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testi a cura di Ignazio Baldelli e Ugo Vignuzzi

LEGENDA

PARTITO Freccia2.GIF (132 byte) 

sostantivo maschile

LA CITAZIONE
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"Un grande stato non si governa sulle basi delle opinioni di un partito."

Otto Von Bismarck

IL FILM
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TOTO’ E I RE DI ROMA

StenoMario Monicelli

(1952)

La parola partito è, all’origine, il participio passato del verbo partire, che con il tempo ha assunto diversi valori.

Infatti dal latino pars - dal cui accusativo partem viene il nostro parte - si aveva partire o partiri, con il senso di dividere in parti.

In italiano antico, una partita indicava una parte, una porzione, e in particolare - nell’uso commerciale - una quantità di merce acquistata o venduta, e ancora oggi si può parlare di una partita di legname, o di chiodi.

La registrazione di queste compravendite, accuratamente distinte come dare e avere, nel XIII secolo fu definita partita doppia dai mercanti italiani che diffusero poi questo termine in tutta Europa, in un processo analogo a quello di altre parole italiane entrate nel linguaggio finanziario internazionale in quel periodo.

Partire ha avuto non solamente il significato di dividere, ma anche quello di dividersi, in primo luogo nello spazio, cioè allontanarsi - da cui l’attuale valore di andare via.

Da questa ultima accezione hanno avuto luogo espressioni quali partire è un po’ morire, o partire per la tangente; e di qualcuno che non ragiona più o che non ha più il governo di sé si può dire che è partito.

Con partito ci si riferisce a chi è andato via, e a chi si è diviso o separato, oppure a ciò che è stato diviso, in relazione a una scelta da operare o a una decisione da prendere, soprattutto nei confronti di qualcuno.

Nell’uso politico, il termine partito entra in italiano all’epoca dei comuni tardomedievali, quando la lotta per il potere generava continue divisioni in gruppi o parti.

Partito si afferma infatti accanto all’antica parola parte - con cui ad esempio a Firenze si intendeva la Parte guelfa - proprio nel momento più aspro di tale lotta, cioè nel Trecento.

Questo valore di parte politica si mantenne anche in seguito, in riferimento a piccoli gruppi di potere.

A Roma, tra il Cinque e il Seicento, esistevano fra i cardinali e nelle alte sfere ecclesiastiche un partito francese e un partito spagnolo, cioè fazioni favorevoli alla politica dell’una o dell’altra potenza in auge.

Il concetto moderno di partito quale forma istituzionale legata a una base ideologica, si afferma con la nascita delle democrazie contemporanee.

Con le grandi rivoluzioni del Settecento e dell’Ottocento, si diffusero in Europa quegli ideali di libertà che vennero rivendicati come diritti irrinunciabili, e tra questi, in particolare, il diritto dei singoli di riunirsi in partiti per discutere e promuovere l’orientamento politico della nazione.

Per questo oggi si può parlare di partiti di governo o di opposizione.

La Costituzione italiana, nata dopo la lotta alla dittatura fascista, stabilisce che tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.

 

LEGENDA

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tempo
valore
pars, partis
parte
partire
partiri
=dividere in parti
partita
significato
spazio
andare via
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governo
cio' che e' stato diviso
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parte politica
fazione
politica
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costituzione
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