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verbo creare, che nasce dal creare latino è già presente in
testi italiani del XIII secolo.Il primo significato si
ritrova in Brunetto Latini, maestro di Dante, ed è quello di far
nascere dal nulla, con un atto libero, un qualsiasi essere o cosa, determinandone
le qualità.
Il verbo creare si riferisce, in questo senso
soprattutto, all'azione di un essere divino, a Dio, creatore
per eccellenza: suo è il creato, dunque l'universo, e sue
sono le creature.
Il termine creature è giunto poi a indicare anche i
bambini, senza distinzione di sesso.
Creare può riferirsi a una qualunque forza della natura o impresa umana
capaci di produrre cose ed eventi
di grande effetto e rilevanza.
Ciò che caratterizza il concetto di creazione è l'assoluta novità della cosa creata.
Mentre il semplice fare presuppone qualcosa di già
esistente - che qualcuno elabora e trasforma - creare significa esattamente fare dal
nulla.
La filosofia dell'antica Grecia non accettava l'idea di creazione,
perché riteneva impossibile che qualcosa potesse avere origine dal nulla.
Al contrario il pensiero cristiano - che concepiva la
divinità come azione e potenza - pose in primo piano il concetto della creazione del mondo.
Al significato di far nascere dal nulla si affianca,
sempre dal XIII secolo, un altro valore.
È quello di foggiare, modellare, dare forma alla materia, che può essere costituita da un
oggetto o da un elemento
della natura.
La materia viene plasmata, e ad essa sono conferite
caratteristiche particolari.
Creare indica anche l'atto di costruire, comporre qualcosa,
combinando tra loro vari elementi.
In questa accezione rientra il concetto, più tardo, di
creazione di un'opera d'arte, che diventa creazione estetica, e indica quel principio
fondamentale che può dar vita
a capolavori.
Creare significa anche inventare, ideare
un'opera della mente, che sia filosofica, letteraria o musicale.
Una scienza, un sistema, una scuola si possono creare.
Nell'italiano antico, il verbo presenta vari altri
valori.
Sempre al Duecento sembra appartenere il significato di provocare in se stessi o negli altri una certa
reazione, effetto o sentimento.
Nel Trecento si diffonde un'altra accezione, che si
ritrova anche in Boccaccio, secondo la quale creare indica nominare,
eleggere qualcuno a una certa carica. Si crea infatti un
papa, un re, un dignitario, un podestà.
Con l'Umanesimo, troviamo il verbo creare nel senso di allevare o educare una persona,
istruendola sul modo di comportarsi.
Questo ultimo uso viene probabilmente dallo spagnolo
criar, e da questa lingua
nascono anche creato - che sta per servitore - e creanza,
vale a dire l'educazione
ricevuta.
Questo ultimo termine è in uso tuttora: si parla ancora
di buona e mala
creanza, per cui di una persona maleducata si può dire che è uno screanzato.