 |

 |
|
| Per scaricare nel tuo computer la versione
compressa con ZIP del video, fai click
qui. |
|
Quello che segue è il testo della 'scaletta
televisiva' relativa alla lezione: comprende tutte le indicazioni su
obiettivi e suggerimenti di lavoro, il testo di tutte le schede e
navigazioni, e indicazioni di massima per tutti gli interventi
(naturalmente, non sempre queste indicazioni vengono poi seguite parola
per parola nella trasmissione!).
Per quanto riguarda la discussione didattica, la
scaletta comprende di norma solo un elenco di possibili temi di
dibattito; anche in questo caso, nella trasmissione televisiva non tutti
i punti previsti vengono poi effettivamente toccati, e ne vengono
introdotti altri che magari non avevamo previsto Sappiamo che una
scaletta come questa ha una forma un po' 'anomala' rispetto agli altri
materiali didattici. L'abbiamo voluta inserire ugualmente in rete, sia
perché può aiutarvi a seguire lo streaming video o un'eventuale
registrazione della lezione, sia perché le indicazioni sui siti
navigati e sui suggerimenti didattici possono esservi immediatamente
utili, sia perché magari potreste trovare interessante o curioso sapere
come abbiamo lavorato per preparare le lezioni.
Buona lettura, e buon lavoro!
| 0 |
|
Sigla |
| 1 |
Obiettivi. in questa lezione vedremo insieme:
- Cos'è un ambiente virtuale, e quale può essere l’utilità
didattica dei programmi di simulazione
- Alcune tipologie degli strumenti di simulazione utilizzabili
in ambito didattico
- La differenza tra un ambiente virtuale collaborativo e uno
non collaborativo.
- Come costruire semplici questionari multimediali attraverso
l’uso di appositi strumenti-autore
- Come utilizzare il computer per sottoporre agli alunni o per
distribuire in rete questionari per la valutazione.
|
VO e grafica |
| 2 |
Benvenuti alla ottava lezione del corso di formazione a
distanza sull’uso della multimedialità nella scuola. Nella
lezione di oggi ci occuperemo di due temi differenti e quindi la
nostra trasmissione sarà divisa in due parti.
Nella prima parte ci occuperemo dell’uso del computer per
costruire simulazioni interessanti dal punto di vista
didattico: simulazioni di realtà fisiche, come nel caso di un
laboratorio virtuale di fisica o di chimica, ma anche simulazioni
di tipo storico-sociale o economico.
Nella seconda parte invece ci occuperemo della costruzione di questionari
interattivi di valutazione tramite l'uso del computer e di
software specializzati.
In entrambi i casi, il computer costituisce il mezzo per la
creazione di strumenti, spazi o ambienti didattici: nel primo
caso, strumenti orientati all’apprendimento e all’interazione;
nel secondo, strumenti orientati alla verifica e alla valutazione. |
Carlo CK su pagina del corso |
| 3 |
[Carlo] Eccoci in studio come sempre in compagnia di Gino
Roncaglia e di tre docenti che ci aiuteranno a esaminare e
discutere le valenze didattiche degli argomenti presentati. Sono
la professoressa Linda Giannini [per sottopancia:
insegna al 5 Circolo didattico di Latina], il professor Alessandro
Rabbone [insegna IC Gassino Torinese], e il professor Ugo
Punzi [insegna alla scuola media Giovanni XXIII di Spirano]
Iniziamo dalla prima parte: gli ambienti di simulazione. |
Carlo, Gino e insegnanti in studio |
| 4 |
LA LEZIONE – Parte I |
Jingle |
| 5 |
[Carlo]: "Per prima cosa chiederei a Gino di aiutarci a
capire cos’è una simulazione didattica al computer"
[Gino]: "Una simulazione didattica al computer è un ambiente
virtuale governato da regole, ambiente con il quale e all’interno
del quale gli studenti sono chiamati ad interagire: interpretano
ruoli, svolgono azioni, modificano i parametri che governano
l'evoluzione della simulazione".
[Carlo]: "E qual è l’utilità delle simulazioni nel
lavoro didattico con gli studenti?"
[Gino]: "Gli studenti, come ben sapete, sono molto più
attenti, molto più motivati e, in definitiva, ottengono un
profitto migliore, se sono coinvolti attivamente nel processo
didattico, se si chiede loro di lavorare per progetti, di
ricostruire in classe, o anche a distanza con alunni di altri
scuole, delle situazioni, degli ambienti, dei percorsi in cui si
possano muovere come protagonisti."
[Carlo]: "E gli strumenti informatici possono essere di
grande aiuto nella realizzazione di questo modello
didattico".
[Gino]: "Infatti. La funzione delle nuove tecnologie in
questo ambito è quella di costruire degli ambienti virtuali
realistici, coinvolgenti, ma soprattutto interattivi, all'interno
dei quali gli allievi possano apprendere in maniera vivace e
partecipativa. Simulazioni, dunque, ma anche giochi di ruolo - sui
quali torneremo anche nella prossima lezione, parlando della
comunicazione a distanza attraverso strumenti telematici - e più
in generale tutte quelle attività che si pongono sul confine tra
il divertimento e lo studio - per le quali è stato coniato il
termine Edutainment". |
Carlo e Gino
Sul plasma alle spalle di Carlo e Gino compare
la scritta:
computer per costruire simulazioni didattiche |
| 6 |
IL CASO DI STUDIO – Parte I |
Jingle |
| 7 |
Vediamo ora di capire in concreto, con l’aiuto di due esempi
pratici, che cosa sono e come possono essere utilizzati nell’attività
didattica questi ambienti virtuali generati dal computer.
Nel primo esempio, la professoressa Di Benedetto si serve di un
CD didattico per effettuare con i suoi studenti un esperimento
virtuale di fisica.
Nel secondo, il professor Rabbone fa svolgere ai suoi allievi
un gioco di simulazione che forse conoscerete, SimCity, per
attivare le loro conoscenze e capacità in un contesto sociale. |
Carlo |
| 8 |
Prof. Maria Di Benedetto, ITI "L. da Vinci" - Napoli
Descrizione della scena:
- gli allievi sono seduti in classe di fronte allo schermo di
proiezione. Il docente si trova alla postazione multimediale.
