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parola telefono proviene dall'inglese telephone, composto a
sua volta, da due elementi di origine greca: tele-, che
significa da lontano, e phoné che significa voce. Tra il 1871 e il 1876, Antonio Meucci e Alexander Graham Bell si contesero
duramente la paternità dell'invenzione, ma ciò non impedì la diffusione del telefono
negli Stati Uniti e in tutta Europa nel giro di pochissimi anni. In Italia si parla di
telefono già nel 1878; il sistema di teletrasmissione della voce si chiama telefonia
nel 1881; gli addetti al telefono sono chiamati telefonisti
nel 1882, e negli stessi anni diventa comune il verbo telefonare.
Tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento il
telefono entrò in concorrenza con il telegrafo, che si serviva di una rete già affermata
ma non aveva la stessa elasticità del nuovo strumento. Il telefono, innanzitutto,
trasmetteva la voce e non segnali scritti e permise ben presto di comunicare anche da casa, prima
attraverso un centralino e poi direttamente, mentre il telegrafo ha tuttora bisogno di
operatori per funzionare.
Per molto tempo ancora il telefono domestico fu comunque un
lusso. Nel 1940 c'era poco più di un telefono ogni cento abitanti, e la percentuale salì
al 3% nel dopoguerra.
La crescita maggiore del telefono avvenne nella prima metà
degli anni Sessanta. Era il periodo di punta delle migrazioni interne: milioni di italiani
si spostavano dal Sud e dal Veneto verso Roma e verso il triangolo industriale, quasi
tutti privi dell'istruzione necessaria per comunicare per lettera senza problemi.
Il telefono fu il mezzo che permise a queste persone di
cambiare vita, città e lavoro senza rompere
del tutto il legame con le comunità di origine. L'unificazione culturale e linguistica
dell'Italia moderna è passata anche per le linee telefoniche, non solo per le antenne
televisive.
La peculiarità del telefono rispetto agli altri media è
l'immediatezza. Non a caso il telefono è diventato il simbolo della comunicazione
urgente: durante la guerra fredda, la linea diretta tra la Casa Bianca e il Cremlino
passava per il 'telefono rosso'.
Telefono
azzurro, Telefono rosa sono invece servizi di
emergenza e aiuto ai bambini e alle donne; chi ha bisogno di ascolto, di una parola di
affetto e amicizia, può
chiamare il Telefono amico.
Nel corso dell'ultimo trentennio il mercato telefonico di base si è andato
saturando. Ciò significa che in ogni casa c'è almeno una linea telefonica. L'industria
telefonica, che dal 1995 non è più monopolizzata, ma si svolge in regime di concorrenza,
si è rivolta allora a mercati nuovi, come i vari servizi accessori forniti agli abbonati,
o come la telefonia mobile, quella del telefono cellulare o telefonino.
Un settore in grande espansione è quello della telematica. I
collegamenti dei computer in rete avvengono sulla rete telefonica, anche se il messaggio viene codificato per
iscritto. Le reti telematiche hanno ereditato dal telefono il carattere di parità tra gli
interlocutori, e hanno ereditato dalla televisione la possibilità
di raggiungere molte persone con lo stesso messaggio.
Queste caratteristiche pongono nuovi problemi di
regolamentazione. Si parla molto della necessità di trasformare la rete, luogo di massima
democrazia comunicativa, in un'autostrada, dove si entra solo se si accettano regole
precise.
LEGENDA

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telephone
tele-
=da lontano
phoné, es
=voce |

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sistema di teletrasmissione |
 
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voce |
  
|
telefonia
telefonista
telefonare |

 
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comunicare
lettera
vita
città
lavoro
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telefono rosso
telefono azzurro
telefono rosa |

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ascolto
amicizia |

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telefono amico |

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mercato
industria |

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telefono cellulare |

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telefonino |

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telematica
messaggio
televisione
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