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parola deriva dal latino opera, plurale del neutro opus, operis.Fin dall'antichità opera è considerato sia un neutro plurale, sia un femminile
singolare.
Nel primo caso ha il significato di quantità di lavoro compiuto
in una giornata, mentre nel secondo prende il valore di lavoro,
soprattutto materiale.
Opera si riferisce ad una vasta gamma di attività, dal lavoro nei campi al
lavoro dell'artista, ed ha un grande impiego nella nostra lingua.
Il termine appare nel XIII secolo a indicare un'azione, un
atto volontario o un'attività diretti a un determinato fine
o risultato.
Ma esprime anche un'azione meritoria, considerata secondo
un punto di vista religioso.
Esiste in questo senso una distinzione tra opere vive, compiute in grazia di Dio, e opere morte, compiute per scopi puramente umani.
E pensiamo ancora alle opere di carità, di misericordia,
e all'opera pia, una istituzione votata alle opere di bene.
A partire dal Trecento, il vocabolo presenta una serie di significati appartenenti al mondo del
lavoro.
Opera si può riferire al lavoro manuale a giornata e alla
giornata lavorativa stessa, all'esercizio
di un mestiere o di un'arte.
Può essere il risultato di un'attività - un oggetto, un manufatto - come anche una
piccola costruzione o un edificio di grandi dimensioni.
Nello scorso secolo si è diffusa anche l'idea di opera come prodotto
dell'attività intellettuale, della cultura e della fantasia dell'uomo.
Per opera si intende dunque il risultato della capacità umana di inventare cose nuove, dando forma e vita alla materia inerte.
Al Novecento appartiene la locuzione opera d'arte, a
indicare ogni tipo di elaborato dell'ingegno umano che nasce dall'intento di creare un oggetto con una valenza estetica.
Ma la parola opera ha anche un significato musicale.
In questa accezione, è un'opera un testo teatrale messo in musica per essere eseguito da cantanti-attori, accompagnati da
un'orchestra in un teatro
dell'opera.
Questo genere musicale, a seconda del carattere del testo
letterario può chiamarsi opera buffa, seria, semiseria e drammatica.
Il genere nasce in Italia agli inizi del XVII secolo come fusione di forme precedenti -
recitazione, danze,
cori - e raggiunge poi una struttura codificata, che include preludio, introduzione,
concertati, cavatine, duetti.
Solo più tardi l'opera si evolve in varietà sempre più libere.
I tanti significati del termine si ritrovano oggi in varie locuzioni.
Compiere l'opera può valere per realizzare quanto si è
progettato, ma si dice anche, con senso ironico, operare un disastro.
Mettersi all'opera vuol dire cominciare a lavorare, ed
esiste il proverbio chi ben comincia è a metà dell'opera.
Opera omnia, invece, è un'espressione latina che significa
complesso di opere di un solo autore raccolte insieme.