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Quello che segue è il testo della 'scaletta televisiva' relativa alla lezione: comprende tutte le indicazioni su obiettivi e suggerimenti di lavoro, il testo di tutte le schede e navigazioni, e indicazioni di massima per tutti gli interventi (naturalmente, non sempre queste indicazioni vengono poi seguite parola per parola nella trasmissione!).

Per quanto riguarda la discussione didattica, la scaletta comprende di norma solo un elenco di possibili temi di dibattito; anche in questo caso, nella trasmissione televisiva non tutti i punti previsti vengono poi effettivamente toccati, e ne vengono introdotti altri che magari non avevamo previsto Sappiamo che una scaletta come questa ha una forma un po' 'anomala' rispetto agli altri materiali didattici. L'abbiamo voluta inserire ugualmente in rete, sia perché può aiutarvi a seguire lo streaming video o un'eventuale registrazione della lezione, sia perché le indicazioni sui siti navigati e sui suggerimenti didattici possono esservi immediatamente utili, sia perché magari potreste trovare interessante o curioso sapere come abbiamo lavorato per preparare le lezioni.

Buona lettura, e buon lavoro!


0

APERTURA

 

1

Nella lezione di oggi vedremo insieme

  • come le nuove tecnologie mutano il volto della didattica collaborativa in presenza e a distanza
  • quali metodologie e quali competenze sono necessarie per attivare progetti di didattica collaborativa
  • quali sono i principali strumenti per la collaborazione didattica in rete
  • quali sono i vantaggi e i problemi dell’uso della multimedialità nella didattica collaborativa

VO su grafica

2

Benvenuti alla nona lezione del corso di formazione a distanza sull’uso della multimedialità nella scuola, organizzato dal Ministero della Pubblica Istruzione e da RAI Educational.

Oggi ci occuperemo di didattica collaborativa, e vedremo quali strumenti informatici e telematici possono essere utilizzati per renderla più semplice ed efficace.

Carlo in CK su home page

3

Come sempre affronteremo il nostro tema con Gino Roncaglia (saluti) e con tre insegnanti che hanno già svolto significative esperienze in questo campo e che ci aiuteranno a esaminare e discutere le valenze didattiche degli esempi concreti e degli strumenti multimediali presentati

I nostri ospiti sono oggi:

Loredana Gatta, dell’Istituto Comprensivo G. Borsi di Milano (saluti)

Alessandro Rabbone della Direzione Didattica di Gassino – Torino (saluti)

Pia Avolio De Martino, insegnante nell’Istituto Comprensivo "Casati" di Muggiò (saluti)

Ma prima di coinvolgere i nostri ospiti nella discussione, proviamo a capire insieme cosa sia la didattica collaborativa.

Carlo + Gino + insegnanti ospiti

4

LA LEZIONE

Jingle

5

[Carlo]: "Allora Gino, cosa si intende per didattica collaborativa?"

[Gino]: "Con didattica collaborativa si intende un processo didattico in cui gli studenti cooperano tra loro e con l’insegnante nella realizzazione di un progetto.

Mentre nella lezione frontale avviene normalmente un trasferimento di conoscenze dal docente agli allievi, nel modello collaborativo e costruttivista, gli studenti diventano i protagonisti diretti del processo educativo e il loro apprendimento si verifica nel corso della realizzazione del compito che si sono prefissati.

Questo ‘fare’, questo ‘costruire insieme’, è ciò che caratterizza la didattica collaborativa e costruttivista; gli allievi acquisiscono le conoscenze e le competenze desiderate non in una situazione di trasferimento di conoscenze astratte, ma in un’attività cooperativa finalizzata ad uno scopo concreto.

Per questo motivo acquista un’importanza cruciale la scelta del progetto che si vuole realizzare. Un progetto che deve riguardare argomenti percepiti come importanti dagli studenti stessi, che deve essere in grado di mobilitare le loro energie e il loro interesse mettendo in gioco varie abilità e conoscenze, che deve permettere una divisione dei compiti.

[Carlo]: "Quindi si tratta di un progetto che dovrebbe essere seguito da insegnanti di varie materie".

[Gino]: "In effetti, il lavorare per progetti abbatte i rigidi confini tra discipline a cui siamo abituati e stimola i professori a lavorare in equipe. Inoltre, la collaborazione tra allievi e docente non deve avvenire necessariamente all’interno della stessa classe. E’ possibile svolgere un attività collaborativa all’interno delle mura di una stessa classe o di uno stesso istituto, e allora si parla di didattica collaborativa in presenza. Oppure coinvolgendo alunni di più scuole, che si trovano in città o anche paesi diversi; in questo caso si parla di didattica collaborativa a distanza."

[Carlo]: "Che utilità possono avere gli strumenti informatici e telematici nella realizzazione del modello didattico collaborativo?".

[Gino]: "Il lavoro al computer, quando implica la progettazione e l’organizzazione di contenuti multimediali, si propone immediatamente come lavoro collaborativo e di equipe. E naturalmente nel caso della didattica collaborativa a distanza il ruolo del computer e soprattutto di Internet può essere davvero fondamentale: in questi casi il computer è insieme strumento di lavoro e di comunicazione, e questo offre enormi potenzialità."

Carlo + Gino

Su altro schermo immagini da filmato della lezione 4 (SM Angelicum – Luisanna Fiorini): i pezzi in cui i ragazzi lavorano; non quelli della Fiorini che parla.

Su altro schermo immagini di professori a lavoro da MediaMente Learning corso "Didattica e Nuovi Media", 1 settimana 2 puntata dovrebbero essere le stesse di

MediaMente on Line punt. N. 143 TX del 6/5/98

01:12:50:00

01:13:03:00

Su altro schermo immagini da animazione 3D Spiderman.

6

IL CASO DI STUDIO

Jingle

7

Per capire meglio e più concretamente qual è l’utilità del computer e Internet per il lavoro didattico collaborativo vediamo prima un esempio di lavoro collaborativo in presenza e poi due esempi di lavoro collaborativo a distanza.

Iniziamo da un laboratorio multimediale realizzato dai bambini delle scuola elementare Pezzani di Piacenza.

Carlo

8

Da MediaScuola Scuola Elementare Renato Pezzani di Piacenza: il laboratorio multimediale. Numerazione Elena n. 25 in onda il 5/4/2000.

