumenti possiamo
utilizzare per visualizzare un filmato?
[Marisa] Ci serve un lettore multimediale, e cioè un programma
per vedere video ed ascoltare suoni codificati in molti formati
diversi. In Windows, il lettore multimediale viene fornito assieme
al sistema operativo. Si chiama Windows Media Player e
possiamo scaricare la sua versione più aggiornata gratuitamente
da Internet. [Gino] Vogliamo vedere come si utilizza?
[Marisa] La cosa più semplice è quella di fare un doppio
click sul file che contiene il video. Prendiamo, ad esempio uno
dei filmati contenuti nel CD Rom di Multimedia scuola e proviamo a
visualizzarlo
Si vede Marisa che clicca sul file, parte il lettore su qualche
secondo di uno dei filmati nel Cd Rom.
L'alternativa è quella di partire dal programma, andare sulla
voce file, apri e cercare il filmato che ci
interessa.
- si vede l'operazione sul monitor del computer
[Gino] Benissimo - ovviamente accanto a Windows Media Player
esistono molti altri lettori in grado di visualizzare file video,
fra i quali anche il Real Player del quale parleremo fra breve.
Se oltre a vedere video fatti da altri volessimo provare ad
acquisire immagini da una telecamera o da un videoregistratore ci
servirà, oltre naturalmente alla telecamera o al
videoregistratore, anche una dispositivo di acquisizione.
Il dispositivo di acquisizione può essere sia una schede da
inserire nel computer- ed è questo il nostro caso -, sia un
dispositivo esterno, come questa scatoletta. - si vede il
dispositivo di acquisizione esterno -
Il vantaggio di questo dispositivo è che non richiede di
aprire il computer. Basta connettere questo cavetto su questa
porta - chiamata USB - mentre qui si collega alla nostra
telecamera o al videoregistratore.
[Gino] Vogliamo vedere un esempio? Qui abbiamo un normale
videoregistratore. Come facciamo a collegarlo in modo da acquisire
al computer il video di una cassetta?
Dal videoregistratore esce un cavo SCART e il dispositivo di
acquisizione ha ingressi s-video. Si prende un adattatore
per effettuare il collegamento.
[Marisa] Purtroppo, per complicarci la vita, ci sono tre tipi
di prese diversi per effettuare collegamenti di questo tipo. La
classica presa SCART del televisore, come questa, oppure la presa
S-Video, questa, o anche una presa RCA, questa.
Per fortuna esistono adattatori che ci consentono di
trasformare facilmente una presa in un'altra.
[Gino - mentre Marisa collega] Marisa sta dunque collegando le
uscite video e audio del videoregistratore agli ingressi video e
audio della scheda di acquisizione. Naturalmente per acquisire un
video oltre agli ingredienti 'hardware' - computer, scheda di
acquisizione video, videoregistratore o telecamera - servirà un
programma, un software. Per fortuna, tutti i dispositivi di
acquisizione vengono venduti sempre assieme ad un programma per
gestire tutte le fasi della cattura di uno video.
[Marisa] Ecco, ora che tutto è collegato posso far partire il
programma di acquisizione; vedete sembra il telecomando di un
videoregistratore. Attraverso questa finestra posso controllare il
video che entra nel computer. Lo imposto su 'linea', dato che il
videoregistratore è collegato all'ingresso di linea video.
Proviamo a vedere se funziona. Ecco, accendo il
videoregistratore... e come vedete l'immagine appare anche sul
computer.
[Gino] Come facciamo per registrarla sul disco rigido come file
video?
[Marisa] Premiamo il tasto di registrazione, ecco.
[Gino] Mentre registriamo qualche secondo di video,
un'osservazione importante: ricordate sempre che il programma di
acquisizione va impostato per il formato video europeo, PAL.
Talvolta i programmi sono invece preimpostati sul formato
americano, NTSC. IN questo caso dovremo modificare l'impostazione
dalla finestra di opzioni, per evitare che il video venga
acquisito solo in bianco e nero e con cattiva qualità.
