| Come la
maggior parte dei termini della lingua colta, anche nazione deriva dal latino, esattamente
dall'accusativo nationem. Nationem proviene da natus - participio passato del
verbo nascere - e in latino aveva due significati principali.
Il primo è quello di nascita,
generazione, il secondo, per estensione, quello di stirpe, popolo, gruppo
etnico.
La parola nazione è stata accolta nell'italiano dei
primi secoli con entrambi i valori del latino.
Tuttavia il senso di nazione come atto
di nascere e generazione
si perse nel XV secolo, sostituito dalla parola nascita, giunta fino a noi.
Il significato di stirpe, popolo doveva subire invece alla fine del
Settecento una ridefinizione ad opera del pensiero politico illuminista e dell'ondata di rivoluzione.
Già dal XVIII secolo infatti, nazione indicava un
popolo, che può abitare uno
spazio geografico comune e
condividere una storia,
una lingua ed
eventualmente delle strutture politiche.
Ad esempio, con nazione francese
si intendeva non lo Stato di Francia ma il popolo, perché accomunato da alcune
caratteristiche e distinto da altri.
Il termine era usato anche per indicare gli abitanti di
una sola città, così con nazione fiorentina riferito a Napoli si intendeva la comunità di
persone provenienti da Firenze e residenti nella città partenopea.
Per denotare invece un'entità
politica - ad esempio la monarchia di Spagna - era usata l'espressione paese
spagnolo.
La distinzione tra nazione e paese ebbe un'importante evoluzione nella seconda metà
del Settecento, quando emerge un nuovo significato di nazione.
Questaltra accezione - legata alla nascita del
pensiero politico liberale - è quella di una comunità umana, che
parte da un'origine e da una evoluzione comune e realizza - o
aspira a realizzare - un'unità politica.
Alla fine del Settecento, e con maggior forza in epoca romantica, la parola
nazione assume caratteristiche parallele ai valori etici e politici espressi dalla
parola patria.
Tende invece a restringersi l'uso del termine paese: si
invoca l'interesse della nazione e ci si esprime a nome della
nazione.
Nel linguaggio politico si usano espressioni come nazione romana o nazione
genovese, ma sempre più il concetto di nazione si accosta a quello di Italia e di
popolo italiano.
Tra Otto e Novecento l'accezione positiva del termine
nazione si indebolisce.
Nel passaggio al nostro secolo, infatti, entra in crisi
il sistema politico europeo, basato sulla sovranità assoluta degli Stati nazionali.
Sorgono movimenti internazionalisti che aspirano
all'unificazione del genere umano, e nel discorso politico riprende vigore il termine
paese.
LEGENDA

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