| La storia della parola danza ci
porta nel nord Europa. Vocabolo originario della Francia del nord e derivato probabilmente
da una voce germanica, il francese danse, dal verbo danser, si è poi diffuso in altre lingue . Oltre allitaliano, lo si ritrova infatti nello spagnolo danza, nel
tedesco Tanz, nellinglese dance . In tutte queste lingue il termine indica una serie
di movimenti, di passi e
di atteggiamenti del corpo che seguono il ritmo
musicale.
Presso alcuni popoli primitivi, la danza sottolineava le
manifestazioni più svariate della vita religiosa e sociale: riti di passaggio e di iniziazione, riti
propiziatori, ma anche rappresentazioni di eventi mitici.
Nellantica Grecia, la danza, accompagnata spesso da musica suonata con la
cetra, si sviluppò con valore
sacro e celebrativo: danze importanti si svolgevano in onore di Dioniso. Ma questa arte aveva un posto di
rilievo anche nella lirica, nella tragedia
e nella commedia.
In greco la danza si indica con il termine choreia , da cui deriva coreografia.
Presso i Romani la danza, denominata saltatio,
fu dapprima guerresca e sacra: prevalevano infatti le danze di armati, tra le quali
ricordiamo quella dei Salii. Soltanto in seguito assunse valore artistico.
Nel mondo romano la danza si identificava spesso con il mimo e con la pantomima.
A partire dal Medioevo si ha una progressiva evoluzione
della danza, che diviene spettacolo di corte, confondendosi con il balletto.
Questultimo nasce dalle danze popolari e agresti, e ha valore mistico e orgiastico.
Nella danze di corte iniziano così ad entrare tutti quei
passi nei quali si è raffinata la danza popolare: gagliarda, cascarda, volta, corrente,
moresca, giga, fandango, pavana, sarabanda, ciaccona.
Larte della danza viene nel tempo sempre più ad
indicare una forma
elegante di movimento del corpo, praticata soprattutto allinterno dellalta
società , in opposizione al ballo che resta legato al mondo popolare.
Codificata in Francia al tempo di Luigi XIV, la danza si
avvale di denominazioni in lingua francese per le sue figure classiche. Si pensi a termini
come relevé, glissade, pas de chat.
Negli ultimi due secoli il vocabolo assume definitivamente
il valore più nobile di forma darte e indica tra
laltro la danza classica, mentre il termine ballo resta
legato a forme popolari e, a partire dalla seconda meta del nostro secolo, alle
pratiche del mondo giovanile.
Ricordiamo così generi come il liscio, il tango, che rese
famoso Rodolfo Valentino, il twist, il boogie-woogie, il rockn roll. Per questi
balli ci si ritrova in spazi
appositi , denominati discoteche, balere, dancing.
A volte con la parola danza si indica anche la musica scritta appositamente per essere danzata o il ritmo tipico di qualche danza.
Occorre ricordare che non danzano soltanto le persone.
Anche le immagini, le idee,
i desideri possono danzare, ma soltanto in senso figurato, e quasi sempre nella mente di
qualcuno.
In etologia, la danza è anche quellinsieme di movimenti che un animale compie come risposta ad uno stimolo. Tali
movimenti hanno una funzione di comunicazione, come la danza delle api o la danza
damore di alcuni uccelli.
La danza macabra è invece
guidata dalla morte che affianca nel ballo uomini appartenenti a tutte le
condizioni sociali.
Tuttaltro che macabra è invece la danza che eseguono
Fred Astaire e Ginger Rogers, in un segmento tratto dal film Cerco il mio amore. |