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testi a cura di Sfefano Gensini e Giancarlo Schirru

LEGENDA

CONOSCERE
 

verbo transitivo – seconda coniug. irreg.s

LA CITAZIONE 

"La conoscenza si basa non solo sulla verità ma anche sull'errore."

Karl Gustav Jung

IL FILM

"L’ATTIMO FUGGENTE"  


Peter Weir

(1989)

Il verbo conoscere deriva dal latino classico cognoscere attraverso una forma intermedia, semplificata, conoscere appunto.

In realtà, la forma conoscere non è attestata dalle fonti antiche, ma possiamo ricostruirla sulla base della concordanza dell'italiano con molte altre lingue neolatine, tra cui lo spagnolo conocer, il francese connaître, il rumeno cunoaste.

La parola ha mutato poco il suo significato dal XIII secolo a oggi, perdendo soltanto il valore di riconoscere che si può notare in alcune attestazioni antiche.

Con conoscere si intende il processo mediante il quale apprendiamo nozioni: il verbo quindi fa riferimento in primo luogo all'acquisizione attraverso l'intelligenza di contenuti mentali, come pensieri e idee. Con la stessa parola si indica l'esperienza sufficientemente approfondita e chiara di aspetti della realtà.

Siamo dunque davanti a un duplice aspetto del processo della conoscenza, che è stato a lungo al centro della riflessione filosofica: ora la comunicazione linguistica, ora la capacità dell'intelletto di rispecchiare entità del mondo esterno sono state considerate il canale privilegiato per la formazione della coscienza interna.

La sapienza incorporata dalla nostra lingua sembra in qualche modo riprendere questa distinzione. Possiamo infatti applicare il verbo conoscere a un gran numero di attività.

Con conoscere intendiamo infatti l'indagine speculativa e puramente astratta, come ad esempio nella frase conoscere il teorema di Euclide che presuppone una serie di deduzioni matematiche e logiche.

Nel celebre motto dell’oracolo di Delfi fatto proprio dal filosofo greco Socrate, conosci te stesso, si fa invece riferimento alla continuità e all'attenzione dello sguardo introspettivo.

E ancora possiamo intendere l'essere informati, l'avere notizie attendibili su qualcosa quando diciamo, conoscere la situazione politica o conoscere le regole del mercato. Ma la conoscenza si può intendere anche come attività puramente pratica.

Ad esempio è conoscenza la capacità di far funzionare una macchina o di usare un utensile: anche il fatto di conoscere una lingua si può considerare come una capacità operativa, priva di qualsiasi astrazione.

Infine possiamo applicare il verbo conoscere all'esperienza del mondo esterno: se diciamo di conoscere una regione vogliamo intendere che lì abbiamo condotto un'esplorazione diretta.

E conoscere una persona implica che ne conserviamo nella memoria la fisionomia, i tratti del volto e della voce, e che con lei o con lui abbiamo una certa familiarità.

Tutti questi esempi sottolineano che il termine conoscere porta con sé una gamma molto ricca di significati, pratici e intellettuali, strettamente connessi al processo attraverso il quale ci appropriamo della realtà.

LEGENDA






 

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cognoscere
conoscere



lingua









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processo mediante il quale apprendiamo nozioni

intellingenza
pensiero
idea
esperienza
realtà












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indagine speculativa puramente astratta

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conosci te stesso

attenzione

conoscere la situazione

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attività puramente pratica

macchina
esplorazione
memoria
voce
significato
realtà