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Quello che segue è il testo della 'scaletta televisiva' relativa alla lezione: comprende tutte le indicazioni su obiettivi e suggerimenti di lavoro, il testo di tutte le schede e navigazioni, e indicazioni di massima per tutti gli interventi (naturalmente, non sempre queste indicazioni vengono poi seguite parola per parola nella trasmissione!).

Per quanto riguarda la discussione didattica, la scaletta comprende di norma solo un elenco di possibili temi di dibattito; anche in questo caso, nella trasmissione televisiva non tutti i punti previsti vengono poi effettivamente toccati, e ne vengono introdotti altri che magari non avevamo previsto Sappiamo che una scaletta come questa ha una forma un po' 'anomala' rispetto agli altri materiali didattici. L'abbiamo voluta inserire ugualmente in rete, sia perché può aiutarvi a seguire lo streaming video o un'eventuale registrazione della lezione, sia perché le indicazioni sui siti navigati e sui suggerimenti didattici possono esservi immediatamente utili, sia perché magari potreste trovare interessante o curioso sapere come abbiamo lavorato per preparare le lezioni.

Buona lettura, e buon lavoro!


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Obiettivi. in questa lezione vedremo insieme:

  • Cos'è un ambiente virtuale, e quale può essere l’utilità didattica dei programmi di simulazione
  • Alcune tipologie degli strumenti di simulazione utilizzabili in ambito didattico
  • La differenza tra un ambiente virtuale collaborativo e uno non collaborativo.
  • Come costruire semplici questionari multimediali attraverso l’uso di appositi strumenti-autore
  • Come utilizzare il computer per sottoporre agli alunni o per distribuire in rete questionari per la valutazione.

VO e grafica

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Benvenuti alla ottava lezione del corso di formazione a distanza sull’uso della multimedialità nella scuola. Nella lezione di oggi ci occuperemo di due temi differenti e quindi la nostra trasmissione sarà divisa in due parti.

Nella prima parte ci occuperemo dell’uso del computer per costruire simulazioni interessanti dal punto di vista didattico: simulazioni di realtà fisiche, come nel caso di un laboratorio virtuale di fisica o di chimica, ma anche simulazioni di tipo storico-sociale o economico.

Nella seconda parte invece ci occuperemo della costruzione di questionari interattivi di valutazione tramite l'uso del computer e di software specializzati.

In entrambi i casi, il computer costituisce il mezzo per la creazione di strumenti, spazi o ambienti didattici: nel primo caso, strumenti orientati all’apprendimento e all’interazione; nel secondo, strumenti orientati alla verifica e alla valutazione.

Carlo CK su pagina del corso

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[Carlo] Eccoci in studio come sempre in compagnia di Gino Roncaglia e di tre docenti che ci aiuteranno a esaminare e discutere le valenze didattiche degli argomenti presentati. Sono la professoressa Linda Giannini [per sottopancia: insegna al 5 Circolo didattico di Latina], il professor Alessandro Rabbone [insegna IC Gassino Torinese], e il professor Ugo Punzi [insegna alla scuola media Giovanni XXIII di Spirano]

Iniziamo dalla prima parte: gli ambienti di simulazione.

Carlo, Gino e insegnanti in studio

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LA LEZIONE – Parte I

Jingle

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[Carlo]: "Per prima cosa chiederei a Gino di aiutarci a capire cos’è una simulazione didattica al computer"

[Gino]: "Una simulazione didattica al computer è un ambiente virtuale governato da regole, ambiente con il quale e all’interno del quale gli studenti sono chiamati ad interagire: interpretano ruoli, svolgono azioni, modificano i parametri che governano l'evoluzione della simulazione".

[Carlo]: "E qual è l’utilità delle simulazioni nel lavoro didattico con gli studenti?"

[Gino]: "Gli studenti, come ben sapete, sono molto più attenti, molto più motivati e, in definitiva, ottengono un profitto migliore, se sono coinvolti attivamente nel processo didattico, se si chiede loro di lavorare per progetti, di ricostruire in classe, o anche a distanza con alunni di altri scuole, delle situazioni, degli ambienti, dei percorsi in cui si possano muovere come protagonisti."

[Carlo]: "E gli strumenti informatici possono essere di grande aiuto nella realizzazione di questo modello didattico".

[Gino]: "Infatti. La funzione delle nuove tecnologie in questo ambito è quella di costruire degli ambienti virtuali realistici, coinvolgenti, ma soprattutto interattivi, all'interno dei quali gli allievi possano apprendere in maniera vivace e partecipativa. Simulazioni, dunque, ma anche giochi di ruolo - sui quali torneremo anche nella prossima lezione, parlando della comunicazione a distanza attraverso strumenti telematici - e più in generale tutte quelle attività che si pongono sul confine tra il divertimento e lo studio - per le quali è stato coniato il termine Edutainment".

Carlo e Gino

Sul plasma alle spalle di Carlo e Gino compare la scritta:

computer per costruire simulazioni didattiche

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IL CASO DI STUDIO – Parte I

Jingle

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Vediamo ora di capire in concreto, con l’aiuto di due esempi pratici, che cosa sono e come possono essere utilizzati nell’attività didattica questi ambienti virtuali generati dal computer.

Nel primo esempio, la professoressa Di Benedetto si serve di un CD didattico per effettuare con i suoi studenti un esperimento virtuale di fisica.

Nel secondo, il professor Rabbone fa svolgere ai suoi allievi un gioco di simulazione che forse conoscerete, SimCity, per attivare le loro conoscenze e capacità in un contesto sociale.