Si deve usare solo la prima parte, circa 2’ 30", con introduzione al laboratorio multimediale della scuola e costruzione del CD sui numeri. La parte che inizia con ‘altri classi invece.. geografia’ non interessa. Si dovrebbe fare qualche taglio per ridurre le dimensioni del filmato

Contributo filmato

9

[Carlo]: "Allora Gino, nel filmato abbiamo visto una vera e propria redazione all’opera. E i bambini sembravano avere le idee molto chiare"

[Gino]: "In effetti per la riuscita di un progetto collaborativo è fondamentale che le linee generale del progetto siano condivise da tutti gli allievi e quindi ognuno senta come proprio il progetto. In esempi come quello appena visto, il ruolo degli strumenti informatici è soprattutto quello di rendere effettivamente realizzabile il progetto collaborativo. L’attività didattica non si limita ad uno studio in astratto di determinati argomenti, ma nella realizzazione effettiva di un prodotto. E i computer in questo è un valido ausilio"

[Carlo]: "Passiamo ora alla didattica collaborativa a distanza, e iniziamo da un’esperienza interessante e singolare: un ‘processo via chat’ organizzato proprio da uno degli ospiti della puntata di oggi, Alessandro Rabbone. Alessandro, brevissimamente: di cosa si tratta?"

Carlo + Gino

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Alessandro Rabbone spiega brevemente la situazione del processo via chat

Carlo + Rabbone

11

IC Gassino T.se – DD San Mauro T.se

Insegnante responsabile: Alessandro Rabbone.

Le riprese vanno effettuate in due scuole differenti (a pochi minuti di auto l’una dall’altra).

Antefatto

Le due classi impersonano rispettivamente la mamma e l’insegnante d’inglese di Paolo il quale ha portato a scuola un giocattolo nuovo che immancabilmente si è rotto. La mamma va a scuola a protestare…

Scene:

  1. [da 1’ a 2’] La classe di Gassino impersona l’insegnante d’inglese. [Si vedono una decina di bambini intorno ad un PC]. Candida (insegnante reale) introduce: "L’antefatto lo conoscete. Ricordiamoci che noi impersoniamo il ruolo dell’insegnate… Cosa diciamo alla mamma di Paolo?" I ragazzi avanzano delle proposte (anche un po’ disordinatamente). Si decide per scrivere sulla chat "Buongiorno signora" [Si vede lo schermo sul quale viene digitato la frase scelta]. … Arriva una risposta dall’altra classe. [Si vede il gruppo di ragazzi] Un ragazzo legge la risposta appena arrivata. Breve consultazione. Si decide per una replica [Si vede di nuovo lo schermo]
  2. [da 1’ a 2’] La classe di San Mauro impersona la mamma di Paolo [Si vede il gruppo intorno al PC]. Oriana dice: "Noi giochiamo nei panni della mamma di Paolo. Avevamo deciso che la mamma è molto arrabbiata per via di quel giocattolo rotto. Adesso come facciamo a protestare?" I ragazzi avanzano proposte. Velocemente ne viene scelta una. [Si vede lo schermo su cui viene digitata una frase del tipo "Buon giorno! Come mai Paolo ieri e’ tornato a casa con il Game elettronico appena regalato, in pezzi?"]

E’ impossibile prevedere a priori lo svolgimento del dialogo tra i due personaggi, ma se si può disporre di un certo numero di minuti di ripresa, credo sia possibile, in fase di montaggio, assemblare i pezzi alternandoli in modo che risulti chiaro che le due classi stanno dialogando attraverso la chat e che, di fronte ai PC, in ciascun gruppo – classe, è in atto un’attività di mediazione sui significati da dare alle risposte.

L’ideale sarebbe poter presentare sullo schermo televisivo due finestre "contemporanee", ma anche con una successione correttamente "alternata" sia delle discussioni interne al gruppo classe, sia delle videate della chat, credo sia possibile comunicare il senso dell’esperienza.

Contributo filmato

12

Scena soppressa

Scena soppressa

13

Bene, nella discussione didattica discuteremo meglio con Alessandro questo lavoro. Ma vediamo ora il secondo degli esempi che avevamo annunciato. Si tratta di un progetto che coinvolge ben 280 scuole della pianura Padana, che in rete si scambiano informazioni per promuovere la conoscenza della realtà idrologica, ma anche sociale e culturale, del territorio che gravita attorno al Po.

Carlo

14

Progetto "Un Po di Cultura"

Vedi scaletta filmato in coda.

Contributo filmato

15

[Carlo]:"Progetti collaborativi a distanza, come quelli che abbiamo appena visto, potrebbero, al limite, essere svolti anche con i classici mezzi di comunicazione: telefono, fax o posta normale. Ma ovviamente l’intero processo sarebbe molto più lento e laborioso. La rete ci aiuta a rendere tutte le fasi del progetto più economiche, veloci e sicure; inoltre, consente nuovi tipi di interazione in tempo reale, aiutando a moltiplicare le voci coinvolte nel processo comunicativo. Insomma: rende la didattica a distanza qualcosa di effettivamente e facilmente realizzabile.

Chiediamo a Gino quali sono i principali strumenti telematici utilizzati nell’ambito di progetti di didattica a distanza".

[Gino]: "Nella [Strumenti per la] didattica collaborativa a distanza si possono utilizzare

  • strumenti di comunicazione sincrona, come:
  • il chat testuale o vocale, e
  • la videoconferenza

In questo caso gli interlocutori pur trovandosi in luoghi diversi interagiscono nello stesso tempo. Oppure

  • strumenti di comunicazione asincrona, come
  • la posta elettronica, con cui si possono scambiare anche documenti in file allegati
  • le mailing list, che permettono di gestire facilmente messaggi inviati a più destinatari
  • i newsgroups e
  • i forum di discussione, che facilitano lo scambio di opinioni. I primi risiedono su news server e i secondi su pagine web.
  • Ma anche gruppi di lavoro in rete che spesso offrono un ambiente in cui sono raccolti insieme molti di questi strumenti"

Carlo e Gino

Mentre Gino parla (lentamente), alle sue spalle su videowall scheda grafica formata dalle parole in grassetto in sovrimpressione grafica su schermate con i vari strumenti.

