a parola italiana libro ha origine dal latino liber che significa libro, volume. Liber indicava
originariamente la parte interna della corteccia delle piante,
che a volte prende laspetto di una pellicola che, disseccata, veniva utilizzata
dagli antichi per scrivere
prima della scoperta del papiro.
Con il vocabolo liber si intendeva anche ciò che era scritto
su questo materiale, e tale significato
si è conservato dopo la diffusione del papiro.
Liber perde la sua accezione originaria con la scoperta della pergamena e, in seguito,
della carta.
Questultima era conosciuta in Cina già nel secondo secolo avanti Cristo, ma fu
importata in Occidente dagli Arabi soltanto agli inizi del XII secolo.
Il termine libro - attestato in italiano a partire dal XIII secolo - indica in generale
una raccolta di fogli manoscritti di uguale forma e misura, ordinati secondo una successione logica, numerati e cuciti insieme in modo da formare un volume o un opuscolo.
Fino al Medioevo, i libri erano copiati dagli amanuensi, monaci specializzati in questa
attività.
Questo lavoro
era compiuto negli scriptoria, dei locali appositamente attrezzati nelle biblioteche dei monasteri.
Dalla metà del Quattrocento, dopo linvenzione della stampa da parte di Giovanni Gutenberg, il
vocabolo libro passa ad indicare anche i volumi composti con tale sistema.
Il primo libro stampato da Gutenberg è la sua famosa Bibbia, che risale al 1455.
Il nome convenzionale che è stato dato ai primi prodotti della tipografia è
incunaboli - dal latino incunabola, cioè fasce.
I libri stampati a partire dal Cinquecento sono detti invece cinquecentine.
Con libro si intende anche per estensione il contenuto di un
volume, e questo è un valore
che ritroviamo già in Dante Alighieri.
A seconda del contenuto, si può avere un romanzo,
un libro di poesia o di
filosofia, un libro di favole ed altro ancora.
A partire dal Trecento si definisce libro anche ciascuna delle
parti principali in cui è diviso un trattato.
La parola libro non ha però sempre unaccezione positiva: nella Francia
rivoluzionaria, il libro nero era un elenco di nomi di
persone contrarie al regime e ritenute pertanto pericolose, e ancora oggi si dice annotare
qualcuno sul libro nero, cioè considerarlo degno di riprovazione.