Carlo

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Prof. Maria Di Benedetto, ITI "L. da Vinci" - Napoli

Descrizione della scena:

  1. gli allievi sono seduti in classe di fronte allo schermo di proiezione. Il docente si trova alla postazione multimediale. Le luci sono accese. Il monitor visualizza la schermata del CD-ROM relativa al Navigator delle simulazioni "Oscillazioni meccaniche e Onde". (Particolare della prima schermata e del docente che sceglie Oscillazioni libere - Pendolo).
  2. [Marilù]: oggi analizzeremo il moto di un pendolo. Spegniamo le luci. Sullo schermo vi sono quattro finestre: la prima vi mostra il pendolo semplice composto dal sostegno, filo e pallina di massa m. Il pendolo è libero di oscillare nel piano. (Particolare della luce che viene spenta e dello schermo di proiezione che visualizza la schermata iniziale. Particolari del puntatore del mouse che sullo schermo di proiezione indica le varie parti del pendolo e lo fa oscillare come esempio esplicativo)
  3. [Marilù]: In basso è mostrato il grafico dell'andamento della velocità del pendolo al passare del tempo, mentre a destra sono visualizzati i valori delle grandezze in esame e il grafico animato delle energie potenziale e cinetica … (A questo punto la voce sfuma. Nel frattempo sullo schermo di proiezione il puntatore del mouse ha evidenziato quanto indicato a voce. Particolari del docente che illustra come modificare alcuni parametri).
  4. [Marilù]: proviamo ora a simulare il moto del pendolo e a verificare quali grandezze cambiano e quali restano costanti, al variare dei parametri. Cominciamo con l'angolo di oscillazione e proviamo per due valori, 20° e 10°. State attenti a quello che succede. (Sullo schermo di proiezione viene visualizzata la simulazione, prima con il valore 20° dell'angolo e poi con il valore 10°. Particolari sulla simulazione, sul grafico della velocità, sul valore T, sul cambiamento dell'angolo da 20° a 10° e sui nuovi valori sperimentali)
  5. [Marilù dialoga con gli studenti]: Luca, cosa puoi dire del grafico della velocità? - Mi sembra che con l'angolo di 20° l'onda abbia una ampiezza maggiore rispetto al caso dell'angolo di 10° - Sì, effettivamente la velocità dipende dall'angolo di oscillazione: maggiore è l'angolo, maggiore è la velocità e viceversa. Cosa invece non cambia? - Il periodo è rimasto lo stesso. - E' così! Per piccoli valori dell'angolo, le oscillazioni sono isocrone, cioè il periodo si mantiene costante al variare dell'angolo di oscillazione.

  6. (Particolare del docente, degli allievi e del puntatore del mouse che, seguendo il discorso, indica quanto osservato dell'esperimento virtuale)
  7. [allievi]: proviamo con la lunghezza.
  8. [Marilù]: benissimo; cambiamo la lunghezza del pendolo e simuliamo il moto per tre diversi valori.
  9. Si effettua l'esperimento con i diversi valori della lunghezza del pendolo. Particolari sulle schermate, sugli allievi che intervengono e sul docente che aziona il mouse.
  10. [Marilù]: a questo punto, cosa risulta dal nostro esperimento virtuale? Rispondi tu, Alfredo.
  11. [Alfredo]: Ho visto che se diminuiamo la lunghezza del pendolo, il periodo diminuisce. (Particolare dell'allievo, della simulazione dell'esperimento e del valore del periodo sullo schermo di proiezione)
  12. [Marilù]: sì

Contributo filmato

classe

(5 studenti) + docente (M. Di Benedetto)

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scaletta riprese sui giochi di simulazione (sim city)

I momenti da riprendere sono due

  1. Una decina di ragazzi di quinta intorno ad un PC (oppure distribuiti intorno a 2 o 3 PC, guardano comunque tutti la stessa cosa.) L’insegnante spiega: "Come vi avevo già detto, voi avete la possibilità di aumentare o diminuire le tasse dei vostri cittadini. Potete farlo agendo su questa finestra [si deve vedere lo schermo] . Questa è la finestra "budget", che significa " bilancio di previsione". Agendo qui… potete aumentare o diminuire le tasse sulla proprietà. Guardate anche come varia il numerino rosso in fondo che rappresenta appunto la previsione per il prossimo anno… [Si vedono di nuovo i ragazzi e l’insegnante] In questa finestra ci sono anche altri pulsanti con cui potete controllare altre spese o altre entrate… Per ora però limitatevi a sperimentare questo. Ma fate attenzione a non aumentare troppo le tasse…, se no saranno pochi i cittadini che verranno a vivere nella vostra città…"
  2. [si vede per qualche istante la scena completa del laboratorio]. I ragazzi sono a due a due seduti davanti ai PC e giocano a Sim City. [si vede una coppia di ragazzi] Discutono tra loro. Qui sarebbe controproducente definire a priori che cosa diranno i ragazzi, toglierebbe spontaneità. Dovrebbe essere colto qualche breve "invito operativo" (del tipo: "Dai l’elettricità a quel quartiere", "Costruiamo una zona industriale", "Qui manca la centrale elettrica") che sicuramente si scambieranno. [Si vede lo schermo di un computer] Qualche videata di costruzione della città.

Contributo filmato

Rabbone Gassino (TO)

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[Carlo]: "Gli esempi che abbiamo appena visto, pur riguardando situazioni molto diverse, contengono degli aspetti che sono comuni alla maggior parte degli ambienti di simulazione. Gino, vogliamo provare a identificare i tratti comuni fra questi due tipi di esperienze?"

[Gino]: "Il tratto comune sicuramente più importante è che in entrambi i casi abbiamo a che fare con un ambiente virtuale controllato, organizzato in base a regole prefissate".

[Carlo]: "Ma allora in una simulazione è tutto predeterminato?"

[Gino]: "No, l’ambiente possiede le sue regole e le sue caratteristiche, ma è aperto all’interazione: gli utenti possono ad esempio variare i parametri del sistema simulato e verificare cosa succede quando le regole vengono applicate ai parametri modificati. Insomma, all’interno dell’ambiente simulato si può sperimentare – e proprio questa è la ragione del suo interesse didattico. Una sperimentazione, si badi, possibile sia nel caso di simulazioni fisiche, come nel primo esempio che abbiamo visto, sia nel caso di simulazioni storiche o sociali, come nel secondo esempio. In altre parole: quello che avviene all’interno dell’ambiente virtuale dipende dalle sue regole ma anche dal comportamento e dalle azioni consapevoli dei partecipanti, proprio come avviene in molte situazioni reali".