Vedi dettaglio in coda

All’attenzione di Gilberto

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La maggior parte voi avrà sicuramente già usato la posta elettronica e partecipato a qualche forum di discussione. Il funzionamento degli strumenti di comunicazione sincrona di cui ci ha parlato Gino, chat e videoconferenza, potrebbe invece risultare un po’ misterioso. Vogliamo provare a vedere insieme cosa sono e come si usano? Iniziamo dal chat. L’università della Tuscia, che è quella nella quale insegna Gino, ha gentilmente messo a disposizione del nostro corso il suo chat, creando per noi un’apposita stanza ‘Multimedi@scuola’. Vogliamo vedere come funziona?

Carlo

17

Mi trovo nel sito dell’Università della Tuscia, all’indirizzo http://www.unitus.it/virtual/chat/chat.htm. Da qui posso accedere alle stanze del chat. Inserisco il nome che assumerò nel chat e mi collego.

Facendo click su ‘Chatroom’ mi compare l’elenco di tutte le stanze disponibili. Ecco ‘Multimedi@scuola’. Entriamo. In ‘Utenti’ posso controllare chi è presente in questo momento nella stanza. Come vedete c’è …, il mio nickname, e quello di … e ….

In questo spazio grande, compariranno i messaggi scritti da me o dagli altri membri del gruppo.

Qui in basso, invece, c’è lo spazio per inserire i miei messaggi. Inseriamo per esempio, ‘ciao …, sei di nuovo in linea pronto a fare due chiacchiere?’. Poi premo invio.

Ed ecco che il mio messaggio compare tra gli altri.

Ed eccola risposta di...

Selezionando il mio nome e poi impostazioni, apro una

finestra in cui è possibile inserire i miei dati, scegliere un’iconcina che apparirà acconto ai miei messaggi,

cambiare lo stile, il colore e le dimensioni dei caratteri in cui compariranno i messaggi.

Volendo, è anche possibile creare stanze private, protette da un’apposita password.

Semplice no?

Navigazione Mila

Vedi dettaglio in coda

18

[Carlo]: " Se volete sperimentare direttamente il chat, provate pure a collegarvi, al termine della lezione, con la stanza Multimedi@Scuola all’interno del chat dell’Università della Tuscia. Potreste trovare altri partecipanti o qualcuno della redazione con cui chiacchierare!

Accanto ai chat puramente testuali, si vanno sempre più diffondendo programmi che permettono di ‘chattare’ anche direttamente in audio. Invece di scrivere gli interlocutori si parlano direttamente. In questo caso servono ovviamente dei microfoni e delle casse, oppure delle cuffie. La comunicazione e molto più semplice, ma se gli interlocutori sono numerosi la confusione naturalmente aumenta.

Una comunicazione ancora più ricca si può ottenere tramite la videoconferenza. Gino, vogliamo far vedere come si può svolgere una videoconferenza?"

[Gino]: "Certamente. Abbiamo allestito qui la nostra postazione, e questa volta, anziché spostarmi fisicamente, proveremo a collegarci con la professoressa Mastroianni cia videoconferenza".

[Carlo]: "Per controllare che Gino e la professoressa Mastroianni non stiano barando, noi ci colleghiamo anche con i nostri usuali mezzi televisivi con il Centro Hermes. Allora professoressa, ci sente?"

[Marisa]: "Sì, buon giorno a tutti. Ora mi collego ad Internet, lancio il programma di videoconferenza e rimango in attesa di una vostra chiamata".

[Gino]: "Ho collegato la web cam al computer e la posiziono qui sul monitor.

Adesso lancio Netmeeting, un programma che ci permette di dialogare tramite chat o videoconferenza e anche di condividere alcune risorse. Si tenga presente che per usare questo programma, se rinunciamo al video, non è necessaria una webcam.

E clicco sull’icona ‘Effettua Chiamata’.

Inserisco l’indirizzo IP della postazione di Marisa. L’IP è un po’ come il numero di telefono dei computer in rete, ne parleremo tra breve. Ecco, ora effettuo la chiamata."

[Marisa]: "Neetmeting, che avevo lasciato aperto in background mi avverte che qualcuno vuole collegarsi con me. Accetto la chiamata."

[Carlo]: "Ecco che sul nostro schermo appare il video della professoressa Mastroianni. Ora che abbiamo stabilito la connessione, cosa possiamo fare?"

[Gino]: "Nella parte bassa, della finestra del programma ci sono queste icone che ci offrono alcune opzioni. Possiamo, per esempio, svolgere una semplice chat testuale. [Gino scrive: ‘Ciao Marisa, come stai?. Marisa scrive ‘io bene e voi?’].

Oppure dialogare direttamente tramite audio. [Gino e Marisa si scambiano alcune battute].

Ma le funzioni più interessanti utilizzabili nell’ambito di un’attività didattica collaborativa a distanza sono quelle che ci permettono di costruire e condividere un ambiente di lavoro comune. Per esempio, posso aprire una lavagna condivisa, che comparirà su entrambi i computer, nel quale, scrivere disegnare, inserire immagini.

Ora, per esempio, Marisa sta disegnando sulla sua lavagna e noi possiamo vedere cosa sta facendo e possiamo anche noi aggiungere qualcosa"

[Carlo]: "Gino, non sei un grande disegnatore. Ma il concetto è chiaro".

[Gino]: "E, visto che, come dici, non sono un grande disegnatore, posso semplicemente selezionare un’area dallo schermo, tramite i comando ‘strumenti’, ‘seleziona area’, e questa sarà immessa automaticamente nella lavagna condivisa".

[Carlo]: "La lavagna è l’unico ambiente che si può condividere?"

[Gino]: "No, si possono condividere tutti programmi, tramite questa icona ‘condividi programmi’".

[Marisa]: "Io, adesso ho lanciato Word e inizio a scrivere qualcosa. [Marisa scrive ‘piccola dimostrazione di condivisione programmi’ ] Poi, clicco su ‘condividi programmi’. E selezione Word dalla lista dei programmi attivi".

[Carlo]: "E vediamo, effettivamente, ciò che la professoressa sta scrivendo. Possiamo intervenire anche noi aggiungendo o correggendo qualcosa?"

[Gino]: "Per poter intervenire è necessario che la professoressa Mastroianni ci dia la sua autorizzazione".

[Marisa]: "Nella finestra di ‘condivisione programmi’ e più precisamente nella parte in basso, ‘controllo’, clicco su ‘consenti controllo’ ".

[Gino]: "Ora anche noi possiamo aggiungere o cancellare del testo. [Gino cancella ‘piccola’ e scrive ‘grande’ ] Sullo schermo di Marisa, accanto al nostro puntatore, compariranno le mie (?) iniziali".

