| Litaliano
fare deriva da facere, un verbo presente nel latino classico,
che mutò in fare nel latino tardo. Fare è
attestato dallXI secolo in poi, ma di questo verbo fondamentale si è sempre fatto
uso, dal latino classico a quello volgare, dal latino medievale ai testi in italiano
volgare.
Fare è un verbo che presenta una infinità di valori: può
esprimere infatti qualunque azione, specificata dal complemento che segue.
Per rendersi conto della quantità di significati che il vocabolo fare assume
in italiano, si pensi solamente che nel Grande dizionario della lingua italiana di
Salvatore Battaglia, di questo verbo si trovano più di sessanta differenti accezioni.
Il senso
principale di fare è quello di eseguire, mettere in opera, portare a termine: con questo valore fare ha per oggetto tutto
ciò che può essere compiuto - in concreto e in astratto - e può riferirsi non solamente
a persone ma anche a cose inanimate e a esseri ideali.
Il verbo fare si identifica quindi con tutti quei verbi che
indicano unazione.
Fondamentale è il significato di fare inteso come trarre dal nulla, cioè creare: in questo senso ci si può riferire
allopera creatrice di Dio o allopera delle forze della natura, ma anche allazione
delluomo,
capace di inventare
cose nuove.
Se rivolto alluomo, fare può avere il valore di produrre un effetto con il lavoro delle mani e dellingegno,
utilizzando la forza oppure con laiuto di mezzi particolari.
Da questo ultimo gruppo di accezioni deriva il senso di
fare come rappresentazione di qualcosa per mezzo delle arti figurative.
Nellambito di queste arti, il verbo fare definisce la
realizzazione di opere che rispondano ai criteri di bellezza e armonia.
In questa accezione, fare si utilizza in particolare
riguardo alle azioni di dipingere quadri, delineare disegni e realizzare sculture.
Possiamo fare anche con molti altri modi espressivi: ad
esempio, comporre dei versi, realizzare libri
e trattati, opere drammatiche e anche pezzi e opere musicali.
In riferimento a unazione dellintelletto fare
equivale - fin dalle origini - a concepire unidea, formare un giudizio, comprendere una
verità, e da questa concezione di fare hanno avuto origine locuzioni come farsi unidea, o farsi un concetto.
Uno dei significati importanti del termine è quello del fare creativo di un artista, che dà forma a una materia
conferendo a questa una qualità o una prerogativa.
In senso più concreto, il verbo equivale a edificare, costruire
o fabbricare ponti, strade, cattedrali, e può indicare sia
la fase della progettazione sia quella dellesecuzione.
Non soltanto le grandi opere sono prodotti del fare ma
anche le più umili: il verbo fare può voler dire anche realizzare
manufatti di vario tipo - abiti, mobili, ceramiche - oppure eseguire
unoperazione mirata a produrre qualcosa - fare una minestra, fare il caffè.
In accezioni particolari, fare si usa insieme a una forma
pronominale: ad esempio, in espressioni come farsi la barba, farsi una doccia o una nuotata.
Molti sono i modi di dire costruiti con fare: possiamo fare del bene o fare del male a
qualcuno, e possiamo anche fargli le scarpe, cioè ingannarlo, danneggiarlo fingendo amicizia.
E possibile fare colpo
su qualcuno, suscitandone linteresse, ma quella persona può non fare caso a noi.
Se siamo fortunati o particolarmente abili negli affari,
possiamo fare denaro a palate, e si può essere in condizioni
di fare e disfare ovvero di
comportarsi da tiranni.
Di uso comune è il proverbio chi fa da sé fa per tre, e
cè anche infine chi si fa in quattro per gli altri.
LEGENDA

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