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testi a cura di Ignazio Baldelli e Ugo Vignuzzi |
LEGENDA |
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CULTURA sostantivo femminile |
LA CITAZIONE "Avere una grande cultura non significa essere intelligente." Karl Krauss |
IL FILM "PUMMARO " Michele Placido (1990) |
| In italiano, cultura è un termine dotto che riprende la parola latina cultura, derivato dal verbo colere che
significava coltivare, da cui proviene anche il nostro
agricoltura, la coltivazione dei campi. Il verbo in latino, con labbandono della vita nomade e laffermarsi dellagricoltura stanziale, da coltivare un territorio prese anche il significato di abitare, cioè vivere stabilmente in un determinato luogo; da qui il nostro inquilino, colui che abita in una casa altrui pagando laffitto. La coltivazione dei campi esigeva cure continue e attente, per cui in una società di agricoltori come quella della Roma delle origini, fu facile estendere luso del verbo colere a tutte le attività e situazioni che richiedevano unassidua cura. E il sostantivo cultus, tratto dal participio passato del verbo, venne a indicare non solo il coltivare, il far crescere, ma anche la cura in generale per qualcosa, e in senso specifico tanto il servizio religioso verso gli dei, quello cioè che tuttora chiamiamo culto, quanto la coltivazione degli esseri umani, in particolare dei giovani, cioè la loro educazione. Da questultima accezione proviene il valore di cultura nel suo senso moderno più generale: il complesso di conoscenze, tradizioni e saperi che ogni popoli considera fondamentali, e in quanto tali meritevoli di essere trasmessi alle generazioni successive. Così in antropologia si parla di culture orali in riferimento a quelle società in cui la trasmissione delle conoscenze è affidata alla memoria degli anziani; e archeologi, storici e antropologi denominano cultura materiale linsieme dei manufatti prodotti da una popolazione, grazie ai quali è possibile ricostruirne modi di vita e credenze, come ciascuno di noi può comprendere visitando un museo archeologico o etnografico. Nella nostra civiltà occidentale fondata su una pratica millenaria di scrittura, il concetto di cultura è venuto però a sovrapporsi largamente al pieno possesso dellalfabetizzazione, ed in pratica alla conoscenza di quanto depositato nei libri. Nella mentalità corrente si è arrivati a considerare persone colte o addirittura uomini di cultura coloro che hanno letto tanti libri. E anche nella definizione delle lingue di cultura del passato o attuali è prevalente il collegamento a importanti tradizioni letterarie scritte o più in generale culturali di grande prestigio. Tuttavia, anche in società come la nostra, la cultura non si identifica esclusivamente con le tradizioni scritte: si pensi a culture di massa come quelle attuali, in cui attraverso i grandi mezzi di comunicazione si è affermata una multimedialità sempre più intensa, che unisce codice linguistico, soprattutto parlato, immagine e suono. Non a caso la denominazione, coniata in tempi molto recenti, di beni culturali si estende non solo al patrimonio librario di una nazione, ma a tutta la sua arte, e addirittura allambiente. Daltro canto, nel nostro villaggio globale, si sono ampliati e moltiplicati i processi di acculturazione e soprattutto di fusione fra culture di popoli e razze anche assai lontani. Certo, laltro, il diverso, corre sempre il rischio
di essere guardato con sospetto e di generare conflitti: ma la storia ci mostra che la chiusura verso
lesterno non solo caratterizza in realtà una sottocultura,
ma è alla lunga insostenibile e dannosa: ed è proprio ciò che la cultura ci insegna a
evitare. |
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