Le luci sono accese. Il monitor visualizza la schermata del
CD-ROM relativa al Navigator delle simulazioni
"Oscillazioni meccaniche e Onde". (Particolare
della prima schermata e del docente che sceglie Oscillazioni
libere - Pendolo).
- [Marilù]: oggi analizzeremo il moto di un pendolo.
Spegniamo le luci. Sullo schermo vi sono quattro finestre: la
prima vi mostra il pendolo semplice composto dal sostegno,
filo e pallina di massa m. Il pendolo è libero di oscillare
nel piano. (Particolare della luce che viene spenta e dello
schermo di proiezione che visualizza la schermata iniziale.
Particolari del puntatore del mouse che sullo schermo di
proiezione indica le varie parti del pendolo e lo fa oscillare
come esempio esplicativo)
- [Marilù]: In basso è mostrato il grafico dell'andamento
della velocità del pendolo al passare del tempo, mentre a
destra sono visualizzati i valori delle grandezze in esame e
il grafico animato delle energie potenziale e cinetica … (A
questo punto la voce sfuma. Nel frattempo sullo schermo di
proiezione il puntatore del mouse ha evidenziato quanto
indicato a voce. Particolari del docente che illustra come
modificare alcuni parametri).
- [Marilù]: proviamo ora a simulare il moto del pendolo e a
verificare quali grandezze cambiano e quali restano costanti,
al variare dei parametri. Cominciamo con l'angolo di
oscillazione e proviamo per due valori, 20° e 10°. State
attenti a quello che succede. (Sullo schermo di proiezione
viene visualizzata la simulazione, prima con il valore 20°
dell'angolo e poi con il valore 10°. Particolari sulla
simulazione, sul grafico della velocità, sul valore T, sul
cambiamento dell'angolo da 20° a 10° e sui nuovi valori
sperimentali)
[Marilù dialoga con gli studenti]: Luca, cosa puoi dire del
grafico della velocità? - Mi sembra che con l'angolo di 20°
l'onda abbia una ampiezza maggiore rispetto al caso dell'angolo
di 10° - Sì, effettivamente la velocità dipende dall'angolo
di oscillazione: maggiore è l'angolo, maggiore è la velocità
e viceversa. Cosa invece non cambia? - Il periodo è rimasto lo
stesso. - E' così! Per piccoli valori dell'angolo, le
oscillazioni sono isocrone, cioè il periodo si mantiene
costante al variare dell'angolo di oscillazione.
- (Particolare del docente, degli allievi e del puntatore
del mouse che, seguendo il discorso, indica quanto osservato
dell'esperimento virtuale)
- [allievi]: proviamo con la lunghezza.
- [Marilù]: benissimo; cambiamo la lunghezza del pendolo e
simuliamo il moto per tre diversi valori.
- Si effettua l'esperimento con i diversi valori della
lunghezza del pendolo. Particolari sulle schermate, sugli
allievi che intervengono e sul docente che aziona il mouse.
- [Marilù]: a questo punto, cosa risulta dal nostro
esperimento virtuale? Rispondi tu, Alfredo.
- [Alfredo]: Ho visto che se diminuiamo la lunghezza del
pendolo, il periodo diminuisce. (Particolare dell'allievo,
della simulazione dell'esperimento e del valore del periodo
sullo schermo di proiezione)
- [Marilù]: sì
|
Contributo filmato
classe
(5 studenti) + docente (M. Di Benedetto) |
| 9 |
scaletta riprese sui giochi di simulazione (sim city)
I momenti da riprendere sono due
- Una decina di ragazzi di quinta intorno ad un PC (oppure
distribuiti intorno a 2 o 3 PC, guardano comunque tutti la
stessa cosa.) L’insegnante spiega: "Come vi avevo già
detto, voi avete la possibilità di aumentare o diminuire le
tasse dei vostri cittadini. Potete farlo agendo su questa
finestra [si deve vedere lo schermo] . Questa è la
finestra "budget", che significa " bilancio di
previsione". Agendo qui… potete aumentare o diminuire
le tasse sulla proprietà. Guardate anche come varia il
numerino rosso in fondo che rappresenta appunto la previsione
per il prossimo anno… [Si vedono di nuovo i ragazzi e l’insegnante]
In questa finestra ci sono anche altri pulsanti con cui potete
controllare altre spese o altre entrate… Per ora però
limitatevi a sperimentare questo. Ma fate attenzione a non
aumentare troppo le tasse…, se no saranno pochi i cittadini
che verranno a vivere nella vostra città…"
- [si vede per qualche istante la scena completa del
laboratorio]. I ragazzi sono a due a due seduti davanti ai PC
e giocano a Sim City. [si vede una coppia di ragazzi]
Discutono tra loro. Qui sarebbe controproducente definire a
priori che cosa diranno i ragazzi, toglierebbe spontaneità.
Dovrebbe essere colto qualche breve "invito
operativo" (del tipo: "Dai l’elettricità a quel
quartiere", "Costruiamo una zona industriale",
"Qui manca la centrale elettrica") che sicuramente
si scambieranno. [Si vede lo schermo di un computer] Qualche
videata di costruzione della città.
|
Contributo filmato
Rabbone Gassino (TO) |
| 10 |
[Carlo]: "Gli esempi che abbiamo appena visto, pur
riguardando situazioni molto diverse, contengono degli aspetti che
sono comuni alla maggior parte degli ambienti di simulazione.
Gino, vogliamo provare a identificare i tratti comuni fra questi
due tipi di esperienze?"
[Gino]: "Il tratto comune sicuramente più importante è
che in entrambi i casi abbiamo a che fare con un ambiente virtuale
controllato, organizzato in base a regole prefissate".
[Carlo]: "Ma allora in una simulazione è tutto
predeterminato?"
[Gino]: "No, l’ambiente possiede le sue regole e le sue
caratteristiche, ma è aperto all’interazione: gli utenti
possono ad esempio variare i parametri del sistema simulato e
verificare cosa succede quando le regole vengono applicate ai
parametri modificati. Insomma, all’interno dell’ambiente
simulato si può sperimentare – e proprio questa è la ragione
del suo interesse didattico. Una sperimentazione, si badi,
possibile sia nel caso di simulazioni fisiche, come nel primo
esempio che abbiamo visto, sia nel caso di simulazioni storiche o
sociali, come nel secondo esempio. In altre parole: quello che
avviene all’interno dell’ambiente virtuale dipende dalle sue
regole ma anche dal comportamento e dalle azioni consapevoli dei
partecipanti, proprio come avviene in molte situazioni
reali".
