| La parola realtà deve la sua diffusione e le modificazioni del suo
significato al particolare uso che la filosofia ne ha fatto, nel corso degli ultimi otto
secoli. Nel latino giuridico del XII secolo si
trova già la forma realitas col significato di fondo agricolo o proprietà; ma fu il
filosofo scozzese Giovanni Duns Scoto, vissuto nel XIII secolo, a utilizzare il termine
come corrispettivo dell'aggettivo realis, col significato di individualità. Di qui la parola entrò nella terminologia
filosofica indicando l'essere in sé, opposto all'idealità
intesa come caratteristica di ciò che si conosce con la mente e non è nelle cose.
E' importante l'uso più particolare che il termine
assunse nella teologia, dove prese a significare la sostanzialità
del corpo di Cristo nell'Eucaristia: a questo significato si riallacciano infatti le
prime attestazioni trecentesche della parola italiana realtà, frutto di un adattamento
colto della forma
latina.
Bisogna però attendere il Seicento perché il termine
assuma pienamente il significato a noi familiare. Fu infatti la filosofia del francese
Renato Cartesio, vissuto nel XVII secolo, a formulare una inconciliabile distinzione tra
il mondo esterno e il
pensiero: secondo Cartesio
è possibile conoscere
soltanto l'idea, grazie alle
sue caratteristiche di chiarezza e distinzione, mentre l'esperienza del mondo fisico deve la sua
attendibilità esclusivamente alla nostra fede in Dio.
Anche la scienza sperimentale, affermatasi nello stesso
periodo, non applicava più il termine realtà all'esistenza in sé delle cose, come
invece avveniva nella filosofia medievale.
La realtà era intesa come sinonimo di mondo fisico, cioè come un insieme di
elementi discreti, ciascuno provvisto di sue grandezze, e quindi di misure traducibili in numeri.
Nel clima culturale nato dalla riflessione cartesiana e
dalla rivoluzione
scientifica, la parola realtà finisce così per designare la sola materia
sensibile e concreta; mentre irreale è tutto ciò che appare immaginario o
illusorio.
Progressivamente, nel corso del Seicento, il termine
acquisisce anche il senso di situazione specifica, o anche di vita intesa negli aspetti materiali, se non
addirittura pratici e quotidiani.
Vi è dunque una lunga storia intellettuale dietro luso, oggi
così ovvio, della parola realtà: una storia che spiega perché siamo arrivati a servirci
di termini quali realtà, reale, irreale
come strumenti del nostro rapporto con il mondo e le cose.
LEGENDA

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realitas, atis
=fondo agricolo
=proprietà
realis, e
=individualità
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l'essere in sé
sostanzialità del corpo di cristo nell'eucaristia |
 
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significato
forma
mondo
pensiero
conoscere
idea
esperienza
fede
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mondo fisico
insieme di elementi discreti |


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misura
numero
rivoluzione
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materia sensibile e concreta |

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vita
storia
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reale
irreale |
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