| Il latino rhythmus,
trascrizione del greco rhythmos, entra a far parte del
lessico italiano come voce dotta e ha le sue prime attestazioni nel XIV secolo. Il vocabolo italiano ritmo indica la successione
regolare nel tempo di forme di movimento, e la frequenza con cui le varie fasi di
tale movimento si succedono.
Questa successione può essere percepita dalludito e
dalla vista oppure può essere colta dalla mente; il ritmo si può sentire,
vedere o si può avere il ritmo in
testa.
Per quanto concerne la danza, il ritmo può riguardare laccompagnamento
musicale, ma anche lazione del corpo, che si può muovere a
ritmo di danza. In questa fase occorre possedere il senso del ritmo o, ancor meglio, avere il ritmo nel sangue.
Il ritmo è fondamentale nella composizione di una coreografia non soltanto nel
ballo, ma anche in altri generi; tra questi ricordiamo il mimo nel quale il ritmo scandisce i movimenti dellattore.
Fondamentale nella musica, come la melodia e larmonia, il ritmo
riguarda i rapporti di durata intercorrenti tra i suoni che si succedono nel tempo.
Oltre a questo significato di base, ritmo assume, in
ambito musicale, numerosi altri significati: si usa infatti per indicare la linea melodica di una composizione, ma anche il suono di uno strumento che accompagna il canto. Con ritmo si indica anche una composizione di musica popolare, nella quale la cadenza prevale
sulla melodia.
Nella retorica classica il ritmo è invece ciò che
garantisce armonia al periodo.
E mentre nella metrica classica il vocabolo indica
lalternanza di sillabe lunghe e brevi, nella metrica italiana si riferisce allalternanza di sillabe toniche e atone.
Cè anche il ritmo della prosa,
che è basato sullavvicendamento degli accenti su parole e frasi; nella prosa latina
e medievale e nella prosa volgare del Due e Trecento, il ritmo si fonda invece sul cursus.
In letteratura esiste la poesia
ritmica, con accompagnamento musicale.
Ma il ritmo come componimento nasce in ambito religioso e
si diffonde in altri contesti, fino a divenire la forma tipica della letteratura italiana
delle origini.
Il vocabolo ritmo si applica a varie situazioni e a vari
contesti: si parla di ritmo nel succedersi di fasi temporali ed abbiamo il ritmo delle stagioni e quello biologico.
Ma si parla anche di ritmo delle azioni: il ritmo del gioco e quello delle partenze,
mentre è frenetico il ritmo della vita quotidiana.
Nellarte figurativa il vocabolo indica il succedersi di forme nello spazio. Si pensi al ritmo
di un colonnato. Ma può riferirsi anche allalternanza o alla combinazione di
linee e di colori,
che danno il ritmo di un dipinto o alla scansione di una
superficie in pieni e vuoti, che possono determinare il ritmo di un
bassorilievo.
Cè poi un tipo di ritmo fondamentale per la vita delluomo: è il ritmo cardiaco, il succedersi regolare di sistole e diastole del
nostro cuore. |