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testi a cura di Ignazio Baldelli e Ugo Vignuzzi |
LEGENDA |
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PROSSIMO sostantivo maschile aggettivo |
LA CITAZIONE "Ognuno ama se stesso più del prossimo." Euripide |
IL FILM "LA CAROVANA DEI MORMONI" John Ford (1950) |
| In italiano laggettivo e sostantivo prossimo è un termine colto, che
riprende il latino proximus, originariamente il superlativo
dellavverbio prope, vicino,
e che quindi significava molto vicino, vicinissimo, il più vicino. Anche nella nostra lingua il termine prossimo indica innanzitutto una relazione spaziale, in riferimento a qualcosa di vicinissimo: si può essere in prossimità della vetta o prossimi alla meta. Più spesso, in questo senso, laggettivo ha il valore di immediatamente successivo, come in dobbiamo scendere alla prossima fermata, oppure lostacolo più difficile è il prossimo. Prossimo può avere anche un valore temporale, e allora si riferisce a qualcosa che è molto vicina nel tempo, perché sta per accadere o è appena accaduta: il seguito sarà trasmesso la settimana prossima; o arrivederci alla prossima puntata, o anche prossimamente su questo schermo; e ci si chiede spesso che cosa ci riservi il prossimo futuro. Tutti poi abbiamo imparato fin dai primi anni di scuola, in unepoca della nostra vita più o meno prossima, che nella grammatica il verbo ha un passato prossimo che è grosso modo quello più vicino, e un passato remoto, che invece è molto più lontano. La vicinanza può anche essere intesa in senso più ampio: già in latino la parola proximi come sostantivo aveva significato in primo luogo i vicini e poi, con valore figurato, quelli con cui si hanno rapporti più stretti: i parenti prossimi e le persone cui si era legati da unamicizia più stretta, intima. E tuttavia con la diffusione e laffermazione del Cristianesimo che il sostantivo prossimo ha assunto un valore nuovo. Già lAntico Testamento insegnava lamore e la carità verso il prossimo prescrivendo ama il prossimo tuo come te stesso. Gesù Cristo, poiché gli domandavano di spiegare chi fosse il prossimo, rispose con la famosa parabola del buon Samaritano in cui le differenze etniche, religiose e ideologiche vengono annullate da un sentimento di solidarietà e fratellanza delluomo verso il suo simile, come riflesso dellamore di Dio verso tutti. Così oggi, anche per i non credenti, il prossimo è innanzitutto chi ha bisogno di noi, chi vive in una situazione di sofferenza e di disagio, non solo materiale. Certo, nel linguaggio comune spesso la parola prossimo indica più semplicemente gli altri uomini in riferimento a nostri comportamenti quasi sempre negativi. Pensare male del prossimo, parlare male del prossimo o non tenere conto del prossimo sono cattive abitudini che tutti stigmatizziamo almeno a parole, e sempre a parole tutti sosteniamo che si deve fare del bene al nostro prossimo. In realtà, la regola aurea di fare agli altri ciò che vorremmo fosse fatto a noi è la base stessa della società civile e della comune libertà che è soprattutto rispetto per il prossimo, vicino o lontano, al di là di ogni differenza di razza, di fede, di cultura, di lingua.
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