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parola città deriva dal latino civitatem, accusativo di civitas. Il sostantivo civitas a sua volta proviene da civis,
che significa cittadino.
Civitas è una parola dal significato più politico che
geografico, e può indicare o l'insieme dei cittadini oppure
la condizione dell'essere cittadino.
Corrisponde quindi all'italiano cittadinanza.
Il termine si può usare anche in riferimento a un regno,
un impero o una città sovrana, e questo significato politico si ritrova
nell'italiano antico.
La parola aveva prima la forma cittade,
e solo più tardi si è ridotta a città, con la perdita della sillaba finale -de.
Con città si indicava una comunità
retta non da vincoli di sangue - come la tribù o la famiglia - ma da un ordinamento di leggi o consuetudini
razionali.
Per l'uomo del Medioevo, che non conosceva lo stato e la nazione moderna, il prototipo di
questa comunità era rappresentato dai centri urbani medi e grandi.
Qui andavano ad abitare
persone di diversa origine riunite da forme di vita associata e da rapporti di solidarietà.
Città divenne anche un termine geografico, riferito allo spazio occupato da un complesso di
edifici, piazze, strade.
Il significato politico della parola città viene
riscoperto tra il 1796 e il 1799, quando in varie parti d'Italia nascono governi
rivoluzionari modellati su quello francese.
Il termine città si usa quindi per denotare il governo regolato da una costituzione libera, al pari dell'antica
Roma.
I giacobini contrappongono polemicamente il senso politico
del latino civitas a quello geografico del termine moderno.
È comunque la parola cittadino
a diventare il simbolo
della stagione rivoluzionaria.
Già nel pensiero dell'illuminista Jean-Jacques Rousseau si
contrapponevano i concetti di citoyen - l'uomo libero provvisto di diritti e doveri - e di sujet - il
suddito della monarchia.
Così nella Repubblica Francese del 1789 citoyen è
l'appellativo di tutte le persone, indipendentemente dalla loro ricchezza o dalla carica
pubblica che svolgono.
Nell'epoca
industriale, il significato politico di città subì un cambiamento ulteriore.
Il nuovo modo di produrre spostava dalla campagna ai centri
urbani enormi masse di popolazione.
È il fenomeno noto come urbanesimo, indagato dalla demografia con
strumenti statistici tra cui il censimento periodico.
Questo processo ha portato in primo piano il valore di città
come grande agglomerato umano, ricco di funzioni economiche,
amministrative e culturali.
In questo senso città si contrappone al più arretrato paese, inteso qui come piccolo borgo
del territorio rurale.
LEGENDA

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