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testi a cura di Tullio De Mauro e Luca Lorenzetti

LEGENDA

ASCOLTO  

sostantivo maschile

LA CITAZIONE
 

"Ascolta, ascolta il mio cuore che batte."

-Laurie Anderson-

IL FILM

"DENTRO LA NOTIZIA-BROADCAST NEWS"

di James L.Brooks

(1987) 

La parola ascolto nasce in italiano come derivato del verbo ascoltare, che proviene a sua volta dal latino auscultare, cioè sentire con l’orecchio.

Il significato tradizionale del termine ascolto è appunto quello che indica in genere l’azione e il risultato dell’ascoltare ed è fortemente legato al concetto di attenzione.

La fortuna di questa parola è cresciuta a dismisura negli ultimi trent’anni. Fino a qualche decennio fa, infatti, la voce ascolto non si usava quasi mai autonomamente, ma serviva soprattutto per formare locuzioni con valore di avverbi come essere in ascolto, rimanere in ascolto, o con valore verbale, come dare ascolto, prestare ascolto nel senso di fare attenzione. Al massimo, la funzione dell’ascoltatore poteva interessare ai linguisti, che distinguono l’analisi del parlare, cioè della produzione dei testi di una lingua, da quella della loro comprensione.

Ancora all’inizio degli anni Sessanta, l’ascolto non aveva niente a che fare con il pubblico dei programmi radio o tivvù. L’ascolto radio non era l’indice di gradimento: secondo il più grande vocabolario della lingua italiana, la cui lettera A risale al 1961, l’ascolto radiotelegrafico era il periodo fissato, di qualche ora al giorno, durante il quale le stazioni riceventi sulle coste e sulle navi al largo restano in ascolto per captare eventuali segnali di pericolo.

Oggi invece ascolto è una parola molto frequente, soprattutto quando si discute di televisione. Sembra un’incongruenza parlare in questo caso di ascolto, visto che la televisione più che ascoltarla la si guarda.

Ma l’apparente incongruenza si spiega in parte come un ricordo dei tempi della radio, in parte perché la parola ascolto, nell’accezione di gradimento di un programma radiofonico o televisivo, traduce l’inglese audience, vocabolo molto usato da noi anche nella forma originaria.

Con audience o ascolto si indica infatti il numero di spettatori che una trasmissione raccoglie, mentre la percentuale degli utenti sintonizzati su una rete in una determinata fascia oraria si chiama share, con un altro termine inglese.

Per rilevare l’indice di ascolto si usa l’auditel, un sistema che registra il gradimento dei vari programmi da parte di un campione selezionato di telespettatori, riuniti in gruppi di ascolto che di solito coincidono con le famiglie. E’ recentissimo l’uso dell’espressione gruppi di ascolto anche per quelli che si riuniscono spontaneamente per vedere insieme trasmissioni di richiamo e condividere particolari emozioni.

Collegata con le vicende di ascolto è la parola ascoltatore, che per secoli ha significato semplicemente chi ascolta, mentre oggi si usa quasi solo per chi segue programmi radiotelevisivi. Un tipo speciale di ascolto è l’auscultazione, che è rimasta vicina per forma alla sua origine latina e indica l’esame medico basato sull’ascolto dei suoni che vengono dagli organi interni del corpo umano.

 

LEGENDA

l verdemedio.jpg (646 byte) l
ascoltare
auscultare

=sentire con l’orecchio
l’azione e il risultato dell’ascoltare
attenzione
l l
essere in ascolto
rimanere in ascolto
dare ascolto
prestare ascolto
parlare
lingua
comprensione
vocabolario
televisione
radio
l l
numero di spettatori che una trasmissione raccoglie
l l
gruppo di ascolto
famiglia
emozione
l l
ascoltatore
auscultazione
suono
l l