indietro      avanti 
società comunicazione filosofia e storia letteratura e arti scienze


testi a cura di Sfefano Gensini e Giancarlo Schirru

LEGENDA

REALTÀ
 

sostantivo femminile

LA CITAZIONE 

"Nella realtà non avviene nulla che corrisponda rigorosamente alla logica."

Nietzsche 

IL FILM

"VIAGGIO ALLUCINANTE"  


Richard Fleischer

(1977)

La parola realtà deve la sua diffusione e le modificazioni del suo significato al particolare uso che la filosofia ne ha fatto, nel corso degli ultimi otto secoli.

Nel latino giuridico del XII secolo si trova già la forma realitas col significato di fondo agricolo o proprietà; ma fu il filosofo scozzese Giovanni Duns Scoto, vissuto nel XIII secolo, a utilizzare il termine come corrispettivo dell'aggettivo realis, col significato di individualità. Di qui la parola entrò nella terminologia filosofica indicando l'essere in sé, opposto all'idealità intesa come caratteristica di ciò che si conosce con la mente e non è nelle cose.

E' importante l'uso più particolare che il termine assunse nella teologia, dove prese a significare la sostanzialità del corpo di Cristo nell'Eucaristia: a questo significato si riallacciano infatti le prime attestazioni trecentesche della parola italiana realtà, frutto di un adattamento colto della forma latina.

Bisogna però attendere il Seicento perché il termine assuma pienamente il significato a noi familiare. Fu infatti la filosofia del francese Renato Cartesio, vissuto nel XVII secolo, a formulare una inconciliabile distinzione tra il mondo esterno e il pensiero: secondo Cartesio è possibile conoscere soltanto l'idea, grazie alle sue caratteristiche di chiarezza e distinzione, mentre l'esperienza del mondo fisico deve la sua attendibilità esclusivamente alla nostra fede in Dio.

Anche la scienza sperimentale, affermatasi nello stesso periodo, non applicava più il termine realtà all'esistenza in sé delle cose, come invece avveniva nella filosofia medievale.

La realtà era intesa come sinonimo di mondo fisico, cioè come un insieme di elementi discreti, ciascuno provvisto di sue grandezze, e quindi di misure traducibili in numeri.

Nel clima culturale nato dalla riflessione cartesiana e dalla rivoluzione scientifica, la parola realtà finisce così per designare la sola materia sensibile e concreta; mentre irreale è tutto ciò che appare immaginario o illusorio.

Progressivamente, nel corso del Seicento, il termine acquisisce anche il senso di situazione specifica, o anche di vita intesa negli aspetti materiali, se non addirittura pratici e quotidiani.

Vi è dunque una lunga storia intellettuale dietro l’uso, oggi così ovvio, della parola realtà: una storia che spiega perché siamo arrivati a servirci di termini quali realtà, reale, irreale come strumenti del nostro rapporto con il mondo e le cose.




LEGENDA



verdescuro.jpg (646 byte)  

 

verdemedio.jpg (646 byte)

verdemedio.jpg (646 byte)

 

realitas, atis
=fondo agricolo
=proprietà
realis, e
=individualità


l'essere in sé
sostanzialità del corpo di cristo nell'eucaristia

verdescuro.jpg (646 byte)

significato
forma
mondo
pensiero
conoscere
idea
esperienza
fede











mondo fisico
insieme di elementi discreti

verdescuro.jpg (646 byte)

misura
numero
rivoluzione

verdescuro.jpg (4751 byte)

materia sensibile e concreta

vita
storia


reale
irreale