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parola spazio è presente in italiano fin dal
XIII secolo, e deriva da un adattamento della forma latina spatium di
cui assume anche il significato.
Il termine indica infatti un luogo
più o meno ampio, una porzione della superficie della terra.
Spazio può denotare una distanza
fisica tra due punti oppure un intervallo di tempo tra due avvenimenti, o anche, più
comunemente, un luogo in cui abitare.
Dal Cinquecento in poi, questo significato originario ha
iniziato a dilatarsi in un processo che è ancora in atto e che va in due diverse
direzioni.
In entrambe, la voce italiana segue lo stesso destino
delle forme corrispondenti nelle altre lingue europee, sia di quelle che derivano
dal latino - il francese espace e l'inglese space - sia di altre,
come il tedesco Raum.
Il senso di spazio si amplia in rapporto al ruolo
crescente che le nuove lingue europee hanno assunto, durante il Rinascimento, nella
comunicazione filosofica e scientifica.
Un settore, questo, nel quale in precedenza veniva
utilizzato quasi unicamente il latino.
Nel XVI secolo, appare in italiano il significato
assoluto di spazio, inteso come quella entità illimitata in cui si
muovono i corpi.
Questo valore della parola spazio viene dal
pensiero greco, soprattutto da Aristotele, e venne poi ereditato dall'uso filosofico della
forma latina
spatium durante l'età classica e il Medioevo.
Nei secoli successivi, il termine seguì il progredire
della filosofia e delle scienze sperimentali in Europa.
L'inglese Isaac Newton, nel XVII secolo, coniò il
concetto di spazio assoluto, vale a dire astratto dalla percezione sensibile
dei corpi.
E il filosofo tedesco Immanuel Kant, nel secolo
successivo, sostenne che spazio e tempo erano le strutture di base della conoscenza, non
determinate dall'esperienza,
ma necessarie per accedere all'esperienza dei fenomeni esterni.
Il concetto di spazio ha assunto così una posizione
chiave nella fisica
moderna.
Dal Rinascimento in poi la parola spazio ha gradualmente
esteso il suo significato anche per l'ampliarsi della percezione del mondo seguita alle esplorazioni
geografiche.
La coscienza europea entrava in contatto con aspetti
inattesi del globo, e la scoperta
di una città, di una nazione e di un paese implicava anche l'incontro con
popoli e culture fino ad allora
sconosciuti.
Emergevano così dimensioni fisiche di cui prima non si
aveva esperienza, come l'inaspettata estensione della terra o i grandi oceani.
Si giunse poi all'esplorazione dei corpi celesti e del
vuoto siderale esterno all'atmosfera terrestre.
Nel nostro secolo si diffonde infine il significato di
spazio come cosmo, probabilmente per influsso
dell'espressione inglese 'outer space', letteralmente spazio esterno.
LEGENDA

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