[Carlo]: "E le differenze fra i due esempi?"
[Gino]: "Una prima differenza, come abbiamo già
accennato, è nel fatto che nel primo caso si interagisce con la
ricostruzione virtuale di una struttura fisica, nel secondo con la
ricostruzione virtuale di un sistema storico-sociale.Una seconda
differenza, evidentemente legata alla prima, è che nel primo caso
la simulazione viene affrontata dall’esterno, individualmente,
un po’ come un bambino che cerca di capire come funziona un
oggetto, mentre nel secondo caso l’ambiente virtuale diviene
anche uno spazio comunicativo, all’interno del quale i
partecipanti possono agire attraverso delle controfigure, e
proprio attraverso queste controfigure possono interagire non solo
con l’ambiente ma anche fra di loro. Il gioco di simulazione si
avvicina insomma al gioco di ruolo.
[Carlo]: "Puoi spiegarci in poche parole in cosa consiste
la differenza fra i due: gioco di simulazione e gioco di
ruolo?"
[Gino]: "Un gioco di ruolo è un tipo di simulazione; una
simulazione in cui i giocatori impersonano personaggi che si
muovono all’interno di un ambiente immaginario – interagendo
fra di loro e con l’ambiente - in accordo con le caratteristiche
attribuite al personaggio. Assumono, insomma, un ruolo all’interno
del gioco. Una caratteristica molto interessante sotto il profilo
didattico è che spesso si tratta di giochi collaborativi
anziché competitivi"
[Carlo] E come si inserisce in questo contesto Internet,
l'ambiente collaborativo per eccellenza?
[Gino] Anche se gli esempi che abbiamo visto non coinvolgevano
la rete, in realtà esistono moltissimi ambienti virtuali che
utilizzano Internet come supporto.
[Carlo] Vogliamo vederne insieme uno? Con l’aiuto di uno dei
nostri ospiti, la prof.ssa Giannini, abbiamo cercato di capire
come funziona – e come può essere utilizzato in ambito
didattico – un ambiente virtuale in rete che si chiama ActiveWorld |
Carlo e Gino
Su videowall immagini a riporto sugli
argomenti di cui si parla:
1) riprendere dal filmato della prof. Di
Benedetto (puntata 1) le schermate in cui si vede lo sparo dei
proiettili
2) ambienti di simulazione di storia ( CD-ROM Se
fossi Alessandro Magno) |
| 11 |
CK di professoressa Giannini su navigazione in ActiveWorld, poi
immagini della sua classe mentre viene utilizzato l’ambiente
virtuale (filmato girato da Linda Giannini)
Si vedono prima circa 10’’ di filmato poi la navigazione e
poi ancora un pezzo più lungo dello stesso filmato(circa 1’10’’) |
Navigazione della prof. Giannini + filmato già
girato.
Della realizzazione della navigazione dovrebbe
occuparsi Gilberto (occorre prendere accordi per fare le riprese
nel momento in cui l’ambiente è usato dei bambini) |
| 12 |
LA DISCUSIONE DIDATTICA – Parte I |
Jingle |
| 13 |
Possibili temi di discussione:
- Riflessioni sul concetto di simulazione
- In ogni simulazione vengono scelti e rappresentati solo
alcuni tratti della situazione simulata. Non vi sono in
questo caso rischi di semplificazione eccessiva, o di
allontanamento dalla realtà? (possibile risposta: il ruolo
dei modelli e della semplificazione è comunque fondamentale
in ogni interazione con la realtà, la simulazione permette
di analizzare e capire meglio questo meccanismo)
- In una simulazione al computer viene incorporata sia una
descrizione del fenomeno studiato, sia la nostra
interpretazione dei processi, delle variabili che modificano
la situazione. (simulazione come interpretazione)
- Rapporto fra simulazione e apprendimento
:
- Differenza tra apprendimento tramite il linguaggio e
apprendimento tramite esperienza: pregi e difetti di
entrambi. L’apprendimento tramite simulazioni al computer
riesce a unire i pregi di entrambi i metodi di
apprendimento.
- la simulazione non si limita a verificare le conoscenze
acquisite in precedenza ma è essa stessa fonte di nuove
esperienze e quindi di nuove conoscenze, così come accade
nel caso di una esperienza reale.
- Cosa cambia nelle simulazioni e nei giochi di ruolo in cui
si utilizza il computer rispetto a quelle tradizionali
basate solo sulla fantasia? Non c’è il rischio di una
maggiore rigidità e di un minor uso dell’inventiva?
(possibili risposte: il computer permette la gestione di
simulazioni molto più sofisticate e complesse, ma è
importante che i programmi utilizzati lascino ‘spazi di
manovra’ e siano sufficientemente flessibili. Non per
tutti i giochi di ruolo e di simulazione si deve utilizzare
sempre e necessariamente il computer).
[Carlo]: Vediamo un breve filmato girato nella scuola materna
di Linda Giannini sull’uso di CD-ROM didattici |
Carlo, Gino e insegnanti in studio
Su videowall immagini a riporto sui temi di cui
si parla:
demo di giochi di simulazione:
Age of Empire, Age of Empire II – The
Conquerors, Sim City, Sim Ant ecc. (Gilberto dovrebbe trovare una
demo di uno di questi giochi) |
| 13a |
Nell’ambito della discussione, filmato di bambini che
utilizzano software didattico: si vedono bambini che giocano con
il CD "Il castello della fantasia" |
In Mosaico
La scuola della multimedialità: l’utilizzo del CD-ROM didattico
nella scuola materna andato in onda il 1.12.1998 |
| 13b |
- La simulazione come strumento didattico nelle singole
discipline
- L’uso di situazioni di simulazione riguarda solo alcune
materie (ad es. nell'insegnamento delle lingue è piuttosto
comune la pratica di giochi in cui gli studenti simulano una
situazione reale interpretando ruoli assegnati dal docente) o
può essere estesa utilmente ad altre? In quali contesti
funziona meglio?
- La simulazione, vista come laboratorio virtuale in cui
effettuare esperimenti, si presta molto bene all'insegnamento
delle materie scientifiche. Quale divisione di compiti si può
immaginare tra il laboratorio reale e quello virtuale?
