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testi a cura di Daniele Gambarara e Domenico Lamedica

LEGENDA

DEMOGRAFIA
 

sostantivo
femminile

LA CITAZIONE 

"Il più forte indice d'incremento demografico degli ultimi anni si è avuto nell'Oman nel 1995 con un aumento del 36,8 per mille."

Guinness dei Primati

IL FILM

"IERI, OGGI, DOMANI  

Vittorio De Sica

(1963)

Demografia deriva dal greco demos, cioè popolo, popolazione, e -graphia, scrittura, descrizione. Il termine è attestato in Francia verso la metà del XIX secolo ed è passato poi dal francese in italiano.

La demografia è lo studio statistico dei fenomeni di stato e di movimento della popolazione. I primi riguardano la popolazione di un dato territorio in un determinato momento: il numero degli abitanti, la loro divisione per sesso e per classe d'età; i secondi indicano i flussi migratori e il ricambio generazionale.

Le origini della demografia risalgono al Settecento. Fu in Inghilterra che, verso la metà del XVII secolo si svilupparono le prime teorie della popolazione usando metodologie statistiche che furono in seguito riprese e perfezionate in Germania e in Francia.

Alla base della demografia vi è l'indagine statistica, che si serve del censimento per conoscere lo stato della popolazione, dello spoglio delle registrazioni anagrafiche e del registro di stato civile per analizzare i fenomeni di movimento. La statistica fornisce alla demografia i procedimenti matematici da cui si ricavano le leggi delle dinamiche della popolazione.

Le indagini demografiche sono importanti per l'amministrazione pubblica. I dati demografici, infatti, orientano le scelte economiche e politiche dei governi, in particolare per quanto riguarda le previsioni di spesa o di investimento.

Conoscere la concentrazione di disoccupati in certe regioni permette, ad esempio, di orientare gli investimenti a sostegno dell'occupazione; mentre i dati di censimento sull'età media della popolazione danno la previsione sulla spesa pensionistica.

Al contrario, gli orientamenti economici e politici possono influenzare la struttura demografica di un territorio. Infatti, la decisione di creare in una certa area un grande stabilimento industriale o un porto può far crescere il numero di coloro che decidono di abitare nei centri vicini.

Talvolta i governi hanno praticato una precisa politica demografica per determinare mutamenti quantitativi e qualitativi nella popolazione.

La politica più praticata è quella destinata ad accrescere o a diminuire il numero degli abitanti di un paese. L'incremento demografico si otteneva in genere con incentivi economici alla natalità. E' nota in questo senso la tassa sui celibi introdotta in Italia dal fascismo per favorire la creazione di famiglie numerose.

I governi di paesi fortemente sovrappopolati praticano invece politiche orientate verso il contenimento della natalità, incentivando la sterilizzazione della popolazione in età feconda. Ma nella storia troviamo anche politiche demografiche condannabili messe a punto con un pesante intervento sulla qualità della popolazione per selezionare, con sistemi che vanno dalla persecuzione economica alla pulizia etnica, tratti genetici o di classe.

La demografia e la genetica ci dicono invece che il ricambio della popolazione e il mescolarsi di tipi e culture diverse migliora la realtà sociale. Per la demografia, infatti, le migrazioni evitano la stagnazione e l'invecchiamento della popolazione, e portano nuova linfa all'economia aumentando il numero dei lavoratori attivi le cui tasse permettono l'assistenza alle categorie svantaggiate.

LEGENDA


 

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scrivere, disegnare

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