indietro      avanti 
società comunicazione filosofia e storia letteratura e arti scienze


testi a cura di Maurizio Dardano e Gianluca Frenguelli

LEGENDA

CINEMA
 

sostantivo      maschile

 

verdemedio.jpg (646 byte)

IL FILM

"FOLLIE D’INVERNO"  


George Stevens

(1936)

La parola italiana mimo ha origine dal latino mimus, che proviene dal greco mimos, derivato a sua volta dal verbo mimeomai, cioè imitare, rappresentare imitando.

Il vocabolo indica una particolare forma di commedia sviluppatasi presso gli antichi greci e in seguito presso i romani come genere teatrale e letterario, in versi e in prosa.

Per i greci il mimo era una breve rappresentazione realistica e buffonesca di vicende e caratteri tratti dalla vita quotidiana; al genere del mimo appartenevano le farse popolari spartane, quelle dei fallofori e quelle dei fliaci della Magna Grecia.

Forme comiche popolaresche di mimo si ebbero anche a Roma, dove erano giunte con il culto della Magna Mater Cibele.

I mimi erano piccole scene comiche alle quali potevano prendere parte anche le donne. In epoca imperiale questo genere trionfò sugli altri generi comici, sostituendosi gradualmente all’atellana, ormai in decadenza. Gli attori del mimo si chiamavano planipedes, perché recitavano senza calzari.

Il mimografo era invece colui che scriveva mimi nella Grecia e nella Roma antica.

Nel teatro moderno, con il vocabolo mimo, si è indicata una forma di spettacolo nata in Francia nei primi decenni del XX secolo.

Vi si fa a meno dell’espressione verbale, affidando al gesto e alla mimica la rappresentazione di stati d’animo, sentimenti, azioni.

Il mimo moderno si basa quindi essenzialmente sulla comunicazione non verbale, spesso accompagnata dalla musica, dal ritmo o dalla danza.

Questa nuova forma nasce dalla rivendicazione dell’assoluta autonomia espressiva del gesto, del segno visivo, non più considerato come surrogato della parola.

Negli anni Trenta il mimo assunse particolare importanza grazie alle sperimentazioni di Etienne Decroux, Jean Dasté e Marcel Marceau.

Come molti generi teatrali il mimo possiede inoltre una sua forma di coreografia. Rilevante è l’apporto che l’arte mimica ha fornito al cinema fin dai tempi del muto attraverso l’opera di attori come Charlie Chaplin, Buster Keaton e Jacques Tati.

Al genere mimico possono appartenere anche altre forme di spettacolo, come quello dei clown, i pagliacci che vediamo al circo, la cui comicità si basa essenzialmente sul gesto.

Mimo indica anche l’attore che, con il movimento e con mezzi essenzialmente gestuali imita uomini e animali.

Il mimo può rappresentare situazioni e avvenimenti, oppure esibirsi in danze figurative.

Con connotazione spregiativa, questa parola può anche definire un buffone, un giullare o un attore privo di dignità e serietà; in tal senso condivide valore e uso con il termine commediante.

Ma sono anche altre le accezioni del termine mimo che, ad esempio, in biologia, indica un organismo vivente che presenta il fenomeno del mimetismo, cioè la capacità di mimetizzarsi assumendo il colore dell’ambiente che lo circonda.

Per gli attori - mimi, invece, non è il colore l’elemento fondamentale, ma l’uso dei muscoli mimici, cioè quei muscoli superficiali che contraendosi provocano i mutamenti della fisionomia.

Esiste infine il gioco dei mimi nel corso del quale i partecipanti , divisi in due squadre, si alternano nel mimare e nel tentare di indovinare il significato di una parola o di una frase proposta dagli avversari.


LEGENDA


 

verdemedio.jpg (646 byte)verdemedio.jpg (646 byte)

verdemedio.jpg (646 byte)

mimus, i
mimos, ou
mimeisthai
=imitare
=rappresentare imitando

verdescuro.jpg (646 byte)

forma di commedia

vita
epoca
attore

teatro
forma
espressione
sentimento

 

 

 

 

 

verdescuro.jpg (646 byte)

 

 

 

verdechiaro.jpg (646 byte)

verdescuro.jpg (646 byte)    verdescuro.jpg (646 byte)

  
verdechiaro.jpg (646 byte)

 

comunicazione non verbale

verdescuro.jpg (646 byte)verdescuro.jpg (646 byte)

musica
ritmo
danza
segno

coreografia
arte
cinema
opera

 

 

verdescuro.jpg (646 byte)verdescuro.jpg (646 byte)

verdechiaro.jpg (646 byte)

 

 

 

attore che con il movimento e mezzi essenzialmente gestuali imita uomini e animali
buffone

 

verdescuro.jpg (646 byte)

valore

 







commediante
organismo vivente che presenta il fenomeno del mimetismo



colore, elemento



muscoli mimici
gioco dei mimi


significato