- Il caso della matematica e gli strumenti software per la
generazione interattiva di grafici di funzioni o la
rappresentazione visiva di oggetti matematici
I giochi di simulazione e l’Edutainment in generale
possono costituire un ponte verso l’esperienza quotidiana di
interazione ludica con videogiochi e giochi su computer così
diffusa fra i giovani. Sarebbe un errore se il mondo della
scuola rimanesse completamente estraneo rispetto a queste
pratiche.
[Carlo] Abbiamo più volte parlato di Edutainment, ma cosa si
intende con precisione con questo termine. Cerchiamo di capirlo
con l’aiuto di questa scheda. |
Carlo, Gino e insegnanti in studio
immagini a riporto sui temi di cui si parla:
1) si riprendono altre immagini dal filmato di
Mosaico visto subito prima (il drago, i
bambini che disegnano il labirinto, ecc) |
| 13c |
Il termine edutainment è ottenuto dalla contrazione di education
e entertainment, educazione e divertimento. Gli
americani hanno coniato questo termine per riferirsi a un
particolare categoria di giochi che unisce appunto divertimento e
educazione.
Play to learn, learn to play - gioca per imparare, impara a
giocare: è un po’ lo slogan di questo tipo di giochi – e in
effetti strumenti di edutainment esistono per un pubblico di tutte
le età. Apprendimento dell’alfabeto e della scrittura,
matematica, scienze naturali, lingue straniere ma anche storia
dell’arte sono le materie a cui si sono più spesso dedicati i
programmatori di questi giochi educativi, che si possono trovare
non solo su CD-Room ma anche in rete. Spacekids è ad
esempio un sito dedicato all’apprendimento divertente dell’astronomia.
Il sito Look, Learn and do può invece essere considerato
la versione Web, interattiva e multimediale, dei libri di giochi
di una volta. |
OV su scheda grafica:
Una breve animazione costruisce il termine edutainment
a partire da education e entertainment.
Utilizzare come modello la breve animazione che
costruisce il termine edutainment a partire da education e
entertainment che si trova in
Mediamente Learning - 5 serie - puntata 2
Sullo sfondo prima si vede il sito Cfc-efc.ca,
poi Pimpo.
Quando sono nominati i due siti in grassetto si
vedono le pagine SpaceKids
e SpacePuppies
(evitare di far vedere le sponsorizzazioni), poi LookLearnAndDo. |
| 13d |
- Il ruolo del docente: per utilizzare un ambiente virtuale e
per guidare con profitto una simulazione, più che possedere
una conoscenza del computer il docente deve essere in grado di
rivedere il proprio ruolo, trasformandosi in guida,
organizzatore, arbitro dell’interazione con e all’interno
dell’ambiente simulato
|
Carlo, Gino e insegnanti in studio |
| 14 |
LA LEZIONE – Parte II |
Jingle |
| 15 |
[Carlo]: "Ma veniamo al secondo tema della lezione di
oggi: gli strumenti interattivi per la valutazione o l’autovalutazione.
Come possiamo introdurre questo secondo tema e in che rapporto sta
con quello degli ambienti di simulazione di cui abbiamo parlato
prima ?
[Gino]: " Potremmo dire che riguardano un momento diverso
dell’attività didattica. Mentre in una simulazione la
valutazione è in genere implicita nell'attività stessa, nel
raggiungimento dell'obiettivo del gioco o nella riuscita
dell'esperimento, in un modello didattico più tradizionale invece
è necessario programmare dei momenti di valutazione in itinere
o sommativi di una certa porzione di apprendimento e a questo
scopo risultano molto utili i cosiddetti test strutturati di
profitto."
[Carlo]: "E anche in questo caso l’informatica si rivela
una risorsa importante per la didattica".
[Gino]: "Senz’altro. Gli strumenti informatici possono
rendere più semplici e veloci sia la costruzione di questionari,
sia la loro somministrazione, sia infine la correzione e l'analisi
delle risposte date dagli studenti".
[Carlo]: "Quali sono i tipi di strumenti che abbiamo a
disposizione?"
[Gino]: "Gli strumenti più semplici, ma anche più
limitati, sono quelli che permettono al docente di svolgere
automaticamente la correzione delle risposte date dagli studenti e
le procedure statistiche standard di analisi delle risposte,
generando l'analisi o in formato tabellare o tramite grafici. In
sostanza, si tratta di strumenti di analisi statistica. In questo
caso l'insegnante sottopone, nella tradizionale forma cartacea, i
questionari agli studenti e dopo aver raccolto i fogli di risposta
inserisce al computer le singole risposte date dagli studenti
tramite tastiera oppure più rapidamente tramite scanner.
Un secondo tipo di strumenti, oltre alle funzioni precedenti,
ci aiutano a svolgere anche la costruzione dei questionari stessi
che possono essere somministrati agli allievi direttamente tramite
il computer. Questi strumenti permettono di svolgere l'intero
processo di valutazione tramite i sistemi informatici.
[Carlo]: "Ma il vantaggio degli strumenti del secondo tipo
si riduce solo ad un risparmio di tempo o introduce anche delle
opportunità nuove nella strategia del testing?"
[Gino]: "Direi che offrono entrambi i vantaggi. Da una
parte semplificano di molto il processo di creazione dei
questionari, permettendo di creare delle vere e proprie banche
dati di domande suddivise per materie, argomenti e gradi di
difficoltà, che possono essere facilmente visionate e inserite in
nuovi questionari. Ma permettono anche di somministrare il
questionario o sui singoli computer, oppure sulla rete Intranet
della scuola, o ancora, a distanza, attraverso la rete Internet. E’
possibile renderli interattivi, nel senso che lo studente ottiene
commenti differenti a seconda della risposta che ha dato. Oppure
offrono l’interessante opportunità di costruire dei questionari
che si modellano sulle risposte date da chi li sta svolgendo. Si
può decidere, per esempio, che se uno studente dà una certa
risposta ad una domanda, gli viene proposta una domanda successiva
più facile o più difficile. Infine si può generare un ordine
casuale, diverso per ogni studente, delle domande stesse."
[Carlo]: "E quali sono i prodotti di questo secondo
tipo?"
