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testi a cura di Maurizio Dardano e Gianluca Frenguelli

LEGENDA

COMMEDIA
 

Sostantivo femminile

 

LA CITAZIONE 

"La scrivo senza piacere. Una commedia, tre parti femminili, sei maschili, quattro atti, un paesaggio, molti discorsi sulla letteratura poca azione, tonnellate d'amore."

Anton Cecov

IL FILM

"VOGLIAMO VIVERE"  


Ernst Lubitsch

(1942)

L’italiano commedia deriva dal latino comoedia, proveniente dal greco komoidia, a sua volta composto di komos, festino e oidé, canto e che forse indicava in origine il canto dei festini in onore di Dioniso.

Agli albori della nostra letteratura, il vocabolo indica un componimento poetico con un’azione a lieto fine, scritto in stile comico, cioè medio, tra il tragico e l’elegiaco. Così Dante intitola comedìa il suo poema e chiama tragedìa l’Eneide di Virgilio.

Nel Cinquecento, col ritorno in voga della commedia classica, il vocabolo riprende il significato greco e latino, quello di rappresentazione teatrale, e si contrappone alla tragedia e al dramma.

La commedia ha maggiore varietà della tragedia, anche perché non si hanno regole aristoteliche come per la tragedia.

La commedia greca è una tipica forma di celebrazione religiosa, originariamente connessa con il culto di Dioniso. Nasce infatti dalle fallofòrie dionisiache alle quali si aggiungono elementi di commedia popolare. In origine era un canto epico-lirico con un’invocazione e una narrazione dei fatti; a volte ai canti si univano beffe per gli spettatori.

Si suole dividere la commedia greca in tre periodi: la commedia attica antica, caratterizzata da un grande sviluppo della parte lirica, dalla presenza di elementi fantastici e dalla satira politica e personale; la commedia attica di mezzo, che è una parodia mitologica, filosofica e letteraria; e la commedia attica nuova, rappresentazione ridicola dei costumi e dei vizi della media umanità.

A Roma la commedia nacque con Livio Andronico che, nel 240 a.C., portò sulla scena una commedia e una tragedia greca tradotte. Ma nel teatro comico romano, a differenza di quanto accade nella commedia greca delle origini, manca un vero e proprio senso religioso. Inoltre l’attore e il poeta non sono tenuti in grande considerazione.

Dalla commedia importata dalla Grecia si distinguono forme comiche autoctone: il fescennino, la satira e l’atellana il cui nome proviene da Atella, città osca della Campania. Invece il mimo è importato dalla Magna Grecia, anche se nel nuovo ambiente subisce qualche trasformazione. In tutte le commedie latine sono conservate le unità di tempo e di luogo.

Nel Medioevo la commedia decade e lo spirito comico serve a ravvivare soltanto qualche passo delle sacre rappresentazioni o qualche scena del mimo. In generale la comicità è propria degli ambienti goliardici e popolari. Del XII secolo è caratteristica la commedia elegiaca, in cui il dialogo è inserito in un racconto continuato.

Nel periodo umanistico riprende vigore la tradizione classica. La prima commedia in volgare del mondo moderno è la Cassaria dell’Ariosto.

Più tardi nasce la commedia dell’arte, caratterizzata dalla presenza di protagonisti fissi che s’identificano con le maschere come Pantalone e Colombina. Si recitano commedie all’improvviso, a soggetto o a braccio. Scritta è soltanto la trama, detta canovaccio.

Dei numerosi tipi di commedia ricordiamo la commedia d’intreccio, dalla trama molto articolata, la commedia di carattere, in cui si evidenziano tipi psicologici, considerati soprattutto nei loro difetti, la commedia musicale, spettacolo teatrale e cinematografico a metà strada tra operetta e rivista. Al cinema appartiene la commedia all’italiana, genere che ebbe successo soprattutto nei nostri anni Sessanta con registi come Mario Monicelli e Dino Risi.

Ma oltre a esprimere fortemente gli stili e gli orientamenti della cultura, il termine commedia indica anche in senso figurato la messinscena, la finzione o la presa in giro. Chi finge sfacciatamente fa la commedia. Qualcosa finisce in commedia quando, dopo un inizio serio, precipita nel ridicolo. E non bisogna fidarsi di chi fa la doppia parte in commedia. Si tratta infatti di persona ambigua e falsa, forse più di colui che è detto comunemente un commediante. Si definisce invece personaggio da commedia un tipo buffo e bizzarro.




LEGENDA



 

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comoedia, ae
komoidia, as
komos, ou
=festino
oidé, es
=canto
komoidia, as
=canto dei festini

componimento poetico con un’azione a lieto fine scritto in stile comico
rappresentazione teatrale

tragedia
dramma
canto
teatro
attore
mimo



































commedia elegiaca

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racconto
tradizione

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commedia dell’arte

protagonista

commedia d’intreccio
commedia di carattere
commedia musicale

cinema

commedia all’italiana

cultura

messinscena
finzione
presa in giro

fare la commedia
finire in commedia
fare la doppia parte in commedia

commediante

personaggio da commedia