[Marisa] Ecco, direi che possiamo fermare la registrazione
[Gino] Vogliamo provare a vedere con Windows Media Player il
frammento che abbiamo registrato?
[Marisa] Come abbiamo visto, basta un doppio click sul nome del
file - eccolo. [si vede qualche secondo del filmato]
[Gino] A questo punto, supponiamo di aver acquisito, con la
procedura appena descritta, magari da una videocamera, diversi
spezzoni video e di volerli montare insieme, come abbiamo visto
fare nel filmato. In questo caso ci servirà anche un altro
programma, chiamato video editor: è un po' l'analogo per i
contenuti video del nostro buon vecchio programma di
videoscrittura, che ci permette di manipolare un testo, o degli
editor sonori che abbiamo visto nella lezione precedente.
Vogliamo provare a usarne uno?
[Marisa] Quello che utilizzeremo - e che trovate sul CD-ROM del
corso - è un video Editor gratuito di nome ABC Videoroll. Una
volta installato lo apro, al solito, dal menu programmi. [si
apre l'editor video ABC Video roll]
Vedete, la finestra principale del programma è una sorta di
linea temporale su cui i filmati appaiono come rettangoli di
lunghezza pari al loro tempo.
Ora posso caricare i due spezzoni uno di seguito all'altro ...
Vedere il risultato... E infine scegliere il formato su cui
salvare il filmato, per esempio avi.
Volendo, con lo stesso programma, avrei potuto facilmente
inserire un titolo iniziale nel filmato e una transizione tra i
due spezzoni.
[Gino] Per concludere, vogliamo provare a inserire il filmato
che abbiamo appena costruito all'interno di una presentazione
video?
[Marisa] Benissimo. Apro PowerPoint, ecco una presentazione di
esempio, scelgo questa pagina, nella quale un po' di video
starebbe bene... Ecco, basta andare sul menu inserisci, oggetto
e poi videoclip
Ed ecco che il nostro filmato è stato inserito nella
presentazione video
[si vede qualche secondo del filmato all'interno della
presentazione].
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Gino + Marisa in laboratorio, Marisa mostra le
cose di cui Gino parla
Materiali di scena:
Un dispositivo di acquisizione video esterno USB.
Videoregistratore
Videocassetta con immagini da registrare
Cavo SCART
Adattatore da SCART a s-video
adattatore da SCART a RCA |
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VARIAZIONI SUL TEMA
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Jingle
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[Carlo] Gino, filmati come quello che hai appena realizzato con
Marisa , oltre che per essere inseriti in presentazioni video o
all'interno di CD-ROM, possono essere anche trasmessi su Internet?
[Gino] Si, ma non è certo la soluzione migliore. Per vedere
qualcosa infatti siamo prima costretti ad attendere che dalla rete
il filmato sia stato interamente scaricato sul nostro computer. E
dato che - come abbiamo visto - i file video sono assai pesanti in
termini di bit, questo può voler dire anche attese assai lunghe,
per un video che magari non ci interessa neppure.
[Carlo]Qual è allora la soluzione per inserire filmati nel
Web?
[Gino] La più utilizzata è quella di comprimere il video,
soffrendo purtroppo dell'inevitabile abbassamento di qualità, e
trasmetterlo non come singolo file ma come flusso continuo di
dati, visualizzabili in tempo reale man mano che vengono ricevuti.
Si tratta della cosiddetta tecnologia streaming.
Questo stesso concetto, oltre che al video, si applica anche al
suono, ad esempio nel caso delle radio che trasmettono su
Internet. Attualmente la qualità delle trasmissioni in straming
è limitata dalla bassa velocità di Internet ma si prevede che in
un prossimo futuro, con l'aumento delle velocità di connessione,
questa situazione cambierà radicalmente, permettendo la ricezione
'on demand' di streaming video di alta qualità.
[Carlo] Vogliamo allora vedere alcuni esempi di dove reperire e
come utilizzare videostreaming su Internet?
