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testi a cura di Ignazio Baldelli e Ugo Vignuzzi |
LEGENDA |
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SCUOLA sostantivo femminile |
LA CITAZIONE "Se avessi studiato sarei stato il primo della classe." Paul Newman da Butch Cassidy |
IL FILM "BIANCA" Nanni Moretti (1984) |
| Il vocabolo scuola proviene dal latino schola,
che a sua volta è un prestito dallantico greco scholé:
questo termine originariamente indicava il tempo libero, che
secondo il pensiero degli antichi doveva essere impiegato al meglio in occupazioni
intellettuali, letture, riflessioni, discussioni. Di qui si forma il valore di attività di studio o culturale, come una conferenza. Ma scuola era anche il luogo dove si svolgeva questa attività, soprattutto al fine di insegnare tanto da parte dei più alti Maestri del pensiero (si pensi a Platone o ad Aristotele), quanto di oscuri pedagoghi. Anche a Roma la parola venne assunta con le sue valenze culturali, soprattutto nel senso di corso di lezioni che, se tenute sistematicamente a degli adolescenti, equivalevano al nostro concetto di scuola: e schola indicava anche il luogo nel quale venivano riuniti questi giovani. Nel latino medievale, ad esempio, con schola cantorum venne indicato quel settore delle basiliche o delle chiese più importanti riservato ai cantori, e poi la scuola di canto annessa alla chiesa e quindi, senzaltro, il coro. Senza entrare nelle complesse vicende dellistituzione scolastica lungo i molti secoli che ci separano dalla fine del mondo classico, che ha coinciso con il crollo del sistema educativo romano, va comunque osservato che già agli inizi della nostra civiltà letteraria e della nostra lingua la parola scuola risulta ben attestata, praticamente in tutti i valori principali del termine attualmente in uso. E non è privo di significato il fatto che il termine sia presente non solo in Dante Alighieri, ma anche in Giovanni Boccaccio e in Francesco Petrarca che prende spunto proprio dalla scuola per unimmagine di grande raffinatezza: Oh! di quali scole / verrà l maestro che descriva a pieno / quel chio vò dir in semplici parole. Ma nella società moderna la scuola è diventata unistituzione pubblica, e frequentarla è un diritto e insieme un obbligo: questa istituzione ci accompagna fin dagli anni dellinfanzia, e poi della giovinezza. A scuola non abbiamo imparato soltanto a leggere, scrivere e far di conto, ma abbiamo anche appreso i fondamenti della nostra cultura, esercitando e sviluppando le nostre capacità di pensiero e di intelligenza. Insomma dalla scuola materna, per tutta la scuola dellobbligo e poi nella scuola superiore ed anche in quelle universitarie o di perfezionamento, il problema è quello di fornire un itinerario di educazione e di autoeducazione che abbia come obiettivo una formazione quanto più globale, per il migliore inserimento nella società e nel mondo del lavoro. Eppure si può apprendere in tanti modi, assai spesso fuori dalle aule scolastiche e dalletà scolare, presso enti o istituti che svolgono attività particolari dinsegnamento come una scuola guida, una scuola di cucina, di ballo, o di vela. Più in generale, con scuola si viene ad indicare in tal modo il gruppo di coloro che si rifanno ad una medesima metodologia o impostazione teorica, in genere espressa da colui che viene riconosciuto come il comune maestro. E allora la storia della cultura è scandita largamente
da scuole artistiche, filosofiche, letterarie, o scientifiche: il più grande pittore del
nostro Rinascimento, Raffaello Sanzio, ha raffigurato la sintesi della grande cultura
classica rappresentandone i massimi esponenti in un dipinto denominato La scuola di
Atene. |
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