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testi a cura di Tullio De Mauro e Luca Lorenzetti

LEGENDA

STAMPA
 

sostantivo    femminile

 

LA CITAZIONE 

"Un popolo che ha la libertà di stampa arriva a sopportare tutto dai suoi governi."

Anne Laure Guinon

IL FILM

"NOTRE DAME"  


William Dieterle

(1939)

Il vocabolo stampa deriva dal verbo stampare, che a sua volta proviene da stampon che nella lingua dei Franchi significava pestare.

Fino alla metà del Quattrocento stampa significava solo impronta, traccia. Di questo significato, appunto, restano solo tracce, come nello stampo per i dolci o negli stampini con cui giocano i bambini.

Poco dopo il 1450 il tedesco Johann Gutenberg inventò la stampa a caratteri mobili e realizzò la prima Bibbia stampata. L'importanza dell'invenzione fu subito chiara: nelle lingue di tutta l'Europa, verbi che fino ad allora avevano significato premere cominciarono a significare anche stampare. In Italia, già alla fine del XV secolo si parlava di stampa in questo senso.

Qualche decennio dopo, la stampa indica anche la riproduzione di un disegno. Perché l'insieme dei giornali e dei giornalisti inizi a chiamarsi stampa si deve aspettare la fine dell'Ottocento, e solo ai primi del Novecento stampa passa a denominare la fase finale della riproduzione fotografica e insieme il suo prodotto, la fotografia stessa.

La parola stampa si usa anche come aggettivo, sempre in riferimento all'informazione giornalistica, nelle espressioni tribuna stampa, conferenza stampa, addetto stampa.

Sono state moltissime le conseguenze culturali dell'invenzione della stampa. La trasmissione scritta del sapere fu completamente rivoluzionata dal nuovo procedimento, che consentiva di produrre con una spesa limitata una quantità di libri enormemente superiore a quella ottenibile con la riproduzione manoscritta.

I costi dei libri si abbassarono: una biblioteca di manoscritti era un lusso che solo principi e istituzioni si potevano permettere, mentre la stampa permise la formazione di piccole biblioteche private, fatte di pochi titoli, anche a famiglie non particolarmente benestanti.

Il pubblico tradizionale era addirittura troppo ristretto per esaurire le potenzialità della stampa, sicché gli stampatori dovettero modificare e diversificare la produzione libraria per allargare il loro pubblico.

Un sintomo chiaro di questo cambiamento fu la precoce e intensa produzione di stampe in volgare, che contrastava con la precedente preminenza dei manoscritti in latino. Non si deve pensare tuttavia a un'esplosione generalizzata di lettori. Ancora per qualche secolo, l'uso diretto della stampa fu riservato a pochi privilegiati: nel 1871 quasi i due terzi degli uomini e più dei tre quarti delle donne italiane non sapevano leggere o scrivere.

Dai torchi di Gutenberg alle stampanti laser, passando per le monotype e per le linotype, la tecnologia della stampa si è rinnovata profondamente. Non avrebbe potuto essere altrimenti: settori centrali della società e dell'economia, come l'editoria, l'amministrazione pubblica e l'informazione, presuppongono la stampa, che e anche sinonimo di giornalismo.

La libertà di stampa è uno dei diritti civili più importanti, ed è garantita dalla Costituzione repubblicana. Non a caso, regimi totalitari come il fascismo italiano, il nazismo tedesco e il comunismo staliniano hanno represso e soppresso in vari modi la libertà di stampa.

Il grande scrittore russo Michail Bulgakov, che più di altri soffrì di questa repressione, scrisse una volta al governo sovietico: ‘Gli appelli alla libertà di stampa sono un mio dovere di scrittore. Io sono un fervente ammiratore di questa libertà e ritengo che se qualche scrittore pensasse di dimostrare che non ne ha bisogno, egli si renderebbe simile a un pesce che dichiarasse pubblicamente di non aver bisogno dell'acqua’.

LEGENDA

verdemedio.jpg (646 byte) stampare
stampon
=pestare

impronta
traccia

verdescuro.jpg (646 byte)

stampo
stampino

verdescuro.jpg (646 byte)verdescuro.jpg (646 byte)

bibbia
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fotografia
informazione

 

 

 

 

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