[Carlo]: "E le differenze fra i due esempi?"

[Gino]: "Una prima differenza, come abbiamo già accennato, è nel fatto che nel primo caso si interagisce con la ricostruzione virtuale di una struttura fisica, nel secondo con la ricostruzione virtuale di un sistema storico-sociale.Una seconda differenza, evidentemente legata alla prima, è che nel primo caso la simulazione viene affrontata dall’esterno, individualmente, un po’ come un bambino che cerca di capire come funziona un oggetto, mentre nel secondo caso l’ambiente virtuale diviene anche uno spazio comunicativo, all’interno del quale i partecipanti possono agire attraverso delle controfigure, e proprio attraverso queste controfigure possono interagire non solo con l’ambiente ma anche fra di loro. Il gioco di simulazione si avvicina insomma al gioco di ruolo.

[Carlo]: "Puoi spiegarci in poche parole in cosa consiste la differenza fra i due: gioco di simulazione e gioco di ruolo?"

[Gino]: "Un gioco di ruolo è un tipo di simulazione; una simulazione in cui i giocatori impersonano personaggi che si muovono all’interno di un ambiente immaginario – interagendo fra di loro e con l’ambiente - in accordo con le caratteristiche attribuite al personaggio. Assumono, insomma, un ruolo all’interno del gioco. Una caratteristica molto interessante sotto il profilo didattico è che spesso si tratta di giochi collaborativi anziché competitivi"

[Carlo] E come si inserisce in questo contesto Internet, l'ambiente collaborativo per eccellenza?

[Gino] Anche se gli esempi che abbiamo visto non coinvolgevano la rete, in realtà esistono moltissimi ambienti virtuali che utilizzano Internet come supporto.

[Carlo] Vogliamo vederne insieme uno? Con l’aiuto di uno dei nostri ospiti, la prof.ssa Giannini, abbiamo cercato di capire come funziona – e come può essere utilizzato in ambito didattico – un ambiente virtuale in rete che si chiama ActiveWorld

Carlo e Gino

Su videowall immagini a riporto sugli argomenti di cui si parla:

1) riprendere dal filmato della prof. Di Benedetto (puntata 1) le schermate in cui si vede lo sparo dei proiettili

2) ambienti di simulazione di storia ( CD-ROM Se fossi Alessandro Magno)

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CK di professoressa Giannini su navigazione in ActiveWorld, poi immagini della sua classe mentre viene utilizzato l’ambiente virtuale (filmato girato da Linda Giannini)

Si vedono prima circa 10’’ di filmato poi la navigazione e poi ancora un pezzo più lungo dello stesso filmato(circa 1’10’’)

Navigazione della prof. Giannini + filmato già girato.

Della realizzazione della navigazione dovrebbe occuparsi Gilberto (occorre prendere accordi per fare le riprese nel momento in cui l’ambiente è usato dei bambini)

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LA DISCUSIONE DIDATTICA – Parte I

Jingle

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Possibili temi di discussione:

  • Riflessioni sul concetto di simulazione
    • In ogni simulazione vengono scelti e rappresentati solo alcuni tratti della situazione simulata. Non vi sono in questo caso rischi di semplificazione eccessiva, o di allontanamento dalla realtà? (possibile risposta: il ruolo dei modelli e della semplificazione è comunque fondamentale in ogni interazione con la realtà, la simulazione permette di analizzare e capire meglio questo meccanismo)
    • In una simulazione al computer viene incorporata sia una descrizione del fenomeno studiato, sia la nostra interpretazione dei processi, delle variabili che modificano la situazione. (simulazione come interpretazione)
  • Rapporto fra simulazione e apprendimento:
    • Differenza tra apprendimento tramite il linguaggio e apprendimento tramite esperienza: pregi e difetti di entrambi. L’apprendimento tramite simulazioni al computer riesce a unire i pregi di entrambi i metodi di apprendimento.
    • la simulazione non si limita a verificare le conoscenze acquisite in precedenza ma è essa stessa fonte di nuove esperienze e quindi di nuove conoscenze, così come accade nel caso di una esperienza reale.
    • Cosa cambia nelle simulazioni e nei giochi di ruolo in cui si utilizza il computer rispetto a quelle tradizionali basate solo sulla fantasia? Non c’è il rischio di una maggiore rigidità e di un minor uso dell’inventiva? (possibili risposte: il computer permette la gestione di simulazioni molto più sofisticate e complesse, ma è importante che i programmi utilizzati lascino ‘spazi di manovra’ e siano sufficientemente flessibili. Non per tutti i giochi di ruolo e di simulazione si deve utilizzare sempre e necessariamente il computer).

[Carlo]: Vediamo un breve filmato girato nella scuola materna di Linda Giannini sull’uso di CD-ROM didattici

Carlo, Gino e insegnanti in studio

Su videowall immagini a riporto sui temi di cui si parla:

demo di giochi di simulazione:

Age of Empire, Age of Empire II – The Conquerors, Sim City, Sim Ant ecc. (Gilberto dovrebbe trovare una demo di uno di questi giochi)

13a

Nell’ambito della discussione, filmato di bambini che utilizzano software didattico: si vedono bambini che giocano con il CD "Il castello della fantasia"

In Mosaico La scuola della multimedialità: l’utilizzo del CD-ROM didattico nella scuola materna andato in onda il 1.12.1998

13b
  • La simulazione come strumento didattico nelle singole discipline
    • L’uso di situazioni di simulazione riguarda solo alcune materie (ad es. nell'insegnamento delle lingue è piuttosto comune la pratica di giochi in cui gli studenti simulano una situazione reale interpretando ruoli assegnati dal docente) o può essere estesa utilmente ad altre? In quali contesti funziona meglio?
    • La simulazione, vista come laboratorio virtuale in cui effettuare esperimenti, si presta molto bene all'insegnamento delle materie scientifiche. Quale divisione di compiti si può immaginare tra il laboratorio reale e quello virtuale?
    • Il caso della matematica e gli strumenti software per la generazione interattiva di grafici di funzioni o la rappresentazione visiva di oggetti matematici
  • I giochi di simulazione e l’Edutainment in generale possono costituire un ponte verso l’esperienza quotidiana di interazione ludica con videogiochi e giochi su computer così diffusa fra i giovani. Sarebbe un errore se il mondo della scuola rimanesse completamente estraneo rispetto a queste pratiche.