[Carlo]: "Già, questo può essere utile per sapere chi sta effettuandole correzioni nel caso ci siano più di due utenti collegati. A proposito, come faccio a saper chi è collegato?

[Gino]: "Clicco su questa icona e mi compare l’elenco dei partecipanti alla conferenza. In questo caso solo…"

[Carlo]: "Come vedete, questo strumento è molto potente; risulta molto utile quando si voglia svolgere un lavoro a più mani e non ci si trova nello stesso luogo. In qualsiasi attività didattica collaborativa a distanza poi può contribuire enormemente alla sua buona riuscita.

Ma Gino tutti questi dati, schermate, programmi, video che passano nella rete non rischiano di rallentare la nostra comunicazione?

[Gino]: "Effettivamente con un normale modem sarebbe meglio limitarci al solo video o alla sola condivisione dei programmi; ma già con collegamento ISDN non ci sono rallentamenti eccessivi. Nel caso poi dell’ADSL o di una Intranet la larghezza di banda è ormai più che sufficiente per svolgere una comunicazione pienamente multimediale senza alcun problema."

[Carlo]: "Per terminare è bene chiarire un punto fondamentale. Gino ha parlato di indirizzo IP, vediamo insieme in questa scheda di cosa si tratta."

Marisa nel "centro Hermes";

Gino e Carlo in studio.

Per sicurezza sarebbe meglio girare prima una versione rapida solo per catturare le schermate da un computer e poi catturare le altre schermate nella dimostrazione vera e propria

Gino inizia ad armeggiare per collegare la web cam.

Marisa su Videowall

Gino posiziona la webcam sul monitor

Schermate computer Gino:

  • Lancio NetMeeting
  • Icona ‘chiamata’
  • Immissione IP

Schermata computer Gino

Sempre computre Gino:

  • Mouse scorre su icone
  • Click su chat
  • Finestra chat

Sempre computer Gino :

  • Click su lavagna
  • Immagini lavagna computer Gino
  • Sequenza comandi computer Gino

Sempre computer Gino:

  • Click su icona

Qui si potrebbero vedere le schermate computer Marisa

Di nuovo computer Gino

Qui di nuovo si potrebbe vedere la sequenza comandi computer Marisa

Computer Gino

Si potrebbe vedere schermo computer Marisa

Icona computer Gino

19

Per poter identificare in modo univoco ogni computer connesso ad Internet ci si serve di un identificativo numerico chiamato indirizzo IP. Un indirizzo IP può essere, per esempio, 195.110.128.1.

Se ci si connette alla rete attraverso una connessione permanente probabilmente si avrà una indirizzo IP statico. Se, invece, ci si connette, saltuariamente, tramite linea telefonica, come avviene nella maggior parte dei casi, al momento della connessione ci verrà assegnato un indirizzo IP dinamico che può variare alle connessione successive.

Per conoscere qual è il mio indirizzo IP dinamico devo ricorrere ad apposite utility. Se stiamo usando il sistema operativo Windows98 possiamo entrare nella cartella Windows e lanciare il programma ‘winipcfg’, che se siamo già connessi ad Internet ci dirà qual è il nostro indirizzo IP.

Voice Over su grafica e schermate. (Francesco e Gilberto)

Vedi descrizione particolareggiata in coda al file.

20

Con il chat testuale, e ancor più con il chat vocale e la videoconferenza, possiamo stabilire una comunicazione interattiva molto stimolante ed economica tra soggetti che si trovano in qualunque punto del pianeta. La necessità di stabilire un tempo comune per l’attività però può costituire talvolta un problema per le scuole e allora si dimostrano più flessibili ed efficaci gli strumenti di comunicazione asincrona. Malgrado la posta elettronica, le mailing list, i forum di discussione non rappresentino più una novità per la maggior parte degli insegnanti, non tutti sanno che esistono delle organizzazioni che mettono a disposizione sulla rete, in un unico ambiente virtuale, molti di questi strumenti, ad altri ancora.

Proviamo a vederne uno per la cronaca, quello che abbiamo utilizzato per la preparazione di questo corso.

Carlo

21

Vedi descrizione dettagliata in coda

Navigazione Mila in CK

Vedi descrizione dettagliata in coda

 

22

VARIAZIONE SUL TEMA

Jingle

23

Dopo aver visto quali sono gli strumenti principali per una didattica collaborativa a distanza vogliamo vederne un esempio un po’ diverso, costruito interamente in rete?

Si tratta del progetto ‘Scopri il tesoro’. Chiediamo alla professoressa Loredana Gatta, che ne è una delle promotrici, di illustraci tramite una navigazione la sua struttura e le sue finalità.

Carlo

24

Navigazione su "scopri il tesoro"

L’ elenco URL pagine da visitare fornito dalla prof.ssa Loredana Gatta sono in egroups: File|Navigazioni.

Illustrazione con navigazione su videowall

All’attenzione di Gilberto

25

Benissimo. Vogliamo vedere ora come i bambini della scuola elementare Russo di Milano partecipano al progetto e interagiscono con i materiali del sito?

Carlo

26

Chiedere scaletta prof.ssa Laura Fiorini

Contributo filmato

27

LA DISCUSIONE DIDATTICA

Jingle

28

In apertura della discussione, si chiede alla professoressa Gatta di commentare l’esperienza vista sui bambini alla prese con ‘Caccia al tesoro’.

 

Si apre la discussione sulla metodologia più efficace al fine di impostare correttamente un lavoro collaborativo

  • La prima scelta da effettuare è se iniziare un progetto autonomo oppure inserirsi all'interno di una pianificazione esistente (tipo Comenius)

 

  • Scegliere il tema da sviluppare
  • coinvolgente e interessante per gli studenti
  • che non si allontani dai curricola
  • che consenta l'emergere di diversi punti di vista (da parte degli studenti di varie scuole e/o paesi) e livelli di lettura
  • che consenta l'interdisciplinarietà (rottura del gruppo classe)
  • Qual è in genere il prodotto finito del lavoro?
  • come si fa a trovare un progetto in cui inserirsi?

