| Il latino habitare ha un significato quasi
identico a quello del suo derivato italiano abitare. Habitare proviene infatti da habere, che ha il
significato dell'italiano avere, con l'aggiunto senso di durata dell'azione nel tempo.
Se habere vuol dire dunque tenere o trovarsi, habitare
equivale a tenere per un lungo tempo, o trovarsi
per molto tempo.
Da qui proviene il valore di dimorare,
forma che
sopravvive a livello popolare solo in alcuni dialetti.
Nel toscano, e quindi nella lingua nazionale, il termine è stato
acquisito alla fine del Duecento direttamente dal latino del tempo.
In italiano mantiene il valore semantico che aveva la forma
classica e che si è protratto fino all'età
contemporanea.
Il verbo abitare presenta due diverse costruzioni.
La prima è una costruzione transitiva, in cui prende il
valore di occupare stabilmente o avere
come propria dimora.
In questo caso il termine si usa in espressioni come abitare
una casa spaziosa o abitare una
terra inospitale.
La seconda costruzione di abitare è intransitiva, seguita
da un complemento indiretto e ha il valore di vivere, stare di casa.
Si utilizza in questo senso in frasi come abitare a Milano, o
abitare in una casa ospitale.
Il verbo abitare specifica dunque una determinazione della terra o del posto in cui
si risiede, un luogo generalmente condiviso nella vita pubblica con una comunità di uomini, e in quella
privata con la propria famiglia.
Si tratta comunque di uno spazio che investe il piano delle relazioni, degli
affetti e che eventualmente è vissuto con amore.
Abitare può indicare uno spazio comprensivo dell'intero
pianeta.
Come scrive Galileo, ditemi se voi credete che questo
nostro globo, che noi abitiamo e nominiamo Terra, consti di un solo e semplice elemento.
Infine, lo spazio dell'abitare può essere più delimitato,
ed equivalere a un paese, a
una nazione o a una città, fino a restringersi alla
sola dimensione della casa.
LEGENDA

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