[Carlo] Abbiamo più volte parlato di Edutainment, ma cosa si intende con precisione con questo termine. Cerchiamo di capirlo con l’aiuto di questa scheda.

Carlo, Gino e insegnanti in studio

immagini a riporto sui temi di cui si parla:

1) si riprendono altre immagini dal filmato di Mosaico visto subito prima (il drago, i bambini che disegnano il labirinto, ecc)

13c

Il termine edutainment è ottenuto dalla contrazione di education e entertainment, educazione e divertimento. Gli americani hanno coniato questo termine per riferirsi a un particolare categoria di giochi che unisce appunto divertimento e educazione.

Play to learn, learn to play - gioca per imparare, impara a giocare: è un po’ lo slogan di questo tipo di giochi – e in effetti strumenti di edutainment esistono per un pubblico di tutte le età. Apprendimento dell’alfabeto e della scrittura, matematica, scienze naturali, lingue straniere ma anche storia dell’arte sono le materie a cui si sono più spesso dedicati i programmatori di questi giochi educativi, che si possono trovare non solo su CD-Room ma anche in rete. Spacekids è ad esempio un sito dedicato all’apprendimento divertente dell’astronomia. Il sito Look, Learn and do può invece essere considerato la versione Web, interattiva e multimediale, dei libri di giochi di una volta.

OV su scheda grafica:

Una breve animazione costruisce il termine edutainment a partire da education e entertainment.

Utilizzare come modello la breve animazione che costruisce il termine edutainment a partire da education e entertainment che si trova in

Mediamente Learning - 5 serie - puntata 2

Sullo sfondo prima si vede il sito Cfc-efc.ca, poi Pimpo.

Quando sono nominati i due siti in grassetto si vedono le pagine SpaceKids e SpacePuppies (evitare di far vedere le sponsorizzazioni), poi LookLearnAndDo.

13d
  • Il ruolo del docente: per utilizzare un ambiente virtuale e per guidare con profitto una simulazione, più che possedere una conoscenza del computer il docente deve essere in grado di rivedere il proprio ruolo, trasformandosi in guida, organizzatore, arbitro dell’interazione con e all’interno dell’ambiente simulato

Carlo, Gino e insegnanti in studio

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LA LEZIONE – Parte II

Jingle

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[Carlo]: "Ma veniamo al secondo tema della lezione di oggi: gli strumenti interattivi per la valutazione o l’autovalutazione. Come possiamo introdurre questo secondo tema e in che rapporto sta con quello degli ambienti di simulazione di cui abbiamo parlato prima ?

[Gino]: " Potremmo dire che riguardano un momento diverso dell’attività didattica. Mentre in una simulazione la valutazione è in genere implicita nell'attività stessa, nel raggiungimento dell'obiettivo del gioco o nella riuscita dell'esperimento, in un modello didattico più tradizionale invece è necessario programmare dei momenti di valutazione in itinere o sommativi di una certa porzione di apprendimento e a questo scopo risultano molto utili i cosiddetti test strutturati di profitto."

[Carlo]: "E anche in questo caso l’informatica si rivela una risorsa importante per la didattica".

[Gino]: "Senz’altro. Gli strumenti informatici possono rendere più semplici e veloci sia la costruzione di questionari, sia la loro somministrazione, sia infine la correzione e l'analisi delle risposte date dagli studenti".

[Carlo]: "Quali sono i tipi di strumenti che abbiamo a disposizione?"

[Gino]: "Gli strumenti più semplici, ma anche più limitati, sono quelli che permettono al docente di svolgere automaticamente la correzione delle risposte date dagli studenti e le procedure statistiche standard di analisi delle risposte, generando l'analisi o in formato tabellare o tramite grafici. In sostanza, si tratta di strumenti di analisi statistica. In questo caso l'insegnante sottopone, nella tradizionale forma cartacea, i questionari agli studenti e dopo aver raccolto i fogli di risposta inserisce al computer le singole risposte date dagli studenti tramite tastiera oppure più rapidamente tramite scanner.

Un secondo tipo di strumenti, oltre alle funzioni precedenti, ci aiutano a svolgere anche la costruzione dei questionari stessi che possono essere somministrati agli allievi direttamente tramite il computer. Questi strumenti permettono di svolgere l'intero processo di valutazione tramite i sistemi informatici.

[Carlo]: "Ma il vantaggio degli strumenti del secondo tipo si riduce solo ad un risparmio di tempo o introduce anche delle opportunità nuove nella strategia del testing?"

[Gino]: "Direi che offrono entrambi i vantaggi. Da una parte semplificano di molto il processo di creazione dei questionari, permettendo di creare delle vere e proprie banche dati di domande suddivise per materie, argomenti e gradi di difficoltà, che possono essere facilmente visionate e inserite in nuovi questionari. Ma permettono anche di somministrare il questionario o sui singoli computer, oppure sulla rete Intranet della scuola, o ancora, a distanza, attraverso la rete Internet. E’ possibile renderli interattivi, nel senso che lo studente ottiene commenti differenti a seconda della risposta che ha dato. Oppure offrono l’interessante opportunità di costruire dei questionari che si modellano sulle risposte date da chi li sta svolgendo. Si può decidere, per esempio, che se uno studente dà una certa risposta ad una domanda, gli viene proposta una domanda successiva più facile o più difficile. Infine si può generare un ordine casuale, diverso per ogni studente, delle domande stesse."

[Carlo]: "E quali sono i prodotti di questo secondo tipo?"

[Gino]: "Per esempio, WinAsk 2000 che è scaricabile gratuitamente per l’uso personale degli insegnanti da vari siti tra cui quello di Atlante della Garamond all’indirizzo http://www.garamond.it/ oppure un vero e proprio authoring tool come Toolbook Assistant, una versione semplificata del più noto Toolbook Instructor, o ancora Macromedia Web Learning Studio, erede del precedente Macromedia CourseBuilder e tutto orientato al Web."