 

[Carlo]: "Un ottimo punto di partenza per orientarsi nei tipi di progetti collaborativi a distanza è il sito della Biblioteca di Documentazione Pedagogica di Firenze. Nelle sue pagine gli insegnanti potranno trovare molte indicazioni e suggerimenti su come partecipare ad un progetto didattico di respiro europeo. Vediamo"

Gino + Carlo + insegnanti ospiti

28a

Ci troviamo nel sito della BDP, Biblioteca di documentazione Pedagogica. In area europa [click su ‘area europa’] troviamo informazioni su vari progetti didattici a livello europeo. [il mouse scorre dal basso verso l’alto su alcuni dei progetti elencati a sinistra e si vede la descrizione particolareggiata che compare al centro della pagina].

Abbiamo, per esempio, un centro risorse per l’insegnamento delle lingue straniere. O delle informazioni sugli altri sistemi scolastici. Oppure informazioni sul progetto ‘Netd@ys Europe 2000’, un’iniziativa della Commissione Europea per promuovere l’uso dei nuovi media nell’insegnamento, anche attraverso partenariati tra scuole, centri d’istruzione e imprese private di ogni paese d’Europa. Un link al progetto d’insegnamento collaborativo European Schoolnet, una rete di scuole europea per l’approfondimento dei temi sulla cultura e la cittadinanza europea. E infine i programmi di partenariato e mobilità individuale Socrates,

Soffermiamoci, su questi. E andiamo in particolare a vedere i progetti Comenius Ci sono, per esempio, i progetti linguistici, [click su progetti linguistici Comenius] che si basano sullo scambio di classi tra istituti di paesi diversi. I progetti scolastici Comenius [click su progetti Scolastici Comenius], che si ripropongono di incrementare la dimensione europea dell’insegnamento. Ad ogni progetto partecipano alunni e professori di almeno tre paesi diversi. Che nella normale attività scolastica si scambiano materiali ed esperienze, per approfondire diversi aspetti delle culture delle società e delle economie europee.

Tramite questo link ‘ricerca partner’; [click su ricerca partner] è possibile interrogare una banca dati per trovare istituti europei intenzionati [clicca su ‘http://partbase.eupro.se’] ad avviare un progetto scolastico Comenius.

Navigazione Mila

Vedi descrizione particolareggiata in coda.

28b

Come ci si organizza in classe?

  • l'importanza della divisione in gruppi, dei compiti da svolgere e la valorizzazione delle competenze dei singoli studenti
  • Stabilire i criteri e gli strumenti di valutazione (interni alla realizzazione del progetto) e come monitorare l'avanzamento del lavoro

Come si modifica il ruolo dell'insegnante nella didattica collaborativa?

  • Le conoscenze specifiche nella disciplina perdono peso a favore delle capacità di organizzatore del lavoro degli studenti.
  • E' necessario che il docente sia in grado di fornire ai suoi studenti una metodologia di ricerca, una metodologia del lavoro di gruppo e nello stesso tempo sappia valorizzare le specifiche capacità di tutti.
  • Insegnante facilitatore e organizzatore più che insegnante depositario del sapere

[Carlo]: "Ma vediamo un filmato che, in uno stile tra il fantascientifico e il pubblicitario, ci descrive il ruolo dell’insegnante in un’ipotetica scuola del futuro".

28c

Filmato da MediaMente: telecomunicando: Scuola del futuro.

Il filmato originale è stato prodotto nell’ambito del progetto "Telecomunicando". Ma non so chi ha l’originale. Forse si può prendere un pezzo leggermente più lungo

Contributo filmato

immagini da MediaMente on Line punt. N. 143 TX del 6/5/98

01:20:48:24

01:21:22:02

28d

Come riesce un insegnante a familiarizzarsi con i nuovi strumenti da utilizzare nel lavoro collaborativo? Che ruolo svolge la rete nei progetti collaborativi in presenza?

  • Ricerca in rete delle cose già prodotte
  • la collaborazione con gli altri insegnanti coinvolti nel progetto

Qual è il ruolo degli strumenti telematici? Si svolgevano e come i progetti collaborativi prima di Internet?

Carlo: Lancio della navigazione della professoressa De Martino che illustra l’organizzazione e le finalità di Kidlink

28e

La prof.ssa De Martino presenta, tramite una navigazione, l'organizzazione Kidlink che si propone di mettere in comunicazione i ragazzi di ogni continente

L’eenco URL pagine da visitare alla prof.ssa De Martino sono in egroups: File|Navigazioni.

Navigazione su videowall

All’attenzione di Gilberto

28f

Infine cosa molto importante. Quali motivazioni aggiuntive trova lo studente. Studenti più motivati.

Carlo: "Vediamo, in conclusione di questa discussione didattica, cosa ne pensano i diretti interessati"

28g

Filmato da MediaScuola: numerazione Elena n.2 inonda il 24/5/2000. Gli studenti del Labriola di Napoli presentano il CD "Napoli nasce dal Mare".

Utilizzare i seguenti pezzi:

  1. inizio, ‘Napoli nasce dal mare … vedendo (circa 10" tagliare lunghe immagini su Napoli)
  2. ‘Il CD è stato prodotto .. della sua nascita fino alla conquista romana avvenuta nel IV secolo a.C’ (circa 23")
  3. ‘la costruzione del CD … a conclusione del triennio’ (circa 25"; è la parte più importante) .

Contributo filmato

28h

soppresso

soppresso

29

SUGGERIMENTI DI LAVORO

Jingle

30

Siamo giunti così alla conclusione della nostra lezione dedicata al tema dell’utilizzazione degli strumenti informativi e telematici nei progetti didattici collaborativi a distanza e in presenza. Non ci resta che suggerirvi alcuni esercizi per approfondire ulteriormente l’argomento.

Carlo

31

Provate per esempio a

  • Iscrivervi al gruppo di discussione che abbiamo creato nel corso della trasmissione all’indirizzo "…." e visitatene il sito per [e prendete] prendere confidenza con i servizi offerti, usando l’area file e il chat.
  • Creare un vostro gruppo di discussione, magari per tenere in contatto gli insegnanti del punto d’ascolto anche dopo la fine del corso.
  • Segnalare nel nostro forum siti e risorse di rete che offrano strumenti per facilitare il lavoro collaborativo a distanza.
  • Pensare a un lavoro collaborativo [da proporre ai] che vi piacerebbe sviluppare e proponetelo agli altri colleghi; scrivendo una breve descrizione e inviandola ai forum.

VO su scheda grafica.

Parole in grassetto in grafica.

32

Vi ricordo che nel CD del corso e sul nostro sito Internet, all’indirizzo Multimedi@Scuola potrete trovate alcuni dei programmi di cui abbiamo parlato oggi, assieme ad altro materiale utile per approfondire i temi trattati.