[Gino]: "Per esempio, WinAsk 2000 che è
scaricabile gratuitamente per l’uso personale degli insegnanti
da vari siti tra cui quello di Atlante della Garamond all’indirizzo
http://www.garamond.it/ oppure un vero e proprio authoring
tool come Toolbook Assistant, una versione semplificata del
più noto Toolbook Instructor, o ancora Macromedia Web Learning
Studio, erede del precedente Macromedia CourseBuilder e tutto
orientato al Web." |
Carlo + Gino
sul plasma alle spalle di Carlo e Gino
compare la scritta:
computer per costruire questionari interattivi
immagini a riporto che illustrino i due tipi di
strumenti di cui parla Gino
1) Immagini del programma DOS ‘newtest’. Per
usarlo: unzippa tutto in una cartella temporanea > vai al DOS
> installa > entra
nella cartella C:\Newtest > lancia Newtest.
Analisi di risultati > Rappresentazioni
grafiche > Istogrammi > quando ti fa scegliere
classi scegli per esempio 5 > i vari istogrammi.
2) Immagini questionari in Toolbook dalla
lezione 1 di mediamente Learning, in rete (MediaMente)
Su videowall schermate dei siti dei tre
programmi quando Gino li nomina ( Garamond;
poi il sito Toolbook, Click2learn,
infine il sito web learning studio, WebLearningStudio) |
| 16 |
IL CASO DI STUDIO – Parte II |
Jingle |
| 17 |
Ma scendiamo nel concreto e andiamo nella scuola media
"Giovanni XXIII" di Spirano per vedere una classe che
sta svolgendo nell’aula d’informatica una prova di verifica di
storia. |
Carlo |
| 18 |
si vede una classe in un'aula multimediale che svolge una prova
di valutazione. Scuola Media "Giovanni XXIII" di Spirano
- Prof. Ugo Punzi |
Contributo filmato
Vedi descrizione in allegato in coda alla
sceneggiatura. |
| 19 |
[Carlo]: "Dal filmato che abbiamo appena visto lo
svolgimento e la correzione di un questionario digitale sembrano
operazioni piuttosto semplici e rapide, ma costruire un
questionario digitale non è un’operazione molto difficile, che
potrebbe spaventare un insegnante alle prime armi?"
[Gino]: "Costruire un questionario elettronico non è poi
così difficile come si potrebbe pensare. Certo è necessaria una
certa pratica per produrre dei questionari ricchi dal punto di
vista multimediale, ma gli strumenti che abbiamo oggi a
disposizione offrono un’interfaccia molto intuitiva.
Molto più difficile è invece, a mio avviso, l’aspetto
contenutistico, cioè la realizzazione di questionari non ambigui
o non puramente nozionistici; questionari che abbiano una
affidabilità e una validità sufficiente a misurare le conoscenze
e le competenze che si vogliono valutare.
[Carlo]: "Tenendo presente questa importante avvertimento
concentriamoci sull’aspetto tecnico e lasciamo che Gino
raggiunga la professoressa Mastroianni insieme alla quale ci farà
vedere alcuni passi fondamentali per la costruzione del
questionario interattivo che abbiamo appena visto. |
Carlo+ Gino
Si vedono schermate di questionari (MediaMente) |
| 20 |
[Gino]: "Ciao Marisa"
[Marisa]: "Ciao Gino".
[Gino]: "Allora, Marisa, il nostro compito oggi è quello
di costruire un semplice questionario elettronico. Useremo uno dei
prodotti che abbiamo citato poco fa, Toolbook, abbastanza diffuso
nelle scuole italiane e disponibile in versione dimostrativa anche
nei CD-ROM del nostro corso".
[Marisa]: "Bene, come prima cosa, lanciamo ToolBook
Instructor, e scegliamo tra le opzioni che ci offre in apertura.
Da ‘Quick start’ selezioniamo ‘Blank Book’.
[Gino]: "Vi ricordiamo che noi stiamo usando Toolbook
Instructor 7.1, perché è il programma che potete trovare in
versione di prova a 30 giorni nel CD del corso. Tenete presente
che esiste un’altra versione di ToolBook, Assistent, più
economica, più semplice da usare, ma anche con caratteristiche
più limitate. In ogni caso tutto quello che vi faremo vedere si
può ottenere anche con Assistent.
Come ci fa capire il nome, ToolBook si basa sulla metafora del
libro e ogni schermata del programma finito viene paragonata ad
una pagina.
‘Blank book’ è un ‘libro vuoto’ che potremo definire
come vogliamo. Ma ci sono molti modelli già preimpostati per
varie necessità. E questa è la prima schermata che ci appare.
Allora Marisa vogliamo spiegare cosa c’è?
[Marisa]: "Senza addentrarci in particolari che ora
risulterebbero fuorvianti, limitiamoci a dire che ci sono in alto
i vari menu e i vari pulsanti per le scelte rapide [con il
mouse si mostrano gli oggetti menzionati]. La parte grande
centrale [con il mouse si mostra l’oggetto menzionato]è
la nostra pagina in cui inseriremo i vari oggetti. Ora ci troviamo
nella prima ed unica pagina, come si può vedere da questa
informazione in basso a destra, quando inseriremo le altre pagine
potremo spostarci tra esse tramite queste frecce [con il mouse
si mostrano gli oggetti menzionati].
[Gino]: "Bene, quale oggetto inseriamo per prima
cosa?"
[Marisa]: "Io direi di iniziare definendo lo sfondo, il
background, che comparirà in tutte le pagine.
In questo sfondo abbiamo bisogno di alcuni pulsanti tramite i
quali gli studenti possano spostarsi tra le varie pagine che
compongono il questionario.
Facciamo click su ‘catalog’.
[Gino]: "E compare [ingrandimento sulle categorie in
catalog] un lungo elenco di oggetti predefiniti che si possono
inserire nella pagina con il mouse. Ci sono oggetti per il testo,
per la navigazione, per la valutazione, ed altri ancora"
[Marisa]: "Noi andiamo in ‘Navigation’ e poi in ‘Button
groups’ e scegliamo questo e lo trasciniamo sulla pagina. Adesso
riposiziono tutto il gruppo nella parte bassa della pagina"
[Gino]: "E per cambiare il colore dello sfondo?"
[Marisa]: "Selezioniamo ‘Object’ e ‘Properties for
background’.
[Gino]: "Ad ogni oggetto sono associate delle proprietà
che possono essere modificate a piacimento".
[Marisa]: "Selezionando ‘Draw’ e poi ‘Fill color’
scegliamo un colore qualunque. Questo per esempio.
