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testi a cura di Ignazio Baldelli e Ugo Vignuzzi |
LEGENDA |
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IMPARARE verbo transitivo prima coniug. reg. |
LA CITAZIONE "Non s'impara a essere reali, è come imparare a essere nani." Woody Allen |
IL FILM "I SETTE SAMURAI" Akira Kurosawa (1954) |
| La parola imparare è sempre stata presente nella nostra lingua in quanto
non è un termine colto, ma di tradizione ininterrotta, e continua un verbo non del latino
classico ma di quello parlato. Questo verbo si era formato nelluso quotidiano come
composto di in- e parare che
voleva dire anche procurarsi qualcosa, acquisirla. Imparare ne diventava così quasi un rafforzativo con un procedimento analogo a quello per cui da prendere con il parallelo prefisso ad- si è formato apprendere. E limportanza di imparare è tale che il verbo è stato usato fin dagli inizi della nostra letteratura, non solo da Dante, ma anche più volte da Francesco Petrarca, come nei versi famosi "Ben sa l ver chi limpara / comho fattio con mio grave dolore". Il valore più generale di imparare è dunque quello di apprendere qualcosa dai fatti della vita, o dallesperienza, per cui noi ancora oggi diciamo con i proverbi che nella vita cè sempre da imparare. E questa la base di un processo di educazione che va intesa come sviluppo globale non solo del sapere e della capacità di conoscere, ma più in generale dellintelligenza e della personalità dellindividuo. Ma più spesso con imparare ci si riferisce a un apprendimento che avviene mediante uno sforzo di applicazione costante, una pratica, un esercizio ripetuto, uno studio: i nostri vecchi dicevano che sbagliando simpara, e anche facendo simpara, perché solo chi non fa non sbaglia e nessuno nasce imparato. E soprattutto negli anni della scuola, che ciascuno di noi impara non solo le nozioni che costituiscono il suo bagaglio di cultura e di conoscenze, ma soprattutto viene educato alla vita, e preparato ad assumere il proprio posto nella società. In questo senso il diritto di imparare non può essere negato a nessuno e tutti devono essere messi nelle condizioni di poter imparare: "i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi", come prescrive esplicitamente la nostra carta costituzionale. Certo, non si tratta di imparare nozionisticamente date, fatti, nomi, ma di prepararsi seriamente e costruttivamente per un domani in cui, come diceva Eduardo De Filippo, gli esami non finiscono mai, anche e soprattutto fuori della scuola. E daltra parte anche insegnando simpara perché nellinsegnare altrui, impara sempre qualcosa anche
quegli che insegna: non è unaffermazione della pedagogia più recente, ma
addirittura la spiegazione di una fonte autorevole, quale il Vocabolario dellAccademia della
Crusca, la più illustre istituzione
che da secoli si è posta lobiettivo della salvaguardia della lingua italiana. |
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