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testi a cura di Ignazio Baldelli e Ugo Vignuzzi |
LEGENDA |
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GIUSTIZIA sostantivo femminile |
LA CITAZIONE "L'idea di giustizia non ha potuto germogliare che nella testa di un anarchico." Anatole France |
IL FILM "ALTRI TEMPI" Alessandro Blasetti (1952) |
| Giustizia è un termine colto che riprende il latino iustitia,
derivato da iustum, vale a dire ciò
che è legittimo in quanto conforme allo ius: e ius in
età più arcaica indicava la legge o la norma tramandate
come formula religiosa. Dalla stessa base deriva il verbo iurare dal quale provengono non soltanto le parole italiane giurare e giuramento, ma anche giuria, giurato, giurì. Anche iudex - da ius dico - indicava inizialmente chi era in grado di tramandare e applicare le norme sacre. Più tardi, nellantica Roma, la concezione dello ius fu svincolata da presupposti religiosi per assumere il valore civile, di diritto in senso moderno, una concezione che è alla base della civiltà giuridica occidentale. A questultima accezione si connettono termini come giuridico, giurista, giurisprudenza e giurisdizione. Su questa linea il grande giurista romano Ulpiano definisce la giustizia come dare a ciascuno il suo, che è il fondamento della cosiddetta giustizia commutativa, ovvero la legge. Con laffermarsi del Cristianesimo, parole come giusto e giustizia acquistarono un significato morale anche in riferimento alla redenzione operata da Cristo, il Giusto per eccellenza. La giustizia venne percepita - insieme alla temperanza, la fortezza e la sapienza - come una delle Virtù Cardinali, fondamentali per tutte le altre virtù umane, aprendo la strada a una interpretazione sociale del termine. La storia della parola italiana giustizia ha dunque nelle sue origini dei riferimenti religiosi, e anche per altri popoli il concetto di giustizia si forma di ambito sacrale. Per gli antichi Greci ad esempio, lidea di giustizia era collegata allordine delluniverso per cui cose e individui avevano una propria funzione e una condizione determinata allinterno del cosmo, e la dea della giustizia Dike era colei che ristabiliva lordine violato dal colpevole. Limpiego principale del termine giustizia è attualmente quello giuridico. In una società civile è la magistratura che amministra la giustizia, secondo una ormai classica divisione dei poteri: si parla allora di istituzioni come lAlta Corte di Giustizia. Nel palazzo di giustizia si trovano gli uffici giudiziari, e nel nostro paese cè il Ministero di Grazia e Giustizia, perché la giustizia non è solo punizione. In questo senso il termine rinvia - prima ancora che alla condanna - ad un giudizio: è il ritorno del concetto di fondo del riconoscimento dellequità, di ciò che è giusto, che a livello più alto per i credenti è rappresentato dalla giustizia divina. Lo studio dei modi in cui la giustizia è interpretata e applicata allinterno di una società può darci la misura del grado di evoluzione e di civiltà di quella società: laddove vi è corretta ed effettiva giustizia possono esistere condizioni fondamentali per la convivenza umana, quali la tutela della libertà personale e di tutto un popolo, lassenza di abusi di potere, losservanza del proprio dovere e il rispetto del diritto. Ci sono poi alcune locuzioni in cui compare con diverse sfumature la parola giustizia: si afferma ad esempio che giustizia è stata fatta nel senso che si è ristabilita lequità e si è riparato un torto. In passato, lesecutore della giustizia o il giustiziere era il boia, per cui si dice ancora giustiziare quando si esegue una condanna a morte. Infine, si parla di giustizia sommaria riferendosi a chi si fa giustizia da sé, diventando giudice e giustiziere e commettendo in realtà una grave ingiustizia. |
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