[Gino]: "Bene, iniziamo a vedere qualcosa. Questo è l’aspetto
che avranno tutte le pagine del questionario.
Allora creiamo altre due pagine con questo stesso layout"
[Marisa]: "Va bene, come prima cosa devo inserire una
nuova pagina, selezionando ‘Insert’ e ‘New page’, poi
inserisco un titolo qualsiasi alla nostra pagina [Marisa
inserisce titolo] e poi scelgo di usare lo stesso background
della prima pagina, ecco fatto.
[Gino]: Bene, ora disponiamo di 3 pagine con lo stesso sfondo e
gli stessi pulsanti di navigazione. E’ ora di iniziare a
inserire le domande. Vogliamo ricostruire la domanda sulle grandi
civiltà nell’anno mille che abbiamo visto nel filmato? Ci
ispireremo al questionario che abbiamo visto prima, riproducendone
alcune domande, ma senza soffermarci troppo sugli aspetti
stilistici"
[Marisa]: "Certo. Come prima cosa inseriamo la cartina.
Scelgo ‘Insert’ e poi ‘Graphic’; poi seleziono l’immagine
che voglio importare e la posiziono nella pagina.
Poi, per inserire il testo della domanda torno al catalogo
degli oggetti disponibili e in ‘Basic Text fields’ clicco su
‘Body text’ e lo trascino sulla pagina. Inserisco il mio testo
[La cartina riproduce le grandi aree geografiche attorno
all'anno 1000. Quale si riferisce a quella araba?] .
Ingrandisco un po’ il carattere e poi, dalle proprietà dello
oggetto, rendo lo sfondo di questo blocco di testo trasparente ed
elimino il bordo. Infine posiziono meglio il testo nella pagina.
[Gino]: "E per inserire i pulsanti della domanda a scelta
multipla?"
[Marisa]: "Ricorro di nuovo al catalogo; vado nella
categoria ‘questions’ dove ci vari tipi di domanda per i
questionari"
[Gino]: "Come vedete, c’è la possibilità di fare
domande che prevedono il trascinamento di oggetti, domande ad
associazione, varie tipi di scelta multipla, domande vero/falso [si
vede esplosa e ingrandita la parte ‘question’, il mouse indica
mentre Gino parla: ‘Drag object’, match item’, ‘multiple
choice buttons’, ‘true/false ] ed altre. Quale tipo di
scelta multipla fa per noi?"
[Marisa]: "Scegliamo quello visto nel filmato: ‘Multiple
choice – LG’. E trasciniamolo nella pagina. Come sempre,
riposiziono i pulsanti [la parte di riposizionamento dei
pulsanti è piuttosto lunga si dovrebbe vedere solo l’ultima
parte dell’operazione].
[Gino]: "Ma ora bisogna cambiare il testo che appare nelle
singole alternative".
[Marisa]: "Certo, mi posiziono sul primo pulsante con il
pulsante destro del mouse faccio comparire il menu delle
proprietà e in ‘Caption’ inserisco il testo della prima
risposta, in questo caso sola la lettera ‘A’, poi faccio la
stessa cosa per le altre.
[Gino]: "Ovviamente avremmo potuto modificare il
carattere, lo stile, il colore, ma non complichiamo le cose [nel
frattempo Marisa inserisce nelle altre risposte ‘B’, ‘C’,
‘D’].
E questa è la schermata che apparirà al nostro studente; il
quale non dovrà far altro che cliccare su una delle alternative
per dare la sua risposta.
Ma come facciamo a indicare al programma qual è la risposta
giusta secondo noi?
[Marisa]: "Per indicare al programma la risposta giusta,
dobbiamo andare nelle proprietà del gruppo che contiene le
quattro alternative. Evidenziamo come al solito le proprietà di
una risposta, e andiamo a scegliere il parent, ossia il ‘genitore’
di questo oggetto. Ecco ‘Group Multiple Choice’. Questa volta
selezioniamo le proprietà avanzate, il secondo pulsante nella
barra degli strumenti. E poi andiamo in ‘Answers’. Ci appaiono
le quattro risposte. Ovviamente quella giusta non è la prima,
quindi ci clicco sopra per renderla errata, rossa, e faccia l’inverso
per la seconda, quella giusta. Ecco fatto.
[Gino]: "Vogliamo inserire un’altra domanda?"
[Marisa]: "Facendo click su questa piccola freccia in
basso a destra mi porto sulla seconda pagina. Vado di nuovo al
catalogo e nella categoria ‘questions’ scelgo il nuovo tipo di
domanda"
[Gino]: "Inseriamo, per esempio, una domanda
vero/falso"
[Marisa]: "Trascino il gruppo vero/falso sulla pagina e
come al solito lo riposiziono. Poi faccio come prima per il testo,
seleziono da catalogo ‘Body text’, lo trascino sulla pagina,
inserisco la mia domanda [Marisa scrive ‘L’impero romano
raggiunse la sua massima espansione nel I secolo d.C.’] e
cambio alcune proprietà".
[Gino]: "E poi, come prima, dobbiamo dire la programma
qual è la risposta esatta.
A questo punto possiamo dare un’occhiata al prodotto finito,
a come le nostre pagine appariranno ai nostri studenti. Premendo
F3 possiamo dalla visualizzazione autore a quella lettore.
[Marisa]: "Ecco fatto. Così apparirà il questionario
agli studenti. Tramite i pulsanti di navigazione si può passare
da una pagina all’altra".
[Gino]: "E per far calcolare al programma il punteggio
ottenuto dagli studenti, come dobbiamo fare?".
[Marisa]: "Inseriamo nell’ultima pagina un nuovo
oggetto, sempre dal catalogo, dalla categoria ‘evaluation’,
eccolo ‘score quiz’. Cambio il testo nel pulsante, lo
ingrandisco e riposiziono al centro della pagina questo pulsante.
[Gino]: "Semplice, no? Il programma calcolerà
automaticamente il punteggio ottenuto quando lo studente
cliccherà su questo pulsante.
Non ci rimane che salvare il nostro lavoro".
[Marisa]: "Abbiamo varie opzioni, per esempio, potremo
salvarlo in HTML per essere pubblicato sul web o come semplice
programma eseguibile. Scegliamo quest’ultima possibilità.
Salviamolo come ‘questionario. exe’. Ecco fatto."
