| Il latino ars, artis
significava ogni abilità materiale o spirituale mirata a
progettare o a costruire qualcosa. Il senso della parola
coincideva con quello del greco tékhne, e questo valore si conserva ancora oggi in alcune
espressioni come ad arte, a regola
d'arte.
In italiano arte appare alla fine del XIII secolo.
In origine, la parola indicava l'attività
umana regolata da procedimenti tecnici e fondata sullo studio e sull'esperienza.
Prese poi il significato di attività consistente nel creare prodotti di cultura, che sono
oggetto di reazioni del gusto e giudizi sul loro valore.
Questa seconda accezione indica sia l'attività del fare che il suo
risultato, vale a dire l'opera.
Nel significato originario l'arte è la capacità dell'uomo di creare
qualcosa che presenti caratteristiche di armonia e
bellezza.
Dal Settecento la scienza filosofica che si occupa
dell'arte e del bello
è l'estetica.
L'arte è un'attività umana svolta manualmente o con
l'intelletto, ed è diretta a comunicare
i sentimenti e
le impressioni dell'artista.
Si può manifestare attraverso testi letterari scritti o segni tracciati su una
superficie, come disegni
e pitture.
Può esprimersi con forme plastiche, come sculture o edifici, o tramite suoni associati o no al canto.
Sono dette arti, attività comuni e di carattere pratico,
se svolte con perizia e secondo regole.
Abbiamo, ad esempio, l'arte
dell'arredamento, della cucina, della sartoria.
Con un uso metaforico si parla anche di arte della politica o del governo, arte diplomatica o della guerra.
Il concetto di arte come attività svolta con particolare
abilità era tipico dei romani, che chiamavano arti meccaniche
le attività pratiche, e arti liberali quelle scientifiche e
letterarie.
Nel Medioevo le arti liberali si suddivisero ancora in arti del trivio (grammatica, retorica, dialettica), e arti del quadrivio (aritmetica, musica, geometria, astronomia).
Oggi, con il termine arte si intende l'alta manifestazione delle capacità espressive e creative, e in
particolare di quella capacità di inventare
che è propria dell'uomo.
Questo significato odierno del vocabolo cominciò a
delinearsi nel XIV secolo con riferimento alla pittura, alla scultura, all'architettura.
Si tratta delle cosiddette belle
arti, una espressione
che ha diversi corrispondenti nelle lingue
europee.
Da qui la parola passò ad indicare la poesia, le lettere in
genere e la musica.
Arti minori erano poi
l'oreficeria, la ceramica e la decorazione.
Dal Medioevo alla Rivoluzione Francese, il termine
indicò anche una organizzazione che riuniva artigiani,
mercanti e lavoratori per tutelare i propri interessi.
Il vocabolo arte entra poi in locuzioni come figlio d'arte, nome d'arte o commedia dell'arte, e in una serie di modi di dire, tra i quali chi
ha arte ha parte, senza arte né parte, impara l'arte e
mettila da parte.
LEGENDA

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