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testi a cura di Ignazio Baldelli e Ugo Vignuzzi

LEGENDA

MODERNO

aggettivo

sostantivo maschile

LA CITAZIONE

"L'uomo moderno crede in Dio o nel proprietario della ditta mondiale."

Robert Musil

IL FILM

"TEMPI MODERNI"

Charlie Chaplin

(1936)

L’aggettivo italiano moderno è una parola colta che riprende una forma del latino tardo, modernum, col valore di attuale, recente, dall’avverbio modo, ora, adesso, sul modello di hodiernum odierno, formatosi da hodie, oggi.

Secondo l’etimologia, moderno indica in primo luogo ciò che è recente, che si riferisce al presente, all’oggi: così i tempi moderni sono quelli in cui ci troviamo a operare e l’espressione giovani moderni è equivalente a ‘giovani d’oggi’.

In sostanza il termine originariamente si opponeva ad antico: anzi la questione della superiorità degli antichi o dei moderni ha costituito materia di discussioni e polemiche soprattutto dopo la riscoperta della grande cultura classica da parte degli umanisti.

Così, anche nella divisione tradizionale delle grandi epoche della storia, all’Antichità e al Medioevo segue un’età definita appunto moderna, che per convenzione riguarda il periodo compreso tra la scoperta dell’America da parte del genovese Cristoforo Colombo, il 12 ottobre 1492, e il Congresso di Vienna che nel 1815 pose fine al turbolento periodo della Rivoluzione francese e delle guerre napoleoniche.

Ma proprio nell’Ottocento all’aggettivo moderno è stato associato un altro valore, venendo ad opporsi non più soltanto ad antico, ma anche ad antiquato, cioè vecchio: si è cominciato così a parlare di cultura, letteratura, arte, scienza moderna in rapporto alla tradizione e alle norme precedenti, con le quali spesso ci si veniva a trovare in conflitto.

Partendo da quest’ambito di significati, si è potuti arrivare a espressioni del tipo: gusti, comportamenti, modi di pensare moderni e quindi in pratica non antiquati e alla moda.

Ma nella sua forma sostantivata, il moderno indica proprio ciò che esprime il gusto dell’età moderna e diviene sinonimo di modernità.

Con modernità si è voluta intendere, soprattutto tra Ottocento e Novecento, un’età caratterizzata da uno sviluppo sempre più impetuoso della scienza e della tecnica.

Secondo questa teoria, ‘le magnifiche sorti e progressive’ dell’umanità, come le aveva definite il poeta Giacomo Leopardi, non sembravano avere limiti e la felicità dell’uomo era assicurata dalla fiducia nel progresso e nel tempo futuro.

Ma già Leopardi amaramente ironizzava contro questa utopia, i cui limiti profondi appaiono sempre più evidenti. Non a caso infatti oggi, sul finire del secondo millennio, la società e la cultura in cui viviamo si definiscono post-moderne.

Dopo un secolo che proprio per la sua modernità ha visto gli orrori di due grandi guerre mondiali, di stermini di massa e di olocausti programmati e su cui la scienza e il progresso hanno fatto incombere le più terribili minacce di una apocalisse nucleare o ambientale, la vera speranza è che la svolta del millennio possa costituire per tutti gli uomini, senza distinzioni di sorta, un momento profondo di presa di coscienza nello spirito di un vero giubileo, che significa originariamente anno di grazia, occasione di un autentico re-inizio.

LEGENDA

ietimo.gif (1296 byte) modernus, a, um
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modo
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ciò che si riferisce al presente
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comportamenti moderni
modi di pensare moderni
isignificati.gif (158 byte) ciò che esprime il gusto dell’età moderna
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apocalisse
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giubileo