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Gino + Carlo in studio
Di fianco a lui un monitor di computer dove
appaiono le situazioni descritte
1- Icona su Win dello scaricamento di un file da
Internet
2- Diagramma di due computer connessi e sulla
connessione viaggiano tanti pacchettini
3 - Appare la parola streaming in
sottopancia
4 - Video streaming su Real Player. Si
interrompe il flusso e si riprende più avanti nel filmato
5 - pagina Internet con canali radio
6 - filmato a bassa qualità seguito da uno ad
alta qualità sempre in streaming
7 - video on demand in sottopancia
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Il primo posto in cui cercare materiale radiotelevisivo in
italiano su Internet è il sito della Rai. All'indirizzo www.rainews24.rai.it/,
ad esempio, è possibile vedere l'ultima edizione del telegiornale
di Rainews in streaming. Per quanto riguarda la radio, già da
oggi c'è la possibilità di ascoltare molte stazioni in diretta.
Un esempio è Radio 24 (2), una delle radio italiane che
trasmettono anche in rete 24 ore su 24.
Per la ricerca di materiali audiovisivi, si può contare su
archivi di trasmissioni, catalogati per argomenti, da consultare
liberamente. Dal sito di radioRai, (3) ad esempio, cerchiamo ed
ascoltiamo un servizio sull'effetto serra contenuto nell'archivio
di GR Scienza.(4) Mentre dall'archivio teche Rai è possibile
rivivere il momento dello sbarco sulla luna. ricerca con il
termine storia poi si vede lo sbarco sulla luna.
(5)E per chi vuole cercare materiale video dedicato alla
didattica da inserire nei propri lavori multimediali?
In questo caso si può ricorrere ai siti organizzati da scuole
o docenti, come Didaweb.
(6)Uno strumento di ricerca molto generale e davvero prezioso,
anche se relativo per lo più a materiale video in inglese, è poi
rappresentato dalla sezione 'ricerca su video' presente in molti
fra i maggiori motori di ricerca. La pagina alle mie spalle, ad
esempio, è quella offerta da Altavista, e si usa in maniera del
tutto analoga a quanto abbiamo già visto per la ricerca di testo
o di immagini. Possiamo anche indicare il tipo di formato video
cercato, e se la ricerca riguarda filmati brevi o lunghi [zoomata
sui relativi particolari della pagina].
Internet comunque è anche uno spazio a disposizione di tutte
le scuole, per mostrare e scambiare le proprie esperienze anche in
video. (7) Sul sito dell'istituto Einstein di Roma, ad esempio,
possiamo trovare lo streaming video del filmato "Un muro per
gridare" che abbiamo visto realizzare durante la puntata di
oggi dal prof. Pierantozzi con i suoi studenti. (8) Sul sito
dell'istituto Spallanzani, invece, possiamo trovare il video di un
intervento svolto nella scuola da Settimia Spizzichino, che parla
della sua tragica esperienza nei campi di sterminio nazisti. [Qualche
secondo del video]
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Mila
su browser
Elenco dei siti da visitare
1 RaiNews24
da cui si vede un pezzetto di notiziario in
streaming
2 Radio24
3 GRR
4 Teche
5 prima su didaweb e poi
sui materiali DidaWeb
6 AltaVista
7 Itis-Einstein
si vede un brano del video
8 Indirizzo liceo
Spallanzani di Carlo Nonni (deve darlo Grazia) |
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La scheda che abbiamo appena visto si concludeva con una
testimonianza in video molto importante. E il prof. Carlo Nonni,
che ha collaborato alla sua realizzazione, ci mostrerà come ha
operato per inserire in rete lo streaming video dell'intervista.
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Carlo in studio
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Filmato Carlo Nonni |
Contributo filmato
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[Carlo] Gino, la procedura che abbiamo appena visto eseguire
potrebbe essere utilizzata per inserire in rete un qualunque tipo
di video?
[Gino] Naturalmente: possiamo trasformare allo stesso modo il
video di una lezione, di una conferenza, di uno spettacolo
organizzato dagli studenti, e così via. Noi, dal canto nostro, lo
utilizziamo per inserire in rete le lezioni di questo corso.
