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altre scienze e tecniche sorte tra Sette e Ottocento, anche la fotografia porta un nome
formato in epoca moderna con elementi di origine greca. Photo-
in greco indica tutto ciò che ha a che fare con la luce, e -graphia significa scrittura, disegno. Il
significato letterale di fotografia sarebbe dunque quello di tecnica
di disegnare per mezzo della luce. Più precisamente, si chiama fotografia
qualsiasi procedimento, ottico, meccanico o chimico, che permette di
riprodurre immagini della realtà
grazie all'effetto che ha la luce su determinate sostanze. La parola, che proveniva dalla
Francia ma esisteva già anche in inglese e in tedesco, compare in Italia intorno al 1840.
Nel giro di pochi anni il nome di fotografia passa dal
procedimento al suo risultato, cioè alle immagini stampate; verso il 1850 già si parla
di fotografi, e qualche anno dopo di macchine
fotografiche. L'abbreviazione foto inizia a essere
usata negli anni Trenta: prima la parola fotografia si accorciava in fotò, alla francese.
È difficile rendersi conto di quanto la fotografia abbia
cambiato il nostro orizzonte mentale. Ciascuno di noi conosce direttamente solo una parte
piccolissima del mondo.
Quanti hanno visto dal vivo un giaguaro, un baobab, un aborigeno australiano?
Prima della fotografia e dei suoi discendenti diretti, cinema e televisione,
ciascuno era costretto a immaginarseli come poteva, rielaborando attraverso traduzioni e
resoconti via via più sbiaditi le descrizioni di chi li aveva visti.
Grazie alla fotografia, le immagini si diffondono
immediatamente, superando le barriere linguistiche e conservando indefinitamente la memoria di fatti, persone
e oggetti destinati a scomparire.
La fotografia è anche alla base del cinema, dove una
proiezione di fotogrammi in successione rapidissima dà l'effetto del movimento. Innumerevoli
altri settori non possono più fare a meno degli sviluppi tecnici della fotografia.
Grazie alla fotogrammetria,
geometri, geografi e archeologi fanno cose che erano impensabili con le tecniche
tradizionali di rilevamento e misurazione.
È un tipo di fotografia anche la radiografia, che riprende
raggi invisibili per l'occhio umano ed è indispensabile nelle diagnosi mediche.
L'atletica, l'ippica, l'automobilismo non potrebbero rinunciare al fotofinish,
che stabilisce senza dubbi l'ordine d'arrivo di una gara.
I progressi fatti prima nella ripresa delle immagini e poi
nel loro immagazzinamento digitale stanno integrando la fotografia con l'informatica, con
risultati che hanno dell'incredibile. Nessuna tecnologia però è un bene in sé:
dipende da come la si usa, e la riproduzione fotografica non fa eccezione.
L'uso della fotocopia, che è
anch'essa un procedimento fotografico, ha alleggerito e accelerato molto il lavoro degli
uffici, ma quando si fotocopiano libri in commercio per evitare di comprarli si causa un
danno grave all'editoria.
I settori sui quali la fotografia ha inciso di più sono
proprio quelli dell'editoria, della stampa
e dell'informazione.
Nel giornalismo la fotografia si evolve: i giornali della prima metà del
secolo usavano le foto solo come corredo alle notizie, mentre oggi esse sono una parte
indispensabile dei servizi, e il fotoreporter è un giornalista che scrive per immagini.
Il corretto uso delle immagini è anche un problema di
etica professionale. Le sensazioni di orrore e pietà che si provano alla vista di certe
foto non rischiano forse di distogliere l'attenzione dall'obiettività della notizia?
D'altra parte, però, è legittimo separare i fatti dalle
sensazioni che li accompagnano, come se queste non facessero parte della realtà? Proprio
perché più diretta ed elementare della comunicazione linguistica, la comunicazione
fotografica è anche più difficile da regolamentare.
LEGENDA
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