| Il verbo conoscere deriva dal latino classico cognoscere
attraverso una forma intermedia, semplificata, conoscere
appunto. In realtà, la forma conoscere non è
attestata dalle fonti antiche, ma possiamo ricostruirla sulla base della concordanza
dell'italiano con molte altre lingue
neolatine, tra cui lo spagnolo conocer, il francese connaître, il rumeno cunoaste.
La parola ha mutato poco il suo significato dal XIII
secolo a oggi, perdendo soltanto il valore di riconoscere che si può notare in alcune
attestazioni antiche.
Con conoscere si intende il
processo mediante il quale apprendiamo nozioni: il verbo quindi fa riferimento in
primo luogo all'acquisizione attraverso l'intelligenza di contenuti mentali,
come pensieri e idee. Con la stessa parola si indica
l'esperienza
sufficientemente approfondita e chiara di aspetti della realtà.
Siamo dunque davanti a un duplice aspetto del processo
della conoscenza, che è stato a lungo al centro della riflessione filosofica: ora la
comunicazione linguistica, ora la capacità dell'intelletto di rispecchiare entità del
mondo esterno sono state considerate il canale privilegiato per la formazione della
coscienza interna.
La sapienza incorporata dalla nostra lingua sembra in
qualche modo riprendere questa distinzione. Possiamo infatti applicare il verbo conoscere
a un gran numero di attività.
Con conoscere intendiamo infatti l'indagine
speculativa e puramente astratta, come ad esempio nella frase conoscere il teorema
di Euclide che presuppone una serie di deduzioni matematiche e logiche.
Nel celebre motto delloracolo di Delfi fatto
proprio dal filosofo greco Socrate, conosci te stesso, si fa
invece riferimento alla continuità e all'attenzione
dello sguardo introspettivo.
E ancora possiamo intendere l'essere informati, l'avere
notizie attendibili su qualcosa quando diciamo, conoscere la
situazione politica o conoscere le regole del mercato. Ma la conoscenza si può
intendere anche come attività puramente pratica.
Ad esempio è conoscenza la capacità di far funzionare
una macchina o
di usare un utensile: anche il fatto di conoscere una lingua si può considerare come una
capacità operativa, priva di qualsiasi astrazione.
Infine possiamo applicare il verbo conoscere all'esperienza del mondo esterno:
se diciamo di conoscere una regione vogliamo intendere che lì abbiamo condotto un'esplorazione
diretta.
E conoscere una persona implica che ne conserviamo nella memoria la fisionomia, i
tratti del volto e della voce,
e che con lei o con lui abbiamo una certa familiarità.
Tutti questi esempi sottolineano che il termine conoscere
porta con sé una gamma molto ricca di significati, pratici e intellettuali,
strettamente connessi al processo attraverso il quale ci appropriamo della realtà.
LEGENDA

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