[Gino]: "Ora il nostro questionario è un normale file
eseguibile, ma per girare avrà bisogno delle librerie run time di
Toolbook che devo distribuire assieme all’eseguibile. Vogliamo
vedere il risultato completo?"
[Marisa]: "Certamente, faccio doppio click e do le mie
risposte, mi sposto da una pagina all’altra con i pulsanti di
navigazione e sull’ultima pagina vedo che punteggio ho
ottenuto".
[Gino]: "Con Toolbook ovviamente si possono fare molte
più cose, questionari molto più complessi, lezioni, interi
corsi. Con questo esempio, abbiamo voluto darvi solo una piccola
idea di come funzioni un authoring tool e invitarvi a provare da
soli". |
Marisa Mastroianni + Gino |
| 21 |
Un questionario preparato con Toolbook nel modo che abbiamo
appena visto può essere svolto anche in rete. Proviamo a vedere,
per esempio, uno dei questionari disponibili sul sito di
MediaMente, come integrazione ai corsi di MediaMente Learning. |
Carlo |
| 22 |
Esempio d’uso di un questionario di MediaMente Learning |
Navigazione Mila in CK
su questionario di MediaMente
vedi descrizione dettagliata in coda |
| 23 |
LA DISCUSIONE DIDATTICA – Parte II |
Jingle |
| 24 |
Possibili spunti di discussione:
- breve discussione/introduzione sul ruolo dei questionari
nella valutazione
- utilità:
- oggettività
- rapidità della valutazione visto la cronica mancanza di
tempo nelle ore di lezione
- ma anche, comodo strumento di autovalutazione e modalità
molto usata anche nel mondo del lavoro
- rischi:
- difficoltà nel valutare abilità alte come la creatività e
le capacità espositive e sintetiche
- nozionismo
- lo studio rischia di essere finalizzato alla capacità di
rispondere al questionario anziché alla comprensione degli
argomenti affrontati. Le due cose possono rivelarsi molto
diverse.
- necessità di affiancare i questionari con valutazioni di
altro tipo
- i vantaggi dei questionari al computer
- possibilità di generare facilmente questionari attingendo a
banche dati di istituto o esterne
- possibilità di proporre le domande (stimoli) di tipo
multimediale
- estrema rapidità dell'intero processo, e soprattutto nell’analisi
statistica delle risposte per mettere a punto (tarare) lo
strumento di valutazione. Le procedure di analisi statistica
necessarie sono concettualmente semplici, ma molto laboriose e
è praticamente impossibile svolgere senza l’aiuto di un
programma apposito.
- Possibile svantaggio: l’interazione con la macchina può
risultare spersonalizzata e artificiale
[Carlo]: "Uno strumento che immediatamente ci viene in
mente parlando di valutazione è il registro del professore. Che
trasformazioni potrebbe subire nella scuola digitale? Vediamo
insieme una breve scheda filmata che ci mostra un registro
elettronico costruito con un foglio di calcolo". |
Carlo + Gino + insegnanti ospiti |
| 24 a |
Con qualsiasi programma per tabelle elettroniche è possibile
creare un semplice registro elettronico come quello che abbiamo
realizzato in Excel.
Abbiamo predisposto due fogli: uno per prendere nota della
frequenza e l’altro per il profitto degli studenti. Se volete
vedere come sono realizzati, potete scaricarli dal nostro sito
Internet, nella sezione materiali relativa a questa puntata.
Ma vediamo come si fa a gestire le assenze. Dopo aver inserito
alcuni dati generali sulla classe;
l’insegnante immette i nomi degli studenti: qui in questa
colonna.
Per ogni giorno di lezione inserirà un simbolo, per esempio,
una ‘a’ per segnare le assenze. Il programma calcolerà
automaticamente le assenze complessive per quadrimestre e per
tutto l’anno; tenendo il registro sempre aggiornato.
Per tener conto del profitto, abbiamo immaginato tre tipi di
valutazione: uno per i compiti scritti ‘S’, uno per gli orali
‘O’ e uno per le attività pratiche ‘P’.
Quando il professore immette un nuovo voto di verifica in una
tipologia di prova, il programma genera automaticamente la media
per quel tipo di prova.
Sempre automaticamente produrrà la media tra i tre tipi di
valutazione. Variando questi valori, potrà variare il peso
relativo che viene attribuito a ogni tipo di prova. Per il momento
abbiamo stabilito un peso identico per ogni tipo di prova. Sempre
automaticamente verrà generata una media tra il voto complessivo
del I e del II quadrimestre.
Comodo, no?
E in fondo è anche facile da costruire ed ogni professore può
personalizzarlo per tenere conto dei propri parametri. |
Speaker su schermate di computer.
Schermata di apertura di Excel
Pagina del sito dal quale è possibile scaricare i questionari:
Multimedi@Scuola
Si passa da un foglio all’altro.
Si immettono i dati nei campi "Classe, a.
sc., matera, docente".
Si vede come si immettono un paio di nome: in
quel che segue però ci saranno una ventina di studenti.
Si mette qualche a in qualche giorno per qualche
studente.
I campi generali e quelli degli studenti sono
già riempiti.
Il mouse indica le tre colonne.
Vengono immessi dei voti e vengono mostrate le
medie generate.
Il mouse illustra i valori in alto a destra. |
| 24 b |
Considerazioni conclusive |
|
| 25 |
SUGGERIMENTI DI LAVORO |
Jingle |
| 26 |
Siamo arrivati così alla fine della nostra trasmissione e
quindi anche al momento delle proposte approfondimento sui temi
discussi oggi. |
Carlo |
| 27 |
Per quanto riguarda la prima parte della nostra
lezione, dedicata agli ambienti di simulazione nella didattica,
potreste:
- cercare un programma che offra una simulazione adatta alla
vostra materia, e sperimentarne l’uso con la vostra classe
.
Se l’esperienza fatta o il prodotto esaminato vi sembrano
meritevoli di commento, inviate al forum una scheda descrittiva.
- provare a immaginare un gioco di simulazione utilizzabile
nell’ambito del vostro insegnamento
, identificando gli
obiettivi didattici che può aiutare a raggiungere. Il computer
potrebbe essere d’aiuto nel suo svolgimento, e come?
Per quanto riguarda la seconda parte della nostra
lezione, dedicata agli strumenti informatici per la valutazione,
potreste:
- esaminare
i questionari presenti nel CD,
per analizzarne i punti di forza e di debolezza.
