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testi a cura di Sfefano Gensini e Giancarlo Schirru LEGENDA

ANTROPOLOGIA
 

sostantivo femminile

LA CITAZIONE 

"L'antropologia strutturale si propone come una rigorosa ricerca del senso degli insiemi, sistemi di parentela, riti, miti."

Claude Lévi-Strauss

IL FILM

"2001 ODISSEA NELLO SPAZIO"  


Stanley Kubrick

(1968)

Già in greco antico troviamo la parola anthropologos per indicare chi sia interessato ai fatti dell’uomo: la usa il filosofo greco Aristotele nella sua Etica nicomachea. Di qui ebbe forma, nel latino filosofico dei primissimi anni del Cinquecento, il sostantivo astratto femminile anthropologia che molto rapidamente fu adattato nelle maggiori lingue di cultura europee.

Il vocabolo indicava a quel tempo un repertorio di uomini celebri o, genericamente, lo studio dell’uomo nel suo complesso.

Soltanto nel Seicento si assiste in Francia alla nascita di una precisa disciplina scientifica, denominata anthropologie, intesa come l’insieme delle indagini sulle due diverse sostanze che compongono la natura umana: l’anima, oggetto della psicologia, e il corpo studiato invece dalla fisiologia.

Lo statuto dell’antropologia mutò radicalmente tra Sette e Ottocento. Soprattutto in Germania, prende allora il via lo studio sistematico delle caratteristiche fisiche dell’uomo inteso come essere biologico distinto dagli altri animali.

Durante tutto il secolo scorso proseguì lo studio e la catalogazione delle diverse razze umane, utilizzando in modo particolare il criterio della misura del cranio.

Questo campo di studi, l’odierna antropologia fisica, era generalmente affiancato dall’indagine sui resti fossili delle specie umane scomparse: quel che oggi chiameremmo antropologia paleoantropica.

Intorno alla metà dell’Ottocento, infatti, le singole razze erano generalmente considerate come altrettante specie distinte, nel quadro di una teoria poligenetica dell’evoluzione umana.

Tale paradigma scientifico entrò profondamente in crisi intorno agli anni Venti di questo secolo soprattutto per effetto di una svolta determinata da studi anglosassoni: ci si era resi conto che tutti i gruppi umani viventi appartengono a un’unica specie alla quale viene dato il nome tecnico di homo sapiens sapiens per distinguerlo dagli altri primati.

Le diversità culturali riscontrabili tra le popolazioni del pianeta non hanno dunque una ragione biologica, ma dipendono dal modo diverso in cui le singole società organizzate si sono adattate all’ambiente.

L’oggetto dell’antropologia, così, non è più la conformazione fisica e naturale dell’uomo, bensì la sua cultura e le sue forme sociali: da ciò nasce l’antropologia culturale.

In questo contesto la parola torna a coprire, come nel Rinascimento, l’intero campo delle manifestazioni umane: l’etnologia innanzitutto, con lo studio dei riti, degli usi, delle relazioni, interne alla famiglia, ma anche il folklore, l’organizzazione della società, le manifestazioni simboliche della lingua e dell’arte.

LEGENDA

 

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anthropologos, ou
=chi e' interessato ai fatti dell'uomo

forma

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anthropologia, ae

lingua
cultura
uomo

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studio dell'uomo nel suo complesso

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anthropologie

anima
razza
misura



antropologia fisica
antropologia paleoantropica


















ambiente
cultura

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antropologia culturale

etnologia
rito
relazione
famiglia
arte