Carlo + Gino

sul plasma alle spalle di Carlo e Gino compare la scritta:

computer per costruire questionari interattivi

immagini a riporto che illustrino i due tipi di strumenti di cui parla Gino

1) Immagini del programma DOS ‘newtest’. Per usarlo: unzippa tutto in una cartella temporanea > vai al DOS > installa > entra

nella cartella C:\Newtest > lancia Newtest.

Analisi di risultati > Rappresentazioni grafiche > Istogrammi > quando ti fa scegliere classi scegli per esempio 5 > i vari istogrammi.

2) Immagini questionari in Toolbook dalla lezione 1 di mediamente Learning, in rete (MediaMente)

Su videowall schermate dei siti dei tre programmi quando Gino li nomina ( Garamond; poi il sito Toolbook, Click2learn, infine il sito web learning studio, WebLearningStudio)

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IL CASO DI STUDIO – Parte II

Jingle

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Ma scendiamo nel concreto e andiamo nella scuola media "Giovanni XXIII" di Spirano per vedere una classe che sta svolgendo nell’aula d’informatica una prova di verifica di storia.

Carlo

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si vede una classe in un'aula multimediale che svolge una prova di valutazione. Scuola Media "Giovanni XXIII" di Spirano - Prof. Ugo Punzi

Contributo filmato

Vedi descrizione in allegato in coda alla sceneggiatura.

19

[Carlo]: "Dal filmato che abbiamo appena visto lo svolgimento e la correzione di un questionario digitale sembrano operazioni piuttosto semplici e rapide, ma costruire un questionario digitale non è un’operazione molto difficile, che potrebbe spaventare un insegnante alle prime armi?"

[Gino]: "Costruire un questionario elettronico non è poi così difficile come si potrebbe pensare. Certo è necessaria una certa pratica per produrre dei questionari ricchi dal punto di vista multimediale, ma gli strumenti che abbiamo oggi a disposizione offrono un’interfaccia molto intuitiva.

Molto più difficile è invece, a mio avviso, l’aspetto contenutistico, cioè la realizzazione di questionari non ambigui o non puramente nozionistici; questionari che abbiano una affidabilità e una validità sufficiente a misurare le conoscenze e le competenze che si vogliono valutare.

[Carlo]: "Tenendo presente questa importante avvertimento concentriamoci sull’aspetto tecnico e lasciamo che Gino raggiunga la professoressa Mastroianni insieme alla quale ci farà vedere alcuni passi fondamentali per la costruzione del questionario interattivo che abbiamo appena visto.

Carlo+ Gino

Si vedono schermate di questionari (MediaMente)

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[Gino]: "Ciao Marisa"

[Marisa]: "Ciao Gino".

[Gino]: "Allora, Marisa, il nostro compito oggi è quello di costruire un semplice questionario elettronico. Useremo uno dei prodotti che abbiamo citato poco fa, Toolbook, abbastanza diffuso nelle scuole italiane e disponibile in versione dimostrativa anche nei CD-ROM del nostro corso".

[Marisa]: "Bene, come prima cosa, lanciamo ToolBook Instructor, e scegliamo tra le opzioni che ci offre in apertura. Da ‘Quick start’ selezioniamo ‘Blank Book’.

[Gino]: "Vi ricordiamo che noi stiamo usando Toolbook Instructor 7.1, perché è il programma che potete trovare in versione di prova a 30 giorni nel CD del corso. Tenete presente che esiste un’altra versione di ToolBook, Assistent, più economica, più semplice da usare, ma anche con caratteristiche più limitate. In ogni caso tutto quello che vi faremo vedere si può ottenere anche con Assistent.

Come ci fa capire il nome, ToolBook si basa sulla metafora del libro e ogni schermata del programma finito viene paragonata ad una pagina.

‘Blank book’ è un ‘libro vuoto’ che potremo definire come vogliamo. Ma ci sono molti modelli già preimpostati per varie necessità. E questa è la prima schermata che ci appare. Allora Marisa vogliamo spiegare cosa c’è?

[Marisa]: "Senza addentrarci in particolari che ora risulterebbero fuorvianti, limitiamoci a dire che ci sono in alto i vari menu e i vari pulsanti per le scelte rapide [con il mouse si mostrano gli oggetti menzionati]. La parte grande centrale [con il mouse si mostra l’oggetto menzionato]è la nostra pagina in cui inseriremo i vari oggetti. Ora ci troviamo nella prima ed unica pagina, come si può vedere da questa informazione in basso a destra, quando inseriremo le altre pagine potremo spostarci tra esse tramite queste frecce [con il mouse si mostrano gli oggetti menzionati].

[Gino]: "Bene, quale oggetto inseriamo per prima cosa?"

[Marisa]: "Io direi di iniziare definendo lo sfondo, il background, che comparirà in tutte le pagine.

In questo sfondo abbiamo bisogno di alcuni pulsanti tramite i quali gli studenti possano spostarsi tra le varie pagine che compongono il questionario.

Facciamo click su ‘catalog’.

[Gino]: "E compare [ingrandimento sulle categorie in catalog] un lungo elenco di oggetti predefiniti che si possono inserire nella pagina con il mouse. Ci sono oggetti per il testo, per la navigazione, per la valutazione, ed altri ancora"

[Marisa]: "Noi andiamo in ‘Navigation’ e poi in ‘Button groups’ e scegliamo questo e lo trasciniamo sulla pagina. Adesso riposiziono tutto il gruppo nella parte bassa della pagina"

[Gino]: "E per cambiare il colore dello sfondo?"

[Marisa]: "Selezioniamo ‘Object’ e ‘Properties for background’.

[Gino]: "Ad ogni oggetto sono associate delle proprietà che possono essere modificate a piacimento".

[Marisa]: "Selezionando ‘Draw’ e poi ‘Fill color’ scegliamo un colore qualunque. Questo per esempio.

