| Il termine
italiano ansia deriva per via colta dal latino anxia a sua
volta proveniente dal verbo angere, che significa stringere. Dallo
stesso verbo deriva anche la voce angustia la quale, dal
significato generico di turbamento, era passata a indicare nel linguaggio cristiano la
più profonda infelicità dell'uomo
privo di Dio, dell'anima
persa, valore che ritroviamo poi nel suo derivato italiano angoscia.
La forma anxia si diffuse invece nella tarda latinità,
senza che in essa confluissero ulteriori sfumature morali provenienti dai valori dal Cristianesimo.
In italiano quindi la forma ansia poté essere utilizzata
ampiamente nella lirica amorosa antica per indicare lo stato
d'incertezza dell'amante, la brutta e difficile condizione di chi sente inappagati
i propri desideri.
I due vocaboli italiani ansia e angoscia hanno però
acquisito, in epoca contemporanea, una nuova e più precisa determinazione nell'ambito
della medicina,
soprattutto grazie alle ricerche di Sigmund Freud sullinconscio, e hanno finito per diventare, per molti
aspetti, sinonimi.
Con ansia e con angoscia fu tradotto infatti, nel
linguaggio della psicanalisi,
il termine tedesco Angst utilizzato da Freud per indicare le reazioni
d'allarme della persona di fronte ai pericoli provenienti dalle esperienze esterne
o dai propri turbamenti psichici.
Freud parla di un'ansia automatica
provocata dall'afflusso, dall'esterno o dall'inconscio, di eccitazioni traumatiche che il
soggetto non riesce a dominare.
E distingue inoltre un'ansia-segnale,
cioè quel meccanismo d'allarme che avverte l'Io dell'avvicinarsi di una minaccia grave
per il proprio equilibrio che si identifica con il male, il brutto, lignoto.
LEGENDA
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anxius, a, um
angere
=stringere |

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angustia |

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uomo
anima |
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angoscia |

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valore |

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stato
dincertezza |

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medicina
inconscio
psicanalisi
esperienza |
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reazione
dallarme di fronte al pericolo
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ansia
automatica
ansia segnale
brutto
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