a parola italiana Bibbia proviene dal greco: il nome greco plurale
tà biblia - letteralmente i libri -
indicava per i cristiani i libri sacri per eccellenza, e tà
biblia è il plurale di biblion, che significa striscia di papiro. In greco, infatti, il papiro era detto biblos: un vocabolo che dopo aver perduto il senso originario giunse ad indicare il libro.
Con Bibbia - un termine attestato in italiano alla fine del Duecento - si intende il complesso delle scritture sacre dellebraismo e del cristianesimo.
La Bibbia è una collezione di libri che si citano ognuno
con il proprio titolo, normalmente abbreviato, seguito dal numero del capitolo e da quello del
versetto.
Ciò che conferisce unità ai libri che compongono la Bibbia è il riconoscimento che
tali libri sono ispirati da Dio e quindi immuni da errore.
La differenza tra ebraismo e cristianesimo, dà luogo alla distinzione tra i due
testamenti: il Vecchio (o Antico) Testamento e il Nuovo Testamento.
La tradizione
scritta di questo testo - in lingua
ebraica con parti in aramaico - è costituita da vari manoscritti, tutti posteriori al
nono secolo dopo Cristo, perché nelle sinagoghe le copie consumate dal tempo e dalluso
venivano immediatamente sostituite con copie nuove.
In italiano, le prime versioni parziali della Bibbia dal latino risalgono al XIII
secolo.
La prima Bibbia a stampa
è opera di Giovanni
Gutenberg e porta la data del 1455, mentre le prime edizioni a stampa italiane si hanno a
Venezia nel 1471, per opera di Vindelino da Spira.
A partire da queste prime edizioni il mercato dei libri sacri si estese
progressivamente: la Bibbia divenne così il libro più diffuso, presente in tutte le biblioteche pubbliche e private
non soltanto del mondo
occidentale.
La Bibbia ha esercitato una grande influenza sulla pittura, sulla scultura e sullarte in generale, e il suo
influsso è imponente anche sulle letterature medievali di tutti i paesi dellEuropa,
sia nella prosa che nella poesia.
Immagini e personaggi delle sacre scritture sono presenti in numerosi luoghi: dai
portali in marmo delle chiese ai cicli pittorici, dalle vetrate alle miniature dei codici.
Citazioni bibliche ricorrono anche in opere profane, come la lirica damore e i romanzi cavallereschi.
In senso traslato, il vocabolo Bibbia vale anche come opera o
autore cui si attribuisce una fondamentale importanza.
Ma la parola Bibbia, a partire dal Cinquecento, sta anche ad indicare uno scritto, un discorso prolisso o una storia lunga e
noiosa.
LEGENDA