[Gino]: "Bene, iniziamo a vedere qualcosa. Questo è l’aspetto che avranno tutte le pagine del questionario.

Allora creiamo altre due pagine con questo stesso layout"

[Marisa]: "Va bene, come prima cosa devo inserire una nuova pagina, selezionando ‘Insert’ e ‘New page’, poi inserisco un titolo qualsiasi alla nostra pagina [Marisa inserisce titolo] e poi scelgo di usare lo stesso background della prima pagina, ecco fatto.

[Gino]: Bene, ora disponiamo di 3 pagine con lo stesso sfondo e gli stessi pulsanti di navigazione. E’ ora di iniziare a inserire le domande. Vogliamo ricostruire la domanda sulle grandi civiltà nell’anno mille che abbiamo visto nel filmato? Ci ispireremo al questionario che abbiamo visto prima, riproducendone alcune domande, ma senza soffermarci troppo sugli aspetti stilistici"

[Marisa]: "Certo. Come prima cosa inseriamo la cartina.

Scelgo ‘Insert’ e poi ‘Graphic’; poi seleziono l’immagine che voglio importare e la posiziono nella pagina.

Poi, per inserire il testo della domanda torno al catalogo degli oggetti disponibili e in ‘Basic Text fields’ clicco su ‘Body text’ e lo trascino sulla pagina. Inserisco il mio testo [La cartina riproduce le grandi aree geografiche attorno all'anno 1000. Quale si riferisce a quella araba?] . Ingrandisco un po’ il carattere e poi, dalle proprietà dello oggetto, rendo lo sfondo di questo blocco di testo trasparente ed elimino il bordo. Infine posiziono meglio il testo nella pagina.

[Gino]: "E per inserire i pulsanti della domanda a scelta multipla?"

[Marisa]: "Ricorro di nuovo al catalogo; vado nella categoria ‘questions’ dove ci vari tipi di domanda per i questionari"

[Gino]: "Come vedete, c’è la possibilità di fare domande che prevedono il trascinamento di oggetti, domande ad associazione, varie tipi di scelta multipla, domande vero/falso [si vede esplosa e ingrandita la parte ‘question’, il mouse indica mentre Gino parla: ‘Drag object’, match item’, ‘multiple choice buttons’, ‘true/false ] ed altre. Quale tipo di scelta multipla fa per noi?"

[Marisa]: "Scegliamo quello visto nel filmato: ‘Multiple choice – LG’. E trasciniamolo nella pagina. Come sempre, riposiziono i pulsanti [la parte di riposizionamento dei pulsanti è piuttosto lunga si dovrebbe vedere solo l’ultima parte dell’operazione].

[Gino]: "Ma ora bisogna cambiare il testo che appare nelle singole alternative".

[Marisa]: "Certo, mi posiziono sul primo pulsante con il pulsante destro del mouse faccio comparire il menu delle proprietà e in ‘Caption’ inserisco il testo della prima risposta, in questo caso sola la lettera ‘A’, poi faccio la stessa cosa per le altre.

[Gino]: "Ovviamente avremmo potuto modificare il carattere, lo stile, il colore, ma non complichiamo le cose [nel frattempo Marisa inserisce nelle altre risposte ‘B’, ‘C’, ‘D’].

E questa è la schermata che apparirà al nostro studente; il quale non dovrà far altro che cliccare su una delle alternative per dare la sua risposta.

Ma come facciamo a indicare al programma qual è la risposta giusta secondo noi?

[Marisa]: "Per indicare al programma la risposta giusta, dobbiamo andare nelle proprietà del gruppo che contiene le quattro alternative. Evidenziamo come al solito le proprietà di una risposta, e andiamo a scegliere il parent, ossia il ‘genitore’ di questo oggetto. Ecco ‘Group Multiple Choice’. Questa volta selezioniamo le proprietà avanzate, il secondo pulsante nella barra degli strumenti. E poi andiamo in ‘Answers’. Ci appaiono le quattro risposte. Ovviamente quella giusta non è la prima, quindi ci clicco sopra per renderla errata, rossa, e faccia l’inverso per la seconda, quella giusta. Ecco fatto.

[Gino]: "Vogliamo inserire un’altra domanda?"

[Marisa]: "Facendo click su questa piccola freccia in basso a destra mi porto sulla seconda pagina. Vado di nuovo al catalogo e nella categoria ‘questions’ scelgo il nuovo tipo di domanda"

[Gino]: "Inseriamo, per esempio, una domanda vero/falso"

[Marisa]: "Trascino il gruppo vero/falso sulla pagina e come al solito lo riposiziono. Poi faccio come prima per il testo, seleziono da catalogo ‘Body text’, lo trascino sulla pagina, inserisco la mia domanda [Marisa scrive ‘L’impero romano raggiunse la sua massima espansione nel I secolo d.C.’] e cambio alcune proprietà".

[Gino]: "E poi, come prima, dobbiamo dire la programma qual è la risposta esatta.

A questo punto possiamo dare un’occhiata al prodotto finito, a come le nostre pagine appariranno ai nostri studenti. Premendo F3 possiamo dalla visualizzazione autore a quella lettore.

[Marisa]: "Ecco fatto. Così apparirà il questionario agli studenti. Tramite i pulsanti di navigazione si può passare da una pagina all’altra".

[Gino]: "E per far calcolare al programma il punteggio ottenuto dagli studenti, come dobbiamo fare?".

[Marisa]: "Inseriamo nell’ultima pagina un nuovo oggetto, sempre dal catalogo, dalla categoria ‘evaluation’, eccolo ‘score quiz’. Cambio il testo nel pulsante, lo ingrandisco e riposiziono al centro della pagina questo pulsante.

[Gino]: "Semplice, no? Il programma calcolerà automaticamente il punteggio ottenuto quando lo studente cliccherà su questo pulsante.

Non ci rimane che salvare il nostro lavoro".

[Marisa]: "Abbiamo varie opzioni, per esempio, potremo salvarlo in HTML per essere pubblicato sul web o come semplice programma eseguibile. Scegliamo quest’ultima possibilità. Salviamolo come ‘questionario. exe’. Ecco fatto."