Un'ultima osservazione: il RealVideo non è l'unico formato
video utilizzabile per lo streaming: anche per i formati Windows
Media e Quicktime esistono strumenti gratuiti per la produzione di
videostreaming, e il loro uso è assai simile a quello appena
visto nel caso del RealProducer.
[Carlo] E dopo le osservazioni di Gino è arrivato il momento
di coinvolgere nella discussione anche gli insegnanti che oggi
sono con noi in studio.
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Carlo + Gino in studio
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LA DISCUSIONE DIDATTICA
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Jingle
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La discussine inizia sull'intervista appena messa in rete da
Carlo Nonni.
- [partendo dall'intervista alla Spizzichino] Il
concetto di documento video
- i filmati sono gli strumenti che più fedelmente riproducono
la realtà. Ma sono anche gli strumenti che ci permettono di
comprenderla meglio?
- Video su computer comunque non vuol dire solo filmati.
Importanza di scegliere il tipo di video che meglio si adatta
ad una data situazione didattica
- Si tratta di una nuova frontiera della didattica, o prevale
il rischio di perdere tempo?
- Conviene fermarsi all'uso di materiale già realizzato? O
sfruttare le possibilità di intervenire a vari livelli sul
materiale video.
Aspetti utili alla didattica introdotti dall'uso del video
- Tramite un filmato si possono vedere situazioni che
altrimenti non sarebbe possibile mostrare alla classe
- Possibilità di interrompere il filmato, ritornare indietro,
fare un fermo immagine.
- Tutte queste azioni permettono un'analisi più approfondita
della situazione descritta nel filmato.
- quali materie posso utilizzare meglio i contributi filmati?
[carlo] Non dimentichiamo comunque che anche un semplice
apparecchio televisivo dotata di parabola può aiutarci a
utilizzare il video in un contesto didattico. Vediamo un esempio
in cui si ascoltano trasmissioni televisive di altri paesi come
supporto allo studio delle lingue.
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Carlo + Gino + Insegnanti ospiti
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Filmato di una classe che utilizza la televisione satellitare
per vedere un programma culturale in lingua (prof Ebranati)
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Filmato
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[carlo]ma quali sono le principali difficoltà che incontra il
docente nell'uso dei filmati e quali le possibili soluzioni?
- necessità di luoghi adatti e di attrezzature particolari
non sempre disponibili.
- Nel caso del video digitale i tempi e le difficoltà per
raggiungere le competenze necessarie alla produzione e
manipolazione di filmati.
- Conciliare l'uso e la costruzione di video con lo
svolgimento della programmazione didattica.
[Carlo] Un modo molto semplice e poco dispendioso in termini di
tempo e risorse per reperire e utilizzare brani video nati proprio
per l'uso in un contesto didattico è quello proposto dal servizio
Mosaico di RAI Educational. Molti insegnanti ormai lo conoscono
già, ma può essere comunque utile ricordare come funziona.
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Carlo + Gino + Insegnanti ospiti
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Mosaico è una mediateca messa a disposizione delle scuole da
Rai educational. Tramite il sito di mosaico, all'indirizzo
www.mosaico.rai.it, possiamo cercare filmati di supporto alla
programmazione didattica e richiedere la loro messa in onda sul
canale satellitare della Rai.
Vi ricordo che, per usufruire di questo servizio, è necessario
prima iscriversi al club di mosaico compilando questo modulo di
registrazione on line
Supponiamo, ad esempio di voler approfondire la figura di
Eraclito. In questo caso basterà digitare il nome del filosofo
nel campo ricerca e sulla pagina appariranno i filmati in
archivio. Scegliamo quello intitolato 'l'unità del molteplice',
visualizziamo la relativa scheda riassuntiva, ed effettuiamo la
richiesta di messa in onda.
Il servizio informerà della data e dell'orario di messa in
onda, sia attraverso il palinsesto in rete, sia attraverso una
mail al professore richiedente. Ovviamente, a questo punto sarà
anche possibile programmare il videoregistratore, in modo da
registrare la trasmissione e utilizzarla in classe, conservarla
nella mediateca della scuola, ed eventualmente acquisire il video
al computer e utilizzarlo all'interno di progetti didattici
multimediali. |
Overvoice speaker + immagini del sito di Mosaico
+ (sull'ultima sezione) immagini video.
