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comunicazione |
testi a cura di Tullio De Mauro e Luca Lorenzetti |
LEGENDA |
| In latino
il termine significatus indicava latto
del significare, del communicare con un qualunque mezzo despressione. E un vocabolo nato tardi, certamente dopo la nascita di Cristo, e non apparteneva alla lingua popolare. In italiano, i valori comuni di significato e significare corrispondono quasi del tutto alle parole latine equivalenti. Si può "significare" principalmente con le parole; white in inglese significa bianco. Ma anche i simboli hanno un significato: prima di diventare il simbolo del nazismo, la svastica aveva un significato religioso. In realtà, a qualunque cosa si può attribuire un significato: se correlate a eventi e azioni, la parola significato equivale a valore, importanza: molti politici si interrogano sul significato delle riforme costituzionali oppure che tu provi un certo sentimento non ha alcun significato per me. Questa accezione della parola significato ha fatto nascere laggettivo significativo, ovvero che ha un certo valore. Nelle scienze del linguaggio e in logica, il termine significato ha una definizione più rigorosa. In linguistica, il significato corrisponde allelemento concettuale del segno linguistico, contrapposto al significante, che costituisce invece la parte materiale del segno: la parola tempo, ad esempio, è formata da un significante - i suoni che la compongono o le lettere dellalfabeto con cui viene scritta - e da un significato - il concetto di tempo che abbiamo in mente. Questo concetto può cambiare non soltanto da un individuo allaltro, ma anche da una lingua allaltra, perché idiomi differenti dividono la stessa realtà in segni diversi: in italiano si dice è brutto tempo e ci vuole troppo tempo, in inglese si usa la parola weather per indicare il tempo atmosferico, mentre se si parla del tempo come durata, si utilizza il termine time. Quando non sappiamo cosa vuol dire una parola o un lemma lo cerchiamo sul vocabolario, ma per comprendere il senso delle frasi non basta conoscere i significati dei vocaboli che le compongono: espressioni come mangiarsi le mani per la rabbia, o come vuotare il sacco - cioè confessare tutto - si usano nel loro senso figurato. Il valore di alcune frasi cambia con il variare delle situazioni: oggi fa proprio caldo! detto entrando in una stanza dove cè una finestra chiusa, può non essere uninformazione sul tempo, ma un invito ad aprire la finestra. Molti vocaboli sono sinonimi: hanno il medesimo valore perché indicano lo stesso concetto, ma vengono impiegati in situazioni diverse e per scopi differenti. E il caso delle parole comuni che corrispondono a termini scientifici come febbre e piressia. La scelta tra parole con lo stesso valore può dipendere da convenzioni sociali. Altre volte invece il criterio per esprimere lo stesso concetto è dettato da veri e propri tabù: piuttosto che morto, si preferisce dire scomparso.
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