[Gino]: "Ora il nostro questionario è un normale file eseguibile, ma per girare avrà bisogno delle librerie run time di Toolbook che devo distribuire assieme all’eseguibile. Vogliamo vedere il risultato completo?"

[Marisa]: "Certamente, faccio doppio click e do le mie risposte, mi sposto da una pagina all’altra con i pulsanti di navigazione e sull’ultima pagina vedo che punteggio ho ottenuto".

[Gino]: "Con Toolbook ovviamente si possono fare molte più cose, questionari molto più complessi, lezioni, interi corsi. Con questo esempio, abbiamo voluto darvi solo una piccola idea di come funzioni un authoring tool e invitarvi a provare da soli".

Marisa Mastroianni + Gino

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Un questionario preparato con Toolbook nel modo che abbiamo appena visto può essere svolto anche in rete. Proviamo a vedere, per esempio, uno dei questionari disponibili sul sito di MediaMente, come integrazione ai corsi di MediaMente Learning.

Carlo

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Esempio d’uso di un questionario di MediaMente Learning

Navigazione Mila in CK

su questionario di MediaMente

vedi descrizione dettagliata in coda

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LA DISCUSIONE DIDATTICA – Parte II

Jingle

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Possibili spunti di discussione:

  1. breve discussione/introduzione sul ruolo dei questionari nella valutazione
  • utilità:
  • oggettività
  • rapidità della valutazione visto la cronica mancanza di tempo nelle ore di lezione
  • ma anche, comodo strumento di autovalutazione e modalità molto usata anche nel mondo del lavoro
  • rischi:
  • difficoltà nel valutare abilità alte come la creatività e le capacità espositive e sintetiche
  • nozionismo
  • lo studio rischia di essere finalizzato alla capacità di rispondere al questionario anziché alla comprensione degli argomenti affrontati. Le due cose possono rivelarsi molto diverse.
  • necessità di affiancare i questionari con valutazioni di altro tipo
  1. i vantaggi dei questionari al computer
  • possibilità di generare facilmente questionari attingendo a banche dati di istituto o esterne
  • possibilità di proporre le domande (stimoli) di tipo multimediale
  • estrema rapidità dell'intero processo, e soprattutto nell’analisi statistica delle risposte per mettere a punto (tarare) lo strumento di valutazione. Le procedure di analisi statistica necessarie sono concettualmente semplici, ma molto laboriose e è praticamente impossibile svolgere senza l’aiuto di un programma apposito.
  • Possibile svantaggio: l’interazione con la macchina può risultare spersonalizzata e artificiale

[Carlo]: "Uno strumento che immediatamente ci viene in mente parlando di valutazione è il registro del professore. Che trasformazioni potrebbe subire nella scuola digitale? Vediamo insieme una breve scheda filmata che ci mostra un registro elettronico costruito con un foglio di calcolo".

Carlo + Gino + insegnanti ospiti

24 a

Con qualsiasi programma per tabelle elettroniche è possibile creare un semplice registro elettronico come quello che abbiamo realizzato in Excel.

Abbiamo predisposto due fogli: uno per prendere nota della frequenza e l’altro per il profitto degli studenti. Se volete vedere come sono realizzati, potete scaricarli dal nostro sito Internet, nella sezione materiali relativa a questa puntata.

Ma vediamo come si fa a gestire le assenze. Dopo aver inserito alcuni dati generali sulla classe;

l’insegnante immette i nomi degli studenti: qui in questa colonna.

Per ogni giorno di lezione inserirà un simbolo, per esempio, una ‘a’ per segnare le assenze. Il programma calcolerà automaticamente le assenze complessive per quadrimestre e per tutto l’anno; tenendo il registro sempre aggiornato.

Per tener conto del profitto, abbiamo immaginato tre tipi di valutazione: uno per i compiti scritti ‘S’, uno per gli orali ‘O’ e uno per le attività pratiche ‘P’.

Quando il professore immette un nuovo voto di verifica in una tipologia di prova, il programma genera automaticamente la media per quel tipo di prova.

Sempre automaticamente produrrà la media tra i tre tipi di valutazione. Variando questi valori, potrà variare il peso relativo che viene attribuito a ogni tipo di prova. Per il momento abbiamo stabilito un peso identico per ogni tipo di prova. Sempre automaticamente verrà generata una media tra il voto complessivo del I e del II quadrimestre.

Comodo, no?

E in fondo è anche facile da costruire ed ogni professore può personalizzarlo per tenere conto dei propri parametri.

Speaker su schermate di computer.

Schermata di apertura di Excel

Pagina del sito dal quale è possibile scaricare i questionari: Multimedi@Scuola

Si passa da un foglio all’altro.

Si immettono i dati nei campi "Classe, a. sc., matera, docente".

Si vede come si immettono un paio di nome: in quel che segue però ci saranno una ventina di studenti.

Si mette qualche a in qualche giorno per qualche studente.

I campi generali e quelli degli studenti sono già riempiti.

Il mouse indica le tre colonne.

Vengono immessi dei voti e vengono mostrate le medie generate.

Il mouse illustra i valori in alto a destra.

24 b

Considerazioni conclusive

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SUGGERIMENTI DI LAVORO

Jingle

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Siamo arrivati così alla fine della nostra trasmissione e quindi anche al momento delle proposte approfondimento sui temi discussi oggi.

Carlo

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Per quanto riguarda la prima parte della nostra lezione, dedicata agli ambienti di simulazione nella didattica, potreste:

  • cercare un programma che offra una simulazione adatta alla vostra materia, e sperimentarne l’uso con la vostra classe. Se l’esperienza fatta o il prodotto esaminato vi sembrano meritevoli di commento, inviate al forum una scheda descrittiva.
  • provare a immaginare un gioco di simulazione utilizzabile nell’ambito del vostro insegnamento, identificando gli obiettivi didattici che può aiutare a raggiungere. Il computer potrebbe essere d’aiuto nel suo svolgimento, e come?

