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testi a cura di Ignazio Baldelli e Ugo Vignuzzi |
LEGENDA |
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CONFLITTO sostantivo maschile |
LA CITAZIONE "E' conflitto la vita, è viaggio di un pellegrino." Marco Aurelio |
IL FILM "IL PIANETA DELLE SCIMMIE" Franklin J.Schaffner (1968) |
| Il vocabolo conflitto in italiano è una parola colta che riprende il latino
conflictus derivato dal verbo confligere,
composto di cum con e di un raro fligere,
urtare, sbattere contro. Il prefisso cum stava a indicare che lurto non era unilaterale, ma coinvolgeva almeno due parti: era cioè anche una lotta, un combattimento, o un contrasto, tutti significati che aveva il termine latino e che ancora oggi conserva la nostra parola conflitto. Il valore certamente più generale e onnicomprensivo del termine è oggi quello di scontro, che può essere tra individui, gruppi, popoli e addirittura culture. I livelli e le modalità di tali conflitti sono però assai diversi: se il conflitto a fuoco, tra malviventi e forze dellordine, è senzaltro un fenomeno di delinquenza e come tale va rigorosamente punito, il verificarsi di altri conflitti è previsto e risolto dalla legge. Così la nostra Costituzione dispone che sia la Corte costituzionale a giudicare sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato, quelli che appunto si definiscono conflitti di poteri. Ma esistono anche i conflitti ideologici, quelli economici o anche quelli di interessi. E nel nostro paese ad esempio il diritto di sciopero è riconosciuto ed esercitato allinterno di disposizioni che mirano a regolare la conflittualità sindacale nel quadro più generale degli interessi della collettività. Vi sono poi dei conflitti che riguardano la sfera psicologica dellindividuo: sono i conflitti mentali o psichici fra tendenze o impulsi contraddittori che possono talora turbare in maniera consistente il comportamento di una persona. Altri conflitti possono verificarsi fra le diverse generazioni, specialmente quando i giovani, in un mondo che cambia rapidamente, mettono in discussione le abitudini e le tradizioni di una società di cui non riescono a comprendere il significato e che vogliono in qualche modo cambiare. In questo senso il conflitto diventa lo sbocco pressoché obbligato dellincapacità di comunicare, quando non si riesce a riconoscere il valore dellaltro e quindi lo si considera un antagonista, se non un nemico. Purtroppo terribili conflitti sono stati determinati nella storia umana da diversità di razza, di religione, di ideologia: il nostro continente è stato insanguinato lungamente fra il Cinquecento e il Seicento da una dolorosa serie di guerre di religione, e le ferite materiali e morali dei due conflitti mondiali sono ancora troppo vive nella memoria dei popoli. Le immagini delle distruzioni causate dai bombardamenti a tappeto di Guernica, di Coventry, di Dresda, e quelle dei roghi atomici di Hiroshima e Nagasaki sono un monito potente e drammatico. Ogni coscienza deve operare perché in qualsiasi conflitto prevalga la ragione della mente e non quella delle armi, nel pericolo che una nuova guerra, possa dilagare, giungendo fino allolocausto dellumanità. |
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