In senso lato il termine indica
qualunque componimento letterario destinato alla rappresentazione
sulla scena. Comprende quindi, oltre al dramma propriamente detto, la tragedia, la commedia, la farsa. Come ricorda
Ugo Foscolo, ciascun dramma dello stesso poeta, se ha genio, riesce necessariamente
più o meno diverso dallaltro.
Con significato più particolare dramma può indicare anche un componimento teatrale moderno che riguarda una vicenda dolorosa
che, nascendo da un conflitto, ha momenti di forte tensione.
Storicamente si distinguono quattro tipi fondamentali di dramma.
Il primo è il dramma satiresco,
unantica forma di rappresentazione del teatro
greco, nella quale il coro era composto di attori vestiti da satiri. Il dramma
satiresco ha la stessa struttura della tragedia, però largomento e i personaggi
appartengono alla mitologia popolare e la conclusione è lieta. La presenza dei satiri
conferisce allinsieme toni comici e grotteschi.
Il secondo tipo è costituito dal dramma
liturgico, nato dalla
tradizione liturgica romana imposta da Carlo Magno a tutto
lOccidente. Accanto al dramma liturgico si sviluppa ben presto il tropo, una
composizione risultante dallapplicazione di parole al vocalizzo di un canto liturgico o anche
dallinterpolazione in canti liturgici di nuovi testi con propria melodia.
Il terzo tipo di dramma è il dramma
pastorale, di tradizione bucolica, che si sviluppa dallegloga a partire dal
XVI secolo. Nel dramma pastorale, che ebbe fortuna per qualche decennio, i protagonisti sono pastori,
ninfe, satiri. Tra i drammi più famosi ricordiamo lAminta di Torquato Tasso.
Il quarto tipo è il dramma moderno,
che nasce nel periodo illuministico, con i drammaturghi Gotthold Lessing e Denis Diderot e
si pone accanto alla tragedia e alla commedia classica. Anticipazioni del dramma moderno
si trovano in alcuni elementi drammatici della commedia di Molière e nella cosiddetta
commedia lacrimosa.
Successivamente il dramma prese in considerazione i problemi
delluomo
moderno, penetrando nel suo inconscio
con gli strumenti della psicanalisi.
Lo stacco rispetto ai toni eroici della tragedia è netto. Pensiamo alle opere di Henrik
Ibsen e a quelle di Luigi Pirandello che riempivano le platee dopo la lunga crisi del
dramma segnata dal romanticismo che invece prediligeva la storia.
Ma in senso figurato, dramma può indicare una vicenda o una situazione di estrema gravità, che ha sviluppi
dolorosi, sul piano personale o sociale: parliamo spesso di dramma della fame nel mondo o
di dramma della droga, e della disoccupazione.
Con valore iperbolico, dramma può indicare una situazione che
presenta delle difficoltà e che è vissuta con esasperazione: così nella piccola cronaca
dei giornali si consumano drammi, quasi ogni giorno. Fare drammi vuol dire reagire con eccessiva emotività a eventi di normale
amministrazione.
Laccrescitivo drammone ha
invece valore spregiativo: indica unopera, anche non teatrale, che abusa dei luoghi
comuni del dramma, enfatizzandoli fino a far perdere loro ogni effetto.