Carlo

32 a

Scena soppressa

Carlo

32 b

Nel salutarvi, e darvi appuntamento alla prossima lezione, voglio infine ricordarvi anche il sito di Mosaico, la nostra mediateca per le scuole. L’indirizzo è www.mosaico.rai.it.

Carlo

33

Nella lezione di oggi abbiamo esaminato:

  • come le nuove tecnologie mutano il volto della didattica collaborativa in presenza e a distanza
  • quali metodologie e quali competenze sono necessarie per attivare progetti di didattica collaborativa
  • quali sono i principali strumenti per la collaborazione didattica in rete
  • quali sono i vantaggi e i problemi dell’uso della multimedialità nella didattica collaborativa

OV speaker su grafica. In sottopancia scorrono i titoli di coda.

Scaletta filmato scena 14 - "Un PO di cultura"

 

inquadrature

Voce

1

A tutto schermo sulla Home Page del progetto Un PO di cultura

Voice Over: "..." (Il progetto. Un progetto scuola - ambiente - società per il bacino del fiume Po è un progetto di educazione ambientale attivo dal 1998, di cui è capofila la Regione Lombardia.)

2

A tutto schermo su pagina del sito fatta ad hoc che elenca le 3 finalità principali del progetto

VO: " Le tre finalità principali del progetto sono

  1. Favorire lo sviluppo di una cultura del fiume attraverso percorsi educativi basati sulla progettazione e realizzazione partecipata di interventi con la comunità locale
  2. Creare una rete diffusa che coinvolga tutti i partecipanti
  3. Sperimentare con le scuole nuove tecnologie informatiche"

3

Focus sulla HP nella parte "rete": i poli, le scuole, il coordinamento

VO: "Il progetto ha collegato attraverso una rete circa 280 scuole, 480 insegnanti, 12000 studenti e 17 poli locali, in un lavoro collaborativo a distanza (su diverse tematiche. Forse è meglio specificare di più)

4

click su RETE per visualizzare la mappa delle scuole e dei poli del progetto e poi sulla Home Page del ITIS FELTRINELLI (MI)

VO: "Tra la varie scuole che stanno partecipando al progetto c’è l’Istituto Tecnico Industriale Feltrinelli di Milano.

Andiamo a vedere come questa scuola sta partecipando al Progetto un Po di Cultura".

5

Un gruppo di studenti intorno al computer a scuola

Uno studente: "Gli studenti e gli insegnanti del Itis Feltrinelli hanno scelto di approfondire l’Analisi chimico-fisico-biologiche delle acque e il tema "Miti e Riti, leggende, canzoni e poesie sull'acqua e sui fiumi".

6

Un gruppo di studenti intorno al computer a scuola (uno detta, uno scrive … o tutti nell'aula di informatica) accede al sito:

HP -- click su TEMATICHE -- click su ANALISI ... -- click su INSERISCI nella sezione riservata per l'inserimento dei dati analitici

(Mentre immettono i dati (sono 3 schermate, si può tagliare) )

un altro ragazzo spiega:

  • che fanno periodiche uscite sul campo per campionare
  • che analizzano i campioni in parte sul campo ed in parte in laboratorio
  • che analizzano parametri secondo un protocollo preciso e con parametri e standard di qualità comuni a TUTTE le classi aderenti al progetto, cosicché si possano poi fare confronti con altre scuole (per essere parte di una rete bisogna usare linguaggi comuni)

che nel progetto sono anche previsti dei momenti comuni in cui tante scuole si ritrovano insieme a fare attività diverse.

7

Si inserisce uno stralcio dalla giornata di monitoraggio del 23/3/00, video semi-professionale che documenta le attività sul campo (circa 600 studenti), ed in particolare il tutoraggio grandi-piccoli

Una voce fuori campo (sempre uno dei ragazzi?) spiega che è la Giornata sui fiumi del 23 marzo 2000, in cui sono stati organizzati momenti di lavoro e di festa su vari fiumi. Il più importante è stato lungo il Po, dove circa 600 studenti dislocati in 5 stazioni hanno prelevato i campioni di acqua e fatto le analisi, sperimentando anche il tutoraggio grandi - piccoli (la rete cresce in maniera collaborativa, sia in presenza che a distanza)

8

Si accede alla finestra per la visualizzazione dei dati analitici sulla mappa dinamica

Gli studenti entrano nell'archivio per consultare le mappe dinamiche, scelgono di visualizzare un determinato parametro di qualità delle acque in tutto il bacino del Po (azoto, fosforo, coliformi,…), spiegando che i dati sono stati immessi dalle varie classi che come loro lavorano, così possono confrontare lo stato dei diversi fiumi ed avere dati nei vari periodi dell'anno.

9

Di nuovo sulla schermata con l’elenco delle scuole e poi nel sito della S.E. Dante Alighieri di Gallarate (VA)

VO: "Un’altra scuola che partecipa al progetto è la scuola elementare Dante Alighieri di Gallarate. Andiamo a visitare gli allievi della Dante Alighieri per vedere in quali attività sono impegnati"

10

Un gruppo di bambini al computer (o tutta la classe guidata dalla maestra) – a tratti si vede la HP "Tematiche -- Miti e riti Da Miti e riti -- Materiali -- Download manuale

Il bambino: "…" ( spiega che uno degli obiettivi finali del loro progetto all’interno del tema "Miti e riti" era di mettere in scena uno spettacolo teatrale che ripercorresse una leggenda/storia,… sull'acqua, e per questo hanno fatto varie attività di preparazione, sfruttando anche il manuale specifico con spunti e proposte operative da fare in classe, che è disponibile direttamente nel sito Internet)

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Si visualizza la pagina dell'ipertesto che documenta il loro spettacolo

Altro bambino: "…" (spiega che per il loro spettacolo è stato anche documentato in un ipertesto consultabile direttamente dal sito Internet)

10

Da Archivio -- Inserisci documenti i bambini caricano una scheda didattica fatta da loro che spiega come hanno fatto a realizzare le mascherine per travestirsi da gocce d'acqua

Il bambino spiega che immettono questo file nell'archivio per far vedere alle altre classi del progetto come loro hanno fatto a realizzare le mascherine per travestirsi da gocce d'acqua

Descrizione dettagliata della scena 15
Strumenti telematici per lavoro collaborativo a distanza

15

[Carlo]:"Progetti collaborativi a distanza, come quelli che abbiamo appena visto, potrebbero, al limite, essere svolti anche con i classici mezzi di comunicazione: telefono, fax o posta normale. Ma ovviamente l’intero processo sarebbe molto più lento e laborioso. La rete ci aiuta a rendere tutte le fasi del progetto più economiche, veloci e sicure; inoltre, consente nuovi tipi di interazione in tempo reale, aiutando a moltiplicare le voci coinvolte nel processo comunicativo. Insomma: rende la didattica a distanza qualcosa di effettivamente e facilmente realizzabile.