Per quanto riguarda la seconda parte della nostra lezione, dedicata agli strumenti informatici per la valutazione, potreste:

  • esaminare i questionari presenti nel CD, per analizzarne i punti di forza e di debolezza.
  • provare a costruire un breve questionario multimediale con la versione dimostrativa di Toolbook disponibile sia sul CD-ROM, sia sul nostro sito Internet.

VO e grafica.

Parole in grassetto in grafica

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Come sempre, in chiusura, vi invitiamo a discutere nel vostro punto di ascolto sui temi della lezione di oggi. Se vi sembra che dalle vostre discussioni siano emersi degli aspetti che abbiamo trascurato e che possano interessare tutti i corsiti, vi invitiamo a segnalarcelo nel forum che trovate all’interno del nostro sito all’indirizzo: Multimedi@Scuola

Un altro indirizzo che voglio ricordarvi è quello di Mosaico: Mosaico, la nostra mediateca per le scuole.

Carlo – CK sul sito. Gli indirizzi in grafica.

Fra gli strumenti che potete utilizzare come complemento di queste lezioni vi segnalo infine anche un altro corso prodotto da RAI Educational – Educare al multimediale – che comprende 10 videocassette, 10 dispense e 2 CD-ROM. Educare al multimediale si sofferma in particolare sui concetti alla base della rivoluzione multimediale e sulle sue conseguenze culturali e sociali, e comprende un ampio spettro di interviste ai maggiori protagonisti della nuova era digitale. Per avere informazioni, ed eventualmente prenotare Educare al multimediale potete telefonare al numero verde che vedete in sovrimpressione: 800-055111.

E dopo questo ultimo suggerimento non mi resta che ringraziarvi per l’attenzione e darvi appuntamento alla prossima puntata.

Carlo – CK sul sito

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Obiettivi. in questa lezione vedremo insieme:

  • Cos'è un ambiente virtuale, e quale può essere l’utilità didattica dei programmi di simulazione
  • Alcune tipologie degli strumenti di simulazione utilizzabili in ambito didattico
  • La differenza tra un ambiente virtuale collaborativo e uno non collaborativo.
  • Come costruire semplici questionari multimediali attraverso l’uso di appositi strumenti-autore
  • Come utilizzare il computer per sottoporre agli alunni o per distribuire in rete questionari per la valutazione.

VO e grafica.

In sottopancia scorrono i titoli di coda.

Scaletta della scena 18

A

Nell’aula multimediale della scuola: gli allievi sono seduti ognuno alla propria postazione. Il docente si trova alla postazione docente. Tutte le postazioni sono attive sulla schermata iniziale del questionario.

B

[Prof]: "Adesso verificheremo le vostre conoscenze e la vostra capacità di confrontare due civiltà attraverso l’uso di un questionario elettronico. Leggete attentamente le istruzioni, fate le domande che volete prima di iniziare, perché una volta iniziata la prova non potrete più farne finché non finirete. Se, però durante la prova non comprendete esattamente cosa dovete fare per rispondere alzate una mano."

Alcuni studenti sono rivolti verso l'insegnante, altri verso i propri monitor.

C

Gli alunni iniziano a risolvere il questionario. Particolare su alcune videate (in modo particolare quelle con elementi multimediali). Si deve vedere necessariamente almeno una volta:

  1. la selezione fatta da uno studente
  2. il passaggio da una domanda all’altra.
D

[Prof]: "dimmi, pierino?"

Alunno: "professore non ho capito come devo fare per rispondere a questa domanda."

[Prof]: "…….."

Un alunno solleva la mano

L’insegnante gli si avvicina

Si vede la schermata della domanda 13 (riordinamento di elementi di un asse temporale)

E  

Come scena C, ma molto, molto più breve.

F

[Prof]: "bene adesso vedremo come sei andato/a. (Viene premuto il pulsante per la valutazione). Bene, hai risposta al …% delle domande. Chiudiamo il testo ed attendiamo la stampa con il rapporto completo.

[Prof]: "OK, va bene così!"

Un altro alunno solleva la mano per comunicare che ha finito

Il prof. gli si avvicina

(viene completato il processo di stampa) l’insegnante e l’allievo osservano il rapporto completo….

Particolare del rapporto

Scheda 22 – Navigazione - L’uso del questionario (1' 35" )

22 a

Sono collegata con il sito di Mediamente Learning, dove si può trovare un corso introduttivo all’uso del computer,

Learning 01

22 b

formato dal video streaming della trasmissione, da una breve dispensa, e da un questionario interattivo che può essere eseguito direttamente on line. Clicco qui su "esercizi di autovalutazione",

Learning 02

22 c

e attendo... che venga caricato il questionario realizzato in ToolBook.

Questa freccia in basso a destra mi permette di scorrere tra le varie pagine del questionario.

Brevissima schermata sul "sto caricando"

Learning 03

Applet. Page 1

22 d

La prima domanda mi chiede di individuare i dispositivi output del computer; ma certo la stampante (click su stampante): giusto! Vado avanti (click su freccia).

Applet. Page 2

22 e

A cosa serve uno scanner? Ehm, clicco su "ad acquisire un’immagine analogica". Anche questo è esatto! (click su freccia)

Applet. Page 3

22 f

Questa terza domanda è anch’essa una classica domanda a risposta multipla (click su 4 alternativa)

Applet. Page 4

22 g

Questa invece sfrutta a pieno le potenzialità della multimedialità, infatti per rispondere devo tracciare con il mouse una linea che collega un’immagine ad un nome

Applet. Page 5

Si vedono in rapida successione tutte le linee di collegamento realizzate tramite mouse.

22 h

Anche questa è una domanda a risposta multipla, ma per rispondere devo cliccare direttamente su una delle immagini.

Applet. Page 6

22 i

Dopo aver risposto a tutte le domande del questionario, che come vedete possono servire anche a ripassare un argomento in modo un po’ ‘vivace’,

In rapida successione alcune (3-4) pagine tra la 7 e la 11

22 l

posso cliccare su questo pulsante "Come sono andato?" per vedere la valutazione ottenuta.

Applet. Page 12

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