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testi a cura di Maurizio Dardano e Gianluca Frenguelli

LEGENDA

LIBRO
 

sostantivo maschile

 

LA CITAZIONE 

"Accidenti quanti libri, sono tutti diversi..."

da ‘Colpo di fulmine’ di Howard Hawks

IL FILM

"FAHRENHEIT 451 "  


François Truffaut

(1966)

La parola italiana libro ha origine dal latino liber che significa libro, volume.

Liber indicava originariamente la parte interna della corteccia delle piante, che a volte prende l’aspetto di una pellicola che, disseccata, veniva utilizzata dagli antichi per scrivere prima della scoperta del papiro.

Con il vocabolo liber si intendeva anche ciò che era scritto su questo materiale, e tale significato si è conservato dopo la diffusione del papiro.

Liber perde la sua accezione originaria con la scoperta della pergamena e, in seguito, della carta.

Quest’ultima era conosciuta in Cina già nel secondo secolo avanti Cristo, ma fu importata in Occidente dagli Arabi soltanto agli inizi del XII secolo.

Il termine libro - attestato in italiano a partire dal XIII secolo - indica in generale una raccolta di fogli manoscritti di uguale forma e misura, ordinati secondo una successione logica, numerati e cuciti insieme in modo da formare un volume o un opuscolo.

Fino al Medioevo, i libri erano copiati dagli amanuensi, monaci specializzati in questa attività.

Questo lavoro era compiuto negli scriptoria, dei locali appositamente attrezzati nelle biblioteche dei monasteri.

Dalla metà del Quattrocento, dopo l’invenzione della stampa da parte di Giovanni Gutenberg, il vocabolo libro passa ad indicare anche i volumi composti con tale sistema.

Il primo libro stampato da Gutenberg è la sua famosa Bibbia, che risale al 1455.

Il nome convenzionale che è stato dato ai primi prodotti della tipografia è incunaboli - dal latino incunabola, cioè fasce.

I libri stampati a partire dal Cinquecento sono detti invece cinquecentine.

Con libro si intende anche per estensione il contenuto di un volume, e questo è un valore che ritroviamo già in Dante Alighieri.

A seconda del contenuto, si può avere un romanzo, un libro di poesia o di filosofia, un libro di favole ed altro ancora.

A partire dal Trecento si definisce libro anche ciascuna delle parti principali in cui è diviso un trattato.

Con l’espressione libri sacri si indicano invece le scritture religiose, ovvero ciascuna delle opere che nel loro insieme costituiscono la Sacra Scrittura.

Il libro sacro per eccellenza è la Bibbia, mentre i libri liturgici sono quelli usati per il servizio religioso che si svolge in chiesa.

La parola libro non ha però sempre un’accezione positiva: nella Francia rivoluzionaria, il libro nero era un elenco di nomi di persone contrarie al regime e ritenute pertanto pericolose, e ancora oggi si dice annotare qualcuno sul libro nero, cioè considerarlo degno di riprovazione.

Un libro può anche non essere inteso in senso materiale: è possibile infatti leggere il libro della natura, ovvero osservare l’universo, scoprirne l’armonia e comprenderne le leggi, così come fece Galileo Galilei, al quale si deve una delle prime attestazioni di questa espressione.



LEGENDA




 

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liber, libri

libro
volume

=parte interna della corteccia delle piante

scrivere

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=ciò che era scritto

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significato

raccolta di fogli manoscritti di uguale forma e misura, ordinati in successione logica e cuciti insieme

lavoro
biblioteca
stampa
bibbia


















contenuto di un volume

valore
romanzo
poesia

ciascuna delle parti principali in cui è diviso un trattato

espressione

libri sacri

opera

libri liturgici
libro nero

senso
leggere

libro della natura

armonia
legge