Chiediamo a Gino quali sono i principali strumenti telematici utilizzati nell’ambito di progetti di didattica a distanza".

[Gino]: "Nella didattica collaborativa a distanza si possono utilizzare

Carlo e Gino

Mentre Gino parla (lentamente), alle sue spalle su videowall scheda grafica formata dalle parole in grassetto in sovrimpressione grafica su schermate con i vari strumenti.

Solito sfondo arancione con scritta:

Strumenti per la didattica collaborativa a distanza

A

strumenti di comunicazione sincrona, come:

Solito sfondo arancione con scritta:

strumenti di comunicazione sincrona

B

il chat testuale o audio, e

chat testuale o audio.

Su schermata di Mirc

C

la videoconferenza.

In questo caso gli interlocutori pur trovandosi in luoghi diversi interagiscono nello stesso tempo.

Videoconferenza

Su schermata di NetMeeting

D

Oppure, strumenti di comunicazione asincrona, come.

Solito sfondo arancione con scritta:

strumenti di comunicazione asincrona

E

la posta elettronica, con cui si possono scambiare anche documenti in file allegati

 

posta elettronica

Su schermata di Eudora

F

le mailing list, che permettono di gestire facilmente messaggi inviati a più destinatari

mailing list

Su schermata di ?

G

i newsgroups, e

Newsgroups.

Su schermata di FreeAgent

H

i forum di discussione, che facilitano lo scambio di opinioni. I primi risiedono su news server e i secondi su pagine web.

forum di discussione

Su schermata del nostro forum, pagina con lista di messaggi

I

Ma anche gruppi di lavoro in rete che spesso offrono un ambiente in cui sono raccolti insieme molti di questi strumenti

gruppi di lavoro in rete

Su schermata di e-groups

Descrizione dettagliata della scena 17

A

Mi trovo nel sito dell’Università della Tuscia, all’indirizzo http://www.unitus.it/virtual/chat/chat.htm. Da qui posso accedere alle stanze del chat. Inserisco il nome che assumerò nel chat e mi collego.

Semplice no?

UniTus

B

Facendo click su ‘Chatroom’ mi compare l’elenco di tutte le stanze disponibili. Ecco ‘Multimedi@Scuola’. Entriamo.

C

In ‘Utenti’ posso controllare chi è presente in questo momento nella stanza. Come vedete c’è …, il mio nickname, e quello di … e ….

D

In questo spazio grande, compariranno i messaggi scritti da me o dagli altri membri del gruppo.

E

Qui in basso, invece, c’è lo spazio per inserire i miei messaggi. Inseriamo per esempio, ‘ciao …, sei di nuovo in linea pronto a fare due chiacchiere?’. Poi premo invio.

F

Ed ecco che il mio messaggio compare tra gli altri.

G

Ed eccola risposta di ….

H

Selezionando il mio nome e poi impostazioni, apro una

I

finestra in cui è possibile inserire i miei dati, scegliere un’iconcina che apparirà acconto ai miei messaggi,

L

cambiare lo stile, il colore e le dimensioni dei caratteri in cui compariranno i messaggi.

M

Volendo, è anche possibile creare stanze private, protette da un’apposita password.

N

Semplice no?

Descrizione particolareggiata scheda della scena 19 – 1’

1

Per poter identificare

Qualunque icona per i computer, qualunque immagine per il mondo.

Qualunque sfondo.

Linee rette di congiunzione tra tutti i computer.

 

2

in modo univoco ogni computer connesso ad Internet

i punti interrogativi a fianco dei computer lampeggiano. Punti interrogativi, forse, più piccoli.

 

3

ci si serve di un identificativo numerico chiamato indirizzo IP, Internet Protocol.

4

Un indirizzo IP può essere, per esempio, 195.110.128.1.

I punti interrogativi si trasformano in indirizzi numerici.

Riallineare i punti interrogativi in modo che gli indirizzi prendano i loro posti.

Il numerico 195.110.128.1 lampeggia

5

Se ci si connette alla rete attraverso una connessione permanente probabilmente si avrà una indirizzo IP statico.

Linea retta di congiunzione tra computer e rete

6

Se, invece, ci si connette, saltuariamente, tramite linea telefonica, come avviene nella maggior parte dei casi, al momento della connessione ci verrà assegnato un indirizzo IP dinamico che può variare alle connessione successive.

Linea retta di congiunzione tra computer e rete.

Tra computer e rete icona di un telefono. Se la cornetta si ala e si abbassa e meglio. La linea di congiunzione compare e scompare

7

Per conoscere qual è il mio indirizzo IP dinamico devo ricorrere ad apposite utility. Se stiamo usando il sistema operativo Windows98

Schermata del desktop di Win98 in sovrimpressione Windows98.

8

possiamo entrare nella cartella Windows e lanciare il programma ‘winipcfg’,

Viene aperto esplora risorse, si va nella cartella Windows, si fa doppio click su winipcfg.exe, in sovrimpressione winipcfg.

9

che se siamo già connessi ad Internet ci dirà qual è il nostro indirizzo IP.

ci si sofferma sulla finestra del programma. Il mouse evidenzia l’indirizzo

Descrizione particolareggiata della navigazione Mila - scena 21

21 a

Quella che vedete alle mie spalle è la home page di E-groups, probabilmente il più noto fra i molti servizi gratuiti per la creazione di ‘comunità di rete’, o net communities. Vediamo insieme come funziona un servizio di questo tipo. Supponiamo, innanzitutto, di voler aprire un gruppo di lavoro. Per farlo, dovrò cliccare su "Avvia gruppo".

eGroups 01

21 b

Se sono un nuovo utente, dovrò innanzitutto seguire una semplice procedura di registrazione, attraverso la quale fornirò a E-groups i miei dati personali. E’ bene essere consapevoli che la raccolta di questi dati non è mai totalmente disinteressata: ad esempio, potranno servire a inviarci comunicazioni commerciali.

eGroups 02. Mentre Mila parla, vengono compilati i primi campi alle sue spalle.

