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testi a cura di Ignazio Baldelli e Ugo Vignuzzi |
LEGENDA |
Il termine italiano governo rinvia al greco kybernán e quindi al latino gubernare, da cui si formò gubernum. Ma cosa accomuna un membro del governo, il pilota di una nave e uno studioso di cibernetica? Se guardiamo alla storia delle parole, lorigine stessa di questi nomi. Il verbo greco kybernán, un termine di origine piuttosto controversa, significava infatti reggere il timone di unimbarcazione, con riferimento alla funzione del pilota di una barca o di una nave che la mantiene sulla rotta fissata. Kybernetes era appunto il pilota, o il timoniere, mentre larte di pilotare, di guidare era detta kybernetikè tékhne, da cui il matematico americano Norbert Wiener ha tratto in inglese nel 1948 cybernetics come scienza che studia come riprodurre nelle macchine i sistemi di guida e di controllo del cervello degli esseri viventi: di qui provengono litaliano cibernetica e i suoi derivati riferiti ai cervelli elettronici. Per un popolo di navigatori come i Greci questo verbo costituiva veramente un termine chiave, emblematico, che presto dallimpiego tecnico nautico era passato al valore traslato e più generale di chi mantiene gli altri sulla giusta rotta, cioè li governa. Questa metafora è da accostare alle molte altre del linguaggio odierno, collegate agli stessi ambienti e oggetti, per cui è comune affermare che "si sta nella stessa barca" soprattutto quando cè burrasca, o che "si manda avanti la barca" anche se non si è proprio navigati, cioè esperti. Dal greco la parola, nel suo duplice significato, è entrata molto presto nella lingua latina, dove ha dato gubernare e gubernum, quello con cui si governa, con riferimento al timone di una nave o anche con il significato più generico di governo, che nellitaliano di oggi ha prevalso. Nei secoli passati, tuttavia, anche in italiano governo poteva avere significato di timone, come attestano Dante, Petrarca e Bembo. La parola ha assunto poi diverse sfumature e valori collegati, in relazione anche ai diversi impieghi del verbo governare, che pure ai giorni nostri ha conservato il significato primario di mettere sulla giusta rotta o via, guidare. In questo senso governo significa innanzitutto guida: così nel linguaggio della Chiesa si è spesso parlato di governo delle anime, e fino a pochi decenni fa al marito, considerato capo della casa, spettava il governo della famiglia. Oggi il valore più diffuso della parola governo è quello di organismo che ha la guida, la direzione politica degli affari di un paese, di una nazione, cioè dello Stato. Al governo spetta perciò il potere esecutivo: la nostra costituzione assegna tale compito al Consiglio dei ministri sotto la direzione del Presidente del consiglio che è il Capo del governo. Il governo giura nelle mani del Presidente della Repubblica e deve avere la fiducia del Parlamento. Quella del governo è quindi unistituzione centrale dellordinamento politico, per cui spesso con il tipo di governo si identifica, in senso più generale, la stessa forma di ordinamento statale. Si parla allora di governo monarchico o repubblicano riferendosi alla forma istituzionale dello Stato, oppure di governo democratico quando è rispettoso delle libertà civili e politiche dei cittadini , o in caso contrario, si dice che è autoritario o addirittura tirannico. Non si governa tuttavia soltanto una nazione o uno stato, ma anche una parte di esso: ciascuno dei i cinquanta stati che costituiscono gli Stati Uniti dAmerica ha a capo un governatore, mentre, per tradizione, il massimo dirigente di certe banche centrali, come la Banca dItalia, ha lo stesso titolo. Si tratta infatti pur sempre di funzioni di guida e di controllo nello stesso senso per cui, di una situazione particolarmente complessa e difficile, ormai sfuggita di mano, diciamo che è ingovernabile. |
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