- provare a costruire un breve questionario multimediale
con la versione dimostrativa di Toolbook disponibile sia sul
CD-ROM, sia sul nostro sito Internet.
|
VO e grafica.
Parole in grassetto in grafica |
| 28 |
Come sempre, in chiusura, vi invitiamo a discutere nel vostro
punto di ascolto sui temi della lezione di oggi. Se vi sembra che
dalle vostre discussioni siano emersi degli aspetti che abbiamo
trascurato e che possano interessare tutti i corsiti, vi invitiamo
a segnalarcelo nel forum che trovate all’interno del nostro sito
all’indirizzo: Multimedi@Scuola
Un altro indirizzo che voglio ricordarvi è quello di Mosaico: Mosaico,
la nostra mediateca per le scuole. |
Carlo – CK sul sito. Gli indirizzi in grafica. |
|
Fra gli strumenti che potete utilizzare come complemento di
queste lezioni vi segnalo infine anche un altro corso prodotto da
RAI Educational – Educare al multimediale – che
comprende 10 videocassette, 10 dispense e 2 CD-ROM. Educare al
multimediale si sofferma in particolare sui concetti alla base
della rivoluzione multimediale e sulle sue conseguenze culturali e
sociali, e comprende un ampio spettro di interviste ai maggiori
protagonisti della nuova era digitale. Per avere informazioni, ed
eventualmente prenotare Educare al multimediale potete
telefonare al numero verde che vedete in sovrimpressione:
800-055111.
E dopo questo ultimo suggerimento non mi resta che ringraziarvi
per l’attenzione e darvi appuntamento alla prossima puntata. |
Carlo – CK sul sito |
| 29 |
Obiettivi. in questa lezione vedremo insieme:
- Cos'è un ambiente virtuale, e quale può essere l’utilità
didattica dei programmi di simulazione
- Alcune tipologie degli strumenti di simulazione utilizzabili
in ambito didattico
- La differenza tra un ambiente virtuale collaborativo e uno
non collaborativo.
- Come costruire semplici questionari multimediali attraverso
l’uso di appositi strumenti-autore
- Come utilizzare il computer per sottoporre agli alunni o per
distribuire in rete questionari per la valutazione.
|
VO e grafica.
In sottopancia scorrono i titoli di coda. |
Scaletta della scena 18
| A |
|
Nell’aula multimediale della scuola: gli
allievi sono seduti ognuno alla propria postazione. Il docente si
trova alla postazione docente. Tutte le postazioni sono attive
sulla schermata iniziale del questionario. |
| B |
[Prof]: "Adesso verificheremo le vostre conoscenze e la
vostra capacità di confrontare due civiltà attraverso l’uso di
un questionario elettronico. Leggete attentamente le istruzioni,
fate le domande che volete prima di iniziare, perché una volta
iniziata la prova non potrete più farne finché non finirete. Se,
però durante la prova non comprendete esattamente cosa dovete
fare per rispondere alzate una mano." |
Alcuni studenti sono rivolti verso l'insegnante,
altri verso i propri monitor. |
| C |
|
Gli alunni iniziano a risolvere il questionario.
Particolare su alcune videate (in modo particolare quelle con
elementi multimediali). Si deve vedere necessariamente almeno una
volta:
- la selezione fatta da uno studente
- il passaggio da una domanda all’altra.
|
| D |
[Prof]: "dimmi, pierino?"
Alunno: "professore non ho capito come devo fare per
rispondere a questa domanda."
[Prof]: "…….." |
Un alunno solleva la mano
L’insegnante gli si avvicina
Si vede la schermata della domanda 13
(riordinamento di elementi di un asse temporale) |
| E |
|
Come scena C, ma molto, molto più breve. |
| F |
[Prof]: "bene adesso vedremo come sei andato/a. (Viene
premuto il pulsante per la valutazione). Bene, hai risposta al
…% delle domande. Chiudiamo il testo ed attendiamo la stampa con
il rapporto completo.
[Prof]: "OK, va bene così!" |
Un altro alunno solleva la mano per comunicare
che ha finito
Il prof. gli si avvicina
(viene completato il processo di stampa) l’insegnante
e l’allievo osservano il rapporto completo….
Particolare del rapporto |
Scheda 22 – Navigazione - L’uso
del questionario (1' 35" )
| 22 a |
Sono collegata con il sito di Mediamente Learning, dove si può
trovare un corso introduttivo all’uso del computer, |
Learning
01 |
| 22 b |
formato dal video streaming della trasmissione, da una breve
dispensa, e da un questionario interattivo che può essere
eseguito direttamente on line. Clicco qui su "esercizi di
autovalutazione", |
Learning
02 |
| 22 c |
e attendo... che venga caricato il questionario realizzato in
ToolBook.
Questa freccia in basso a destra mi permette di scorrere tra le
varie pagine del questionario. |
Brevissima schermata sul "sto caricando"
Learning
03
Applet. Page 1 |
| 22 d |
La prima domanda mi chiede di individuare i dispositivi output
del computer; ma certo la stampante (click su stampante):
giusto! Vado avanti (click su freccia). |
Applet. Page 2 |
| 22 e |
A cosa serve uno scanner? Ehm, clicco su "ad acquisire un’immagine
analogica". Anche questo è esatto! (click su freccia) |
Applet. Page 3 |
| 22 f |
Questa terza domanda è anch’essa una classica domanda a
risposta multipla (click su 4 alternativa) |
Applet. Page 4 |
| 22 g |
Questa invece sfrutta a pieno le potenzialità della
multimedialità, infatti per rispondere devo tracciare con il
mouse una linea che collega un’immagine ad un nome |
Applet. Page 5
Si vedono in rapida successione tutte le linee di collegamento
realizzate tramite mouse. |
| 22 h |
Anche questa è una domanda a risposta multipla, ma per
rispondere devo cliccare direttamente su una delle immagini. |
Applet. Page 6 |
| 22 i |
Dopo aver risposto a tutte le domande del questionario, che
come vedete possono servire anche a ripassare un argomento in modo
un po’ ‘vivace’, |
In rapida successione alcune (3-4) pagine tra la 7 e la 11 |
| 22 l |
posso cliccare su questo pulsante "Come sono andato?"
per vedere la valutazione ottenuta. |
Applet. Page 12 |
|
 |