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testi a cura di Daniele Gambarara e Domenico Lamedica

LEGENDA

INDUSTRIA
 

sostantivo
femminile

LA CITAZIONE 

"Guarda lì! Un'industria di ghiaccio secco, un ottimo posto per realizzare dei pensieri."

Talkin’ Heads

IL FILM

"TEMPI MODERNI"  

Charlie Chaplin

(1963)

L parola latina industria, collegata etimologicamente a struere, costruire, indicava in genere l’operosità, la capacità di essere produttivi. Inizialmente il vocabolo italiano ha conservato questo valore latino. Poi, almeno dal Seicento, ha assunto quello oggi prevalente di organizzazione dell’attività produttiva in un certo settore.

Oggi, per industria s’intende l’insieme delle attività tese alla produzione di beni attraverso la trasformazione di materie prime per mezzo di un’organizzazione complessa di macchine e lavoro umano.

Per industria comunemente non s’intende solo l’attività economico-produttiva, ma anche l’organizzazione che la guida e il luogo o l’edificio dove essa si svolge.

L’industria può essere di occupazione, se sfrutta materie prime diverse da quelle agricole, come nel caso dell’industria del legno; di trasformazione, quando trasforma le materie prime in manufatti destinati al consumo; di prestazione se fornisce servizi, come l’industria del turismo, del cinema, dei trasporti.

Le caratteristiche che distinguono l’industria dall’artigianato sono la produzione in grande serie, l’uso intensivo di macchine utensili, l’accentramento produttivo.

L’attività industriale moderna iniziò in Inghilterra nella seconda metà del Settecento con l’applicazione della caldaia a vapore alle macchine per la tessitura, prima azionate dall’energia idraulica. Così l’attività produttiva divenne indipendente dalla localizzazione delle fonti di energia.

Successivamente, il perfezionamento della locomotiva e lo sviluppo della ferrovia resero meno costoso il trasporto delle materie prime fino ai luoghi di lavorazione. Fu possibile così accentrare le attività produttive, avvicinarle ai consumatori e alle concentrazioni di manodopera, produrre in grandi quantità e contenere i costi.

Nel Novecento, poi, l’energia elettrica e il motore a scoppio dettero all’industria il volto che conosciamo. A seconda del numero degli addetti e del tipo di gestione un’industria può essere piccola, media o grande.

Oggi questa classificazione comincia ad essere superata dalla realtà. Rispecchia infatti una cultura industriale di origine ottocentesca, legata alla grande industria metalmeccanica dove gli addetti si contano a migliaia.

Attualmente la divisione in aziende medie, grandi e piccole non dipende tanto dal numero degli addetti, quanto dal mercato di riferimento e dal fatturato. Nel campo delle tecnologie avanzate come l’informatica o la robotica, ad esempio, poche decine di operai e tecnici superspecializzati producono valore per centinaia di miliardi e coprono le necessità del mercato mondiale.

Anche l’accentramento produttivo tipico dell’industria comincia ad essere messo in discussione dalle tecnologie telematiche. Il telelavoro svolto in casa da operatori collegati in rete comincia a prendere piede nelle industrie di prestazione e potrebbe cambiare la dimensione e l’organizzazione degli uffici e il volto delle città.

L’industria è una delle attività fondamentali dell’economia moderna e uno dei motori dell’attività finanziaria. In Borsa, le società che possiedono gli impianti industriali cercano i capitali che permettono loro di fare nuovi investimenti per rispondere meglio al mutare della domanda di prodotti e servizi, creando nello stesso tempo lavoro e occupazione.


LEGENDA

 

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struere
=costruire









operosità
capacità di essere produttivi

 

valore

 


organizzazione dell’attività produttiva
insieme delle attività tese alla produzione di beni

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macchina
lavoro


industria di occupazione
industria di trasformazione
industria di prestazione

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cinema
energia
materia
numero
realtà
cultura
mercato
informatica
città
economia
borsa