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testi a cura di Maurizio Dardano e Gianluca Frenguelli

LEGENDA

CINEMA
 

sostantivo      femminile

 

LA CITAZIONE 

"La vera ragione per cui ballo è che voglio esplodere."

Bill Evans

IL FILM

"CERCO IL MIO AMORE"  


Mark Sandrich

(1934)

La storia della parola danza ci porta nel nord Europa. Vocabolo originario della Francia del nord e derivato probabilmente da una voce germanica, il francese danse, dal verbo danser, si è poi diffuso in altre lingue .

Oltre all’italiano, lo si ritrova infatti nello spagnolo danza, nel tedesco Tanz, nell’inglese dance . In tutte queste lingue il termine indica una serie di movimenti, di passi e di atteggiamenti del corpo che seguono il ritmo musicale.

Presso alcuni popoli primitivi, la danza sottolineava le manifestazioni più svariate della vita religiosa e sociale: riti di passaggio e di iniziazione, riti propiziatori, ma anche rappresentazioni di eventi mitici.

Nell’antica Grecia, la danza, accompagnata spesso da musica suonata con la cetra, si sviluppò con valore sacro e celebrativo: danze importanti si svolgevano in onore di Dioniso. Ma questa arte aveva un posto di rilievo anche nella lirica, nella tragedia e nella commedia.

In greco la danza si indica con il termine choreia , da cui deriva coreografia.

Presso i Romani la danza, denominata saltatio, fu dapprima guerresca e sacra: prevalevano infatti le danze di armati, tra le quali ricordiamo quella dei Salii. Soltanto in seguito assunse valore artistico.

Nel mondo romano la danza si identificava spesso con il mimo e con la pantomima.

A partire dal Medioevo si ha una progressiva evoluzione della danza, che diviene spettacolo di corte, confondendosi con il balletto. Quest’ultimo nasce dalle danze popolari e agresti, e ha valore mistico e orgiastico.

Nella danze di corte iniziano così ad entrare tutti quei passi nei quali si è raffinata la danza popolare: gagliarda, cascarda, volta, corrente, moresca, giga, fandango, pavana, sarabanda, ciaccona.

L’arte della danza viene nel tempo sempre più ad indicare una forma elegante di movimento del corpo, praticata soprattutto all’interno dell’alta società , in opposizione al ballo che resta legato al mondo popolare.

Codificata in Francia al tempo di Luigi XIV, la danza si avvale di denominazioni in lingua francese per le sue figure classiche. Si pensi a termini come relevé, glissade, pas de chat.

Negli ultimi due secoli il vocabolo assume definitivamente il valore più nobile di forma d’arte e indica tra l’altro la danza classica, mentre il termine ballo resta legato a forme popolari e, a partire dalla seconda meta’ del nostro secolo, alle pratiche del mondo giovanile.

Ricordiamo così generi come il liscio, il tango, che rese famoso Rodolfo Valentino, il twist, il boogie-woogie, il rock’n roll. Per questi balli ci si ritrova in spazi appositi , denominati discoteche, balere, dancing.

A volte con la parola danza si indica anche la musica scritta appositamente per essere danzata o il ritmo tipico di qualche danza.

Occorre ricordare che non danzano soltanto le persone. Anche le immagini, le idee, i desideri possono danzare, ma soltanto in senso figurato, e quasi sempre nella mente di qualcuno.

In etologia, la danza è anche quell’insieme di movimenti che un animale compie come risposta ad uno stimolo. Tali movimenti hanno una funzione di comunicazione, come la danza delle api o la danza d’amore di alcuni uccelli.

La danza macabra è invece guidata dalla morte che affianca nel ballo uomini appartenenti a tutte le condizioni sociali.

Tutt’altro che macabra è invece la danza che eseguono Fred Astaire e Ginger Rogers, in un segmento tratto dal film ‘Cerco il mio amore.

LEGENDA

 

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danse
danser

 

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movimento
ritmo

popolo
rito
evento

musica
valore
arte
tragedia
commedia

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choreia, as



coreografia



saltatio, onis


mimo
forma
mondo
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forma d'arte


danza classica

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spazio

 

 

 








musica scritta appositamente per essere danzata
ritmo tipico



idea
senso


movimenti che un animale compie in risposta a uno stimolo





danza macabra



uomo