(Concordare eventualmente con i responsabili di Mosaico in modo da
realizzare la scheda nel modo migliore possibile)
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- A partire dalla presentazione di Mosaico, considerazioni sul
futuro del video on demand. Mosaico mostra che può essere
utile anche in ambito didattico.
- Video e comunicazione: la comunicazione in video è
veramente utile? Cosa può aggiungere a quella puramente
verbale?
- L'uso degli strumenti telematici per comunicazioni
audio/video (videochat, videoconferenze ecc.): se ne parlerà
nella nona lezione
- Gino conclude con alcune considerazioni sulla convergenza al
digitale
[Carlo] E dopo queste osservazioni di Gino è arrivato il
momento dei suggerimenti di lavoro relativi a questa lezione.
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Carlo + Gino + Insegnanti ospiti
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SUGGERIMENTI DI LAVORO
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Jingle
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E come sempre, anche oggi per concludere la lezione, non mi
resta che suggerirvi alcuni spunti di discussione ed esercizi che
vi saranno utili per approfondire l'argomento.
A questo punto infatti tocca a voi provare a mettere in pratica
quello che avete visto durante la puntata.
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Carlo in studio
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- Esaminate un CD didattico relativo alla vostra materia e
selezionate alcuni filmati che vi sembrano utili per una
vostra lezione
- provate a rintracciare questi filmati fra le cartelle del cd
e copiateli sul vostro hard disk
- inseriteli all'interno di una presentazione PowerPoint che
li inquadri in un'unità didattica
- provate a richiedere a Mosaico un video da utilizzare in una
delle vostre prossime lezioni
- (esercizio avanzato) provate a riprendere una lezione o
un'iniziativa della scuola con una telecamera, ad acquisire il
relativo video su computer, a montarlo, a trasformarlo in
streaming e a inserirlo sul sito Web della scuola
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Overvoice
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E con questo chiudiamo anche la nostra settima lezione non
prima di avervi ricordato che il sito del corso si trova
all'indirizzo www.educational.rai.it/corsiformazione/multimediascuola.
Da qui potete raggiungere il nostro forum in rete in cui sollevare
dubbi e domande che non riuscite a risolvere all'interno del
vostro gruppo di ascolto.
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Carlo - CK sul sito.
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b
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Vi ricordo anche l'indirizzo del sito di Mosaico www.mosaico.rai.it.
In entrambi i siti troverete materiali utili per le vostre
realizzazioni multimediali.
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Carlo - CK sul sito. Gli indirizzi in grafica.
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c
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Fra gli strumenti che potete utilizzare come complemento di
queste lezioni vi segnalo infine anche un altro corso prodotto da
RAI Educational - Educare al multimediale - che comprende
10 videocassette, 10 dispense e 2 CD-ROM. Educare al
multimediale si sofferma in particolare sui concetti alla base
della rivoluzione multimediale e sulle sue conseguenze culturali e
sociali, e comprende un ampio spettro di interviste ai maggiori
protagonisti della nuova era digitale. Per avere informazioni, ed
eventualmente prenotare Educare al multimediale potete
telefonare al numero verde che vedete in sovrimpressione:
800-055111.
E dopo questo ultimo suggerimento non mi resta che ringraziarvi
per l'attenzione e darvi appuntamento alla prossima puntata.
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Carlo - CK sul sito..
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All'interno di questa lezione abbiamo visto insieme:
- perché l'uso di materiali video può aiutare nella pratica
didattica
- che cosa è un video in formato digitale e quali sono i
principali formati in cui può essere codificato
- come si acquisiscono filmati video con un computer
- come realizzare qualche semplice operazione di montaggio
video
- cos'è lo streaming video e come può essere utilizzato per
visualizzare o inserire in rete contenuti didattici
- come inserire materiali video all'interno di progetti
didattici multimediali
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OV speaker su grafica. In sottopancia scorrono i
titoli di coda. (R)
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