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comunicazione |
testi a cura di Tullio De Mauro e Luca Lorenzetti |
LEGENDA |
| La parola italiana senso deriva da quella latina sensus.
In latino era ancora vivo il legame tra sensus e sentire: il sensus era leffetto del sentire, del provare sensazioni, e aveva anche molti altri significati poi ripresi dallitaliano senso. Si chiama senso ogni facoltà che permette agli esseri viventi di avere percezione del mondo, di provare piacere o dolore reagendo a stimoli esterni , di conoscere la realtà. Gli autori antichi usavano senso con questo valore generico di sensibilità. Ma col tempo il vocabolo è passato a indicare anche sensazione sgradevole, schifo, come quando diciamo i serpenti fanno senso. Oggi la parola si usa in riferimento allinsieme delle facoltà sensibili, i cinque sensi, sui quali si basa ogni nostra esperienza. Proprio perché i sensi sono cinque, quella specie di sensazione vaga che ci avverte che qualcosa sta per accadere, è detta sesto senso. Il plurale sensi indica anche molte altre cose, a cominciare dalla coscienza che si ha di sé e delle proprie azioni soprattutto in espressioni fisse come perdere i sensi o riacquistare i sensi. Il giudice condanna ai sensi della legge, cioè in conformità della legge, mentre il piacere sessuale si dice piacere dei sensi anche se riguarda soprattutto il tatto e la vista. Concludere una lettera con i sensi della propria stima significa, invece, concluderla esprimendo il proprio sentimento di stima. Vicino al valore di sensibilità è quello di criterio generale che troviamo in numerose espressioni nelle quali senso si accompagna a un vocabolo astratto: senso della decenza, senso della giustizia o della proporzione. Con lo stesso effetto, senso si combina con un aggettivo per formare il senso estetico, il senso comune, il senso critico, quello morale o quello pratico. Un altro valore della parola senso è quello linguistico. Nella lingua comune senso vuol dire significato: leggendo le parole scritte sulla porta dellinferno, Dante si spaventa e dice a Virgilio: Maestro, il senso lor mè duro. In linguistica, le parole hanno significati generali ma sensi specifici: il significato di un cartello attenti al cane vale per tutti i cani del mondo, ma quando lo si legge su un cancello ha il senso di attenti a questo cane, al cane che sta in questo giardino. I sensi possibili per una parola o una frase sono sempre più numerosi dei rispettivi significati. Quando si parla di doppio senso di una parola non significa che di sensi ce ne siano soltanto due, ma che uno dei due è un po spinto, e indica di solito una relazione a sfondo erotico o sessuale. E perciò che sui doppi sensi si basano le barzellette, i giochi di parole e le gaffes. Si distingue anche tra senso proprio e senso figurato. Molte espressioni si capiscono infatti solo se intese in senso figurato, come avere carta bianca o mangiarsi il fegato. Una delle prime regole della traduzione, già nota agli scrittori latini, è invece quella di tradurre a senso, cioè rendendo il senso complessivo delle frasi e non il significato delle singole parole. Allinizio dellOttocento litaliano senso ha preso dal francese sens un significato diverso da quelli tradizionali: quello di direzione, verso. Anche le espressioni stradali come senso vietato o senso unico ricalcano modelli francesi, e non è una sorpresa, visto che luso dellautomobile si è diffuso in Italia proprio partendo dalla Francia.
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