| Demografia
deriva dal greco demos, cioè popolo, popolazione, e -graphia, scrittura, descrizione. Il termine è attestato in Francia verso la metà del
XIX secolo ed è passato poi dal francese in italiano. La demografia è lo studio statistico dei fenomeni di
stato e di movimento della popolazione. I primi riguardano la popolazione di un
dato territorio in un determinato momento: il numero degli abitanti, la loro divisione per
sesso e per classe d'età; i secondi indicano i
flussi migratori e il ricambio generazionale.
Le origini della demografia risalgono al Settecento. Fu in
Inghilterra che, verso la metà del XVII secolo si svilupparono le prime teorie della
popolazione usando metodologie statistiche che furono in seguito riprese e perfezionate in
Germania e in Francia.
Alla base della demografia vi è l'indagine statistica, che
si serve del censimento
per conoscere lo stato della popolazione, dello spoglio delle registrazioni anagrafiche e
del registro di stato civile per analizzare i fenomeni di movimento. La statistica fornisce alla
demografia i procedimenti matematici da cui si ricavano le leggi delle dinamiche della popolazione.
Le indagini demografiche sono
importanti per l'amministrazione pubblica. I dati demografici, infatti, orientano le
scelte economiche e politiche dei governi, in particolare per quanto
riguarda le previsioni di spesa o di investimento.
Conoscere la concentrazione di disoccupati in certe regioni
permette, ad esempio, di orientare gli investimenti a sostegno dell'occupazione; mentre i
dati di censimento sull'età media della popolazione danno la previsione sulla spesa
pensionistica.
Al contrario, gli orientamenti economici e politici possono
influenzare la struttura demografica di un territorio. Infatti, la decisione di creare in
una certa area un grande stabilimento industriale o un porto può far crescere il numero
di coloro che decidono di abitare
nei centri vicini.
Talvolta i governi hanno praticato una precisa politica demografica per determinare mutamenti quantitativi e
qualitativi nella popolazione.
La politica più praticata è quella destinata ad
accrescere o a diminuire il numero degli abitanti di un paese. L'incremento
demografico si otteneva in genere con incentivi
economici alla natalità.
E' nota in questo senso la tassa sui celibi introdotta in Italia dal fascismo per favorire
la creazione di famiglie
numerose.
I governi di paesi fortemente sovrappopolati praticano
invece politiche
orientate verso il contenimento della natalità, incentivando la sterilizzazione della
popolazione in età feconda. Ma nella storia
troviamo anche politiche demografiche condannabili messe a punto con un pesante intervento
sulla qualità della popolazione per selezionare, con sistemi che vanno dalla persecuzione
economica alla pulizia etnica, tratti genetici o di classe.
La demografia e la genetica ci dicono invece che il ricambio
della popolazione e il mescolarsi di tipi e culture diverse migliora la realtà sociale. Per
la demografia, infatti, le migrazioni evitano la stagnazione e l'invecchiamento della
popolazione, e portano nuova linfa all'economia aumentando il numero dei
lavoratori attivi le cui tasse permettono l'assistenza alle categorie svantaggiate.
LEGENDA
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demos, ou, popolo
popolazione, graphein
scrivere, disegnare |
 
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studio statistico di fenomeni di stato e di
movimento della popolazione |
 
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numero
classe, età
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censimento
movimento
legge
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indagine demografica |
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governo |

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