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testi a cura di Maurizio Dardano e Gianluca Frenguelli

LEGENDA

ESTETICA
 

sostantivo femminile

 

LA CITAZIONE 

"Etica ed estetica sono la stessa cosa."

Ludwig Wittgenstein

IL FILM

"LA DONNA SCIMMIA"  


Marco Ferreri

(1963)

Il greco aisthetik˛s si riferisce alla facoltÓ di percepire, di sentire, e deriva dal verbo aisthanesthai, percepire.

L’estetica Ŕ la dottrina della conoscenza sensibile, vale a dire della conoscenza del mondo attraverso i sensi, e in questa accezione il termine Ŕ usato dal filosofo Immanuel Kant.

La fortuna della parola e dei suoi derivati nel loro significato moderno, Ŕ dovuta invece al pensatore tedesco Alexander Gottlieb Baumgarten.

Questi fece uso per primo di estetica, con il suo valore attuale, in un opuscolo scritto nel 1735.

Da quel momento, comincia a delinearsi quello che diventerÓ il significato quasi esclusivo del termine: l’estetica diventa la dottrina del bello, dell’esperienza del bello, della produzione e dei prodotti d’arte.

Il vocabolo e il concetto hanno ampia diffusione nella cultura italiana soprattutto dal secondo Ottocento in poi, grazie a grandi studiosi quali Francesco De Sanctis e Benedetto Croce.

Nel corso della storia della filosofia si sono sviluppate molte teorie estetiche, diverse tra loro.

Il problema della possibilitÓ di definire criteri generali del bello Ŕ infatti antico quanto la filosofia.

Esiste un bello di natura - le forme degli esseri umani, degli animali, dei fiori - e un bello d’arte - dipinti, statue, armonie musicali e altri prodotti umani.

Si Ŕ discusso a lungo se esista un criterio scientifico per distinguere ci˛ che Ŕ bello da ci˛ che Ŕ brutto.

A seconda delle epoche, dei paesi, delle culture, i modelli cambiano.

Nelle diverse epoche storiche si riscontra in genere un consenso nei riguardi di alcuni esempi di bello, ma neanche questi possono essere considerati eterni.

Accade infatti che nel corso della storia l’idea di bello sia oggetto di revisioni e di superamenti.

Fa parte dell’estetica la teoria del valore dell’arte.

Nell’antichitÓ, l’arte fu definita come imitazione della natura, poichÚ il criterio del bello consisteva nella perfezione dell’imitazione.

In epoca moderna, l’arte Ŕ soprattutto quella capacitÓ di inventare ed esprimere qualcosa che in natura non esiste.

In passato, all’arte si attribuiva il compito di educare; oggi si definisce artista chi ha una particolare abilitÓ nel creare qualcosa di bello.

La caratteristica dell’opera d’arte Ŕ dunque quella di rappresentare una creazione autonoma, fine a se stessa.

Tale teoria si esprime nel detto l’arte per l’arte.

In questo senso il termine estetica indica anche il programma artistico al quale un autore si ispira nel corso della sua attivitÓ o la poetica che Ŕ alla base di un’opera d’arte.

Il vocabolo perde gradualmente il riferimento diretto all’esperienza artistica.

Alla fine del secolo scorso, passa nel linguaggio comune ad indicare oggetti di vario tipo, e cosý automobili, lumi, sedie, diventano prodotti estetici.

Estetica si trasforma in sinonimo di bellezza esteriore, per cui se ne parla a proposito della cura della bellezza femminile, e ci sono varie estensioni banali di questo termine di grande spessore culturale.

Ad esempio, il cosiddetto centro estetico, dove opera l’estetista, la persona esperta di trucco e maschere facciali.

Infine, ci sono gli inestetismi, difetti grandi e piccoli del corpo umano che innumerevoli prodotti di bellezza pretendono di eliminare.


LEGENDA


 

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aisthetik˛s, e, on
=che ha facoltÓ di percepire
aisthanesthai
=percepire

dottrina della conoscenza sensibile

mondo
senso
significato
valore



dottrina del bello

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arte
cultura
bello
forma
animale
armonia
brutto
epoca
paese
storia
idea
natura
inventare
creare
opera
esperienza







































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prodotti estetici
centro estetico

verdemedio.jpg (646 byte) estetista
inestetismo