21c

La politica di E-groups a questo riguardo è comunque abbastanza accettabile, come risulta dalla pagina di informazioni che vedete alle mie spalle. In questo caso il gioco – ovvero la quantità e comodità di servizi messi a nostra disposizione – sembra valere la candela.

eGroups 03

21 d

Una volta registrato, potrò procedere alla creazione del gruppo. Aprirò un gruppo… dedicato al tema della lezione di oggi, la didattica collaborativa. Se volete, potrete iscrivervi anche voi, per esaminare e sperimentare direttamente i servizi offerti.

Come prima cosa, inserisco il nome del gruppo, che è anche l’indirizzo e-mail a cui inviare i messaggi che vogliamo siano distribuiti a tutti i partecipanti. Per esempio, ‘DidaCollaborativa’. L’indirizzo e-mail del gruppo sarà quindi ‘DidaCollaborativa@egroups.com’.

Poi stabilisco alcune caratteristiche generali del gruppo, che potrò successivamente modificare. Il gruppo sarà non moderato, quindi tutti i partecipanti potranno inviare liberamente i loro messaggi; avrà una certa visibilità, perché sarà inserito nella rubrica pubblica; e sarà aperto, cioè tutti si potranno iscrivere senza chiedere l’autorizzazione di un moderatore.

Infine inserisco una descrizione breve e una più lunga del gruppo [rapidamente, non c’è bisogno che si capisca] ; dopo aver letto le condizioni del servizio, le accetto e il gruppo è creato.

eGroups 04. Passare da inquadrature di tutta la pagina a inquadrature strette dei campi che vengono via via riempiti

21 e

Assegno il gruppo ad una categoria, nel nostro caso ‘Istruzione e formazione’

eGroups 05

21 f

Posso poi invitare un primo gruppo di partecipanti – ad esempio, Gino e Lauro. Aggiungo un breve testo d’invito [di nuovo rapidamente].

Dal form di invito partecipanti, vengono invitati Gino (roncaglia@mclink.it) e Lauro (colasanti@mclink.it)

21 g

Ecco la home page del nostro nuovo gruppo. Il suo indirizzo sarà http://it.egroups.com/group/DidaCollaborativa/. Per collegarmi al gruppo basterà immettere nella finestra indirizzi del browser questo indirizzo, e fornire quando mi vengono richiesti il mio indirizzo e-mail e la password scelta al momento dell’iscrizione.

 

21 h

Quali servizi troverò nel gruppo?

Eccoli elencati qui nella parte sinistra.

In ‘messaggi’, abbiamo un archivio

Home page

21 i

con tutti i messaggi scambiati all’interno del gruppo.

eGroups 06

21 l

In ‘invia’,

 

21 m

ho la possibilità di scrivere i nuovi messaggi; che automaticamente saranno inviati a tutti i partecipanti. Ma lo potrò fare anche con il mio abituale programma di posta elettronica.

eGroups 07

21 n

In ‘membri’,

eGroups 08

21 o

C’è la lista di tutti i partecipanti del gruppo.

Mentre ‘file’

eGroups 09

21 p

è un vero e proprio archivio, con 20 MB di spazio disponibile, in cui condividere i nostri file. Ora provo a caricare un file: clicco sui "invia file"

eGroups 10

21 q

e con "sfoglia" lo individuo sul mio hard disk; inserisco una breve descrizione; e decido che agli altri membri sia notificato il caricamento questo nuovo file. Un click, e il file viene inviato nell’area comune, dove gli altri iscritti potranno prelevarlo a loro piacimento.

eGroups 11

21 r

‘calendario’rappresenta un utile strumento per pianificare le nostre attività e fare in modo che tutti si ricordino delle scadenze concordate.

eGroups 12

21 s

Inoltre c’è uno spazio per avviare ‘sondaggi’su decisioni da prendere all’interno del gruppo.

Una lista di ‘collegamenti’, link, a risorse di interesse comune.

La possibilità di creare dei database personalizzabili. E infine un ‘chat’

si evidenzia col mouse le voci nella colonna di sinistra della home page del gruppo, ma non si clicca.

21 t

per discutere in tempo reale con gli altri.

Utile, non vi sembra?

eGroups 13

Navigazione Mila nel sito della BDP – scena 28a

1

Ci troviamo nel sito della BDP, Biblioteca di documentazione Pedagogica.

In area europa [click su ‘area europa’]

BDP 01

2

troviamo informazioni su vari progetti didattici a livello europeo. [il mouse scorre dal basso verso l’alto su alcuni dei progetti elencati a sinistra e si vede la descrizione particolareggiata che compare al centro della pagina].

Abbiamo, per esempio, un centro risorse per l’insegnamento delle lingue straniere. O delle informazioni sugli altri sistemi scolastici. Oppure informazioni sul progetto ‘Netd@ys Europe 2000’, un’iniziativa della Commissione Europea per promuovere l’uso dei nuovi media nell’insegnamento, anche attraverso partnership tra scuole, centri d’istruzione e imprese private di ogni paese d’Europa. Un link al progetto d’insegnamento collaborativo European Schoolnet, una rete di scuole europea per l’approfondimento dei temi sulla cultura e la cittadinanza europea. E infine i programmi di partnership e mobilità individuale Socrates,

Soffermiamoci,

BDP 02

3

su questi.

DBP 03

4

E andiamo in particolare a vedere i progetti Comenius

BDP 04

5

Ci sono, per esempio, i progetti linguistici, [click su progetti linguistici Comenius]

BDP 05

6

che si basano sullo scambio di classi tra istituti di paesi diversi

7

I progetti scolastici Comenius [click su progetti Scolastici Comenius]

8

Che si ripropongono di incrementare la dimensione europea dell’insegnamento. Ad ogni progetto partecipano alunni e professori di almeno tre paesi diversi. Che nella normale attività scolastica si scambiano materiali ed esperienze, per approfondire diversi aspetti delle culture delle società e delle economie europee.

Tramite questo link ‘ricerca partner’; [click su ricerca partner]

Ingrandimento perché Mila parafrasa

9

è possibile interrogare una banca dati per trovare istituti europei intenzionati [clicca su ‘http://partbase.eupro.se’]

10

ad avviare un progetto scolastico Comenius

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