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testi a cura di Tullio De Mauro e Luca Lorenzetti |
LEGENDA |
| Il vocabolo attenzione
proviene dal latino attentio, che a sua volta deriva dal
verbo latino attendere, non nel senso di aspettare ma in
quello di applicarsi a fare qualcosa, svolgere
un compito. Il significato principale di attenzione, perciò, è quello di applicazione mentale intensa, sforzo di concentrazione rivolto a unattività o a un oggetto. Lattenzione può essere comandata interamente dalla volontà, oppure attratta da stimoli esterni: è la sorpresa, ciò che esce dalla norma a colpire lattenzione. Spesso la volontà e gli stimoli esterni si intralciano a vicenda: quando ci distraiamo non facciamo altro che distogliere lattenzione da una cosa per concentrarla su unaltra. Gli psicologi hanno precisato il significato comune di attenzione. In psicologia, lattenzione è il processo mentale che sceglie in base alla loro importanza le informazioni che arrivano al cervello. Che lattenzione sia un fenomeno misurabile ha un certo peso: la cosiddetta soglia di attenzione può diminuire per molte cause, come la stanchezza, la noia, unemozione improvvisa. Conoscere queste cause, ad esempio, serve per migliorare il rendimento sul lavoro facendo le pause nei momenti appropriati, o per sapere quali comportamenti sono da evitare prima di guidare o di manovrare una macchina pericolosa. Riconoscere quando la soglia di attenzione sta calando serve anche per programmare linsegnamento scolastico, evitando di proporre le materie più impegnative alle ultime ore di lezione, oppure inserendo le nozioni allinterno di attività giocose e divertenti, che stimolano lattenzione, facilitano la comprensione e aiutano a imparare. Da bambini ci hanno sempre insegnato che cercare di attirare lattenzione è contrario alla buona educazione: a scuola, ad esempio, si sta composti e seduti e si parla solo se si è interrogati. In realtà, attirare lattenzione dei propri simili è vitale per gli animali: tutti i rituali e i segni del corteggiamento, che li facciano i pesci, gli uccelli o gli esseri umani, non sono altro che tentativi di attrarre lattenzione del partner sulle proprie qualità. Con altrettanta attenzione bisogna cercare di non attirare lattenzione dei nemici, come sanno bene i camaleonti e altri specialisti della mimetizzazione. Passando dal mondo della natura a quello della comunicazione, attirare lattenzione è anche uno degli scopi principali della pubblicità. Per realizzare le pagine pubblicitarie sui giornali e gli spot televisivi vengono chiamati i grafici e i registi migliori. Ma lattenzione non basta catturarla, bisogna anche tenerla viva. Lo sanno da sempre i romanzieri, preoccupati che il lettore chiuda il libro dopo le prime pagine, e lo sanno i comunicatori di oggi, che studiano i palinsesti della radio e della televisione con lintento di non annoiare il pubblico per non far calare lascolto. Si fa attenzione non soltanto per realizzare qualcosa in positivo ma anche per evitare qualcosa di spiacevole. E in questo senso che si usa lespressione attenzione!, come se fosse una frase a sé, per attirare linteresse di qualcuno o per avvertire di un pericolo. Attenzione ha anche un altro significato, quello di riguardo, cortesia, atto gentile e premuroso. Questo significato non si è sviluppato dal precedente, ma ci è giunto dalla Francia verso la metà del Seicento. In questo senso la parola si usa soprattutto al plurale: avere o mostrare delle attenzioni per una persona significa avere per quella persona un interesse, specialmente affettivo, ed è un comportamento tipico dellinizio di un rapporto sentimentale. |
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