| La
parola virtuale proviene dal latino medievale virtualis, che
deriva, a sua volta, da virtus, virtù,
valore inteso originariamente con riferimento alla virtus romana, cioè come forza del vir
romanus in senso militare. Successivamente,
dopo le prove affrontate con coraggio dai primi martiri cristiani,
il termine virtus prese una accezione morale.
Virtuale, nel gergo della filosofia scolastica, indica un essere in potenza che si sta realizzando in atto. Un esempio è
quello dell'albero e del seme. Il seme ha dentro di sé in potenza l'albero, mentre
l'albero adulto è l'atto in cui il seme si realizza.
Più precisamente, l'idea di virtuale individua il momento in
cui il seme ha iniziato a germinare ma non è ancora cresciuto completamente.
Infatti, una cosa è virtuale quando non è più potenza,
ma non è ancora completamente atto.
Nel linguaggio della fisica moderna virtuale si oppone a reale
con il senso di esistente solo al livello concettuale,
convenzionale, non corrispondente alla realtà.
Grandezze o concetti virtuali, infatti, sono convenzioni
che facilitano le dimostrazioni; fenomeni o enti virtuali sono quelli che si presentano
con aspetti non corrispondenti alla realtà. Si definisce ad esempio virtuale un fenomeno
che teoricamente dovrebbe produrre un effetto, ma non lo produce ancora come previsto.
In fisica ottica il fuoco virtuale
è il punto in cui dal punto di vista della geometria si dovrebbe avere la visione
più chiara. In realtà questo punto non coincide mai perfettamente con il fuoco reale
che, invece, risente di condizioni quali la densità dell'aria e la temperatura.
L'uso più recente di virtuale è quello dell'informatica; virtuale è ogni dispositivo che può essere simulato da un calcolatore.
Nella telematica,
ad esempio, si parla di tecnologia
a circuito virtuale quando due calcolatori per scambiarsi messaggi creano un circuito
cosiddetto logico, cioè non esistente fisicamente, che simula una linea telefonica
dedicata esclusivamente a loro.
In realtà, i calcolatori per scambiarsi messaggi si
servono dello stesso tipo di filo della rete telefonica comunemente usato da quanti stanno
telefonando in quel momento.
Non solo, i calcolatori possono essere utilizzati per
simulare non solo oggetti fisici come un circuito o un terminale, ma anche oggetti e
situazioni della realtà in modo talmente perfetto da ingannare chiunque.
In questo caso si parla di realtà
virtuale. Con appositi terminali, caschi, guanti, tute dotati di sensori che
trasformano gli impulsi del calcolatore in stimoli per la vista, l'udito, il tatto, i
calcolatori creano icone
tridimensionali di oggetti e paesaggi, che possono essere non solo visti ma anche toccati,
soppesati, manipolati, attraversati. La realtà che si percepisce con questi sistemi
esiste soltanto a livello logico nel calcolatore come elaborazione di dati: è virtuale.
Le tecnologie di realtà virtuale non sono curiosità
tecnologiche destinate ai soli appassionati di videogiochi, ma hanno applicazioni
industriali nella progettazione, nella costruzione e nel collaudo di strutture e di macchine.
E' rilevante infatti l'apporto degli applicativi virtuali
nella chirurgia a distanza e in tutta la telemedicina, nella messa a punto di
strumentazioni sofisticate e nell'addestramento di piloti in condizioni di sicurezza.
Infine, nel linguaggio comune usiamo il termine virtuale
con il senso di cosa che non è formalmente accaduta ma sta per verificarsi.
LEGENDA |
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virtalis, e
virtus, utis
=virtù
=valore
=virtus romana
=forza del vir romanus
coraggio dei primi martiri cristiani |

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essere in potenza che si sta realizzando in atto |

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idea
fisica
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ciò
che esiste solo a livello concettuale |

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realtà
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fuoco virtuale |

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geometria
informatica |
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dispositivo
che può essere simulato da un calcolatore |

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telematica
tecnologia
messaggio |

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realtà virtuale
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icona
macchina |
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