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comunicazione |
testi a cura di Tullio De Mauro e Luca Lorenzetti |
LEGENDA |
| La parola lemma nacque nellantica Grecia, dove significava
letteralmente guadagno, acquisto. In seguito, gli scienziati del Rinascimento trovarono il termine nei trattati di logica antica e lo acquisirono dal latino per utilizzarlo anche in italiano. Nella nostra lingua come in quelle classiche, lemma è unespressione che appartiene soprattutto al linguaggio scientifico ed e poco frequente nelluso comune. Nella cultura classica, il lemma era la premessa che si faceva prima di iniziare un ragionamento, una discussione filosofica o una dimostrazione logica. Con questa accezione, il vocabolo lemma fu usato anche da studiosi come Galileo Galilei ed Evangelista Torricelli, e fa parte ancora oggi delle convenzioni della matematica e della logica. Si chiama lemma un risultato che viene inserito in una dimostrazione come sostegno intermedio per indicare i passaggi successivi: prima di dimostrare il teorema si deve perciò verificare il lemma. Lemma ha un senso leggermente diverso in campo filosofico. Un grande filosofo del Settecento, Immanuel Kant, considerava il lemma una conoscenza acquisita in un determinato settore di studi, che gli specialisti accettavano senza verificarla o dimostrarla: quando si dice che luniverso prima o poi morirà, si assume come lemma la seconda legge della termodinamica. Alcuni significati tradizionali della parola lemma sono oggi scomparsi quasi del tutto. Fino al Settecento con lemma si intendeva anche la breve introduzione che veniva stampata e posta allinizio di una poesia per indicarne la data di composizione, spiegarne la forma o chiarirne il messaggio. Altri valori del termine sopravvivono solamente in alcuni ambiti: nello studio dei manoscritti antichi, ad esempio, si chiamano lemmi le annotazioni degli studiosi poste sui margini delle pagine per segnalare punti di particolare interesse o complessità. Le due discipline in cui il vocabolo lemma è utilizzato in senso del tutto nuovo rispetto alla tradizione sono la lessicologia - che studia la storia e il funzionamento delle parole di una lingua - e la lessicografia - che fa uso di questo studio per la realizzazione dei vocabolari. In lessicografia si chiamano lemmi le parole che si possono leggere allinizio di una voce di vocabolario o di una enciclopedia. Si può usare lemma anche per indicare una intera voce: le enciclopedie migliori aggiungono centinaia di lemmi nuovi a ogni edizione. Non bisogna poi confondere i lemmi con le parole, che sono molto più numerose: in qualsiasi vocabolario italiano troviamo il lemma mangiare, ma non troviamo mangiammo o mangiarono e tutte le altre forme di questo verbo. Dallaccezione di lemma nel senso di voce di vocabolario derivano alcuni altri termini di uso ristretto agli addetti ai lavori. Il lemmario, ad esempio, è linsieme dei lemmi contenuti in un vocabolario o in altre opere simili, e i criteri per costruire un lemmario cambiano a seconda del genere di repertorio che si intende realizzare. Una differenza tra dizionari ed enciclopedie consiste nel fatto che nelle seconde può essere accolto nel lemmario - o lemmatizzato - anche un nome di persona. |
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